ASCENSIONE DEL SIGNORE

Commento alle Letture
(da www.laparrocchia.net)

Prima lettura (At 1,1-lì): L'ascensione del Signore

La prima lettura è l'inizio degli Atti degli Apostoli. San Luca ci racconta che Cristo, prima di congedarsi dagli apostoli, rivolge loro le sue ultime raccomandazioni e li incarica di continuare nel mondo la sua opera di salvezza.

a. L'autore sottolinea con forza il senso di questa dipartita di Cristo, facendo vedere che incomincia una nuova storia: quella di Gesù presente nel mondo e operante nella sua Chiesa.

b. Gli Apostoli, non avendo ancora ricevuto 10 Spirito Santo, non capiscono bene per ora. Ma capiranno in seguito: scelti da Cristo, saranno i suoi testimoni fino agli estremi confini della terra.

c. Questa vittoria di Cristo dà un senso anche alla nostra vita? Ci comunica una mentalità di speranza indefettibile, anche se an­dremo incontro a delusioni e a prove?

 

Salmo responsoriale (Sal 46): Lode a Cristo glorificato

Cristo si è innalzato nella gloria in mezzo a canti di gioia: egli trionfa e regna, è il re dell'universo... Acclamiamo a lui con tutta la Chiesa: quella del cielo e quella della terra. Rit.:   Ascende il Signore tra canti di gioia.

 

Seconda lettura (Eb 9,24-28; 10,19-23): L'alleanza suggellata dal sangue di Cristo

Cristo che per noi si è consegnato alla morte di croce, siede ora alla destra di Dio e intercede in nostro favore. Adesso non c'è più bisogno di nuovi sacrifici. Egli ha offerto il suo una volta per tutte e il suo valore è infinito.

a.  Destinata ai cristiani venuti dal giudaismo, questa Lettera, nel brano che leggiamo oggi, si riferisce al rito annuale, quando il sommo sacerdote entrava nel santuario col sangue degli animali immolati: sangue che serviva a purificare il popolo.

b. Ormai il vero santuario, ci dice lo scrittore sacro, è quello del cielo, nel quale Cristo è entrato come sommo sacerdote unico e de­finitivo, e nel quale egli introdurrà, grazie al sangue del suo sacri­ficio, tutti i veri credenti.

c. Nutriamo una fede vera in questo mistero della morte e della risurrezione di Cristo? Se è così, la nostra vita, pur in mezzo alle tentazioni, ai rischi e alle paure, sarà sempre tesa all'avvenire, a Dio. Non permettiamo che queste radiose prospettive si offuschino.

 

Vangelo (Lc 24,46-53): Le consegne di Cristo agli apostoli

Alla fine del suo vangelo, san Luca ricorda globalmente le appa­rizioni fatte da Cristo risorto ai suoi apostoli, per dissipare i lo­ro dubbi e con fermarli nella missione che sta per affidare loro.

a. Gli apostoli arrivarono con difficoltà a credere alla realtà della risurrezione: perciò Cristo si mostra e parla con loro. E pro­prio lui che sta lì davanti a loro, colui che hanno conosciuto e che hanno visto morire. Allora è veramente risorto.

b. All'inizio del suo secondo libro, gli Atti degli Apostoli, Luca parlerà ancor più esplicitamente e dettagliatamente dell'ascensio­ne di Cristo: qui ne fa solo un breve cenno.

c. La missione affidata da Cristo agli apostoli è anche quella di ogni cristiano: la salvezza promessa agli uomini è realizzata in Cristo. Ognuno di noi deve proclamarlo con la testimonianza di una fede vissuta e luminosa.

 

Suggerimenti per l'omelia

« Uomini di Galilea, perché state a guardare in cielo?» Gli apo­stoli hanno visto il loro maestro scomparire in una nube. Sono turbati e smarriti. Ed ecco che sono esortati a lasciare i loro ri­cordi, il loro passato, e a volgersi decisamente al futuro. È un invito rivolto, oltre che agli apostoli, anche a tutti i cristiani.

Rivolti al cielo o rivolti alla terra? Falso dilemma! Sono rimprove­rati spesso i cristiani di vivere nelle nuvole, fuori del loro tempo. Li interesserebbe solo il cielo, sarebbero preoccupati unicamente dell'eternità. Il Vangelo stesso avrebbe la responsabilità di questo atteggiamento d'indifferenza e di egoismo: «La religione è l'oppio dei popoli» - ha scritto Marx.

È una mera calunnia! Nessuna dottrina, quanto il cristianesimo, è esigente e dinamica, anche per migliorare la condizione dell'umanità. Bisogna studiarla senza pregiudizi. Non esige Corse da coloro che la professano una dedizione totale al servizio degli altri? Cristo è stato mandato dal Padre a stabilire fra gli uomini un regno di pace, di giustizia, di carità. Ed è a questo regno di Dio che i cristiani devono lavorare, in unione con Cristo stesso...

E da questo dipende la felicità eterna: è inutile alzare lo sguardo al cielo nella speranza di possederlo, se lo si distoglie dalla terra. Prima di entrare nella sua gloria, Cristo si è prodigato senza misu­ra al servizio di Dio, Padre suo, e degli uomini, suoi fratelli. Ed è arrivato fino al sacrificio supremo, fino alla morte di croce. Nessu­no può essere suo discepolo se rifiuta di portare la croce della to­tale dedizione, della dimenticanza di sé, della pazienza e dell'impe­gno: la croce dell'amore. Al cielo si arriva a questo prezzo!



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 Momento Liturgico
 Titolo Canto
  Spart Audio
 Ingresso:UOMINI DI GALILEA
(T. Antifona d'ingresso propria - R.Nazionale N.192)

s
a
 NEI CIELI UN GRIDO RISUONO'
(R.Naz. N.180)

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a
 ASCENDE I RE DELLA GLORIA
(M.Frisina)

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a
 Salmo Resp.
Ascende il Signore tra canti di gioia
(VISCONTI)


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 ALLELUIA:vedi domeniche precedenti



 



 Process. con le offerte
A TE LA GLORIA
(Vivona)

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 ComunioneANDATE IN TUTTO IL MONDO
(Frisina)

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a
 RAVVIVA IL DONO
(Liberto)

s
a
 SANTO, VERO SPIRITO DEL PADRE
(R.Naz.186)

s
a
 



 finale    LAUDATE DOMINUM OMNES GENTES
(Berthier)


a
  REGINA COELI