Carlo e i libri

Leggere?
Da quando ho imparato non ho mai smesso. Da bambino divoravo un libro dopo l’altro (Salgari, Verne, London, Twain e molti altri). Da ragazzino, anche per gli impegni scolastici, ho un po’ rallentato ma mai smesso, appassionandomi soprattutto alla fantascienza (Asimov, Sheckley, Bradbury, Heinlein, Ballard, Dick ma non solo). Con l’adolescenza ho scoperto autori più “riflessivi” (Hesse, Kafka, Pirandello, Calvino, Kundera…) e ho esplorato i classici (Omero, Euripide, Sofocle, Eschilo, Catullo, Wilde, Joyce, Mann, Tolstoj, Turgenev solo per fare qualche nome tra tantissimi), più avanti ancora ho scoperto i sudamericani (Marquez, Borges, Allende, Amado…) . Più di recente ho riscoperto il fantasy (Rowlings, Tolkien, Lewis) e scoperto l’ucronia (Dick, Harris, Harrison, Silverberg, Lem, Stocco…). Ultimamente sto leggendo molti autori contemporanei (Baricco, Pennac, Coelho, Zafon, Randall…), tra cui alcuni poco noti (
Laura Costantini e Loredana  Falcone, Monica Caira Monticelli, Paolo Ciampi, Andrea Rossetti, Giulia Ghini, Rossella Drudi, Sergio Calamandrei, Giuliana Argenio, Lina Dettori, M.P. Black, Alessandro Bastasi).
 
Anche scrivere è qualcosa che mi è sempre piaciuto e che faccio da sempre. Alle elementari mi divertivo a fare dei fumetti, poi passai ai racconti e a qualche poesia, ma la mia idea, fin dai tempi della scuola, era di scrivere un romanzo. Nel romanzo ho sempre trovato lo spazio ideale per esprimermi, essendo il racconto troppo veloce, sintetico e meno approfondito.

All’inizio scrivevo su quaderni ad anelli ma era un lavoro immane e spesso mi ci perdevo. Fu solo quando potei disporre di un PC, che riuscii, grazie al taglia e incolla, alla possibilità di modificare agevolmente il testo e a tutti i pregi della videoscrittura, che riuscii a completare il primo romanzo. Ma il prodotto ancora non mi soddisfaceva.

Si arrivò così agli anni ’90 e , grazie ad un periodo in cui, per lavoro, vivevo sempre in albergo, trovai il tempo di fare gli studi storici necessari per scrivere il mio primo romanzo ucronico (anche se ancora non sapevo che appartenesse a questo genere), che qualche anno dopo fu selezionato on-line per la pubblicazione. Si trattava de IL COLOMBO DIVERGENTE, che pubblicai nel 2001. L’idea da cui partii fu: “voglio scrivere un romanzo in cui la Storia abbia seguito un corso diverso da quello reale”. Mi chiesi allora quale fosse un evento che ha mutato profondamente la Storia dell’umanità e pensai alla scoperta dell’America. Immaginai allora che Cristoforo Colombo, arrivato nel nuovo continente cambiasse rotta e si incontrasse con gli aztechi, rimanendone prigioniero per un po’.

Questo però non è stato il primo libro da me pubblicato. Già nel 1989 avevo dato alle stampe una raccolta di poesie dal titolo VIAGGIO INTORNO ALLO SPECCHIO. I rapporti con l’editore però mi avevano talmente deluso che per molti anni non avevo più cercato di pubblicare.

L’editore de IL COLOMBO DIVERGENTE, Liberodiscrivere, invece, pur non essendo grande o importante, si è rivelato corretto e disponibile, quindi, successivamente, abbiamo pubblicato assieme la mia seconda ucronia GIOVANNA E L’ANGELO, che narra, con la voce di un essere angelico inconsapevole della propria natura e ignaro dell’esistenza di Dio, la vita di Giovanna D’Arco che, in una sorta di sogno, sopravvive alla propria morte sul rogo.

A GIOVANNA E L’ANGELO, hanno fatto seguito il thriller un po’ pulp ANSIA ASSASSINA, la raccolta di scritti a quattro mani PAROLE NEL WEB (che racchiude il romanzo breve scritto con Andrea Didato SE SARA’ MASCHIO LO CHIAMEREMO AIDA) e la raccolta di allo storie da me curata UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO che riunisce, oltre ai miei, i racconti di altri diciassetti autori.

Ora, sempre edito da Liberodiscrivere, sta per uscire il romanzo gotico con ambientazione fantascientifica IL SETTIMO PLENILUNIO, che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei e che è stato illustrato da 17 artisti (fotografi, disegnatori, pittori) con oltre 100 immagini. Qualcosa di nuovo, che ho voluto definire “gallery novel”, perché oltre ad essere un romanzo è anche una galleria di immagini.

Spero poi di pubblicare presto il primo volume di una serie di romanzi per ragazzini, che riguarda i viaggi nel tempo e un romanzo sul potere del sogno.

E nella vita? Sono nato a Roma, ho lavorato in moltissime città diverse ma ora vivo e lavoro a Firenze. Sono sposato, ho una figlia di dodici anni e lavoro in banca, dove mi occupo dei finanziamenti alle aziende che comprano altre aziende.

Il mio cognome? Incuriosisce sempre e non è un nickname. Viene dall’Austria. I miei antenati vennero in Italia a metà del XVIII secolo dopo aver vissuto nelle zone di confine tra Austria, Germania (Foresta Nera) e Svizzera. Una delle mie nonne era inglese, ma aveva origini svizzere e scozzesi. L’altra era di origini per metà italiane e per metà svizzera. Solo uno dei miei quattro nonni aveva un cognome italiano.
 
 
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