Naruto‎ > ‎[2011] Love Your Enemy‎ > ‎

18. Love, In the End

Ma ciao! *w* Sono un po' in anticipo sulla tabella di marcia come promesso ad ilarione, reduce da una strana serata in piazza coi soliti amici ed un po' su di giri, ma va tutto bene e sono qui nonostante siano le quattro del mattino per mettere on-line il nuovo capitolo di Love Your Enemy! Spero che non vi dispiaccia trovarlo già on-line appena svegli! ù_u
Su su, alziamoci, sistemiamoci e dedichiamoci alla lettura che, come da calendarietto, di qui in poi ne vedremo veramente delle belle! *C* Facciamo un riassunto delle puntate precedenti: finalmente Sasuke & Naruto al ballo di primavera hanno, ehm, concretizzato, ma non completamente e così si sono dati appuntamento per l'indomani a scuola. Ed eccoci qui! Voi non siete emozionati?! ;A; Io sì! Questo probabilmente è uno dei miei capitoli preferiti, insieme al 21 che ho finalmente finito! *Applaude come una deficiente*
Per adesso non mi resta che ringraziare tutti i lettori ed incitarvi ancora a farmi sapere cosa pensate della storia (specialmente in un giorno tenero e speciale come questo *_*/).
Ah, sappiate che ho due trago, aww! :3 Buona lettura e ci vediamo martedì col prossimo capitolo ed il prossimo extra!


18. Love, In the End

E poi domani è arrivato.
Sasuke ha dormito tutta la notte come un sasso, cosa che non faceva probabilmente da anni. C'è qualcosa che non va, qualcosa di bello. Qualcosa di infinitamente bello. L'ha svegliato Undiscosed Desires dei Muse. Ha spento la radio-sveglia con un rancore quasi giocoso e l'ha impostata affinché ricominciasse a suonare dopo un quarto d'ora.
Ed eccolo, adesso, con un sorriso così poco da lui a pensare a ciò che è successo ieri al Ballo con le mani sotto la testa contro il cuscino. Sta fremendo. Non vede l'ora di essere al Konohagakure, seduto accanto a Naruto.
Per le persone intelligenti è sempre difficile essere felici: Sasuke l'ha imparato a sue spese. Quando pensi, valutando le situazioni e le cose accuratamente, finisci sempre per essere un po' incazzato con la vita, per serbare un po' di rancore. In questo momento, però, Sasuke si sente tutto fuorché intelligente: non vuole essere oggettivo con ciò che sta succedendo, non vuole capire. Vuole solo Naruto. Vuole essere felice.
Gli ha fatto un pompino. Sasuke ci ripensa e gli tremano le gambe, gli viene un sorriso come quello di un bambino e da sospirare come nel pieno di un incurabile attacco di felicità. Non l'avrebbe mai detto che sarebbe stato così bello per lui procurare piacere ad un altro: poi, succhiandolo a Naruto con veemenza, con passione, mettendoci tutto se stesso per farlo godere fino allo spasmo, si è accorto di non desiderare altro che quello. Si è letteralmente annullato per farlo godere; e l'ha fatto con una tale adorazione, con un tale trasporto che quando ha finito si è sentito come dopo i titoli di coda di un buon film: incapace di uscirne. Ha messo da parte la sua stessa eccitazione, il suo proprio piacere per il suo.
È morto ed è rinato per Naruto. E non se ne pentirebbe per niente al mondo.
Una parte di lui, ilare e sbalordita insieme, non fa che chiedersi come abbia fatto a cacciarsi l'intero affare di Naruto in bocca: ha rischiato di strozzarsi più di una volta, ma è stato bellissimo. Gli viene da ridere. È stato tutto così semplice. È stato tutto così naturale. La sua bocca sembrava fatta apposta per contenere quella pienezza straripante, per suggerne il seme denso e dal sapore acre ed intossicante.
Sasuke si sente stremato, felice, carico di una strana euforia. È certo di non essersi mai sentito così. La vita gli aveva tolto il sorriso quand'era ancora poco più che un bambino: finalmente glielo sta restituendo. Era fatto, era arrabbiato, era triste: Naruto ha scopato via dalla sua bocca qualsiasi cattivo presagio, qualsiasi brutto presentimento. Per Sasuke non esisteva altro che quel pene grosso e scuro, mentre erano chiusi in quel minuscolo bagno.
Adesso Sasuke sta pensando a quando gliel'ha messo dentro nello stanzino delle scope; si sta chiedendo come abbia fatto a riuscire a penetrarlo senza spaccarlo in due come un'arancia. Poi però suona la sveglia e Undiscosed Desires riparte da dove Sasuke l'ha fermata.
