Report Picotrail di Matteo Sala

E’ nello scenario del terzo Pico trail che si è calata la squadra Carvico skyrunning per correre e festeggiare l’ultimo appuntamento agonistico di gruppo del 2014. Uno scenario quello di Strozza che ha promosso l’organizzazione della Valetudo e tutta la nostra squadra che si è distinta non solo per il numero di partecipanti ma soprattutto per la simpatia e per il contagioso spirito di aggregazione.

Le prove della totale riuscita sono ovviamente documentate dall’incredibile bravura della nostra Cinzia Corona che con i suoi scatti riesce ogni volta a catturare i momenti più belli con artistica maestria. Un altro inequivocabile segno di grande soddisfazione deriva dai tanti apprezzamenti del presidente Alessandro,  contento di una realtà che sta sempre più prendendo piede non solo nei sentieri ma anche nello scenario sky trail running locale…

 

E queste sono le parole giornalistiche di rito, veniamo alla vera cronaca:

 

Gran casino!

 

Sono queste le due parole che userei per descrivere la gara di domenica, tutto comincia con una levataccia e Alessio che mi porta a una velocita oltre ogni ragionevole rispetto nei confronti del codice della strada, all’appuntamento con gli altri sconvolti. La turbobreadcarmachine di Ale arriva con l’inconfondibile clacsonata e l’inevitabile inversione a U che in certi paesi verrebbe punita con l’arresto! Ma non siamo in America, siamo molto più casinisti quando facciamo gruppo. Ovviamente non si parla neanche di raggiungere la meta senza avere raccattato l’indiscusso pilastro portante della goliardia di squadra, un ritrovato Emilio Marco Colombo che finalmente torna a correre (cadrà da fermo e si farà anche male oltre a rendere inutilizzabile una divisa che neanche Rudolf Nureyev avrebbe avuto il coraggio di sfoggiare). L’arrivo a Strozza è in sordina, con educato, modesto e rispettoso ingresso nelle vie del paese…Ale riattacca a strombazzare con le dissonanze del suo clacson malefico, avvertendo la popolazione ancora i fase rem e il circondario che i Carvicoskyrunners sono ormai in città. Compaiono i volti noti: la famiglia Brambilla, Robi Farina e altri compagni di squadra, i runners dei team amici, e anche quelli che non conosciamo, una strombazzata anche a loro. Tutti cambiati e tutti nel recinto degli skyrunners a girare come pecoroni in attesa della partenza che arriva con il sollievo di centinaia di bisonti pronti per sgasare a manetta. Poche centinaia di metri e il cuore è a mille! “mi verrà un infarto” penso e non riesco neanche a pensare di rallentare, verrei travolto dalla mandria. Sono tutti velocissimi in questa breve gara ma “il” Mauro è “fotonico” a lui il primo scatto fotografico come Carvicoskyfinisher. Il percorso è molto incasinato, tanta gente, un fondo insidioso, sassi traditori, fango quasi dappertutto, caldo, poi freddo poi ancora caldo, salite discese, tutto concentrato in pochi chilometri. La corsa comunque ci piace, perché è breve ma dura quanto basta per farci venire ben presto voglia di traguardo e soprattutto di pasta party in compagnia. Gran casino anche negli spogliatoi, sotto le docce, al bar, nel prato del campo di calcio, sulle tribune, ovunque c’è una divisa Carvicoskyrunning con dentro un individuo che ride e scherza (soprattutto al bar). Poi, come riuniti da un istintivo e misterioso richiamo (quello della fame) la squadra si trova al completo con le gambe sotto al tavolo riservato ai settori “categorie schedate”. Ed è li che tutti hanno mostrato il vero lato del carattere che contraddistingue i Carvicoskyrunners. Delirio e panico per l’organizzazione: buoni pasto inventati in qualche modo, piatti che arrivavano e non facevano tempo a toccare il tavolo che già erano puliti a lucido, bottiglioni di barbera del Rocca che magneticamente venivano attratti da alcuni strategici punti della tavolata dove soli i più ignobili erano autorizzati a sedersi, corpi denudati a mostranza di tatuaggi degni delle peggiori ciurme di pirati. President Ale, che avendo da subito intuito l’ingestibilità della compagnia ha esplicitamente palesato il suo superiore grado di partecipazione dando un encomiabile esempio, e vai di fischi, urla, applausi, commenti, dediche e risate. Tavolata Carvicoskyrunning, polo di attrazione per i più casinisti. Poi il dolce, qualcuno si alza, il caffè o l’amaro al bar, le prime borse ammucchiate cominciano a essere caricate in macchina e senza troppe cerimonie, soddisfatti e contenti, ognuno se n’è tornato a casa…

 

Non una parola sulla stagione agonistica, non una parola sul vincitore, non una parola sui tempi, i risultati, le classifiche, i numeri. Tante parole invece per ridere, tante parole per alimentare la fiamma dello spirito di gruppo, lo spirito di squadra, lo spirito…sapete già di che spirito parliamo.

 

Ci vediamo sabato sera amici, ciao. Matt

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