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3. Another Love

Ci siamo! Come promesso è domenica, sono le 13.12 e sto finalmente mettendo su il terzo capitolo di questa long-fic che mi sta letteralmente togliendo il sonno. XD Prima di lasciarvi alla lettura, ho pensato che fosse giusto mettervi in contatto con la lista dei titoli dei capitoli e le loro date di pubblicazione, così che possiate evitare di ricaricare novanta volte al minuto la pagina dei preferiti in attesa di un nuovo capitolo :'D io ho sempre sognato che le autrici lo facessero, quindi mi è sembrato giusto rendere questo servizio ai fan. *C* Poi voglio ringraziare tutti coloro i quali hanno inserito la mia storia tra le preferite o le seguite. Grazie. ♥ Inoltre sarebbe bello che lasciaste una recensione passando, giusto per sottintendere: guarda, Sà, son passata, m'è piaciuto, continua a scrivere che ci piace così (o anche guarda smetti e crepa :D).
Ma veniamo al capitolo! ù_ù Siamo di nuovo al POV!Naruto ed abbiamo un Naruto folle di gelosia per Sasuke; poi abbiamo una scena che la mia beta e la beta della mia beta trovano toccante. Poi mi direte voi. Vi anticipo che c'entra quel testa di cazzo di Suigetsu e che questo capitolo si chiama Another Love proprio a causa sua. *_*;;
Ecco tutto! Godetevi questo capitolo e controllate la lista dei capitoli e delle date per capire quando ci rivediamo! La mia mail c'è, l'opzione recensisci pure per commenti e critiche, bene! Arrivederci e buona lettura a tutti! ;A;


3. Another Love

Naruto era già in piedi quando è suonata la sveglia. Ha preparato una tisana per l'Ero-seninn e gliel'ha portata bussando alla porta con circospezione e garbo.
"Che hai, ragazzo? Che ci fai sveglio a quest'ora?". Ma Naruto non ha tempo di spiegargli: torna in casa, si infila la divisa tirata a lucido e le scarpe meno distrutte che possiede e si lava i denti fino a far sanguinare le gengive. Si sistema miracolosamente i capelli e porta con sé la fascia solo perché non si sa mai. Addirittura si spruzza una goccia del deodorante neutro che deve aver lasciato una volta Sakura nel suo bagno.
Ma, nonostante tutte quelle accortezze e l'essersi svegliato con un'ora di anticipo rispetto al suo solito, il confronto con quell'Uchiha lo sta comunque distruggendo. Si guarda allo specchio e si sente goffo, sgarbato, rozzo e grasso. È vero che mangia solo ramen, che non sa stirare e che ha dei capelli francamente inaccettabili, ma non sopporta che un nuovo arrivato dagli occhi inquietanti si illuda di essere migliore di lui. Non lo sopporta.
Si sistema la giacca ed il colletto allo specchio, si annoda il cravattino in modo quasi maniacale tirando fuori la lingua per lo sforzo, mette la camicia dentro i pantaloni e sorride a se stesso nello specchio col solito ghigno fin troppo allegro.
Sembra un bambino, dannazione. Sembra un fottuto bambino! Perché quel Sasuke Uchiha deve sembrare un così ormonale, sensuale, bellissimo ed adulto e lui deve sempre essere il bambinetto biondo e poco credibile che esclama dattebayo come alla scuola dell'infanzia?
Naruto è arrabbiato, indeciso e perplesso. Allora sbatte la porta di casa, saluta il professor Jiraya urlando sul pianerottolo e sta per andare a prendere la bicicletta. Poi però pensa a quello che quel Sasuke Uchiha avrebbe pensato di lui se l'avesse visto cavalcare una bicicletta rosa con cestino annesso.
E va a prendere la metro.

