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[2011] If I only could make a deal with God

Ciao! :D Sono S., ho diciannove anni e qualche giorno & questa è ufficialmente la one-shot più lunga che l'EFP abbia mai ospitato: vi consiglio di cuore di prendervi delle pause durante la lettura, perché tutta d'un botto rischiate veramente d'impazzire come sono impazzita io scrivendola. E non sto scherzando, eh. ò_ò
Anyway "XD If I only could make a deal with God, come qualcuno saprà, è la gemellina eterozigota della famosa & fortunatissima Love Your Enemy. Ho pensato che fosse giusto dedicarla ufficialmente alla mia amica ed official beta-reader ilarione, la quale ha seguito passo passo la stesura della storia commentando e consigliandomi sulla trama. Personalmente non so più come ringraziarla, quindi le riferirò in questa sede solo che le voglio un gran bene (...magari anche che la lovvo, ma fate finta che non l'abbia detto "XD) e che è stato davvero un piaciore lavorare con lei. Tessò. :*
Detto questo, non mi resta che farvi un paio di avvertimenti a proposito di questa one-shot.
1. I personaggi ivi descritti non mi appartengono, ma sono tutti di quel grand uomo di Masashi Kishimoto e del suo team di segaioli. Ragazzi, vogliamo loro bene. Se non fosse per questi santi, dove ci approviggioneremmo della nostra dose di p0rn settimanale?
2. If I only could make a deal with God non è una storia yaoi, non è una storia lemon, non è. È un p0rn. C'è una trama, questo sì, ed è anche una trama bella: ma è piena zeppa di scene sconce e poi non dite che non vi ho avvertiti, se arrossite, v'imbarazzate e vi viene da piangere. Lettore avvisato mezzo salvato.
3. WARNING! ATTENZIONE! Questa storia non è una SasuNaru né una NaruSasu: è una via di mezzo. In questo caso, quindi, non vi toccherà schierarvi col team ilarione o col team S.: "XD non dovrete fare altro che godervi la storia, farmi avere le vostre impressioni ed amarmi spucciarmi e coccolarmi perché sono tenera e cicciò. :3
Il titolo ed il filo conduttore della storia vengono, chiaramente, da Running up that hill di Kate Bush. La citazione iniziale, invece, è preziosissima: vi consiglio vivamente il mattone da cui è tratta.
...Ok, ho concluso. ù_ù Ciao, crostatine alla ciliegia! Vivibbì! X3




If I only could make a deal with God

Dio potrebbe inserire la questione se crediate nell'esistenza di un Dio o meno piuttosto in basso nella lista della cose sul vostro conto che a lui/lei/esso interessano.
(Infinite Jest, D. Foster Wallace)

1/8. Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe smesso di sentire nella loro stanza buia e silenziosa il respiro di Sasuke farsi impercettibilmente più ansante, appena appena più furioso. Non avrebbe impugnato la propria erezione immaginando Sasuke fare lo stesso.
Dopotutto erano ubriachi quella prima volta. Era stato poco più che un caso.
Quando aveva sentito le molle del proprio letto cigolare a ritmo con quelle di Sasuke, però, aveva capito che forse avevano smesso di fare insieme qualcosa di solitario ed avevano cominciato a masturbarsi. Insieme.
Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe smesso di masturbarsi in tempo per non scoprire che era il pensiero di Sasuke che faceva lo stesso nel letto accanto al suo a farlo venire.

Naruto apre la porta della stanza numero 7 con la sua chiave ed i bagagli ancora tra le mani forti e grosse ma, anziché trovare il disordine che aveva lasciato appena due settimane prima, quello che vede è ordine meticoloso, pulizia sorprendente ed un buon odore di fresco tutto intorno.
Deve dedurre che Sasuke è rientrato prima dalle vacanze.
Naruto pensava di trovare la neve tornando. Ha trovato solo un gran freddo.
"Sasuke?", chiama a gran voce appoggiando le valige sul letto. "Sasuke, pezzo di merda, dove sei?". Naruto si guarda intorno. Sasuke ha messo in cornice una loro foto scattata poco prima che Naruto tornasse a casa dei suoi genitori per le vacanze di Natale. Sono fuori, nel giardino attorno al campus, con cappelli da Babbi Natale sulle teste spettinate e ridono felici. È stato il loro amico Shikamaru a scattare questa foto. Faceva freddo ed erano tutti ubriachi. Naruto ricorda le mani di Sasuke sulla sua pancia per farlo urlare, il suo sorriso felice e le sue mani coi guanti intorno alla bottiglia di birra. "Sasuke?", chiama ancora.
Si getta sul letto e si toglie le scarpe sporche di fango ma non di neve. "Esco!", sente urlare dal bagno.
Naruto chiude gli occhi ed avverte quella strana sensazione di urgenza che lo domina talvolta. Come se gli mancasse qualcosa, un pezzetto di cuore o magari un pensiero. Quando Naruto scrive ai suoi genitori via mail, non riesce proprio a fare a meno di parlare di Uchiha Sasuke. Quando sono in webcam, finisce sempre per mostrar loro la parte ordinata della loro stanza lì nel campus per sottolineare quanto sia ordinato, preciso, pulito. Quando per le vacanze di Natale è tornato a casa, non ha comunque smesso un istante di dare alla sua famiglia continue informazioni non richieste su di lui.
La vigilia di Natale Naruto è stato tutto il tempo ad elogiare il modo in cui Sasuke fa partire le lavatrici comuni in lavanderia, il detersivo che sceglie per il suo bucato ed il delizioso profumo che hanno le sue magliette quando le indossa.
La mamma di Naruto, donna estremamente acuta, gli ha chiesto ridendo se Naruto non fosse innamorato.
Non cogliendo l'allusione, Naruto "certo!", ha risposto, "di Sakura-chan!".
Qualche volta Naruto si ritrova a pensare che potrebbe essere Sasuke ciò di cui a volte gli capita di sentire la mancanza. Poi Sasuke esce dal bagno con addosso il suo accappatoio blu scuro e lo saluta con un sorriso felice.
"Ciao, usuratonkachi", dice. Poi si guarda intorno. "Non sei neanche arrivato e questa stanza è già un macello".
Naruto ridacchia, si solleva in piedi e si toglie di dosso il bomber arancione che indossava fin ora. Sotto ha una canotta nera a costine. "Non mi trattare male, Sasuke", piagnucola per finta, "ti ho anche portato un regalo".
Sasuke storce la bocca. Si sta asciugando il corpo accarezzandolo attraverso il cotone dell'accappatoio e poi si sta infilando un paio di boxer girandosi di spalle. Naruto lo sente ridacchiare e scuotere la testa. "Un regalo?", chiede.
Naruto si avvicina ai suoi bagagli, rovista un po' nella valigia più grossa e tira fuori una bottiglia di un liquore al cocco, una di Martini Bianco, una di Chivas Regal e due Bacardi Reserva. Sorride a Sasuke in un modo un po' innocente, un po' furbo e gli fa l'occhiolino. "'Sta sera ci divertiamo".
Sasuke prima guarda le bottiglie in modo abbastanza impersonale, poi socchiude un occhio per mettere a fuoco al meglio la situazione. Poi sorride in un modo che Naruto riconosce essere lascivo, inspiegabilmente sensuale. Quasi provocatorio. "Bentornato a casa, usuratonkachi", dice.
E si sfila l'accappatoio, mentre Naruto esce fuori dalla stanza numero 7 per andare fuori a fumare una sigaretta sperando che abbia cominciato a nevicare. Il freddo di gennaio gli gela anche l'anima, ma non è per questo che Naruto trema.

2/8. Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe impedito ai suoi denti di mordere la federa del cuscino, al suo bacino di muoversi in modo incontrollato contro il materasso, alla sua mano di toccare la sua erezione per procurarsi piacere. Avrebbe smesso di cercare i gemiti di Naruto come fossero tutto ciò di cui aveva bisogno per godere.
Dopotutto era stato come giocare la seconda volta. Nessuno dei due aveva cominciato per primo.
Quando aveva sentito un rantolo di piacere sfuggire alle labbra di Naruto, però, aveva capito che tutto ciò che desiderava era essere lui a farlo godere così, che non gli bastava più quella cosa solitaria fatta in due. Non gli bastava più.
Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe smesso di nascondersi in tempo per afferrare l'erezione di Naruto in una mano e masturbarlo fino a farlo venire tra le proprie dita.