Domani è finalmente arrivato.
Per le persone intelligenti è sempre difficile essere felici, ma Sasuke è disposto a mettere da parte qualsiasi cosa pur di riuscire ad esserlo. Con Naruto, per Naruto. È disposto ad accantonare le sue ambizioni, i suoi obbiettivi; è pronto ad appendere al chiodo il suo orgoglio beffardo, il suo sguardo truce a favore di un sorriso rivolto a Naruto. Può mettere da parte anche suo fratello, la sua vendetta e tutto ciò che un odio radicato ed ormai lontano si porta dietro.
Sasuke farebbe di tutto per essere felice, adesso lo sa. Adesso può accettarlo. Per Naruto.
E Sasuke ne è felice. Perfettamente felice.

Cielo azzurro, eccitazione a fior di pelle, una strana ansia su per lo stomaco. Un'ansia che è una strana forma di curiosa felicità.
Sasuke sgomma producendo un forte suono con la ruota a fare attrito contro l'asfalto: Naruto è accanto al cancello ed ha gli occhi socchiusi, un sorriso tenero che è una promessa nella sua divisa rovinata ma ben stirata, illuminato come sotto un riflettore da un'espressione inequivocabilmente gioiosa.
Naruto sta già muovendosi per arrivare a scuola. Sarebbe arrivato con largo anticipo. Sasuke non riesce a reprimere un brivido riconoscendo che l'avrebbe indubbiamente fatto per lui.
"Stavo per chiamarti. Pensavo stessi dormendo e dovessi salire su a svegliarti con un secchio d'acqua in faccia", lo rimprovera con un sorriso alzando la visiera del proprio casco per poterlo guardare negli occhi. Ha le gote appena arrossate, le labbra tumide di chi abbia pianto a lungo o vissuto in un perenne languore e sembra essere appena uscito dal set malconcio di un film porno. Sasuke non ha mai visto un film porno, ma ciò che solo gli occhi di Naruto riescono a scatenare dentro la sua testa è chiaro e somiglia senza margine d'errore alla pornografia.
Sasuke ha perso completamente il controllo.
"Ho un appuntamento", ammette Naruto con uno sguardo ironico mettendosi il casco più piccino. "Da ieri".
"Perché?", lo provoca Sasuke sfilandosi il casco e scuotendo la testa per dare una parvenza di ordine ai suoi capelli. "Cos'è successo ieri?".
Naruto reagisce con una smorfia alla sua evidente provocazione.
È così: Sasuke è ancora incredulo. Una parte di lui teme ancora che Naruto si volti dall'altra parte e ripeta di essere eterosessuale, di stare con Sakura, di non volerlo più vedere, né baciare, né toccare mai più.
Poi però Naruto sorride e gli tira una ciocca di capelli appena sopra l'orecchio piano, con leggerezza: niente a che vedere coi cazzotti, con le lacrime, con le contraddizioni. È stato un gesto violento, ma carico di uno strano affetto che sfocia come un torrente nell'erotismo. A Sasuke manca il fiato quando Naruto gli avvicina la bocca all'orecchio scoperto e gli parla sussurrando.
"Accompagnami a scuola", dice piano, "ho un appuntamento col ragazzo che me l'ha succhiato ieri sera al Ballo".
Poi sale sulla sella posteriore ed a Sasuke viene da ridere. Qualche settimana prima, se qualcuno gli avesse predetto che avrebbe avuto i brividi sentendo parlare un ragazzo biondo e matto, probabilmente avrebbe sputato in un occhio al poco credibile malcapitato; se questo fosse stato Suigetsu, poi, lo avrebbe anche picchiato. Se lo sarebbe meritato.
Mette in moto quando Naruto stringe le gambe intorno alla sella e le braccia intorno alla sua vita.
"Bene", finge con la voce un po' distorta dalla plastica e la pelle del casco, "e com'è questo ragazzo?".
Sente Naruto ridacchiare. "Ha la bocca come un aspirapolvere", dice abbracciandolo forte ed avvicinando di più il bacino al suo corpo, "ma è strano forte".
"In che senso?", chiede Sasuke senza pensarci. Sorride in modo complice. I giochi di Naruto lo faranno impazzire.
"Nel senso", abbozza Naruto nel modo più tenero possibile, avvicinando la bocca alla nuca scoperta di Sasuke, a pochi centimetri alla pelle tenera attorno al tatuaggio e provocandogli un lungo, intenso brivido, "che quel bastardo non si è lasciato toccare nonostante stesse morendo di voglia. Chi lo capisce".