"No, aspetta, Shikamaru", esclama un po' sbalordita Temari-senpai, ragazza di Shikamaru da quasi un anno, "non fargli lo squillo: Naruto è qui".
Sakura, Yamanaka Ino, Temari-senpai ed i suoi fratelli Gaara e Kankuro, Nara Shikamaru, Akimichi Choji ed Aburame Shino: tutti si girano verso Naruto che, a piedi, si sta avvicinando a loro con quasi mezz'ora di anticipo rispetto al suo solito. Sembrano tutti sbalorditi.
"Ragazzi?", chiede Naruto un po' preoccupato, "che vi succede? Perché mi guardate tutti così?".
"Non ci posso credere: deve essere una proiezione o un sogno o qualcosa del genere", esclama veramente colpita Sakura, "che ci fai qui a quest'ora, Naruto-kun?".
"Che c'è?", chiede Naruto arrossendo in modo abbastanza contenuto, "non posso arrivare in orario una volta ogni tanto?".
"Puoi venire a che ora ti pare, bello", gli consente Kiba arrivando e poggiando un braccio sulla sua spalla, "ma sappi che è strano vederti qui a quest'ora".
Tutti ridono, prendono in giro Naruto e per qualche istante l'equilibrio sembra ripristinato ed ogni cosa pare andare per il verso giusto, ma un attimo dopo la scena di qualche giorno prima pare ripetersi e Naruto si sente come di morire.
"Guardate un po' chi c'è là", sussurra allora il più discretamente possibile mentre Uchiha Sasuke parcheggia la sua moto, si toglie il casco e muove la testa per sistemarsi i capelli.
"Guarda quanto è bello, mamma mia!", esclama Sakura con una passionalità che Naruto non ha mai visto.
"Ma chi è quella specie di angelo?", chiede Temari, ignorando completamente l'espressione disgustata del suo ragazzo.
"È il nostro nuovo compagno di classe", quasi geme Ino, indicando Hinata che arriva in lontananza mano nella mano con suo cugino, "il compagno di banco di Hinata-chan".
"È già arrivato?", chiede Hinata saltellando prima su un piede e poi sull'altro.
"Sì, sono un po' in anticipo!", si vanta Naruto pensando che si rivolgesse a lui.
"Oh, bene Naruto-kun", si congratula Hinata per non metterlo a disagio, ma si gira subito verso il cugino, "Neji Nii-san, eccolo. Non è bellissimo?".
Ed in effetti Naruto deve riconoscere che è davvero bellissimo. La divisa gli sta davvero a pennello e crea un contrasto a dir poco perfetto con la sua capigliatura scura, col colore bruno dei suoi occhi bellissimi e con la sua pelle troppo chiara. Si avvicina al loro gruppo con fare disinvolto ed a ogni passo Naruto si sente stringere di più lo stomaco.
"Ciao a tutti", sorride Uchiha Sasuke come nel peggiore degli incubi di Naruto, continuando a guardarlo negli occhi come stesse per cavarglieli, "tra quanto suona la campanella? Ho tempo per fumare?".
Ino fa sì con la testa, lo presenta ai senpai e Shikamaru gli offre una sigaretta che lui rifiuta gentilmente.
"No, grazie", declina, come un giovane lord in vacanza che rifiuti uno stuzzichino portogli su un vassioio d'argento, "preferisco cose genuine fatte in casa".
E si allontana tra gli svenimenti delle persone di sesso femminile ed i battiti del cuore di Naruto.