Sasuke ha addosso un grembiulino di quelli a quadretti in pieno stile massaia. La stanza che divide con Uzumaki Naruto non è dotata di una vera e propria cucina, ma Sasuke è riuscito a mettere su un piccolo piano cottura sul quale preparare il caffé al mattino.
Si sfila il grembiulino e si appoggia col sedere sul bordo della tavola tonda al centro della stanza guardando con un'espressione abbastanza impassibile il suo riflesso in uno specchietto tondo. Ha addosso una t-shirt nera con sopra il logo dell'Harley Davidson. Ripone lo specchietto, prende il cellulare dalla tasca di dietro dei propri jeans e fa uno squillo a Naruto, il cui cellulare squilla a pochi metri da lui sul comodio accanto ai loro letti gemelli facendo un baccano dei diavolo.
Alle prime note di T.V. Eye di Iggy Pop, la suoneria di Naruto, quello sobbalza nel sonno e risponde al telefono. "Pronto?", dice con la voce impiastricciata dal sonno.
"Sveglia, usuratonkachi!", urla Sasuke dentro l'altoparlante del telefono. Naruto si tappa le orecchie e si volta a guardare Sasuke.
"Sasuke, sei un pezzo di merda", dice con gli occhi spalancati e scuotendo la testa, "come ti viene in mente di fare uno scherzo del genere ad uno nel pieno dei postumi di una sbronza colossale? Sadisco schifoso".
"Ho lo stomaco a pezzi", dice Sasuke versando il caffé bollente in una tazzina con sopra delle piccole volpi arancio. "Ripeti insieme a me: mai più vodka e spumante insieme".
Naruto prende la tazzina calda calda dalle sue mani e si scosta i lenzuoli di dosso. Sasuke lo guarda e lo trova bello nel suo pigiamino formato dai pantaloncini di una squadra di basket ed una t-shirt. "Lo rifacciamo 'sta sera?", propone Naruto bevendo il caffé con un ghigno schifato.
"Anche ora per me", dice Sasuke posando la tazzina nel lavabo ed indossando la sua giacca di pelle. Poi si siede a tavola, accende il suo notebook e si collega alla rete Wi-fi del campus facendo scrocchiare le dita. Quando solleva lo sguardo, sente il getto della doccia dal bagno e per un attimo immagina il corpo nudo e bagnato di Naruto e gli viene come da ridere nervosamente. Si accende una Marlboro rossa di Naruto con il gas del fornelletto ed accede alla sua pagina Facebook con indolenza: va a prendere la lotteria giornaliera su Pet Society, ignora le ennesime richieste di amicizia di suo fratello Uchiha "The Saint" Itachi e di Uchiha "The Sinner" Shisui, scrive una serie di lettere a caso sul Wall di Naruto solo per far notare la sua presenza e mette su Invaders Must Die dei The Prodigy. "Ne hai ancora per molto?", urla per farsi sentire da Naruto. "Dovremmo essere in aula tra dieci minuti!".
Naruto si sporge dalla porta del bagno con tutta la faccia sporca di schiuma da barba e la bocca rossa rossa. "Mi rado, mi sciaquo e sono da te".
Sasuke fa cadere la cenere in un bicchiere di plastica con un dito di acqua dentro ed annuisce. "Lavati i denti", gli ordina come minacciandolo, "sembri un barbone newyorkese tanto puzzi di alcool, vomito e budella".
Esattamente mezz'ora dopo Sasuke sta chiudendo la loro stanza col mazzo di chiavi di Naruto. "Siamo in un ritardo imperdonabile", dice Naruto sistemandosi la camicia dentro i pantaloni ed il colletto della giacca di velluto beige.
"Non guardare me, usuratonkachi", si giustifica Sasuke porgendogli le chiavi e sistemandosi l'Eastpack grigio sulle spalle.
"E chi dovrei guardare?", chiede Naruto lasciando passare dei ragazzi con uno stereo e Alors on danse di Stormae a tutto volume. "Sei tu che mi hai fatto sciacquare la bocca con l'acido muriatico!".
"Prima di tutto si chiama colluttorio", ridacchia Sasuke, mentre Naruto scorre l'orario delle loro lezioni sul suo iPhone. "Quanto poi non è colpa mia se ieri sera ci siamo scolati l'impossibile e se ti puzza l'alito quando bevi. Vuoi fare colpo su Haruno Sakura, non è così?".
Naruto spalanca i suoi occhi celesti. Sasuke morde l'aria. "Sì!", annuisce vistosamente Naruto, "voglio conquistare Sakura-chan prima che quel Rock Lee si metta in mezzo!".
"Lui ha la forza della giovinezza dalla sua, usuratonkachi", lo canzona Sasuke. "E comunque devi lavarti, se vuoi averla". Sasuke si guarda per un attimo dentro un vetro: ha addosso degli skinny jeans chiarissimi e la t-shirt ed il giubbotto di pelle gli stanno d'incanto. Poi Naruto apre la porta dell'aula ad anfiteatro.
"Bene", dice Sasuke mettendosi una mano sulla fronte per cercare Hyuga Neji, Rock Lee e Inuzuka Kiba attraverso le innumerevoli file di avventori al loro stesso corso di statistica. "Il professor Hatake non è ancora arrivato". Poi indica un ragazzo con un cappotto verde e dei capelli a caschetto lucidi come rocce lisce e prende Naruto per un braccio. "Eccoli quei fessi!", esclama.
I ragazzi li salutano con strette di mano, chiedono loro come siano andate le vacanze e Sasuke e Naruto rispondono l'uno per l'altro con nonchalance. Li invitano ad una partita di poker tutti insieme e "si può fare", acconsente Naruto con un'espressione accondiscendente. "Ma non da noi: Sasuke sta facendo le pulizie di primavera".
Hanno conservato loro dei posti e così Sasuke e Naruto si siedono vicini.
Proprio mentre stanno cominciando a scambiarsi opinioni circa Scott Piligrim vs. The World, una ragazza dai capelli rosa confetto si avvicina loro con un sorriso confidenziale, amichevole, gioviale.
E Sasuke sa che Naruto sta per morire d'infarto: si tratta di Haruno Sakura, l'eterno amore non corrisposto di Naruto. O, meglio: nessuno sa se è o meno un amore corrisposto, visto che Naruto le avrà rivolto la parola a stento una volta. Sasuke la detesta cordialmente: non gli piacciono i suoi capelli, la sua mascolinità ed il modo in cui guarda gli altri. Dall'alto in basso.
"Ciao, ragazzi", dice rivolgendosi a Sasuke e Naruto. Indossa una gonnellina di velluto rossa ed ha una fascia nei capelli. Sasuke la saluta senza nessun trasporto e tirando fuori i suoi appunti di scienza politica. Naruto balbetta un ciao impreciso e la guarda fisso negli occhi. Accanto a lei c'è una ragazza molto bionda e formosa. "Domani sera c'è una festa", dice la ragazza di nome Sakura. "Ci venite?".
Porge a Sasuke e Naruto un bigliettino quadrato molto piccolo. Naruto non lo guarda neanche. "Certo!", sbraita però rosso in viso, pieno di un entusiasmo quasi esagerato. "Vero, Sasuke?".
Sasuke annuisce distrattamente e continua a leggiucchiare i suoi appunti scritti con una grafia precisa, ordinata e meticolosa. "Allora a domani", dice la ragazza.
Solo quando le ragazze si allontanano, Naruto e Sasuke si preoccupano di guardare l'invito alla serata. "Bene", dice Sasuke con una voce ironica. "E così è una serata Free Love. Dovevo immaginarlo".
Ci sarebbe potuto arrivare, dopotutto. Lei lo sembrava in tutto e per tutto ed era ovvio che non fosse un caso che non si fosse mai avvicinata a Naruto, nonostante la sua totale incapacità e gli sguardi da cagnolino bastonato che le lanciava da due semestri.
Sasuke poteva arrivarci, dannazione. Perché non ci aveva pensato prima?
"E cos'è 'sto Free Love?", chiede Naruto con un'espressione abbastanza confusa.
Sasuke gli ride in faccia. "Niente, usuratonkachi", lo rassicura. Dopotutto tanto vale la pena prenderlo un po' in giro, no? "Ci vuoi andare?".
"Certo!", annuisce Naruto mentre il professor Hatake Kakashi entra nell'aula ad anfiteatro. "Mi ci ha invitato Sakura-chan!".
A Sasuke sfugge un sorriso. A quanto pare si divertirà domani sera.