Sasuke sorride. Guarda la strada e tutto gli sembra perfetto, come in un film: uno di quelli che cominciano con una persona sola e finiscono con due persone insieme. Un film a lieto fine; Sasuke non crede di averne visti molti, ma quando l'ha fatto non deve avergli creduto, perché questa felicità improvvisa l'ha colto del tutto impreparato. Avrebbe dovuto guardare più classici Disney. Si sparerà La Bella Addormentata e La Bella e la Bestia una volta tornato a casa. Si farà una sega infinita pensando al suo lieto fine lungo il cazzo di Naruto.
"E così ti ha fatto un pompino e se n'è andato", annuisce Sasuke ironicamente ad un semaforo, lasciando il manubrio della moto fermandola ed appoggiando un piede sull'asfalto, "che ingrato".
"Già", sibila Naruto passando le dita sulla pelle nera del suo giubotto in modo possessivo, sensuale, animalesco. "Non puoi nemmeno immaginare quello che gli avrei fatt-".
"Usuratonkachi", lo ammonisce Sasuke dando gas alla moto, "scommetto che anche quel bastardo ingrato non vedeva l'ora di lasciarsi scopare". Sorride.
Sente la mano di Naruto appoggiarsi sul cavallo dei suoi pantaloni e freme.
"O di scoparmi", miagola quasi Naruto. La mano sui suoi pantaloni si fa sempre più possessiva, sempre più esplicita. Sasuke sente come una strana fitta allo stomaco: una fitta piacevole. Arrivano al cancello del Konohagakure: è così presto che è ancora chiuso.
Qualche settimana prima poteva giurare che sarebbe morto di voglia. Non avrebbe mai immaginato che si potesse morire di più.

"E quando ha cantato quella di Lady Gaga!", ride Naruto con viso arrossato e la cartella sui piedi, "credevo di morire! A proposito: come s'intitola quel pezzo?".
Anche Sasuke sta ridendo. Hanno parlato della Nintendo Wii di Naruto, poi della probabile verginità di Kakashi-sensei ed infine era toccato a Deidara. Sasuke avrebbe volentieri evitato l'argomento, ma vedere Naruto così divertito sta toccando corde dentro di lui che lo stanno facendo vibrare di un piacere genuino, pacato, allegro.
"Quale dei tre?", chiede Sasuke annuendo e vedendo Lee-senpai, Kiba, Hinata, Neji e Tenten arrivare.
"Ha fatto tre canzoni di Lady Gaga?", chiede Naruto spalancando la bocca e quasi affogandosi con la propria saliva. "Ma non erano una rock band?".
"Ciao, ragazzi!", trilla Ino avvicinandosi al loro gruppo.
"Ciao, Ino-chan!", sussulta Naruto con un certo entusiasmo, "il tuo amico Deidara è troppo forte! E vestito da femmina è la cosa più arrapante della terra, davvero!".
"No!", per poco non piange Kiba aggrappandosi convulsamente alla manica della giacca di Neji, "volete dire che quella bionda col culo più bello del mondo che cantava al Ballo sarebbe un maschio?".
"Kiba, ma sei scemo?", lo rimprovera Nara Shikamaru sopraggiungendo con le occhiaie ed una brutta cera, "è in classe di Neji ed è maschio". Poi Shikamaru dà un pizzico sulla faccia di Naruto e gli sorride benevolo, come un papà. Sasuke è un po' geloso di questo gesto, ma riconosce immediatamente un affetto puro e fraterno negli occhi di Shikamaru ed allora gli sorride. "Piuttosto", aggiunge quello, "voi due avete aperto la scuola 'sta mattina?", chiede rivolgensodi a Sasuke e Naruto. "Siete in anticipo rispetto al vostro fastidioso solito".
Si guardano negli occhi, complici. Poi Sasuke vede Naruto abbassare lo sguardo e sorridere. "Eravamo impazienti di sentire quanto vi siete divertiti tutti al nostro Ballo!", lo sente dire. E Sasuke non sa perché, ma gli è grato. E vorrebbe baciarlo.
"Ci siamo divertiti un mondo!", esulta Hinata con un sorriso, "e la band è stata fantastica: avete fatto davvero bene a sceglierla!".
"E i pezzi di Gaga che hanno fatto erano: Paparazzi, So happy I could die e Disco Heaven", aggiunge Sakura. Sasuke non l'ha neanche notata fino a questo momento. La guarda e gli sembra sempre più magra, sempre più smunta, sempre più triste. Le lancia un sorriso come di salvataggio e lei lo prende come stesse per affogare. Ricambia con un sorriso dei suoi, uno di quelli carichi di rimorso.
