paesaggi



La Regione Calabria detiene il 10% dell'intero patrimonio costiero d'Italia (715,7 Km/q.),e presenta la più grande ed esclusiva varietà di spiagge formate da rocce e sabbie particolari con il susseguirsi di baie, promontori, bianche spiagge e mare cristallino.Partendo da nord verso sud sulla costa Tirrenica si incontra la Costa dei Cedri che delimita il tratto di costa da Tortora a Paola nella provincia di Cosenza,seguendo incontriamo la Costa degli Dei  che va da Pizzo Calabro a Nicotera nella provincia di Vibo Valantia ; Continuando il percosso troviamo la Costa Viola da Palmi a Villa S. Giovanni in provincia di Reggio Calabria;Superando Reggio Calabria  e risalendo verso nord sulla costa Ionica a partire da Capo Spartivento fino a punta Stilo troviamo la Costa dei Gelsomini;Seguendo la Costa degli Aranci in provincia di Catanzaro; Continuando la Costa dei Saraceni che rientra nella provincia di Crotone; E infine sull'alto Ionio la Costa degli Achei che fa parte della provincia di Cosenza.






Video di YouTube








La Costa degli Dei o Costa Bella è un tratto di costa che delimita il confine della provincia di Vibo Valentia sul versante Tirrenico. Racchiude la sporgenza di territorio chiamato corno di Calabria e si affaccia sull'arcipelago delle Isole Eolie, distanti soli 32 miglia nautiche.La costa è caratterizzata dalla varietà degli ambienti,si passa repentinamente dalle lunghe spiagge di sabbia a spiagge rocciose e frastagliate, di formazione granitica.I fondali sono ricchi sia di flora che di fauna marina ideali per immersioni subacquei.Il tratto di litorale tra Capo Cozzo e Capo Vaticano si distingue particolarmente per le spiagge di sabbia bianchissima e granulosa. Viene anche nominata la Costa Bella per i suggestivi panorami con le Isole Eolie;
Il nome della costa  invece è da ricercare nell'antica Grecia,si dice che gli Dei avevano scelto questo tratto di costa come dimora.


  
ProvinciaComuneSuperficie
(km²)
Popolazione
(2009)
Regione Calabria
Provincia di Vibo Valentia Briatico27,764.123
Joppolo15,002.124
Nicotera32,006.358
Parghelia        8,001.652
Pizzo Calabro                      22,34                9.201
Ricadi            22,00                4.705
Tropea3,596.775
Vibo Valentia46,3433.881
Zambrone            14,00                1.826
TOTALE191,03
70.752

CAPO VATICANO

Secondo la nota rivista francese "Les Grands Voyageurs", Capo Vaticano è considerata la terza spiaggia più bella d' Italia e fra le 100 spiagge più belle al mondo.

Il roccioso promontorio di Capo Vaticano si trova nel versante tirrenico calabrese, situato a 284 metri sul versante occidentale del monte Poro, formando lo spartiacque naturale tra igolfi di Gioia e di Sant'Eufemia. Una leggenda vuole che nell'antichità vi fosse un oracolo che sostava sul promontorio al quale i naviganti del luogo si rivolgevano prima di affrontare il mare, visitandolo nella grotta dove dimorava, che si trova sotto lo scoglio che prese il suo nome: Mantineo (in greco manteuo) che vuol dire “comunicare la volontà divina”.
Successivamente la purezza del suo mare e i suggestivi paesaggi offerti dalla sua costa hanno attratto sempre un maggior numero di visitatori.
Perla della costa è Capo Vaticano, importante centro balneare e favolosa area naturale dalla sabbia bianca.

Il mare che circonda il Capo Vaticano è il luogo ideale per le immersioni subacquee, dove si possono scoprire i ricchi fondali abitati dalla popolazione ittica più numerosa e variegata d'Italia, tutto grazie ad un gioco di correnti provenienti dai due golfi di Sant'Eufemia da nord e di Gioia da sud. Non dimentichiamo i tramonti sulle vicine isole Eolie: difficile descriverli con le parole...bisogna viverli di persona. 



TROPEA

Nota località balneare sul mar Tirreno a sud-ovest di Vibo Valentia ed a nord di Capo Vaticano, ha un monastero di Francescani di notevole importanza e la CattedraleNormanna del 1100. Di notevole interesse il centro storico, con i palazzi nobiliari del'700 e dell''800 arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante. Interessanti sono i "portali" dei palazzi che rappresentavano le famiglie nobiliari; alcuni sono dotate di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, e successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi che erano ormeggiate sotto la rupe di Tropea. Da visitare inoltre il museo privato degli antichi mestieri di Calabria e delle macchine automatiche.