3/8. Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe vietato a se stesso di gemere all'unisono con Sasuke, di muovere la propria mano nel buio assecondando i movimenti che immaginava stesse compiendo la sua, di immaginare di affondare il pene dentro la sua bocca che indovinava calda ed accogliente.
Dopotutto era quasi scontato che succedesse una terza volta. Si erano scambiati uno sguardo al buio ed avevano cominciato.
Quando aveva sentito i sussurri di Sasuke trasformarsi in gemiti espliciti, però, aveva capito che non c'era modo di sfuggire a quel tacito accordo che avevano suggellato guardandosi. Stavano facendo insieme qualcosa di proibito ed eccitante. Così eccitante.
Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe ammesso con se stesso di desiderare spasmodicamente di scopare con foga la bocca di Sasuke fino a venirgli sulla bocca e sul cuore.

Naruto è seduto sul letto di Sasuke, di fronte al suo armadio, e sta tentando di capire cosa indossare da qualcosa come un'ora e mezza.
In questo momento ha addosso dei boxer neri. Non è del tutto certo che sia legale presentarsi così ad una festa.
Sasuke, dal canto suo, con la sua solita calma piena di battutine ironiche, ha indossato i suoi pantaloni di pelle lucidi e strettissimi, una canotta bianca di Naruto e si sta sta sistemando i capelli allo specchio usando un velo di gel.
Naruto ha passato più tempo a guardare lui che a pensare al suo out-fit. Ma 'sta sera Naruto conquisterà Sakura, quindi torna a fissare l'armadio come per chiedergli un consiglio ed alla fine ricade sul letto. "Mi arrendo!", annuncia platealmente.
"Cosa?", si informa distrattamente Sasuke. Si sta mettendo della matita nera nella parte più rossa sotto l'occhio passandola appena appena fuori, contornandone la forma a mandorla.
"Non ci voglio andare più a questa serata di merda!", brontola Naruto incrociando le braccia intorno al proprio busto e gonfiando le guance. Si lascia andare supino sul letto. Sbuffa.
Sasuke si sta guardando allo specchio per controllare che la riga sotto l'occhio e quella sopra la palpebra siano del medesimo spessore e che si incontrino in modo elegante in corrispondenza della coda dell'occhio. Si alza in piedi soddisfatto. I pantaloni lucidi di pelle gli accostano sul sedere evidenziandone la forma tonda e soda. Naruto non vorrebbe, ma proprio non gli riesce di non guardarlo mentre ancheggia fino al suo di armadio, tira fuori una t-shirt nera molto aderente, dei jeans chiarissimi, una cintura di pelle ed una bottiglia di Absolut sfuggita al massacro della sera prima.
"Ecco qui, usuratonkachi", sorride Sasuke con gli occhi umidi e la bocca tumida, "succhia l'uccello al Signor Vodka, togliti i boxer e mettiti questi. Andiamo a conquistare la tua amata". Sasuke si siede accanto a Naruto sul letto e gli appoggia una mano aperta sulla pancia nuda. Accarezza con le dita lunghe il suo tatuaggio a forma di sole come per strappargli la pelle e Naruto sente come un'immensa palla di fuoco sconvolgergli l'apparato digerente, quello nervoso, quello riproduttivo. Poi però Sasuke va a mettersi le scarpe. Naruto scuote la testa per riprendersi, ma poi Sasuke si abbassa per allacciarsi le scarpe e Naruto sta soffrendo di una strana forma di febbre che lo fa sudare freddo, gli fa pensare a cose insensate e vivere in perenne languore. Stappa la bottiglia di Absolut quasi con rabbia e si abbassa i boxer. Beve a canna. E si veste.
Qualche minuto dopo stanno parcheggiando la Jeep di Sasuke fuori al locale indicato dall'inidirizzo sul cartoncino di Sakura.
Naruto getta la bottiglia di Absolut vuota in un'aiuola e cinge le spalle nude di Sasuke con un braccio. Sente il suo odore. "Non hai freddo?", gli chiede. Naruto vorrebbe proprio che nevicasse: ci starebbe a pennello. Sasuke gli punta i suoi occhi neri addosso e lo guarda intensamente mentre esibiscono i loro ID al buttafuori.
"Ho caldo", risponde Sasuke entrando nel locale. Naruto vi accede a sua volta e né le luci psichedeliche, o la musica assordante, o il barista coi capelli rossi e pieno di piercing riescono a distogliere la sua attenzione dal modo in cui i capelli di Sasuke gli ricadono sulla nuca elegante che si getta come una foce a delta sulle sue spalle snelle e muscolose, nelle sue braccia sottili e nervose. Quando è ubriaco Naruto finisce sempre per farselo venire duro.
Non è Uchiha Sasuke a fargli quest'effetto, però. "Assolutamente no", dice ad alta voce.
"Hai detto qualcosa, usuratonkachi?", chiede Sasuke al suo orecchio. Naruto è scosso ed accaldato, il contatto delle labbra di Sasuke con il padiglione del suo orecchio lo fa impazzire. Fa no con la testa e da lontano vede l'amica bionda di Sakura-chan. È dall'altra parte del locale. La indica.
"Andiamo", dice a Sasuke.
Sasuke passando tra la folla sudata, danzante si scambia sguardi con delle persone, sorride ad altre, semina occhiolini e sorride beffardo; Naruto non guarda in faccia nessuno e si scosta gente di dosso per arrivare alla ragazza bionda e volgare il più in fretta possibile. 'Sta sera conquisterà Sakura, no? Anche se qualcosa vorrebbe tenerlo stretto a Sasuke. Per esempio le sue mani sui fianchi di Naruto per non perderlo in mezzo alla folla.
Poi, tutto d'un tratto, Naruto si blocca. La musica assordante si arresta per qualche secondo e lo speaker annuncia, a gran voce dentro il microfono: "solo per questa sera qui al Konoha, The Akatsuki's!".
La gente esulta, salta e, quando partono le prime battute di Time is running out dei Muse, comincia a ballare. Solo Naruto sente il proprio sangue raggelarsi nelle sue stesse vene, avverte una leggera nausea e sente di essere in procinto di perdere i sensi. "Ah be'", dice Sasuke, "a questa festa ci mancava solo mio fratello e quegli altri matti".
Naruto si volta verso il palcoscenico. Quando la piccola esplosione scenografica si dirada, tra la luce verde e celeste dei riflettori, appare lui: capelli lunghissimi e neri raccolti in una coda di cavallo bassissima, occhi neri arrossati dalla droga e dall'insonnia, l'espressione sofferta e disillusa di un uomo pieno di risorse e soprattutto il suo petto nudo, i suoi pantaloni bianchi a trattenere a stento il suo pacco grosso. Uchiha Itachi.
Naruto trattiene il respiro per cinque secondi esatti. Non vede Itachi da quella volta, quando si è inaspettatamente presentato in camera loro e Sasuke non c'era. È scappato da lui per tutto il tempo, ma ci sono casi in cui Harvard è troppo piccola per due persone che si rincorrono. Comunque Naruto è riuscito a scappare fino ad ora e di certo Uchiha Itachi non riuscirà a vederlo da così lontano e con quei fari abbaglianti in faccia. In mezzo a tutta questa follla. Poi si arrende. Si volta verso il palco. "Peggio di così-", accenna mentre ad Uchiha Itachi si aggiungono il suo chitarrista, Uchiha Shisui, nei suoi jeans strappati e nel suo giubbotto di pelle, ed il suo bassista, Deidara, con una camicetta con maniche a sbuffo e fouseaux di merletti. "No, mi correggo: può andare molto peggio di così".
Naruto vede Sasuke ridacchiare tra sé e sé. "Birra?", chiede urlando per sovrastare la voce di suo fratello ormai arrivata al primo chorus della canzone. "Ti raggiungo vicino a Sakura. Buona fortuna".
Quando Sasuke si volta di spalle, Naruto fatica a decidere se guardare Itachi a petto nudo sul palco o Sasuke ed il suo sedere duro come il marmo. Alla fine scrolla semplicemente la testa e si avvicina a Sakura. La vede ridere con degli amici, scuotere la testa, indicare qualcuno. Quando Naruto è vicino abbastanza, si fa notare.
Sakura gli si avvicina e gli porge una mano. Naruto la stringe e spera con tutto se stesso di non puzzare di alcool. "Voi due! Sono felice che siate venuti! Dov'è il tuo ragazzo?", chiede Sakura-chan. Naruto non capisce. Sorride in un modo quasi doloroso e subito dopo si volta a cercare Sasuke con lo sguardo.
Improvvisamente gli salta agli occhi l'evidenza: tutto intorno, in tutti gli angoli di quel locale, ci sono persone dello stesso sesso che ballano tra loro, che si baciano, che si strusciano. La ragazza coi capelli biondi ed i seni grossi sta cingendo proprio adesso la vita di Sakura-chan.
Naruto scuote la testa. È ad una serata gay. È andato ad una fottuta serata gay alla quale suona Uchiha Itachi e, in più, ci è andato con Sasuke. Ma come ha fatto a non accorgersene fino ad ora? Come si fa a non accorgersi di persone omosessuali che fottono tutto intorno?
E Naruto sta ancora cercando Sasuke con lo sguardo per indicarlo a Sakura-chan, la quale sta baciando in modo volgare, quasi crudele la bocca della ragazza bionda vestita di viola, quando la sua attenzione viene barbaramente catturata dall'immagine di Uchiha Itachi inginocchiato sul palco a leccare con la sua lingua lunga ed abile le corde della chitarra di Uchiha Shisui e quelle del basso elettrico di Deidara. Naruto sta tremando. Itachi ha le gambe divaricate nonostante sia inginocchiato e sta muovendo a ritmo il bacino su e giù con l'assolo di Shisui. Muove la lingua contro le corde e Naruto sta svenendo. Persino pensare che chiunque in quel fottuto locale lo stia guardando lo eccita. Gli sale un magone su per la gola e sta ripensando a quel giorno, a quando Itachi è venuto in camera loro e Sasuke non c'era.
Cerca ancora Sasuke con lo sguardo e, quando lo vede in mezzo alla folla, capisce. Realizza.
È schiacciato tra i corpi bianchi e diafani di due ragazzi: uno seminudo con dei pantaloni di pelle lucidi quasi quanto i suoi ed un altro coi capelli biondo platino. Sono entrambi magri, sexy e lo stanno praticamente scopando sulla pista da ballo. Sasuke sta ondeggiando i fianchi e sta baciando prima il ragazzo castano e poi l'altro. Quello coi capelli biondi e lunghi sta guidando i movimenti del suo bacino con le mani, probabilmente imprimendogli la forma dei suoi genitali tra le natiche. L'altro ragazzo, quello castano, gli sta baciando il collo.
Naruto avvampa. Trema. L'attimo dopo sta salutando Sakura-chan a malo modo.
Attraversa la pista da ballo, scosta i due ragazzi dal corpo di Sasuke e lo strattona per un braccio. Nonostante le sue proteste, lo trascina fuori dal locale. "Ma che cazzo fai, usuratonkachi?", urla Sasuke. Naruto apre la macchina borbottando bestemmie e maledizioni e prendendogli le chiavi dalla tasca dei pantaloni, lo sbatte al posto accanto a quello di guida. "Sei pazzo?".
"Evidentemente", ringhia Naruto. Mette in moto.