"Ciao, Sakura", le dice come parlando ad una bambina. Sasuke non riesce ad odiarla. Ci ha provato, ha persino realizzato che dovrebbe sentirsi infinitamente in colpa perché ha una relazione col suo ragazzo, ma non ci riesce. Ha capito che può solo volerle bene e questa constatazione lo rende soltanto infinitamente triste. "Hinata-chan", la interpella poi scuotendo la testa, "mi spiace darti una delusione, ma la band l'ha scelta Kakashi-sensei".
Sasuke vede Naruto annuire con gli occhi chiusi. Gli sembra un bambino testardo. "Solo un verginello come lui avrebbe potuto scegliere la band più sessualmente ambigua disponibile a Tokyo". Sasuke ridacchia suo malgrado.
"Vergine?! Kakashi-sensei?!", borbotta Rock Lee con una certa insistenza. "Ma io non credo!".
"È una teoria di Naruto", lo tranquillizza Sasuke con un certo disappunto, "lasciate che creda ciò che preferisce".
Naruto gonfia le guace, poi gli fa una smorfia e scoppia a ridere. Anche Sasuke ride, trasportato e solo qualche secondo dopo si accorge di avere gli occhi rancorosi di Sakura addosso. Sente come una strana angoscia. Come se lei sapesse.
"Senti chi parla, poi", osa Kiba sghignazzando e pungolando con un gomito il braccio di Naruto. "Come ti permetti di parlare tu di verginità?".
Allora Naruto solleva lo sguardo verso Sasuke. Gli sorride nel modo più bello del mondo e Sasuke non riesce a fare a meno di morirci un po'. Quando leggeva nei romanzi quelle cose in stile farfalle nello stomaco, pensava sempre che fossero cazzate, metafore poco esaustive che potevano far arrossire solo signore Bovary e piccole Jane Eyre, ma adesso ciò che sente nello stomaco più che farfalle gli sembrano falchi.
Sta sorridendo nel modo più scemo del mondo e non gliene importa. Si sente felice.
E poi succede. Improvvisamente, come se avesse studiato il copione e non vedesse l'ora di recitare la sua parte, Sakura si spinge verso di loro e bacia Naruto.
Lo bacia. Gli mette le mani sulle spalle e gli infila la lingua in bocca, così, come fosse la cosa più normale del mondo. Sotto gli occhi di Sasuke.
Vede Naruto agitarsi, spalancare gli occhi, togliersela di dosso con un'espressione disgustata. Sasuke sta tremando.
"Sakura-chan!", urla Naruto come impazzito. "Ma che ti prende?". Poi Sasuke si volta. Andrà a cercare Suigetsu e gli altri. Chissà se alla fine si sono procurati quella roba peruviana di cui hanno parlato ieri sera. La campanella sta suonando in modo petulante. Sasuke sente come un'improvvisa tristezza offuscare la sua felicità di qualche minuto prima.
Non riesce ad odiare Sakura, ma vuole Naruto. Lo vuole con tutto se stesso. Vuole essere felice.
"Ragazzi!", urla Hinata-chan scuotendo una mano, senza però essere considerata da nessuno, "non dimenticate che martedì abbiamo test di letteratura inglese!".

Entrano ed il professor Hatake Kakashi e la mascherina inquietante sono già seduti alla cattedra e stanno sfogliando un libro dalla copertina verde.
"Ciao, ragazzi!", dice allora Kakashi-sensei mentre tutti entrano. Sasuke si va a sedere al suo posto accanto a Naruto e lo vede arrossire. "Naruto", lo interpella poi il professore con un'espressione estremamente divertita, "ti ricordi di dire a Jiraya-sama che il suo nuovo romanzo è-".
"Sì, ok!", dice Naruto arrossendo ancora più vistosamente interrompendo Kakashi-sensei sul più bello. Sasuke, che si è appena messo gli occhiali da vista in modo molto sobrio, sbatte le ciglia e guarda Naruto con un'espressione interrogativa. Il professor Hatake conosce questo famoso Jiraya? A quanto pare lo conosce anche Orochimaru-sama e da quello che ha capito anche suo fratello Itachi e la preside. Deve essere una specie di celebrità visto che scrive anche libri.
"Va bene", dice Kakashi. E comincia la lezione in modo assolutamente disinteressato, continuando a guardare in modo ossessivo la copertina del libro dalla copertina verde con tutta probabilità scritto dal vicino di Naruto.
Sasuke sta cominciando a formulare ipotesi sul suo possibile contenuto, quando sente lo sguardo di Naruto addosso. Quello sguardo ha uno strano potere: riesce a fargli andare in panne il cervello in modo assolutamente inspiegabile.