I negozi di Tropea vendono tantissimi prodotti tipici e artigianali dei comuni limitrofi, tra cui la cipolla rossa, la nduja di Spilinga, il formaggio Pecorino del Poro, l'olio extravergine d'oliva e vini. Di notevole importanza anche l'artigianato locale, come imanufatti in terracotta.

Tropea è dotata di un porto turistico di recente costruzione, da dove è possibile raggiungere le vicine Isole Eolie in particolare il vulcano Stromboli, quasi sempre visibile dalla costa calabrese tirrenica meridionale.


Secondo la versione on line del Sunday Times (14 gennaio 2007), Tropea è la più bella tra le 20 migliori spiagge d'Europa.


                                       PIZZO CALABRO





Pizzo Calabro è una delle cittadine più rinomate del vibonese, uno splendido borgo sulla costa, arroccato su di un promontorio al centro del Golfo di Sant’Eufemia. Località balneare molto conosciuta e, allo stesso tempo, centro peschereccio notevole, oggi, Pizzo Calabro, è una famosa stazione turistica, nota per le splendide coste e per la mitezza del clima. Pizzo é dotata anche di numerose attività commerciali con indirizzo turistico.

È famosa per la produzione del tartufo e per la qualità gelatiera in generale, tant'è che Pizzo è definita come città del gelato.


Pizzo Calabro è un borgo sulla costa, arroccato su di un promontorio al centro delGolfo di Sant'Eufemia. Il suo territorio comprende una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri. Sulla costa Nord Est, dalla pineta Mediterranea fino alla foce del Fiume Angitola si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose. Appena dopo il fiume si alza la montagna di Vibo, che fa da cortina al territorio, che ha il suo confine con Maierato e Vibo Valentiain alto, sul crinale delle colline. Più a Sud, dove si innalza il masso tufaceo su cui nasce e si sviluppa Pizzo, la costa diventa rocciosa con numerose calette e zone ricche di scogli naturali, nonché diverse grotte, fra cui la Grotta Azzurra, riaperta negli ultimi anni, dopo vari interventi per la protezione dal moto ondoso. Nella zona centrale troviamo la spiaggia della Seggiola, piccolo fiordo al centro del masso tufaceo su cui è arroccato l'abitato su cui domina il Castello Aragonese eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I° d’Aragona e la Marina, graziosa località balneare nonché ritrovo notturno 


                         REGGIO CALABRIA




Reggio, insieme a Napoli e Taranto, è sede di uno tra i più importanti musei archeologici dedicati alla Magna Grecia[11] (dove sono custoditi i famosi Bronzi di Riace, rara testimonianza della scultura bronzea greca, divenuti tra i simboli della città), di due giovani università (la "Mediterranea" e la "Dante Alighieri") e del Consiglio Regionale della Calabria.

È la prima città della regione per antichità e nonostante la sua antica fondazione -Ρηγιον fu un'importante e fiorente colonia magnogreca - si presenta con un impianto urbano moderno, effetto del catastrofico terremoto che il 28 dicembre 1908 distrusse gran parte dell'abitato. Il suo sistema urbano, costretto ad Est dallo stretto di Messinae coronato alle spalle dalle ultime propaggini dell'Appennino, rappresenta uno dei principali poli economici e di servizio regionale ma anche una delle massime concentrazioni di nodi e attrezzature per i trasporti e naturale struttura logistica della Regione verso le coste meridionali del Mediterraneo[12]. Il centro storico, costituito prevalentemente da palazzi dalle linee liberty, ha uno sviluppo lineare lungo la costa calabra dello stretto con strade parallele al lungomare punteggiato di magnoliepalmee piante rare o esotiche.



Reggio è situata sulla punta dello "Stivale", alle pendici dell'Aspromonte, al centro delMediterraneo (dove gli studiosi collocano l'incontro di Odisseo con i mostri mitologici Scilla eCariddi, descritti da Omero) e gode di un suggestivo panorama sulla Sicilia, sull'Etna e sulleIsole Eolie[16].

Reggio è al centro di un'area turistica di importanza storico-culturale, è situata al centro di una zona agricola particolarmente fertile in cui, grazie al clima mite e all'abbondanza di acque, si sviluppano le colture dell'olivo, della vite, degli agrumi e del bergamotto -agrume che rende la sua migliore qualità nel territorio reggino- divenuto per questo uno dei simboli della città[17].