4/8. Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe cominciato prima a capire il senso del suo strusciarsi contro il materasso, del respirare affannoso e sensuale di Naruto, del modo in cui lo vedeva divaricare le gambe nel buio, del desiderio pressante di penetrare con le dita la fessura stretta tra le sue natiche.
Dopotutto era la quarta volta che lo facevano. Era diventato un piccolo, silenzioso rituale.
Quando aveva sentito come un presentimento, però, che Naruto stava per venire ed aveva cominciato a sbatterselo più velocemente anche lui, muovendo su e giù il proprio pugno ed immaginando ancora le sue natiche sode, aveva capito che era come se stessero facendo sesso. Lo stavano facendo.
Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe capito in quel momento, e non il giorno dopo ripensandoci, che quella notte erano venuti contemporaneamente.

Sasuke potrebbe essere incazzato. Potrebbe voler uccidere Naruto, visto che stava per farsi Sai e Suigetsu, i ragazzi gay più popolari e desiderati di Harvard, e che adesso per colpa di Naruto non vorranno vederlo mai più. Potrebbe ucciderlo. Potrebbe uccidersi, a conti fatti.
Potrebbe fare un sacco di cose ed invece, quando entrano in casa, Sasuke non vuole altro che farci sesso.
"Sasuke, sei un pezzo di merda!", urla Naruto sbattendo la porta, gettando le chiavi sul tavolo. "Cazzo!", impreca. Sasuke sorride. Ce l'ha durissimo e la voce roca e calda di Naruto quando urla glielo fa venire ancora più duro. "Tu lo sapevi che era una serata gay, non è così?".
Sasuke si toglie la canotta bianca sudata e "certo che lo sapevo!" ammette con un tono calmo, pacato, in netto contrasto con gli strilli isterici di Naruto.
"Sasuke, sei un pezzo di merda!", ripete Naruto sempre urlando. "Magari sapevi anche che Sakura è-. È-".
"Certo", acconsente Sasuke. "L'avevo intuito che è lesbica".
Ostenta calma, sicurezza. In realtà si sta incazzando, mentre si sfila i pantaloni di pelle. L'erezione dentro i suoi boxer si sta facendo insostenibile. Quando Naruto si siede sul letto e lancia un urlo acuto, prolungato e disperato, Sasuke gli si avvicina e gli dà uno schiaffo in faccia.
Naruto sobbalza. Spalanca gli occhi. "Sasuke, sei un pezzo di merda!", ringhia per l'ennesima volta. Risponde con un pugno nello stomaco.
Sasuke si accascia al letto per il dolore, poi morde un braccio a Naruto. Naruto urla come una femminuccia, ma con una forza virile e possente lo prende per le spalle e lo butta sul letto. Gli assesta un pugno in faccia.
Quando sente il sapore del sangue tra i denti, Sasuke capisce che stanno lottando. Il sapore del suo stesso sangue è così dolce che a Sasuke viene da leccarsi le labbra. Mentre lo fa, picchia Naruto in faccia. Due, tre schiaffi. Si lecca ancora le labbra e capisce che Naruto si sta eccitando. Gli viene da ridere e gli morde una spalla forte. Sente la pelle stracciarsi sotto i denti, la carne cedere, Naruto urlare di dolore. Lecca la pelle che ha appena morso come per chiedere scusa e sente ancora sapore di sangue: quello di Naruto.
Quando Naruto si accascia sul suo petto per mordergli il collo, Sasuke prova un piacere così intenso a contatto con la sua bocca che commette un passo falso: solleva il bacino. Sente Naruto irrigidirsi, diventare gelido. Sasuke ce l'ha duro come la roccia. Naruto non può non averlo sentito.
L'attimo dopo Sasuke ha ribaltato le posizioni approfittando del momento di confusione e sta intrappolando il bacino di Naruto tra le proprie gambe. "Sasuke, sei un pezzo di merda", snocciola Naruto come una cantilena. Lo colpisce in faccia con forza. Sasuke non reagisce.
Lo colpisce in faccia ancora più forte, questa volta con le nocche dure ed arrossate. Sasuke ancora non reagisce, pur provando dolore.
Poi lo colpisce ancora e Sasuke semplicemente muove il bacino. Sente per intero la lunghezza del pene di Naruto tra le sue natiche e socchiude gli occhi sollevando il viso verso il soffitto.
Naruto sopprime un gemito, ma Sasuke l'ha sentito: è come se lo stesse incitando a continuare. Sasuke non se lo fa ripetere due volte e si muove ancora lungo tutto il suo pene. È grosso. È duro. Sasuke avverte come una piacevole angoscia dentro la gabbia toracica. Tutti i suoi nervi stanno festeggiando quel contatto tanto atteso. Naruto gli assesta un altro pugno, questa volta nello stomaco. Sasuke si piega in due, fa malissimo, ma risponde cominciando ad aumentare il ritmo dei suoi movimenti. È un anno e mezzo che Sasuke non aspetta altro.
Sente la forma del cazzo grosso di Naruto a scavargli tra le natiche attraverso la stoffa dei jeans chiari e della lycra dei suoi boxer. Vorrebbe che non ci fossero vestiti, che non ci fossero inibizioni. Vorrebbe vedere il cazzo di Naruto che intuisce mostruosamente grosso. Vorrebbe prenderlo in bocca in tutta la sua lunghezza. Vorrebbe prenderlo tutto in culo.
Per adesso non può fare altro che strusciarglisi contro, è così? Allora lo farà nonostante i colpi che Naruto gli sta dando ancora in faccia, nello stomaco. Lo farà nonostante i morsi eccitanti e salivosi che Naruto gli sta lasciando sulle braccia, sulle spalle, sul collo.
Ed allora Sasuke si struscia contro quell'erezione più forte e Naruto sta succhiando la sua pelle in quel punto in cui il collo diventa spalla e Sasuke sta ridendo, sta godendo, sta finalmente vivendo. Ha fatto sesso prima. Con molti uomini. Non si è mai sentito così.
Uchiha Sasuke non ha paura né vergogna di ammettere che sta godendo come una troia senza neanche lasciarsi scopare sul serio, con il cazzo più grosso col quale abbia mai avuto l'immenso piacere di avere a che fare a sgusciargli tra le natiche senza poterlo afferrare.
È il solo cazzo che Sasuke abbia mai desiderato davvero: lo realizza mentre Naruto trema, geme più forte, stringe convulsamente gli occhi, lo colpisce per l'ultima volta con uno schiaffo in faccia e poi gli afferra i fianchi, se lo attira contro in un modo così possessivo e sensuale che a Sasuke viene da piangere e poi, inaspettatamente, si rilassa.
Sasuke sta ansimando. Sta gemendo. Appoggia le mani contro il muro restando in bilico sul bacino di Naruto, mentre rallenta i movimenti dei suoi reni. Chiude gli occhi. Sorride.
Naruto ha eiaculato. È stato Sasuke a farlo venire.
Sasuke ha paura di aprire gli occhi e scoprire che si tratta solo della sua ennesima fantasia. Poi "Sasuke, sei un pezzo di merda", lo sente dire col fiato corto. E Sasuke capisce che è successo davvero. Poi Naruto lo ribalta sul letto usando una forza quasi eccessiva, violenta, eccitante fino all'estremo. Si alza e si chiude in bagno.
Sasuke è sporco del seme di Naruto fino all'ombelico. E ce l'ha ancora duro.

5/8. Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe deciso se immaginare la consistenza bollente dell'asta di Sasuke dentro il suo retto oppure le pareti muscolose e strettissime delle sue viscere intorno al proprio cazzo per raggiungere l'orgasmo.
Dopotutto era la quinta volta che si masturbavano contemporaneamente. Non ne avevano mai parlato.
Quando aveva capito che non avrebbe mai saputo scegliere se avrebbe preferito prendere il cazzo di Sasuke o fotterlo col proprio, però, aveva semplicemente immaginato di baciarlo ed allora lo aveva guardato nel buio della loro stanza ed, ansimando, gli aveva rivolto un sorriso. Un semplice sorriso.
Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, lo avrebbe baciato con la bocca aperta e gli occhi chiusi come gli innamorati, mentre venivano in simultanea sorridendosi l'un l'altro come bambini.