Uno ad uno i ragazzi prendono posto dopo aver salutato i più grandi in corridoio. Naruto è sempre stato all'ultimo banco, sin dal primo giorno di scuola, accanto alla sua amata Sakura. Guarda Uchiha Sasuke mentre entra in aula, va a posare il casco sulla finestra, si sistema per un istante la giacca come accarezzandola con le sue lunghe ed ossute dita e poi si va a sedere al suo posto, accanto ad Hinata-chan, degnandola appena di uno sguardo. A Naruto sudano le mani.
"Buon giorno, ragazzi", fa Kakashi-sensei, entrando, "tutto bene?".
Un coro di si solleva nell'aula. Il sorriso del professore si profila al di sotto della maschierina da infermiere senza la quale nessuno era mai riuscito a vederlo. Lee-senpai e gli altri della sua classe giurano che persino Asuma-sensei, il docente di algebra, trigonometria e geometria, abbia tentato qualche volta di sfilargliela, ma a quanto pare la sua ossessione per i microbi gli ha sempre ipmedito di respirare senza mascherina al di fuori delle mura domestiche. Segretamente, Naruto sta organizzando da qualche tempo un'incursione a casa sua. Già se lo immagina in vestaglia e pantofole. Vuole bene a quel furbacchione di Kakashi-sensei: qualche volta se l'è persino ritrovato a casa dell'Ero-sennin a fare da beta-reader per la stesura dei suoi patetici romanzi erotici. L'ha sempre trovato acuto, indulgente e soprattutto estramamente spassoso. E, soprattutto, è convintissimo che sia omosessuale. Ci metterebbe una firma sotto.
"Ok", conferma il professore allentandosi un po' il nodo della cravatta grigia, "facciamo che per questa prima ora: interroghiamo. Vediamo un po'...", Naruto alza la mano. L'intera classe si volta verso di lui, "...sì, Naruto, ti ho già giustificato".
"No, signore, veramente vorrei essere interrogato".
Stupore generale.
"Naruto", sussurra Sakura con la speranza che il sensei non la senta, "non hai studiato, non fare il kamikaze!".
"Certo che ho studiato, Sakura-chan", la contraddice Naruto con tono seccato, "non sono così stupido!".
In classe c'è un vociferare imbarazzante: tutti si stanno chiedendo da quando in qua Naruto studi e soprattutto da quando in qua Naruto alzi la mano per essere interrogato di sua spontanea volontà. Di solito i professori devono andare a prenderlo a casa per fargli due domande per salvarlo dalla bocciatura.
"Mi dispiace, Naruto-kun, ma per 'sta mattina ho altri programmi", si scusa il professor Hatake nel modo più cortese possibile. Poi si rivolge a quell'Uchiha e, con un tono un po' autoritario, gli chiede cosa egli pensi di una certa opera di un certo autore inglese del '600. E Naruto sente di avere un altro buon motivo per ucciderlo a mani nude.

Uchiha Sasuke parla di Paradise Lost come l'abbia scritto lui. Possiede i punti fondamentali della biografia dell'autore, le problematiche e le peculiarità della trama ed un punto di vista critico addirittura innovativo. Gesticola con una certa aria di sufficienza mentre esprime concetti del tutto estranei al resto della classe, ridacchia da solo alle sue battutine pseudo-intellettuali, fa esempi, cita facendo il gesto delle virgolette con le dita come i grandi oratori e, soprattutto, fa tutto questo con una proprietà di linguaggio in lingua inglese che neanche il professor Kakashi possiede.
Il suo sguardo è magnetico: guarda Kakashi-sensei negli occhi e gli parla con disinvoltura, senza nessuna ansia da prestazione o imbarazzo. Per quanto riguarda Naruto potrebbe aver appena pronunciato una dichiarazione di guerra, un discorso di commiato o un anatema: non gli importa, perché lo sta dicendo benissimo. Usa termini appropriati, non esagera con la lunghezza dell'esposizione e, soprattutto, è chiaro nonostante la pronuncia impeccabile e l'accento un po' U.S.A.. Non c'è altro modo di descrivere il suo intervento se non con l'aggettivo: perfetto.
"Vi prego, datemi qualcosa per spaccargli la testa", dice Naruto a bassa voce, beccandosi un pugno nella gamba dalla sua ragazza, la quale è quasi ipnotizzata dall'inglese di Uchiha Sasuke.
È in quell'istante che, nello stupore generale, Sasuke dice sempre in inglese che non ama molto John Milton né la letteratura inglese, ma che ha trovato Paradise Lost molto interessante "se non altro dal punto di vista della comparazione col Faust di Goethe".
Il professor Kakashi trattiene le lacrime. Trascorre qualche istante nel più completo silenzio intervallato appena dai borbottii di disappunto di Naruto.
"Che dire, Uchiha Sasuke", afferma Kakashi-sensei, "sono sbalordito. Questa è probabilmente la miglior interrogazione della mia carriera. Te ne sono grato e non posso che metterti un'A + + sul registro che sarebbe un 10 tondo tondo per i canoni occidentali. I miei complimenti".
E Naruto si alzerebbe per dargli un pugno. Non lo fa per rispetto al suo insegnante.