Si volta a guardarlo. Anche Naruto lo guarda. I loro occhi sono gli uni negli altri come potessero toccarsi. Si stanno accarezzando solo con gli occhi e Sasuke sente quel calore pressante, quel languore insistente, come se baciarlo fosse l'unica soluzione possibile per provare a ricominciare a respirare. Poi vede l'attenzione di Naruto spostarsi tra le sue gambe ed avverte come uno strano, pressante tendersi di qualcosa nei suoi boxer.
Respira così profondamente che sente l'odore di Naruto fin sulla punta della lingua.
Si volta a guardare la cattedra per un secondo, poi sente Naruto tossire appena appena per farsi notare. Conta fino a tre come per calmare l'istinto che sta per costringerlo a saltargli addosso, poi si volta di nuovo a guardarlo. Naruto si sta toccando il pacco gonfio intrappolato a stento nella stoffa dei pantaloni stesa fino allo spasmo per contenere quel cazzo tanto grosso.
Sasuke mangia l'aria a morsi. Trema. Sta sudando freddo.
Alza la mano per chiedere di uscire.
"Sapevo che ti saresti offerto, Uchiha Sasuke!", esulta felice il professor Kakashi. "Bene! Sono certo che la classe sarà felicissima di sentire da te il riassunto ed il commento di Mrs Dalloway di Virgina Woolf!".
Sasuke rotea gli occhi e guarda Naruto. Si sta mordendo il pollice e sta sussurrando sorry come profondamente dispiaciuto. Riesce ad essere la cosa più eccitante del mondo anche con quell'aria colpevole da cagnolino bastonato. Ma Sasuke comincia; dopotutto ha finito l'opera completa di quella matta di Virgina Woolf appena una settimana fa.

"Mettiamo questo ennesimo 10 ad Uchiha", annuisce fieramente il professor Hatake scribacchiando sulla sua agenda. Poi si volta verso di loro all'ultimo banco. Naruto ha tenuto la mano a Sasuke per tutto il tempo mentre parlava di Mrs Dalloway. Sasuke è ancora eccitato, intenerito, ammaliato da quella mano come ci fosse rimasto attaccato per l'eternità. "Sapevo che la vostra coppia avrebbe cominciato a funzionare ad un certo punto", conferma il professore come preso da autocompiacimento. "Le vostre medie sono ottime e quando dico vostre intendo anche quelle di Naruto, il che è sbalorditivo. Ed in più avete anche smesso di litigare! Mi sembra un bellissimo miracolo".
È la seconda volta oggi che Sasuke avverte questa sensazione: prima era stato con Sakura; adesso ha l'impressione che anche Kakashi-sensei sappia tutto. Deve essere un riflesso incondizionato: nessuno dei due può sapere veramente di lui e Naruto. Dopotutto non c'è un bel niente tra lui e Naruto fatta eccezione per i loro membri duri e le loro bocche piene di voglia.
Guarda in direzione di Sakura per un istante appena. Ha la testa bassa. Sembra così sola.
"Grazie, prof.", dice in modo sbrigativo Sasuke, un po' duramente, "ora posso andare in bagno?".
Prima che Kakashi-sensei possa rispondere, Naruto si è alzato in piedi ed ha sollevato un dito. "E posso uscire anche io, Kakashi-sensei?".
Sasuke si volta verso Naruto e si abbassa gli occhiali. Gli porge un sorriso sincero, pieno, estasiato. La loro intesa è così perfetta che a Sasuke viene la pelle d'oca.
"Andate", acconsente il professore facendo svolazzare una mano come per scrollarseli di dosso, "bravi ragazzi! Ah, non dimenticate che martedì c'è test".
E poi Sasuke ha gli occhi di Sakura addosso e quel suo sorriso freddo e crudele a bucargli la coscienza. Vuole baciare il suo ragazzo, vuole succhiare ancora la punta viola del suo cazzo doppio e duro. Vuole sbatterle in faccia che è con lui che Naruto ha perso la verginità e che non lo può ammettere, che non lo ammetterà, ma è innamorato di lui.
Non farà niente di tutto questo. Forse proprio perché è innamorato di Naruto.
Quando escono dall'aula, Sasuke tira un sospiro di sollievo. Che Naruto inghiotte.

Il cielo è ancora chiaro, azzurrissimo, e Sasuke è seduto a cavalcioni sulle gambe di Naruto, a contatto strettissimo con la sua erezione. Ha i pantaloni della divisa sbottonati, la punta del pene fuori dai boxer e la camicia completamente sbottonata. Sta fumando strusciandosi sulla sua erezione sulla scala anti-incendio e non riesce neanche a pensare.