Naruto esce dal bagno con addosso i pantaloncini dei Chicago Bulls che usa come pigiama. Non riesce neanche a guardare in direzione di Sasuke passando. "Fumo una sigaretta", dice. Ed esce dalla camera numero 7, quella che divide con Sasuke da due semestri.
Quando esce attraverso la porta a vetri del dormitorio C del campus dell'Harvard University di Cambridge, nel Massachusetts, e si stringe tra le braccia per resistere al freddo dell'inverno più rigido degli ultimi vent'anni, sta ancora lottando con Uchiha Sasuke sul suo letto. È stata una cosa da perderci la testa.
Accende una Marlboro rossa con il suo Zippo ed aspira il primo tiro come in contemplazione. Pensa per un attimo ad Uchiha Itachi. Poi a che cosa ridicola dev'essere stata per lui.
Si ritrova a ridacchiare tutto solo riportando alla mente il momento esatto in cui Naruto gli è venuto in bocca invocando il nome di Sasuke. Ride ancora, tirando un'altra boccata dalla sua sigaretta.
Poi comincia a nevicare. L'aveva letto su MSN.com dopotutto, ma Naruto non è il tipo da lasciarsi influenzare dalle previsioni meteorologiche. Naruto è cresciuto in California, sul confine col Messico: fino ad un anno e mezzo fa aveva visto la neve solo nei film. Ha persino temuto che non esistesse, per un periodo, da ragazzino. Poi, il primo giorno ad Harvard, l'ha vista sulla pelle di Itachi e Sasuke entrando nella camera che avrebbe diviso col più giovane di loro. È stato amore a prima vista tra Naruto e la neve. Un colpo di fulmine.
Si sfila i calzini sorridendo. Spegne la sigaretta ancora a metà sull'asfalto già appena appena imbiancato. Cammina. Sta considerando seriamente l'opzione di fuggire? È chiara da troppo tempo la componente erotica del magnetismo che attira i suoi occhi e quelli di Sasuke, i loro bacini, i loro respiri. Ciò che è accaduto quel giorno con Uchiha Itachi non ne è che un'ulteriore prova schiacciante. E 'sta sera Naruto si è arreso a quel desiderio quasi malato, all'evidenza che il modo in cui si stanno comportando da mesi ha smesso di essere da amici.
Sasuke lo sveglia al mattino accarezzandolo. Gli prepara il caffé ristretto, il suo preferito. Vanno a lezione insieme e Sasuke a volte frequenta con lui corsi per esami che ha già dato per non lasciarlo andare da solo. Studiano insieme. Vanno insieme in palestra, al corso di teatro, a vedere lo sport la domenica sera, a mangiare ramen al giapponese. Si ubriacano insieme. Naruto non parla che di Sasuke. Sasuke non fa che occuparsi di Naruto.
È forse da amici questo? È forse da amici picchiarsi e strusciarsi fino a venire nei pantaloni? È forse da amici masturbarsi ogni notte sapendo che anche l'altro lo sta facendo a sua volta? È forse da amici desiderarsi così tanto?
Naruto è stato geloso di Sasuke 'sta sera. Quando l'ha visto ballare con quei ragazzi, è impazzito. Li avrebbe uccisi, potendo. Avrebbe fatto scontrare le loro teste fino a spaccarle entrambe.
Cosa farà quando tornerà in camera? Farà finta di niente e si metterà a letto per toccarsi ancora mentre anche lui si sta toccando? Gli chiederà scusa, gli darà la buona notte e sarà tutto finito? Lo bacerà con foga e succederà di tutto? Scapperà e tornerà giù a Murrieta a piedi? Con i piedi nudi sull'asfalto e la lingua da fuori per assaggiare la neve, Naruto sta provando a decidere cosa fare.
Chiude gli occhi e lo sa.
Attraversa il corridoio misurandolo a grandi passi. Sta tremando, sta quasi piangendo, non sa neanche se sta facendo la cosa giusta: ma quanto può essere importante fare la cosa giusta o quella sbagliata in un momento come quello? Quando ci sono di mezzo i desideri non c'è nient'altro che importi. A Naruto non importa nient'altro. Vuole la neve addosso. Vuole la neve dentro. Vuole la neve intorno.
Spalanca la porta e lo vede. Sasuke è sul suo letto. Rannicchiato. Di spalle. E Naruto lo sente, lo sa che si sta toccando mordendosi le labbra, trattenendo il respiro, sbattendo la testa contro il cuscino come per impedire a se stesso di pensare. Gliel'ha visto fare milioni di volte.
Naruto ha caldo. Si sta letteralmente sciogliendo. Quando si avvicina al letto e si distende dietro Sasuke, si accorge che sta respirando affannosamente. "Ti puzza l'alito, usuratonkachi", dice Sasuke tra i gemiti. Ha i boxer abbassati, il sedere scoperto. Naruto si sente di svenire: è così vicino a quel sedere duro ed invitante che gli gira la testa.
Naruto sorride disteso sul fianco e gli passa un braccio in vita. Raggiunge l'erezione che Sasuke si sta torturando con foga e finalmente la afferra. La sente sotto le dita, contro il palmo, dentro il pugno. Ha il cazzo di Sasuke in mano. Respira a fatica, chiude gli occhi. È eccitatissimo.
Lo sente mugolare di piacere, avverte il suo avvicinarsi piano piano col sedere al suo bacino ed allora passa la mano sulla punta già umida della sua asta e poi scende di nuovo sulla lunghezza del suo pene per cominciare a masturbarlo. Muove la mano velocemente, ma con movimenti precisi e Sasuke sta muovendo il bacino avanti ed indietro come per fottere il suo pugno stretto.
Sasuke sta gemendo. Forte. Sta quasi urlando di piacere. Naruto si sporge appena appena al di sopra della sua spalla e la vista della propria mano a masturbare il cazzo di Sasuke è una visione che gli toglie il respiro. Con la mano libera si abbassa i pantaloncini rossi e bianchi e fa sentire la portata della sua erezione a Sasuke. Quello sobbalza, geme, gli si spinge contro col sedere mentre il ritmo del pugno sulla sua erezione si fa serrato, petulante, cadenzato.
Naruto ride dentro l'orecchio contornato dai capelli neri di Sasuke. "Sai quanto mi ci vorrebbe per mettertelo dentro?", gli chiede continuando a sorridere ed a masturbarlo.
Sente le natiche di Sasuke muoversi al ritmo dei suoi gesti contro la sua asta. "Dimmelo", risponde Sasuke gemendo in un soffio.
Naruto gli morde un lobo e gli accarezza i testicoli per un istante, prima di ricominciare a sbatterglielo con forza, violenza, velocità. "Un secondo", geme Naruto. "Ti sollevo la coscia e te lo infilo dentro a secco, in un colpo solo", ringhia. "Tutto", aggiunge.
Sasuke ansima incontrollatamente, urla, si sfrega più esplicitamente ancora. Tenta di aprirsi le natiche con le mani, di afferrare il cazzo di Naruto. "Che aspetti allora?", chiede mordendosi le labbra, serrando gli occhi convulsamente.