Durante l'intervallo tutta la classe si disperde in giro per la scuola. Sono pochi i ragazzi che restano in classe.
Naruto ferma Hyuga Hinata proprio mentre sta uscendo dall'aula.
"Stava leggendo?", le chiede come ringhiando.
"Cosa?!", esclama Hinata-chan, terrorizzata.
"Quel, quel! Quel bastardo succhiacazzi!", quasi urla Naruto con una nota di disprezzo nella voce, "stava leggendo?".
"Ma che dici, Naruto-kun?", lo rimprovera spietatamente Hinata, "dovresti vergognarti! Perché non accetti che è semplicemente bravo e la fai finita?".
"Non può essere così bravo. E così bello, dannazione", dice Naruto un po' calmandosi, ma con un'espressione tutt'altro che tranquilla, "non può avere tutto lui. Io sono distrutto".
Hinata gli accarezza il capo chinato con una dolcezza infinita proprio mentre i senpai irrompono in classe.
"Circola voce che quell'Uchiha sia una specie di genio", gongola Rock Lee, il nipote dell'insegnante di ginnastica nonché campione olimpico di arti marziali dotato di legendarie sopracciglia.
"È arrivata fino a noi in terza la notizia! Questo Uchiha Sasuke è un alieno! Un bellissimo alieno, uh!", conferma Tenten, la ragazza di campagna compagna di classe di Lee e gli altri.
"È vero che ha spiazzato Kakashi-sensei?", chiede Hyuga Neji lasciando un bacino innocente sulla fronte della sua cuginetta.
"A me sta abbondantemente sui coglioni", conclude Naruto uscendo dalla classe. Poi torna indietro, sbatte la porta e se ne va ancora più impettito.
"Gli piace un sacco", sorride Gaara-senpai e Hinata comincia a raccontare della già leggendaria interrogazione di letteratura inglese.