Come per molte città del "Mare Nostrum", nella cultura locale Reggio viene spesso identificata come il centro esatto del Mar Mediterraneo, le cui molteplici e millenarie civiltà hanno sempre influenzato e arricchito l'antichissima storia, la cultura e lo spirito dei reggini.

La città è attraversata dal 38º parallelo che taglia altre cinque città (SeulSmirneAtene,San FranciscoCordova), e su cui è stato eretto un Monumento.

Il comune di Reggio è il più occidentale della Regione Calabria, e la sua provincia è quella che si trova più a Sud nella regione e nell'intera Penisola italiana.




                                    SCILLA


                                                   



Importante località turistica e balneare poco a nord di ReggioScilla costituisce uno tra i borghi più belli e caratteristici d'Italia, meta di artisti in ogni epoca e di ogni nazionalità e frequentatissima meta estiva.





             PARCO NAZIONALE DELLA SILA
 
Il Parco nazionale della Sila è un parco nazionale, il terzo per ordine cronologico ad essere stato fondato in Calabria dopo il Parco nazionale del Pollinoed il Parco nazionale dell'Aspromonte[1]. Sito nel cuore della Sila si estende per 73.695 ha[2] assumendo una forma allungata nord-sud. La sede del parco si trova a Lorica, mentre il perimetro coinvolge territorialmente tre delle cinque province calabresi, la Provincia di Catanzaro, la Provincia di Cosenza e la Provincia di Crotone[2].

Il Parco è stato istituito nel 1997 con legge n. 344, mentre l'istituzione definitiva è avvenuta per D.P.R. del 14 novembre del 2002, dopo un iter politico iniziato nel1923, quando in Italia si cominciò seriamente a parlare di Aree naturali protette, istituendo i primi parchi nazionali[3]. Al suo interno il Parco nazionale della Sila custodisce uno dei più significativi sistemi di biodiversità. Il simbolo del Parco è illupo, specie depredata per secoli e fortunatamente sopravvissuta fino al 1970, anno in cui venne istituita una legge a favore della sua salvaguardia.

All'interno del Parco vi si trovano 3 dei 6 bacini artificiali presenti sull'altopiano silano e la sua superficie boschiva è molto ampia, tant'è che fra i Parchi nazionali italiani è quello con la maggior percentuale di superficie boscata, circa l'80% del totale[4], costituita principalmente da faggete e pinete del tipico pino silano, ilLaricio. Ampie sono le vallate che si aprono lungo le dorsali del Parco ove è praticata la pastorizia, con forme di transumanza ed alpeggio che resistono tutt'oggi, e l'agricoltura legata soprattutto alla coltivazione della patata della SilaI.G.P.



                                        SERRA SAN BRUNO

  


La vera attrattiva di Serra, oltre ai luoghi di San Bruno, sono le bellezze naturali. Il comune è caratterizzato dalla presenza di numerose specie vegetali tra cui le più diffuse sono: il faggio, il castagno e l'abete bianco, con esemplari di piante gigantesche, secolari, che formano un manto forestale molto fitto.

Tra le abetine più belle abbiamo quelle del grande Bosco di Archiforo, e quelle del Bosco di Santa Maria.

Il territorio boschivo, facente parte del Parco naturale regionale delle Serre è attraversato dal "Sentiero Frassati".











Quello che interessa l'abitato di Serra è un microclima tutto speciale. Basta guardare la vegetazione che circonda il paese per rendersi conto che ci troviamo in un ecosistema unico. In rarissime aree appenniniche troviamo boschi di faggio e abete bianco a 800 metri d'altezza. Di solito a tale quota domina il castagneto. Ma a Serra sembra di stare sopra i 1000 metri. Il clima umido, la piovosità abbondante (2000 mm annui) e il fresco della stagione estiva (alla stessa quota, in altre zone d'Italia, fa molto più caldo) garantiscono la crescita di questi boschi ad altezze così basse. Possiamo definire quello di Serra San Bruno (località a 800 metri d'altezza) un clima di bassa montagna con piovosità elevata. Gli inverni sono umidi, molto piovosi e anche con neve nei periodi più freddi. Le stagioni intermedie sono fresche e, anche in questo caso, molto piovose. L'estate è il periodo con meno precipitazioni. Si presenta poco calda, con temperature che non vanno mai sopra i 30 gradi, e soleggiata. Non manca qualche temporale, specialmente in giugno e nella seconda metà di agosto.






Comments