Naruto ride. La prima volta che ha nevicato a Cambridge, durante il loro primo anno ad Harvard, Naruto e Sasuke hanno giocato con la neve tutto il giorno, fino a notte fonda. Hanno costruito un numero imbarazzante di pupazzi di neve e poi hanno fatto a palle facendosi anche male. Ovvio risultato: si sono presi un raffreddore ed hanno saltato un appello di analisi, ma quello è stato il giorno più bello della vita di Naruto.
La prima volta che ha visto la neve. È così simile la sensazione che prova adesso, col glande a strusciare contro l'apertura di Sasuke, che Naruto sente impellente il bisogno di scoppiare in un lungo, rumoroso pianto liberatorio. Come con la neve, Naruto ha addirittura creduto per qualche tempo che non potesse esistere tanta felicità. È evidente che si è sbagliato in tutti e due i casi.
Quando "che tu me lo chieda, Sasuke" risponde, Naruto si sente felice come giocando nella neve.

6/8. Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe smesso di pensare a quello che avrebbe fatto una volta spente le luci insieme a Naruto mentre mangiava, mentre studiava, mentre faceva il bucato, mentre andava a fare la spesa, mentre si sistemava i capelli, mentre giocava a Pet Society.
Dopotutto era la sesta volta che Sasuke e Naruto ci ricadevano. Era diventata un'ossessione.
Quando si era sentito tentato dall'accendere la luce un istante prima di venire per poterlo sporcare di seme in faccia, sul collo, sul petto, sulla sua pancia tatuata e dappetutto, però, aveva capito che le fantasie che collezionava a tutte le ore pensandoci ininterrottamente non sarebbero mai state sufficienti. Mai.
Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe messo in pratica le sue fantasie ed avrebbe preso Naruto con la forza, lo avrebbe stuprato, mangiato, ferito, dilaniato ed infine gli sarebbe venuto nel culo come desiderava ormai da troppo tempo.

Sta fremendo. Sta morendo. Vuole disperatamente che Naruto lo fotta, ogni cellula del suo corpo lo desidera, lo reclama, lo pretende. Sasuke non l'ha mai baciato.
Avverte come una profonda fitta dolcissima, piacevolissima lungo le pareti dello stomaco e sa distintamente che sta per venire al solo pensiero, ma Uchiha Sasuke ha solo una cosa in mente e non sprecherà quest'occasione preziosa. Potrebbe essere la prima e l'ultima volta e Sasuke non può proprio permettersi di venire sul più bello.
Sasuke non l'ha mai baciato. L'attimo dopo ha ribaltato Naruto facendolo ruzzolare sulla schiena. È sopra di lui, sta guardando i suoi occhi già grandissimi farsi ancora più grandi per la sorpresa. Gli sfila i pantaloncini che usa come pigiama ed è faccia a faccia con il suo cazzo enorme. Quello che gli ha detto suo fratello è vero, dunque. È davvero grosso, scuro, striato da vene doppie e pulsanti. Ha davvero un glande bellissimo, lucido e quasi viola.
Sasuke rischia ancora di venire solo guardandolo. Svilupperà una sorta di feticismo per questo cazzo, né è certo. Naruto sta ansimando, respirando, sollevando ed abbassando il petto in modo irregolare. Tutto di Naruto gli sembra sexy in questo momento: la sua fronte imperlata di sudore, la sua bocca tumida e rossa, il suo alito che sa di vodka, il suo torace disseminato di piccoli, radi peli biondi, la sua erezione impressionante. Sasuke non l'ha mai baciato.
Sasuke gli divarica di più le gambe e lo sente respirare più velocemente. Addirittura lo sente gemere, quando appoggia appena appena un polpastrello all'entrata della sua apertura strettissima. È possibile che non l'abbia mai preso? Un ragazzo così sexy, così bello, così sfacciato è vergine? "Con quanti sei stato prima di 'sta notte?", gli chiede.
Lo vede arrossire e distogliere lo sguardo che fino ad ora aveva sostenuto il suo. "Con tuo frat-", sta per dire balbettando. Sasuke lo blocca.
"Con mio fratello, lo so", ammette. "Intendevo con quanti altri".
Sasuke non l'ha mai baciato. Succhia in modo sensuale il dito col quale ha appena saggiato quell'apertura sorprendentemente stretta. Naruto sta arrossendo sempre più vistosamente. Lo adora. È quasi incredibile che quello che sta sotto di lui in questo momento sia lo stesso ragazzo che stava per scoparlo a secco qualche minuto fa, che non sa lavare i piatti, che non sa cosa sia il colluttorio e che non riconosce una serata Free Love quando la vede. "Con nessun altro", biascica Naruto.
Sasuke lecca le punte delle sue dita e "bene", annuisce. "Come sospettavo" conferma. Introduce una falange nell'apertura di Naruto proprio al di sotto dei suoi testicoli e comincia a prepararlo. Sasuke non l'ha mai baciato.
Sente la spina dorsale di Naruto tendersi e poi lo vede spalancare ulteriormente le gambe. Qualche secondo dopo Sasuke può entrare ed uscire dal suo ano con facilità e Naruto ha cominciato a spingersi contro il suo dito per ottenere di più. Allora Sasuke lo penetra con un altro dito, accontentandolo. "Ma con lui", dice Naruto gemendo e raggiungendo la propria erezione con una mano, "non sono arrivato così a fondo".
Sasuke lo guarda dritto negli occhi introducendo un terzo dito, pur sapendo che non basterà a placare la sua voglia. Vuole altro; vuole qualcosa di più grosso. "E perché?", gli chiede.
"Non era lui che volevo", geme Naruto. Poi si solleva pungolandosi sui gomiti. Sasuke non l'ha mai baciato. "Era te che stavo scopando in bocca, pezzo di merda", gli sussurra all'orecchio.
Ed allora Sasuke non ne può più.
Gli prende la nuca con una mano e gli tira i capelli biondissimi facendogli male. Gli lecca le labbra rosse ed umide, che Naruto schiude. L'attimo dopo si stanno scambiando il bacio più bagnato, più lungo e più eccitante che Sasuke abbia mai dato.
Lingue, labbra, guance, denti. A Sasuke gira la testa, mentre continua a tenere tre dita dentro l'ano strettissimo di Naruto. Non l'aveva mai baciato, è vero, ma è valsa davvero la pena aspettare così a lungo. Neanche la vodka nella sua saliva copiosa ed eccitante riesce a disturbarlo. Non c'è niente che non sia perfetto in questo bacio. Sasuke sta davvero fremendo. Sta davvero morendo. Sente il rumore secco e cadenzato che Naruto produce masturbandosi e si eccita a tal punto che gli morde il labbro inferiore.
Poi il bacio scema in piccole leccate al di fuori delle loro bocche e Sasuke vede Naruto sorridere.
Gira le dita su se stesse dentro di lui ancora una volta. Poi gli sorride a sua volta. Perché non l'aveva baciato prima? Sasuke si sente proprio un pezzo di merda.

