Carmen Barbini

Fa parte dell' ASSOCIAZIONE CULTURALE “R. AIOLFI” no profit, Savona
 
UN CAMMEO D' ARTE:
 
 


Con altri 5 artisti fa parte del gruppo " 3&3 COCCIDARTE "

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Hanno scritto di me… Carmen Barbini inizia il proprio percorso espositivo nel 2002 con una collettiva a Palazzo Botton di Castellamonte.

Naviga ora sull’ onda lunga e suggestiva della moda realizzando originali borsette, scarpe, cappellini, cravatte ed accessori vari, tutti rigorosamente in ceramica, foggiati a mano con metodo certosino e con cura estrema dei dettagli.

Sono sculture davvero accattivanti e talvolta anche utilizzabili, come nel caso delle borsette. Questa vena creativa di Carmen Barbini, che gode di notevole apprezzamento presso gli estimatori e sorprende i nuovi osservatori, vanta almeno un precedente orientato su una linea similare.

Alludo all’ interessante “il linguaggio delle giubbe“, che proponeva giacche, variamente foggiate, di tipo “autoreggente“, vale a dire prive di un indossatore all’ interno.

Questi indumenti, anche se l’ allusione alla figura umana era ben presente, tanto da individuare, solo per limitarci ad un paio di esempi, Il generale  e  l’ uomo dei bottoni. Proprio in relazione a tali felici scelte plastiche maturò per Carmen il quarto premio nell’ ambito della quarta Rassegna Biennale a concorso organizzata dagli “Amici della Ceramica“ ( Albissola Marina ed. 2004 ), mentre un’ altra opera rientrò fra le “ menzionate “ nella successiva edizione del concorso, anno 2006.              

                                                                                                               Alida Gianti

                                                                                                      

Originalità e estro sono le componenti principali, assieme al talento e alla tecnica, che alimentano le sorprese creative di Carmen Barbini: ricca di umorismo, di eleganza minimale che spazia nell’ universo femminile.

Le sue ceramiche ci regalano un alone di mistero, di ipnotica seduzione.

Così borse cravatte scarpe cappelli servono per creare, con equilibrio e sobrietà, una sorta di nuova interpretazione degli “ ingredienti “ essenziali dello stile di una donna contemporanea.

Smalti ricercati, accurati e intelligenti, forme che rimandano a idee diverse per giun-gere ad un risultato fluido, sontuoso,mostrando un linguaggio moderno fino alla Pop Art.

                                                                             Silvia Bottaro

 

…….. il suo mondo sta nelle cose, nelle sue realtà manuali che vengono da lei tramutate con tocco sapiente in opere d’arte.  Di certo a tale conclusione si giunge non senza difficoltà ed incertezze perché ci troviamo di fronte ad una artista rara, di quelle care a Klimt e a Depero,teorici delle arti applicate. Lo denunciano gli stessi titoli, ironici, sferzanti, divertiti, come ad esempio accade per il generale del nulla, un signore della guerra ridotto ad una splendida giacca rossa, carica di magnifiche decorazioni, ma vuota; ciò che ricorda la favola antica di chi, presa in mano una splendida maschera tragica, esclama stupito e desolato: << Però non ha cervello >>.

Non si tratta di un simbolo ma di un giudizio di merito:

la guerra è un evento tragico ed inutile…..                                             

                                                                                                           Aldo Maria Pero

  

Nelle sue opere mostra una straordinaria verve poetica ed ironica, con una naturale propensione

per la pop art rivisitata senza pregiudizi, con grande freschezza e risultati affascinanti.

                      Curatore Quarta Edizione Atelier degli Artisti - Roberto Giannotti

Carmen Barbini il viaggio della vita

Carmen Barbini è artista di raffinata poesia ma allo stesso tempo messaggera di idee e contenuti forti supportati da ironia, umanità ed emozioni espresse attraverso la magia della materia ceramica che lavora, modella e dipinge nel suo studio di Albissola Marina. E’ un percorso bello il suo, tutto da conoscere ed apprezzare anche se basterebbe guardare ed ammirare le sue opere senza la necessità di troppi orpelli critici, grazie alla loro espressività. Carmen è nata nel Veneto a Trecenta, in provincia di Rovigo. Nel viaggio della vita a 14 anni la troviamo a Torino, nel ’68 arriva a Savona. Qui comincia a conoscere la straordinaria storia di Albisola, di questo borgo marinaro votato da secoli alla tradizione della ceramica, sia a livello artigianale che artistico, dove nel corso del XX secolo è nata la ceramica d’arte contemporanea con l’arrivo dei più grandi protagonisti della scena artistica internazionale. In questo contesto Carmen Barbini si è accostata al mondo dell’arte in punta di piedi, con grande modestia ma allo stesso tempo con una irrefrenabile curiosità. Non è stata solo una ricerca rivolta all’esterno ma si è trattato anche di un modo per conoscere se stessa, per rendere evidente una necessità interiore, un talento che forse la gioventù, per le vicissitudini famigliari, non le aveva ancora permesso di esprimere. Ma la voglia di esplorare era ed è nel suo dna, potente. Arrivano così i primi approcci a questo mondo così particolare, attraverso i corsi dell’UniSavona nella città della Torreta e del Circolo Amici della Ceramica N.Poggi di Albissola Marina, le prime partecipazioni a mostre e concorsi, i primi riconoscimenti importanti in eventi di carattere nazionale ed internazionale che non possono non apprezzare lavori dove la qualità artistica è evidente. I temi dei suoi lavori sono dettati dall’istinto. Arrivano i coloratissimi busti, come quello del “Generale del nulla”, ironico e dissacrante come tutti gli altri, dove con la leggerezza dell’ironia e dell’intelligenza Carmen Barbini si fa gioco del potere e si presenta con l’irruenza della naturalezza nello scenario dell’arte. Non c’è solo lo sberleffo al potente nei suoi lavori. Non dimentichiamo che c’è la tecnica, sperimentata ed acquisita sul campo con caparbietà ed arricchita dalle sue idee geniali, che trasformano l’argilla in cravatte, borsette, gioielli, bottoni mai fini a sé stessi ma sempre con un messaggio, un tema, un pensiero da dire. E c’è tanta poesia. Quella gioventù che forse si è persa tra le pieghe delle vicende della vita, Carmen Barbini se l’è ricostruita e la sperimenta giorno per giorno in queste ceramiche, dove c’è tanta gioia di vivere, entusiasmo, innocenza, stupore, voglia di giocare. Senza l’arroganza e la supponenza tipica di questi tempi, presente anche nell’arte e in tanti artisti che si legittimano da soli come “generali del nulla” carichi di medaglie strampalate, Carmen Barbini si presenta a noi vestita solo della sua essenza pura e semplice di artista, l’abito più straordinario che si possa indossare. La sua naturalezza non deve ingannare: nel suo studio d’arte Carmen realizza le sue opere in modo rigoroso, con un severo rispetto della materia, dei suoi tempi, delle sue caratteristiche.  Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le sue opere oggi sono un dono per chi sa apprezzare l’arte portatrice di emozioni attraverso la nemesi della bellezza, la poesia del sogno, la forza del messaggio.

                                                                        Roby Giannotti