Non ci sono che gli occhi di Naruto, le sue mani possessive, quasi gelose sulle sue natiche a stringerlo, a maltrattarlo, a strappargli dalla bocca gemiti incontrollati mentre cerca di fumare. Quando col fumo ancora in bocca lo bacia come scopandogli la bocca con la lingua, sente come un bellissimo regalo una mano di Naruto stringersi intorno alla sua erezione ormai insostenibile: un solo movimento della mano di Naruto lungo il suo cazzo e Sasuke comincia già a tremare, a sibilare il nome di lui nel suo orecchio come una cantilena.
Non riesce neanche a vergognarsene: è il calco imponente del cazzo di Naruto contro le sue natiche a renderlo così vulnerabile, è il suo respiro sul collo a farlo sentire così puttana, è la sua voce rude, virile, possente a mandarlo in visibilio ad ogni commento un po' spinto che gli sibila all'orecchio.
"Mi sono masturbato ogni notte immaginando questo sin da quella volta in bagno", snocciola ansimando Naruto e muovendo la mano a sfregare la sua erezione in modo quasi violento. Sasuke morde una ciocca dei suoi capelli biondi come il grano e muove il bacino in avanti e all'indietro per sentire la lunghezza del pene di lui ancora dentro i pantaloni. Lo immagina già umido sulla punta e così vicino alla sua apertura stretta e si sente male. Tira un'ultima boccata di quel famoso fumo peruviano di Suigetsu attraverso il filtro di carta e lancia la metà della canna rimasta giù dalla ringhiera della scala anti-incendio. Si sta muovendo con tanto impeto lungo l'asta dura di Naruto che sente gemere anche lui.
Lo guarda negli occhi e lo pensa distintamente: lo vuole dentro. Lo vuole dentro, dannazione. Poi lo bacia ancora.
"Anche-", prova a dire con il respiro mozzato e le labbra chiuse contro la fronte di Naruto, continuando a cavalcare il suo cazzo ma restando vuoto nelle viscere, "-io". Poi, incontrollatamente, violentemente, selvaggiamente, viene.
Lo sente distintamente nonostante non abbia fatto in tempo ad avvertire e chiude gli occhi, sicuro di aver schizzato dappertutto, mentre Naruto se lo scosta di dosso e, tenendolo per le natiche, lo appoggia al muro liberando le proprie gambe. Tiene gli occhi serrati ansimando e rallentando man mano il ritmo del suo bacino ormai lontano dal pene di Naruto per non vedere il pasticcio che il suo seme deve aver combinato, ma poi sente qualcosa di caldo e bagnato sulla punta del suo cazzo e capisce.
Quando apre gli occhi c'è la bocca di Naruto ad asciugare il suo sperma in modo quasi adorante, leccando in modo sguaiato ma eccitantissimo e facendogli girare la testa.
"Dio", dice Sasuke. Sente i suoi arti svanire come in dissolvenza, stelline nelle palle come fossero addormentate, come se un terremoto con l'epicentro nel suo cuore fosse esploso provocando danni alla sua anima per intera. Naruto lecca la sua asta arcuata quasi con precisione e Sasuke non riesce a smettere di guardare come ipnotizzato. Potrebbe essere la cosa più bella che Sasuke abbia mai visto.
"Già", proferisce Naruto pulendosi la bocca con le dita. Sasuke se l'è sempre immaginato così: un carnefice. Il tipo di animale che caccia, sbrana la preda senza pietà e si sbarazza del suo sangue pulendosi le labbra rosse con il palmo della mano. Sasuke è del tutto, completamente distrutto e gli sta venendo duro di nuovo immaginando Naruto a sbranarlo. Naruto che lo morde dappertutto e poi glielo succhia quasi con rabbia.
"Scusami, usuratonkachi", dice Sasuke, "adesso penso a te". Gli sta già sbottonando la cintura, quando Naruto ridacchia e gli sposta la mano in modo dolce, prendendola per il polso ed appoggiandosela su una gamba.
"Dobbiamo parlare", dice Naruto subito dopo con un sorriso dolcissimo e deficiente. Sasuke lo prenderebbe in giro, se avesse la forza, ma le sue braccia e le sue gambe sono ancora molli e le cellule del suo corpo si stanno ancora riprendendo dal terremoto. Boccheggia, ansima ancora. Naruto lo bacia per attirare la sua attenzione, però Sasuke non riesce a guardare oltre la sua erezione dentro i pantaloni. Ha l'acquolina in bocca.
"Naruto", sospira Sasuke continuando a fissare il punto in cui dovrebbe trovarsi ad occhio e croce il suo glande. "Non vorrei sembrarti volgare, ma vorrei proprio il tuo enorme-".
