Le Litanie Lauretane




Autentico monumento alla gloria di Maria,
le Litanie della Beata Vergine,
meglio conosciute con il nome di Litanie Lauretane,
furono cantate in forma solenne per la prima volta,
così racconta la tradizione, nella Casa di Loreto.
Da lì si diffusero ben presto in tutta la Chiesa.

Le Litanie di Loreto formano un felicissimo compendio
di tutte le testimonianze di venerazione e d'amore,
di devozione e di confidenza per la Vergine Maria:
un canto di lode ricco nella sua semplicità,
tra le forme di preghiera alla Madonna raccomandate dal Magistero.

Le litanie (dal greco λιτή preghiera, supplica)
sono espressione della tradizione biblica
e degli scritti dei Padri della Chiesa.
Hanno forma di preghiera responsoriale:
una serie di invocazioni di lode pronunciate dall'officiante
seguite da risposte di supplica da parte dell'assemblea o del coro,
in particolare in occasione di feste solenni o processioni.





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I papi hanno ripetutamente professato
il loro apprezzamento per le litanie mariane.

Sisto V, papa molto attivo nella propagazione del culto di Maria,
accordò, con la bolla Reddituri del 1587,
200 giorni d'indulgenza a chi avesse recitato, con cuore contrito,
le Litanie della Beata Vergine.

Benedetto XIII confermò questo favore,
approvando un decreto della congregazione delle indulgenze, nel 1728.

Pio VII, con il suo decreto Urbis et Orbis del 1817,
estese a 300 giorni  l'indulgenza concessa,
rendendola applicabile anche ai defunti.

Con l'inserimento nel 1571 dell'invocazione
Auxilium christianorum, in seguito alla vittoria cristiana di Lepanto,
le Litanie conservarono per quasi tre secoli la struttura di 56 invocazioni:
9 introduttive alla Trinità, 44 alla Vergine Maria e 3 Agnus Dei.
La formula Regina sine labe originali concepta fu approvata da Gregorio XVI
che nel 1839 concedette ad alcune diocesi l'utilizzo dell'invocazione,
prima della definizione dogmatica di Pio IX che nel 1854 la rese obbligatoria.
Leone XIII aggiunse due nuove invocazioni:
Regina sacratissimi Rosarii, nel 1883, e Mater boni consilii, nel 1903.
 Prescrisse inoltre di concludere la recita del Rosario,

nel mese di ottobre, con il canto delle Litanie Lauretane. 
L'invocazione Regina pacis fu aggiunta da papa Benedetto XV
durante la Grande Guerra, nel 1917.

In tempi più recenti sono state aggiunte le invocazioni
 Regina in cœlum assumpta (Pio XII, 1950),
Mater Ecclesiæ (Paolo VI, 1964)

e Regina Familiæ (Giovanni Paolo II, 1995).

Si capisce così come siano diventate in breve tempo
una delle preghiere predilette dai cattolici,
attraverso la recitazione in forma responsoriale
e soprattutto attraverso il canto.

L'arte dell'incisione, che parla all'occhio come il canto parla all'orecchio,
non poteva mancare d'associarsi a questo tributo di pietà.

A metà del Settecento
i fratelli Klauber,
celebri incisori tedeschi,
pubblicarono una serie di tavole con scene bibliche ed immagini simboliche
allo stesso tempo ingegnose e significative, arricchite da testi delle Sacre Scritture.
Questo autentico capolavoro era all'epoca piuttosto raro e non molto conosciuto.

Fu proprio con l'obiettivo di diffondere
questo magnifico monumento dell'arte dell'incisione
in onore della Beata Vergine Maria
che verso la fine degli anni '40 dell'Ottocento, a Parigi,
si decise di intraprendere la riproduzione di questa serie,
arricchita da tutti i perfezionamenti tecnici, nel frattempo sopraggiunti.

In queste incisioni
(sostanzialmente fedeli agli originali di Augsburg,
salvo qualche lieve variante iconografica)
ammiriamo non solo la purezza e l'eleganza dello stile
ma anche l'approfondita conoscenza delle Sacre Scritture.

La maggior parte delle tavole qui presentate
è stata firmata dall'incisore
Pierre-Adolphe Varin
(1821-1897),
allievo di Rouargue il Vecchio
e discendente di una famiglia d'abili incisori di paesaggi e di architetture.