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2. Coena Domini




 LEZIONARIO
http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/pdf/EGIOSB.pdf
 MESSALE
 

PROPOSTA PER I CANTI:
ingressoIN TE LA NOSTRA GLORIA
 Antifona d'Ingresso  Cf Gal 6,14
Di null'altro mai ci glorieremo
se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore:
egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati.
 S A
  NOSTRA GLORIA E' LA CROCE DI CRISTO
 Frisina S A
  RITO D'ACCOGLIENZA DEGLI
OLII SANTI NELLA PARROCCHIA

http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_diocesi/177/2007-04/04-219/Accoglienza%20Oli.pdf


Atto penitenziale:
KYRIE MESSA VIII di Mons. Liberto
  S 
Gloria:
 DALLA MESSA III di Mons. Liberto
  S A
Salmo Responsoriale
Il Tuo calice Signore è dono di Salvezza
M° M. Visconti
S
 
 Acclamazione al Vangelo
 vedi liturgie precedenti
   
LAVANDA DEI PIEDI:
Questo è il mio comandamento
 Frisina S A
Offertorio
Dov'è Carità e amore
 ZardiniS
 A
 Ubi Caritas
 GregorianoS
 A
 Dove la carità
 FrisinaS
 A
     
 ComunioneMistero della Cena
 S
 A
  Sei tu Signore il Pane
  SA

    

INCENSAZIONE DEL SS. E AVVIO DELLA PROCESSIONE VERSO IL LUOGO DELLA REPOSIZIONE

INIZIO:          PANGE LINGIA  o  GENTI TUTTE

ALL'ARRIVO ALL'ALTARE DELLA REPOSIZIONE:  TANTUM ERGO o ADORIAMO IL SACRAMENTO

LITURGIA
LA MESSA VESPERTINA DEL GIOVEDÌ SANTO
NELLA CENA DEL SIGNORE
(Tratto da:Lettera circolare: PASCHALIS SOLEMNITATIS. della CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO)

44. “Con la messa celebrata nelle ore vespertine del giovedì santo, la chiesa da inizio al triduo pasquale e ha cura di far memoria di quell'ultima cena in cui il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, amando sino alla fine i suoi che erano nel mondo, offrì a Dio Padre il suo corpo e sangue sotto le specie del pane e del vino e li diede agli apostoli in nutrimento e comandò loro e ai loro successori nel sacerdozio di farne l'offerta”. (50)
45. Tutta l'attenzione dell'anima deve rivolgersi ai misteri che in questa messa soprattutto vengono ricordati: cioè l'istituzione dell'eucaristia, l'istituzione dell'ordine sacerdotale e il comando del Signore sulla carità fraterna: tutto ciò venga spiegato nell'omelia.
46. La messa nella cena del Signore si celebra nelle ore vespertine, nel tempo più opportuno per una piena partecipazione di tutta la comunità locale. Tutti i presbiteri possono concelebrarla, anche se hanno già concelebrato in questo giorno la messa del crisma, oppure se sono tenuti a celebrare un'altra messa per il bene dei fedeli. (51).
47. Nei luoghi in cui sia richiesto da motivi pastorali, l'ordinario del luogo può concedere la celebrazione di un'altra messa nelle chiese o oratori, nelle ore vespertine e, nel caso di vera necessità, anche al mattino, ma soltanto per i fedeli che non possono in alcun modo prendere parte alla messa vespertina. Si eviti tuttavia che queste celebrazioni si facciano in favore di persone private o di piccoli gruppi particolari e che non costituiscano un ostacolo per la messa principale.
Secondo un'antichissima tradizione della chiesa, in questo giorno sono vietate tutte le messe senza il popolo (52)
48. Prima della celebrazione il tabernacolo deve essere vuoto. (53) Le ostie per la comunione dei fedeli vengano consacrate nella stessa celebrazione della messa. (54) Si consacri in questa messa pane in quantità sufficiente per oggi e per il giorno seguente.
49. Si riservi una cappella per la custodia del santissimo sacramento e la si orni in modo conveniente, perché possa facilitare l'orazione e la meditazione: si raccomanda il rispetto di quella sobrietà che conviene alla liturgia di questi giorni, evitando o rimuovendo ogni abuso contrario. (55)
Se il tabernacolo è collocato in una cappella separata dalla navata centrale, conviene che in essa venga allestito il luogo per la reposizione e l'adorazione.
50. Durante il canto dell'inno “Gloria a Dio” si suonano le campane. Terminato il canto, non si suoneranno più fino alla veglia pasquale, secondo le consuetudini locali; a meno che la conferenza episcopale o l'ordinario del luogo non stabilisca diversamente, secondo l'opportunità. (56)  Durante questo tempo l'organo e gli altri strumenti musicali possono usarsi soltanto per sostenere il canto. (57)
51. La lavanda dei piedi, che per tradizione viene fatta in questo giorno ad alcuni uomini scelti, sta a significare il servizio e la carità di Cristo, che venne “non per essere servito, ma per servire”. (58) E bene che questa tradizione venga conservata e spiegata nel suo significato proprio.
52. Durante la processione delle offerte, mentre il popolo canta l'inno “Dov'è carità e amore”, possono essere presentati i doni per i poveri, specialmente quelli raccolti nel tempo quaresimale come frutti di penitenza.(59)
53. Per gli infermi che ricevono la comunione in casa, è più opportuno che l'eucaristia, presa dalla mensa dell'altare al momento della comunione sia a loro portata dai diaconi o accoliti o ministri straordinari, perché possano così unirsi in maniera più intensa alta chiesa che celebra.
54. Terminata l'orazione dopo la comunione, si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il santissimo sacramento al luogo della reposizione. Apre la processione il crocifero; si portano le candele accese e l'incenso. Intanto si canta l'inno “Pange lingua” o un altro canto eucaristico. (60) La processione e la reposizione del santissimo sacramento non si possono fare in quelle chiese in cui il venerdì santo non si celebra la passione del Signore. (61)
55. Il Sacramento venga custodito in un tabernacolo chiuso. Non si può mai fare l'esposizione con l'ostensorio.
Il tabernacolo o custodia non deve avere la forma di un sepolcro. Si eviti il termine stesso di “sepolcro”; infatti la cappella della reposizione viene allestita non per rappresentare “la sepoltura del Signore”, ma per custodire il pane eucaristico per la comunione, che verrà distribuita il venerdì nella passione del Signore.
56. Si invitino i fedeli a trattenersi in chiesa, dopo la messa nella cena del Signore, per un congruo spazio di tempo nella notte, per la dovuta adorazione al santissimo sacramento solennemente lì custodito in questo giorno. Durante l'adorazione eucaristica protratta può essere letta qualche parte del Vangelo secondo Giovanni (cc. 13-17).
Dopo la mezzanotte si faccia l'adorazione senza solennità, dal momento che ha già avuto inizio il giorno della passione del Signore. (62)
57. Terminata la messa viene spogliato l'altare della celebrazione. E bene coprire le croci della chiesa con un velo di colore rosso o violaceo, a meno che non siano state già coperte il sabato prima della domenica V di quaresima. Non possono accendersi le luci davanti alle immagini dei santi.
 
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