L'intero corridoio parla di lui. Tutti, nessuno escluso, sanno dell'interrogazione di inglese. Persino un ragazzino del primo anno amico di Naruto e nipote dell'insegnante di matematica, Sarutobi Konohamaru, ferma Naruto per chiedergli chi sia questo famigerato Uchiha Sasuke.
"Ma io non ho capito, Naruto Onii-chan! Fammelo vedere!", gli chiede con un'espressione tenera alla quale Naruto non sa resistere. E partono insieme alla ricerca di quell'Uchiha.
Girano per tutti i corridoi, guardano in tutte le aule, fanno addirittura un giro di ricognizione in palestra e, proprio quando stanno per arrendersi, lo vedono attraverso uno dei finestroni del piano terra mentre se ne sta in giardino appoggiato con la schiena ad un albero.
"Mamma mia, è proprio...", sta per dire Konohamaru.
"Ti prego, se mi vuoi bene, non dirlo".
"...una testa di cazzo", conclude Konohamaru, però con un'espressione ammaliata.
Ha il sole freddo a colpirgli la pelle bianchissima e se ne sta circondato da certi strani elementi: una ragazza occhialuta con dei capelli rossi tinti ai limiti della decenza, un ragazzino effemminato con una sciarpa lilla più grande di lui ed una specie di gigante più o meno noto a scuola per essere una specie di talento naturale per il football. A Naruto la situazione non è chiara.
"Konohamaru-kun, chi sono quei brutti ceffi con lui?", chiede, già stizzito.
"Ma a che scuola vai, Naruto Onii-chan? Come fai a non conoscere quelli lì?", gli chiede il suo kohai, "il più grosso è Jugo, una specie di bullo malato di mente che sta in classe con Gaara-senpai. La rossa impazzita è un'otaku senza cervello, scrive fanfiction. Il ragazzo accanto a Sasuke-kun è uno spacciatore. Si chiama Hozuki Suigetsu, ma lo chiamano La Reincarnazione del Demone Zabusa, pensa che tipo è. Vende, capisci che intendo?".
Naruto sta per irrompere in giardino, sollevare tra le braccia Uchiha Sasuke e rimproverarlo per le sue cattive compagnie. Poi si ricorda che lo odia e trattiene il respiro per qualche istante, tentando di rinsavire.
"Dovrebbero essere in una scuola per criminali", conclude Naruto poco convinto.
"Ma ci sono già stati", lo informa Sarutobi Konohamaru continuando a guardare la scena: Sasuke e quel Reincarnazione del Demone Cacca o come si chiama lui che fumano qualcosa di sospetto, quella ragazzina e l'orco, "non lo sai? Uchiha Sasuke è appena uscito da un riformatorio di Kyoto ed hanno recentemente dato l'ergastolo a suo fratello per aver ucciso tutta la sua famiglia".
Naruto spalanca gli occhi. Gli tremano le gambe.
"Cosa?", chiede seriamente incredulo.
"Credo che tu fossi l'unico in tutta la scuola a non saperlo, Onii-chan".
Poi Naruto vede Uchiha Sasuke staccarsi dalla corteccia dell'albero come a rallentatore, poggiando una mano sul selciato fresco, aspirare una boccata di fumo e gettarla tutta dalla sua bocca in quella di Hozuki Suigetsu in un modo quasi sacro, sensuale, come l'avessero fatto milioni di volte prima di quella. Naruto si ripete la scena nella mente una o due volte, come fosse stato indelebilmente segnato da quei gesti tanto semplici e belli: Sasuke che appoggia le labbra sul filtro scurito, aspira avidamente il fumo nei polmoni, inspira e lo tiene per un secondo tra le pareti della bocca; lentamente si scosta dall'albero, si avvicina a Suigetsu e schiude le labbra mentre quello accoglie il fumo appena prodotto nella propria bocca. Ecco. Naruto vede tutto questo ed il suo cuore prende a tremare all'impazzata. Non dimenticherà mai questa scena. Poi vede Sasuke prendere un'altra boccata, questa volta più breve, ed inspirare con gli occhi chiusi ed il viso pallido e sereno rivolto verso l'alto. Poi lo guarda mentre passa la canna al suo compagno sorridendogli e sistemandosi una ciocca di capelli dietro ad un orecchio. Gesti così brevi, così precisi, così sensuali: Naruto si sente come di morire. Ne morirà di certo. Odia Uchiha Sasuke. Lo odia. Profondamente. Si volta, lascia lì Konohamaru e torna in classe di pessimo umore, peggiore di quello precedente se possibile. Ha appena trovato un altro buon motivo per uccidere quel maledetto di un Uchiha.

"Si droga! Si droga!", urla Uzumaki Naruto entrando in classe e trovando ancora i senpai a scambiarsi informazioni sulla questione Uchiha coi suoi compagni, "si droga, ecco perché è così dannatamente bravo! È un fottuto dopato!".
Proprio mentre espone la sua trovata ai suoi compagni e a Sakura che tenta di zittirlo facendo shh con un dito davanti alla bocca, Uchiha Sasuke fa la sua entrata in classe con gli occhi arrossati, la camicia della divisa completamente sbottonata e le labbra socchiuse come stesse baciando l'aria. Naruto diventa istantaneamente dello stesso colore di un pomodoro.
Uchiha Sasuke gli si avvicina quasi pericolosamente e si appoggia con una mano alla sua spalla. Se porta più vicino trascinandolo. A Naruto quel contatto così intimo sembra quasi bello, ma senza motivo le sue gambe continuano a tremare. Gli parla nell'orecchio e Naruto può sentire il suo fiato caldo, la pressione leggera delle sue labbra sul padiglione dell'orecchio.
"Fatti i cazzi tuoi, usuratonkachi", lo apostrofa a malo modo Uchiha Sasuke. E si siede al suo posto socchiudendo gli occhi come in trance. Come se in quella stanza ci fosse solo Naruto.
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