7/8. Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe impedito a Sasuke di mangiare, di studiare, di fare il bucato, la spesa, di sistemarsi i capelli, di giocare a Pet Society.
Dopotutto era la sesta volta che capitava. Era scontato che Naruto non desiderasse fare altro.
Quando aveva sentito i gemiti di Sasuke intonare la stessa melodia cadenzata e bellissima dei suoi, però, mentre si masturbavano con quei gesti gemelli che avevano ormai memorizzato come una sensuale coreografia fatta di respiri mozzati e voglie represse, aveva realizzato che sarebbe stato perfetto anche fotterlo mentre faceva questa o quell'altra cosa, mentre sbrigava commssioni, preparava relazioni o si occpupava del suo animale domestico on-line.
Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe detto a Sasuke che tutto ciò che desiderava era stargli accanto ogni giorno della sua vita e non solo farlo venire ogni notte.

Naruto trattiene il respiro stringendo forte le labbra ed i pugni, quando la punta del pene di Sasuke si introduce nella sua carne tenera con un gesto quasi dolce. Naruto non vorrebbe, ma è scosso da tremiti, scoppia in uno strano pianto convulso: prova dolore, un dolore lancinante, fortissimo, inspiegabile.
Avverte come un un pugnale affilatissimo percorrere a ritroso il suo colon.
Sasuke gli copre la bocca con la propria. "Rilassati, usuratonkachi", gli intima all'orecchio come una minaccia, ma a Naruto non riesce. Le pareti del suo retto stanno andando a fuoco e proprio non riesce ad abituarsi al volume di quel cazzo che lentamente si fa strada sempre più dentro di lui.
Quando è già mezzo dentro, Sasuke gli accarezza la fronte, gli bacia gli occhi chiusi. Naruto respira a fatica, morde l'aria tersa e profumata, gli gira la testa. A Sasuke che gli chiede se stia bene risponde annuendo. "Continua", abbozza dolorante.
Allora Sasuke gli assesta le mani possessive e lunghe sui fianchi, un contatto intimo e quasi romantico che per un attimo riesce a distogliere l'attenzione di Naruto dal dolore, e spinge appena appena il suo coso più dentro. E allora Naruto urla, singhiozza, geme.
Sta piangendo con la bocca aperta. Ha la faccia bagnata di lacrime, deve essere tutto rosso e bruttissimo e nonostante ciò Sasuke sembra ancora volerlo. Sembra volerlo sempre di più dal momento che continua a tempestargli di baci il viso, le spalle, il torace. "Fa male? Esco? Ok, smetto?", continua a ripetere Sasuke con premura, infinita tenerezza: è quasi impensabile quanto riesca ad essere dolce uno come lui in un momento come questo. Ma Naruto non vuole che smetta, ha desiderato tutto questo troppo a lungo perché finisca così in fretta: vuole solo che quel dolore terribile si allevi. Vuole provare il piacere che si merita dopo quell'attesa, dopo quella terribile ed immeritata sofferenza.
"Va tutto bene", continua a ripetergli piantandogli le unghia dentro la carne muscolosa e nervosa della schiena bianca. "Continua".
Poi Naruto stringe convulsamente gli occhi e chiude la bocca per non emettere suono. "Bene", pronuncia piano Sasuke con un colpo di reni più secco, più breve, "è tutto dentro".
È solo ora che Naruto riesce a rilassarsi. La lama affilata del pugnale è ancora conficcata dentro il suo apparato escretore, ma Naruto sente i testicoli di Sasuke schiacciati contro le sue natiche e quindi, forse, va tutto bene.
"Resta fermo per un attimo, per favore", sussurra. Chiude gli occhi, si asciuga la fronte sudata con un braccio. Sasuke dentro la sua carne è gentile ed anche tutto intorno si è fatto morbido nonostante il suo corpo spigoloso, la sua mascella dura, i suoi zigomi pronunciati, la sua clavicola ben in mostra sotto la pelle sottilissima.
Naruto realizza solo adesso di essere nel bel mezzo di un amplesso insieme ad Uchiha Sasuke.
È per lui che l'anello di muscoli intorno al suo ano si sta lentamente allargando per accettarlo ed accoglierlo, è lui che sta accarezzando Naruto, che lo sta consolando, sono i suoi capelli quelli che Naruto stringe tra le mani, la sua pelle qualla che sente sfregarsi contro la propria. Non è un sogno, non è una sua fantasia: è lì e sta succedendo. Dopo mesi di attese, di voglie represse, di gemiti mozzati nel buio e sguardi troppo intimi, è finalmente successo. Sta succedendo proprio adesso e non c'è dolore che possa impedire a Naruto di esserne felice.
Pensare che sia bastata la farsa di Sakura-chan ad innescare il meccanismo che li ha infine portati a questo è quasi ironico.
"Baciami", sussurra Sasuke restando piantato come un uncino dentro la sua carne. Naruto non fa fatica a sporgersi appena e catturare le sue labbra. Si danno prima bacetti asciutti, ritmati, facendo schioccare le labbra e le guance come i ragazzini. Poi Sasuke lecca la bocca di Naruto con la punta della lingua ed allora Naruto schiude le labbra, felice di accoglierlo nella sua bocca. Quando cominciano ad usare le lingue, la saliva ed i denti, Naruto capisce di aver dimenticato il dolore.
"Ok", dice staccandosi dal bacio. "Prova a muoverti, Sasuke".
Sasuke si lecca le labbra. Naruto capisce come un'illuminazione lampante che Sasuke sta godendo e che è lui a provocare quel piacere. Gli viene da ridere: è così paradossale. Lui è lì a sganasciarsi di dolore e la persona che lo sta fottendo sta provando piacere. Naruto comincia a capire gli stupratori, ma poi sente dentro al petto un bisogno egoistico quasi fisico di provare piacere a sua volta ed allora raggiunge la propria erezione con una mano. La afferra.
Quello che succede dopo è semplice, quasi scontato. Naruto l'ha desiderato così a lungo che, adesso che sta succedendo, stenta a credere che sia reale. Sasuke si muove appena appena dentro di lui, fissando come affamato l'erezione grossa e palpitante che Naruto stringe tra le mani e, come fosse del tutto naturale, improvvisamente Naruto lo sente: piacere.
Gli viene ancora da ridere. Sasuke scrolla la testa, solleva le sopracciglia ansimando. "Che c'è?", chiede. Naruto lo sente dentro. Lo sente. È una cosa incredibile. Sorride, emette gridolini felici. Sta gioendo, semplicemente. "Naruto, che c'è?", ripete Sasuke abbozzando un sorriso confuso. Estrae appena appena la sua asta dal corpo di Naruto e Naruto non sa se patire il distacco oppure urlare di piacere per l'incredibile sensazione di sentirsi pienissimo e subito dopo fin troppo vuoto.
