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Quaresima-PasquaC

 Mistero della Fede
per il tempo di Quaresima
Scritto dai seminaristi Luca Carloni e Federico Cifelli per il Seminario di Firenze
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SETTIMANA SANTA E TRIDUO PASQUALE
Giovedì Santo
        -Messa del Crisma
        -Messa in Coena Domini
Sabato Santo

TEMPO PASQUALE

Tempo di Quaresima

Nella mentalità corrente, “Quaresima” è sinonimo di penitenza e di mortificazione, privazione e rinuncia, astinenza e digiuno. Ma attenzione: non sono certamente le uniche e preminenti caratteristiche. 

La loro persistenza in primo piano “si radica in quelle pratiche e usanze che, lungo i secoli, hanno progressivamente adombrato il carattere salvifico-catecumenale della Quaresima primitiva e ne hanno sempre più accentuato, al contrario, la dimensione rinunciataria e penitenziale, per lo più intesa individualisticamente e quasi sempre slegata dal cammino comunitario con il quale la Chiesa e la liturgia hanno sempre orientato il popolo di Dio alla celebrazione annuale della Pasqua di Cristo e all’accoglienza dei nuovi eletti battezzati nel mistero d’amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (D. Sabaino). 

    Secondo le indicazioni del Vaticano II (cfr. Sacrosanctum Concilium nn. 109 e 110), il primo significato della Quaresima è la presa di coscienza del “momento favorevole” che ci viene donato per entrare con sempre maggiore consapevolezza di fede e di vita nel mistero pasquale di Cristo Signore.

    L’elemento penitenziale è funzionale a tale dinamica, fondandosi non su immediate ragioni moralistiche, ma su una solida verità teologale: “Partecipiamo alle sofferenze di Cristo per partecipare anche alla sua gloria” (Romani, 8,17). 

    Questa premessa, importante, ci orienta nella scelta dei canti di questo tempo particolarmente prezioso per la vita della Comunità.

    E proprio l’Assemblea domenicale deve essere il soggetto da tenere presente. Non mortifichiamola obbligandola soltanto ad ascoltare un bel coro o un gruppetto che canta, aiutiamola a pregare con il canto, a celebrare cantando. Non mancano le opportunità!

    Nella celebrazione, le parti da cantare prima di ogni cosa sono le acclamazioni.

    Educhiamo la nostra gente a rispondere con il canto: non c’è bisogno di foglietti e di libretti perché le acclamazioni le conoscono tutti a memoria! Basta insistere per un po’ di tempo. Potrebbe essere questo un buon proposito per la Quaresima ! Si arriverà a Pasqua e tutti saranno contenti di cantare la gioia della Resurrezione!

    E poi, i canti d’ingresso e di comunione: abbiano come contenuto la Sacra Scrittura o i testi della Liturgia! Non affidiamoci alla canzonetta che va di moda o che piace di più a qualcuno/a!  

    Il canto, nella Liturgia, è l’espressione della fede di un popolo che si manifesta come Chiesa di Cristo Gesù e che vuole diventarlo in maniera sempre più vera e profonda.






CANTARE LA MESSA  


Tutta la liturgia del tempo quaresimale è una grande catechesi battesimale, che ci invita a vivere e a recuperare il desiderio di uscire da sé stessi per incontrare Cristo lungo il cammino del deserto, per riconoscere la sua voce e vivere i segni della sua presenza nel mondo.  

    Nell’immaginario collettivo la Quaresima è tempo di penitenza e di rinuncia, ma ridurla solo a questi aspetti è semplicemente riduttivo.

    La liturgia ci propone altri temi ben più ricchi e significativi. 

    Il credente si avvia verso la Pasqua percorrendo un itinerario di conversione e di riscoperta del proprio battesimo, per giungere rinnovato nel cuore e nello spirito incontro al Risorto. 

    E il protagonista, come sempre, non è l’uomo, ma Cristo.

    Lui è la guida che apre il cammino alla chiesa verso la conoscenza sempre più profonda del suo mistero. Le risorse dell’uomo, da sole, non possono condurre alla salvezza, perché essa è dono del Risorto, dono gratuito della grazia di Dio.

   E questo cammino si realizza necessariamente nella dimensione ecclesiale, dove il singolo credente cammina assieme ai fratelli nella fede, perché la comunità dei salvati, il popolo della nuova alleanza è la chiesa nel suo insieme.     




   
I canti e una scelta appropriata
, aiutano a scoprire il significato di questo tempo prezioso e a gustarne la bellezza.

   Anche per la Quaresima , il canto di ingresso potrebbe essere un canto, che accompagna le cinque settimane.

    Il Repertorio Nazionale propone Attende Domine (nella versione in italiano: Signore ascolta), ma va bene anche Chi mi seguirà di A. Parisi. Altri brani adatti: Miserere e Benedici il Signore di M. Frisina, Se Dio è con noi e Apri le tue braccia di D. Machetta,  Donaci, Signore, un cuore nuovo di L. Deiss.  

    Un rito previsto e raccomandato è l’aspersione con l’acqua benedetta, come alternativa all’atto penitenziale. Il canto che accompagna l’aspersione può benissimo essere Il Signore ci ha salvati di L. Capello.

    Importante: in Quaresima non si canta l’Alleluia.

    E, prima di concludere: in Quaresima è “quasi obbligatorio” sottolineare con la musica l’Atto penitenziale e l’Agnello di Dio alla frazione del pane.