"Aspetta", lo ammonisce prendendogli il mento in una mano e conquistando il suo sguardo. "Vuoi stare con me?", chiede Naruto un po' imbarazzato.
Sasuke sgrana gli occhi. Gli viene da ridere e nello stesso momento avverte come un profondo, radicato sollievo. La bocca di Naruto è a così poca distanza dalla sua che ha le vertigini. Quel calore ormai così familiare, quell'odore di uomo e di sperma e dell'erba che ha appena fumato gli sta facendo perdere la testa. Sta succedendo davvero? Quello che gli tiene il mento in modo così saldo e sensuale e possessivo è lo stesso ragazzo che giurava di essere eterosessuale meno di una settimana fa? Quello che gli ha appena procurato l'orgasmo più pazzesco della sua esistenza è lo stesso ragazzo dagli occhi gelidi che lo ha incuriosito in modo così strano il suo primo giorno all'Istituto Konohagakure?
"Nel senso che dovrei essere la tua ragazza?", risponde allora con un tono strano, ma sorridendo in un modo quasi sfacciato, quasi troppo felice per essere credibile.
"Non essere ironico. È strano anche per me", risponde Naruto abbassando lo sguardo. Sasuke sorride. È proprio lui: la persona che ha davanti è proprio Uzumaki Naruto. È proprio ciò che Sasuke desidera.
"Ok", dice con un sibilo. Gli piazza un biglietto della metro già tagliuzzato in una mano e prende dalla tasca della giacca della sua divisa il resto dell'occorrente per fabbricare un nuovo spinello. Sta ancora sorridendo. Non smetterebbe mai, dannazione.
Naruto sulle prime non sembra capire, arrotolando un centimetro esatto di carta su se stessa. Poi solleva lo sguardo e fissa Sasuke prima in modo sbalordito; poi il suo sorriso si scioglie come cera ed alla fine ridacchia serenamente.
"Ok!?", lo rimprovera scuotendo la testa e porgendogli il filtro appena prodotto. "Ti sembra il modo di rispondere ad una proposta del genere, bastardo?".
Sasuke lecca la cartina in modo sfacciatamente provocatorio, fissandolo negli occhi, e la chiude in modo quasi professionale. "Non sono una ragazza, usuratonkachi", dice. Vede Naruto gonfiare le guance. Poi Naruto se lo stringe addosso, lo abbraccia forte ed a Sasuke viene quasi da piangere.
"Non l'avrei mai chiesto ad una ragazza", ammette Naruto soffiando nel suo orecchio.
Sasuke lo guarda negli occhi: in tutti e due, uno alla volta. Naruto ha veramente gli occhi più belli che Sasuke abbia mai visto.
E poi lo bacia.

Sono usciti da scuola ad ora di pranzo. Hanno salutato tutti, Sakura compresa, e sono saliti in sella alla moto di Sasuke. Non si sono detti pressappoco nulla da quando stanno insieme. Da quando stanno insieme. Sasuke ci sta pensando e sente distintamente di essere in procinto di scoppiare in una possente, distruttiva risata liberatoria. Ha le braccia di Naruto intorno al petto e sente il peso rassicurante della sua testa bionda e spettinata dentro il casco sulla schiena.
"Eccoci", dice. Naruto scende dalla moto e si toglie il casco. Lo tiene come abbracciandolo e gli si avvicina in un modo quasi romantico. Sasuke spegne la moto, la fa salire sul cavalletto, si sfila il casco e si appoggia al manubrio con le braccia incrociate. Così può guardarlo negli occhi. Quanto è bello.
"Sasuke", dice piano Naruto inarcando un po' la sua bocca umida e carnosa, "questa cosa è-". Fa una pausa. Sospira. "Questa cosa è giusta?".
Sasuke solleva le sopracciglia. "È quello che vuoi?".
"Sì!", risponde Naruto senza pensarci neanche un istante. Questa sicurezza mette i brividi a Sasuke; Naruto lo vuole davvero. Vuole stare con lui. A Sasuke sembra un sogno di quelli inspiegabili che ti svegliano nel bel mezzo della notte e ti fanno provare disgusto per la tua vita e desiderio di tornare a vivere nell'alternative universe del sogno. Sasuke spera con tutto se stesso di non aprire gli occhi e ritrovarsi nel suo letto del riformatorio con Suigetsu nella cuccetta accanto a sniffare colla. "Però Sakura-", abbozza Naruto. Poi distoglie lo sguardo in modo pensieroso. Sasuke inclina la testa come se da questa prospettiva potesse capire meglio lo scorrere dei suoi pensieri. "Insomma, ufficialmente sto con lei. Però adesso sto anche con te".