Poi però Sasuke torna a riempirlo fino in fondo e Naruto inghiotte aria, geme e sta ancora sorridendo. "Niente", vibra ansimando. "È bellissimo", ammette. Deve essere ancora tutto bagnato di lacrime, avere le gote arrossate e sembrare patetico, ma Naruto sta provando piacere. È ancora un piacere piccolo, fastidioso, ma cazzo: è piacere.
Sasuke sorride, questa volta in modo del tutto spontaneo, sincero. Gli morde una guancia in modo quasi affettuoso. "Finalmente, usuratonkachi", pronuncia appoggiando la fronte contro la sua e muovendosi piano, in modo circolare, dentro la sua carne.
Naruto mugola, ansima, se lo lascia sgusciare più a fondo dentro scontrandosi con gli inguini più forte con i fianchi di Sasuke. Poi Naruto smette semplicemente di pensare ed allunga le proprie mani fino a raggiungere le natiche sode e bianche di Sasuke. Se lo spinge ancora più dentro guidandolo in quel modo eccitante fino allo spasmo e quello che gli sfugge dalle labbra è un urlo di piacere. Sente Sasuke ridere con la bocca aperta contro la sua spalla. Naruto avvolge le gambe intorno al suo bacino e comincia a muoversi a sua volta.
È tutto così naturale, tutto così instintivo. Sasuke a muovere i fianchi incontrollatamente per farglielo sentire tutto, per farglielo sentire bene; Naruto che apre la bocca e si masturba velocemente, che gli lecca le orecchie ed il collo e lo incita con le parole e coi fianchi a scoparlo più forte, più in fretta.
"Sì, Sasuke", ripete un milione di volte. Senza mai stancarsi. "Sì, così, Sasuke. Ancora. Di più". E Sasuke è sempre più felice di accontentarlo, di soddisfarlo, di riempirlo fino a traboccare per poi svuotarlo e riempirlo ancora con gesti semplici, quasi scontati, ma che fanno sussultare Naruto fin nelle fondamenta.
Sul comodino accanto al letto di Naruto c'è una foto scattata prima delle vacanze di Natale. L'ha fatta Shikamaru. Quella sera si erano ubriacati prima da soli, nella camera numero 7, e poi con gli altri. Naruto viene schizzando contro la pancia piatta, gli addominali scolpiti, i pettorali perfetti di Sasuke.
In foto sono abbracciati e sorridono entrambi. Naruto non potrà mai dimenticare l'attimo esatto in cui quella sera, senza pensarci, "Sasuke", aveva sussurrato scostando dal suo orecchio la stoffa rossa del capello da Babbo Natale, "voglio il tuo cazzo dentro".
Solo il giorno prima era venuto nella bocca di suo fratello invocando il suo nome. Quando il flash aveva colto le loro espressioni, il fiato di Sasuke dentro il suo orecchio "lo avrai" aveva promesso.
E poi le spinte di Sasuke si fanno sempre più esplicite, sempre più lunghe e cadenzate. Quando Sasuke comincia a tremare, quello che Naruto prova è una fitta di gelosia intensa ed irreprimibile: non vuole che il seme caldo e vischioso di Sasuke vada disperso. L'ha già visto mille volte sparire in fazzoletti di carta, tra lenzuola da lavare, nascosto tra fantasie scomode. Allora lo stringe forte intrappolandolo nell'abbraccio di quattro arti forti.
Sasuke gli geme dentro l'orecchio. "Voglio venirti dentro", dice. Naruto annuisce. Non aspettava altro.
Poi Naruto è ancora disteso sul letto, a pancia all'aria. Sta sorridendo, pur temendo il momento in cui sarà costretto ad alzarsi in piedi. Ha dimenticato di chiamare i suoi, 'sta sera. Suo padre gli starà preparando una ramanzina di quelle di due ore e mezza di durata complessiva tra frecciatine e terzo grado vero e proprio.
Sente lo sciacquone tirato dal bagno e sorride felice. Non vede l'ora che Sasuke lo raggiunga di nuovo a letto. Poi la porta si apre nella penombra della stanza e Naruto vede sul volto di Sasuke dipingersi un'espressione fin troppo familiare.
Naruto rotea gli occhi. Prende dal comodino una bottiglia mezza vuota di birra al malto e ci beve a canna. "Guarda là!", dice Sasuke mettendosi le mani in vita come le mamme apprensive, ancora completamente nudo e col cazzo moscio. "Questa stanza è un porcile!". Naruto scuote la testa. "E tu puzzi, usuratonkachi! Gettati immediatamente sotto la doccia, mentre io do una parvenza d'ordine a questa cosa", ordina. "Chiamarla stanza mi sembra eccessivo, viste le condizioni nelle quali si trova".
Naruto ride. Si solleva in piedi. Si avvicina a Sasuke barcollando un po' ed avvertendo un sopportabile fastidio su per il culo.
Sono ancora nudi. Quando lo stringe tra le braccia cingendolo in vita, la sua pelle e quella di Sasuke possono sfiorarsi senza alcun ostacolo. Sasuke gli appoggia le braccia sulle spalle in modo morbido, dolcissimo. Lo guarda negli occhi con un sorriso bellissimo. È una sensazione inspiegabile, una consapevolezza quasi commovente quella di Naruto: il loro rapporto non cambierà. Il sesso non sarà un ostacolo, ma un incentivo. Sasuke continuerà ad occuparsi di Naruto; Naruto continuerà a vantarsi di lui con i suoi genitori, con i loro amici. Lo bacia prendendolo per la nuca e facendolo sciogliere tra le sue labbra. È così bello poter sentire Sasuke così.
Naruto sorride. Quando si stacca da quel bacio, indossa i pantaloncini dei Chicago Bulls ed un maglione di lana a costine che trova su una sedia accanto al tavolo. "Sta nevicando", annuncia sorridendo. "Vado a fumare".
Sasuke raccoglie bottiglie vuote dal pavimento, mutande sporche, riviste già lette. "Almeno lavati i denti, usuratonkachi!", sbraita quando Naruto è già uscito. "E mettiti le scarpe!", lo sente continuare mentre è già nel corridoio.
Ama la neve. Se la sente ancora dentro. Improvvisamente Naruto sente l'urlo familiare di Iggy Pop e le prime note di T.V. Eye esplodere. "Pronto?", chiede rispondendo all'iPhone.
E torna presto, usuratonkachi, sente dire alla voce di Sasuke. Voglio fare ancora l'amore con te.

8/8. Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe chiesto di poter amare Naruto senza doverlo nascondere anche a se stesso.
L'avevano fatto così tante volte che aveva perso il conto. Era tutto così giusto.
Quando sentiva Naruto venire nel buio della loro camera e veniva a sua volta, però, Sasuke temeva sempre che si trattasse solo di questo.
Se solo avesse potuto fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarsi di posto, avrebbe detto a Naruto che lo amava. Che non si trattava solo del banale venire.

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