INGANNI Angelo

 

 

 



ANGELO INGANNI

(Brescia 1807 - Gussago 1880)


L'I.R. Teatro alla Scala (1850)

Olio su tela, cm. 36,S x 28

Firmato in basso a destra


Bibliografia:

E.Sioli – Legnani,Poesia di Milano, 1940 pag.195 Opera riprodotta a pag.194 foto

84;G.Nicodemi,Angelo Inganni, Milano 1942 M.C. Gozzoli – M.Rosci, il volto della

Lombardia, 1975

Opera citata a pagina 241,nota 28;

G.Anzani, Quadri e sculture in Museo teatrale alla scala,

Milano, Tomo I 1976 opera citata a pag 119 scheda n.356


Questa scena animata di vita cittadina, realizzata da Angelo Inganni «en

plain air», è una prima idea dell' omonimo dipinto (1852) conservato nel

Museo del Teatro alla Scala.

Al pregio del documento storico, che ci tramanda un'immagine del

grande teatro milanese prima dell' apertura della piazza antistante,

avvenuta nel 1857, si agg~unge la maestria dell' artista, capace di offrirei

con la sua pennellata guizzante una visione fresca e vivace di varia

umanità tra l'architettura dei palazzi e delle case. Il «tempio della lirica» è

illuminato di sbieco dalla luce forte del sole sotto il cielo maculato di

nuvole, ma non prevale sul resto. Tutto, dal vetturino in ombra che guida

la pariglia, ai cani che si rincorrono, fino alla più piccola figura sullo

sfondo, contribuisce a rendere la scena vera e frizzante, in una suggestiva

dinamica di chiaroscuri.

R.C.





Il dipinto deve essere identificato come la prima idea per una veduta

di maggiori dimensioni, firmata e datata in basso a destra "Angelo

Inganni fece 1852", passata col titolo Piazza della Scala, Milano

(olio su tela, cm. 94x 111) ad un'asta Sotheby's nel 2003 (Dipinti

del XIX secolo. Milano Martedì lO giugno 2003, n. 111). Le due

vedute, molto simili nell'impianto e nel taglio prospertico

dell'immagine come nella disposizione delle macchierte che

compongono una vivace scena di vita cittadina, seguono dunque

quella di collezione privata bresciana datata 1850 (olio su tela, cm.

76 x 96; Angelo Inganni 1807 - 1880. Un pittore bresciano nella

Milano romantica, catalogo della mostra di Brescia a cura di F

Mazzocca, Milano, Skira, 1998, pp. 100,205-206 fig.), impostata

in maniera piuttosto diversa, anche per il taglio più ravvicinato dove

la facciata del teatro non si vede per imero come invece nelle due

versioni successive. Mentre la redazione più nota, perché conservata

al Museo Teatrale alla Scala (firmata e datata "Dal vero Angelo

Inganni fece 1852, olio su tela cm. 80 x 102), appare simile alla

nostra e a quella passata da Sotheby's.

Il celebre teatro progettato da Piermarini è stato rappresentato da

Inganni sempre da uno stesso punto di vista, cioè dalla corsia del

Giardino, l'attuale via Manzoni, privilegiando ogni volta non tanto

la rappresemazione dell' edificio, che del resto è ripreso non di fronte

ma di scorcio, quamo quella di un angolo, poi molto mutato, della

Milano ottocemesca animato da una varia umanità come in tutte le

vedute urbane del pittore bresciano. Linteresse del dipinto è anche

di carattere storico, perché quel luogo è documentato nel suo

aspetto precedeme al 1857, cioè all'inizio dei lavori per l'apertura

dell'attuale Piazza alla Scala. L'area di quest'ultima era infatti

occupata da una quima di case piuttosto modeste addossate a

Palazzo Marino. Si imravvedono anche degli esercizi commerciali,

come il famoso Caffè Borrani, noto anche come il Caffè degli Artisti

o della Cecchina dal nome della proprietaria, situato proprio di

fronte al Teatro e riconoscibile dal tendone abbassato. Si trattava

del luogo di incomro non solo del mondo teatrale, ma anche dei

patrioti. Memre in primo piano, sempre a sinistra, si riconosce il

Caffè Martini frequemato in particolare dai critici teatrali.

Nel 1858 iniziò la nuova sistemazione urbanistica con la

demolizione di questi edifici e l'apertura della piazza. Altri inrervent

decisivi furono, dopo l'Unità d'Italia, la costruzione della Calleris

Vittorio Emanuele e l'erezione del monumento a Leonardo d.

Pietro Magni. Sarà lo stesso Inganni a documentare quest

mutamenti con vedute eseguite negli ultimi anni della sua carriera

come la Veduta di Piazza della Scala con neve cadente vista dalle.

Galleria del 1874 (Milano, collezione IntesaSanpaolo) e la Vedute.

~ di Piazza della Scala sotto la neve del 1878 (Collezione privata).

























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