"Tranquillo", lo rassicura Sasuke con un ghigno, "non sono geloso. Dopotutto non l'avevi mai neanche baciata prima del famoso giorno conosciuto dall'intero Konohagakure come quello dello stupro".
Naruto sgrana gli occhi e gli dà uno schiaffo leggero ed affettuoso su una spalla. Impensabile che quella mano dolce e possessiva gli abbia spaccato il muso più di una volta.
"E tu come lo sai, bastardo?", ride Naruto.
"La tua ragazza", pronuncia pacato Sasuke facendo particolare attenzione a scandire la a del femminile, "è il classico tipo che dopo una canna ed un giro in macchina si illude che tu sia il suo migliore amico e ti racconta l'impossibile. So cose di te che-", sta per dire Sasuke vantandosi ed annuendo vistosamente.
"Non lo voglio sapere!", sbraita Naruto coprendosi le orecchie con le mani e ridendo. "Sei viscido, Sasuke! Hai approfittato di lei!".
"Forse non ti è chiaro, usuratonkachi", dice Sasuke colpendosi la fronte col palmo della mano, "che preferisco i maschietti. E che tra tutti i maschietti preferisco te".
"Scemo", lo rimprovera allegramente Naruto colpendogli la nuca, "l'hai usata per arrivare ad informazioni top-secret sul mio conto".
Sasuke ride. Si appoggia con la fronte al contachilometri. Poi solleva lo sguardo e lo guarda negli occhi. E vede amore in quegli occhi. Un brivido gli percorre la schiena coperta dalla pelle del giubotto.
"Che fai 'sta sera?", gli chiede. È la prima volta che fa una domanda del genere con il preciso intento di conoscerne la risposta.
"Non lo so", risponde Naruto arrossendo. "Tu che fai?".
"Ho in programma di mettere su un paio di film in VHS. Penso di essere l'ultimo fiero possessore di un videoregistratore in tutta Tokyo e probabilmente anche in tutto il mondo".
"Ti sbagli", dice Naruto scuotendo la testa, "ne ho uno anche io". Sasuke sgrana gli occhi. Non ci crede. "Ma è un vecchio Panasonic tutto impolverato. Però funziona".
"Non ci credo", constata.
"No?", chiede Naruto leccandosi le labbra in modo lascivo, erotico, sensuale. Sasuke morirebbe tra quelle labbra. Pensare che abbiano leccato appena qualche ora fa il suo sperma lo fa andare fuori di testa. "Allora vieni da me 'sta sera".
Sasuke annuisce. Poi una finestra molto in alto sulla facciata del palazzo si apre e spunta una testolina bianca molto voluminosa. Sasuke la vede. I suoi occhi non stanno funzionando così male, dopotutto.
Il cellulare di Naruto si mette a suonare facendo un baccano terribile. Sasuke scuote la testa rassegnato.
"Scusami", vibra Naruto rispondendo al cellulare. "Pronto?", dice. Sì, Sasuke era certo che Naruto fosse il tipo di persona che dice pronto rispondendo al telefono, anche se ogni volta che è stato Sasuke a chiamarlo ha risposto in modo beffardo e palesemente fingendo con formule meno canoniche. "Sì, Ero-sennin", dice Naruto dentro il telefono. Gli sorride ascoltando la persona dall'altra parte. "Sì, è Sasuke. Sì, certo. Ok, glielo chiedo". Poi Naruto si rivolge a lui: "Jiraya-sama, il mio vicino amico del tuo tutore, ci ha appena invitati a cena da lui 'sta sera. Che ne dici?".
Però sta facendo di no con la testa, arrancando, soffrendo ed arrossendo come un deficiente mimando un'impiccagione. A Sasuke viene da ridere, veramente, non ne può più.
"Ringrazialo e digli che sarà per la prossima volta", risponde Sasuke.
"Sentito, Ero-sennin? Ok, ok. Va bene. A domani". Poi Naruto sospira. Attacca. "Ci vediamo alle 18, Sasuke?".
Sasuke annuisce. Gli sorride. Si rimette il casco. "A tra poco, usuratonkachi", sibila. Mette in moto strizzandogli un occhio e guardando il suo volto eccitato. Poi solleva la testa e guarda la finestra con l'uomo coi capelli bianchi ed arruffati affacciato. Saluta con la manina. Poi guarda Naruto per un'ultima volta. Si sta mordendo il labbro inferiore come volesse romperlo.
È una persona intelligente, dannazione, e non è mai stato così felice.

Comments