POESIE DI CARNEVALE

POESIE DI CARNEVALE
 
 
 

 

Carnevale vecchio e pazzo

(Gabriele D’Annunzio)

Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane e vino
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia a un pallone.
Beve e beve e all’improvviso
gli diventa rosso il viso,
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia…
Così muore Carnevale
e gli fanno il funerale,
dalla polvere era nato
ed in polvere è tornato
.
 

 

 

La veste di Carnevale

Come sei bella creatura mia
quando te ne vai per la via
facendo muovere quella veste
larga e larga per la festa
di Carnevale. tu ogni tanto
incespichi nel cerchio e di pianto
si riempiono gli occhi
Poi io ti guardo e dico che sei così bella
con tutti i pizzi e il cappello
da sembrare una reginella
e allora tu ridi come se capissi
e anche se con fatica fai qualche passo
a e quando il cerchio si arrotola
intorno alle gambe tu leggera come foglia
ti sostieni all'ombrellino
e poi con l'occhio malandrino
pare che voglia dire: voi grandi siete matti
mi costringete come vino nella botte.
Hai ragione, tu dovresti correre e giocare
senza pensare al vestito che si può strappare
o riempirsi di polvere. se cadi, si può sporcare.
Ma tu già testarda come giumenta selvaggia
ti getti a terra e cominci a scalciare
e dici seria seria: devo
vestirmi da Carnevale
ma a che vale
tutta quest'eleganza. questi pizzi e falpalà
se non posso correre e giocare?

 

 

 

Girotondo delle Mascherine

Girotondo, girotondo,
noi giriamo tutto il mondo.
C'è Gianduia e Meneghino,
Pulcinella e Arlecchino.
C'è Brighella e Pantalone,
Meo Patacca e Balanzone,
Beppe Nappa siciliano,
Stenterello che è toscano...
Girotondo, girotondo,
noi viaggiam per tutto il mondo,
e con noi portiamo

la gioia

che è nemica della noia

 

 

 

Filastrocca della tarantella di Carnevale

C'era una volta il signor Arlecchino
che a tutti quanti faceva l'inchino
e se nessuno gli offriva il caffé
lui si girava e faceva pee pee.
E Pulcinella, che è un gran imbroglione,
si divertiva a fare il burlone;
scherzava sempre e faceva arrabbiare
chi non voleva per niente giocare.
Ecco con noi il signor Balanzone
che da tutti quanti pretende attenzione,
e se nessuno vuole ascoltare
resti con noi e si metta a cantare.
Ma la più bella e anche carina
fra tutti quanti è Colombina,
si veste bene ed elegante,
usa un profumo troppo piccante.
Ma che cos'è, cosa non è,
è Carnevale
trallallero trallallà.

 

 

Filastrocca del Carnevale

Ecco giovedì grasso, giorno di Carnevale
sfilano le maschere per il viale.
I bambini della Don Milani
vanno mascherati e felici alla festa degli anziani.
Giulia e Carlotta, damine con i fiocchi,
arrivan ballando muovendo i ginocchi.


Alice, la fatina,
si è vestita questa mattina.
Alex, tutto sudato,
è venuto da cartone animato.
Ecco Mattia, uomo pipistrello
che se piove apre l'ombrello.
Arriva Alberto, pirata dei mari
accompagnato dai suoi corsari.


Una specie di scienziato è Mattia
che studia bene l'astrologia.
Rebecca ed Eleonora, streghe col gran cappello,
si avvolgono nell'ampio mantello.
Andy è un marinaio
che se è da solo combina un guaio.


Elia è un uomo ragno
che fa' amicizia con un compagno.
Diego e Andrea, colorati pagliacci,
vanno in giro a fare scherzacci.
Giada, Ilaria e Giorgia sono tre donne belle
che mangian delle appetitose frittelle.


Giorgia e Ilenia, streghe sbadate,
hanno le scarpe tutte bucate.
La ranocchia è Giulia De Rossi
che salta e nuota nei fossi.
Elena è la principessa Rosaspina
che si presenta alla Regina
mentre Patrizia la zingarella
si fa' un panino con la mortadella.


Giulia non sa che vestito si metterà
ma di sicuro tanti galani si mangerà.

 

 

Ecco le maschere

Buon giorno signori, io sono Arlecchino,
son lazzarone e a volte sciocchino;
allegro, svogliato, un poco monello,
vi faccio un inchino, mi tolgo il cappello.


Se c’è la musica di tarantella
pronto a ballare c’è già Pulcinella.
Io vengo da Napoli dove perfetti
servono al dente gustosi spaghetti.
Ho il naso paonazzo, il cappello a tricorno,
sono Gianduia, il perdigiorno.


Giacca marrone, il panciotto giallo,
porto i colori di un bel pappagallo.
Son di Bologna, io sono Balanzone,
grosso e imponente, gran dottorone.
Io che mi credo dotto e sapiente
chiacchiero molto e non faccio mai niente.


Son siciliano, io son Beppe Nappa
che le risate ogni volta vi strappa.
Con i saltelli, con balli e con lazzi
faccio felici ragazze e ragazzi.

 

 

Domani è festa

Domani è festa,
mangiamo la minestra.
La minestra non è cotta,
mangiamo la ricotta.
Tiriamo la cordicella,
esce fuori Pulcinella
con un piatto di maccheroni,
e li mangia in due bocconi.
 
 

Carnevale eccolo qua

Viva viva il Carnevale
che ritorna puntuale;
travestito e mascherato
pensa un po’ chi l’ha inventato?


Con le buffe mascherine,
con coriandoli e palline
la sfilata noi faremo,
quanto ci divertiremo!


Al profumo di frittelle,
di panini e caramelle,
è una grande scorpacciata
tra uno scherzo e una risata.

 

 

Carnevale Carnevale

Carnevale Carnevale
ogni anno sempre puntuale
arrivando colorato
nel carretto mascherato:
sempre in vista Pantalone
col dottore Balanzone,
Colombina la servetta
e Rosaura la sua amichetta
Arlecchino e Pulcinella:
è una festa davvero bella.
Stelle filanti, dolci e
coriandoli:
quanti vestiti fatti di
scampoli:
tante tante mascherine
tutte sempre molto carine!
 
 

A Carnevale ogni rima vale

Carnevale, scherzi e balli
con le maschere e gli sballi.
Ecco arriva Pulcinella
sotto braccio con Brighella.
Li raggiunge Pantalone
col suo amico Balanzone,
Beppe Nappa golosone
si presenta col torrone.
Arlecchino e Colombina,
bella coppia birichina.
Meneghino e Rugantino
vanno insieme nel trenino.
Gianduia, gianduiato
preferisce il cioccolato.
Corre forte Scaramuccia
e ci casca sulla buccia.
Sfortunato Stenterello
senza soldi nel cestello.
Viva le maschere italiane
son le più belle del reame.
 
 

Carnevale
E’ tornato Carnevale.
Per la strada, tra un inchino
e una buffa riverenza,
vanno allegri un Arlecchino,
Colombina, Pantalone,
Corallina, Balanzone,
e Rosaura con Brighella
a braccetto a Pulcinella.
"Fo’ l’inchino......Serva sua"
"E io fo’ la riverenza, Eccellenza....!"
E giù risa, scherzi, grida e schiamazzi
di fanciulli e di ragazzi!

 

 

 
 
 

 

 
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