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A - Struttura

La Spugna Eco-Biostorica
Verso una Topologia della Mente/Habitat a corpo unico
Antonia Colamonico © 2012/2013 - Vietata la riproduzione

Idea Editoriale

Di(a)logiche in "progress"
Processo di scrittura a campi-reti "aperte".
Il saggio prende forma di sito, per superare il confine del libro.
Aperto al Mondo, come pagine di un quaderno da sfogliare,
in una nuova democrazia. L'autrice.

Struttura a spugna-petali di una rosa.





L'evoluzione di un pensiero è un processo naturale che si "apre" a frattale come una spugna, vincolata alla storia del campo-habitat. Questo è l'area del contorno, in cui emergono gli stati reali (fatti storici) che perturbano gli stati mentali (fatti immaginativi) e vincolano il soggetto osservatore-agente storico nel suo rispondere alla vita.



Dedica: A Marcello


A te,
 figlio mio,
 questo
piccolo segno
per esprimerti il mio
grazie,
per avere dato
profondità

 al mio passaggio
nella Vita.
Mamma



Acquaviva delle Fonti, 12 luglio 2013






Struttura a spugna di un cervello



















Strutture similari: albero, cervello e grotta con formazioni a stalattite.







Struttura a nicchie-spugna di un'ametista






La bellezza della spugna è nell'armonia e univocità della sua chioma
, modellata dal suo contorno-habitat
.














La leggerezza del pensiero è uno stato d'armonia tra l'individuo e l'ambiente storico-vitale, imparare a leggerli come un'unica realtà è il salto di Civiltà nella Società della Conoscenza.





Indice saggio.


La Spugna Eco-biostorica.

Il nodo storico: Osservato-osservatore-osservazione
La presa di realtà
Le gemmazioni storiche in una lettura a Nodi/Rete della Vita.
  • La Comunicazione: La democrazia creatrice del processo dialogico, a individuo/campo.

La Verità Vincolata.

 Antonia Colamonico. © 2012/2013


















https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1328349900682/config/3b054c62b0bd490c.jpg
                                  La Porosità della Storia-Vita. Modello di Marcello Mastroleo, 2008.






I Poriferi, meglio conosciuti come spugne, sono animali soprattutto marini. Generalmente non sono predatori e si nutrono per filtrazione.

Non hanno una simmetria corporea e le dimensioni possono variare notevolmente:
  • da pochi cm fino ad arrivare a circa 2 metri.
Si nutrono per filtrazione, infatti una caratteristica comune a tutte le specie è la presenza di una cavità centrale che amplia la superficie destinata al filtraggio delle acque.

La vita dei poriferi dipende dalle correnti d’acqua ed è proprio per sfruttarle a pieno che il loro corpo è organizzato intorno ad un sistema di canali e camere acquifere:
  • essi trattengono particelle alimentari come micro-alghe, batteri, protesti, gameti di altre animali acquatici e altro materiale organico.
Le spugne contribuiscono alla pulizia e alla nitidezza delle acque, in quanto trattengono con la filtrazione molte particelle responsabili del classico torpore che si trova nelle profondità marine.







Spugna integrata nella sua nicchia-habitat,
come un'antenna che si lascia imprimere
dal movimento marino.











La dinamica storica è un processo generativo
di fatti, tempi, spazi che danno
le particolari forme, luoghi e funzioni alla vita.












La "sintropia del Caos" (ordine delle diversità) è la bellezza dell'essere un uno/tutto coeso.












La complessità è uno sguardo
a più lenti-spazi di osservazione












Il soggetto è l'occhio-filtro, il punto 0 di partenza.

Biostoria: Verso una Scienza dello Sguardo




lenti di lettura


Le regole del gioco






Antonia Colamonico © 2012  -Tutti i diritti sono riservati.
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Le qualità di una spugna naturale







Spugna storica


Osservando la storia come un processo a corpo uno/tutto vitale, essa si presenta come un insieme coeso di echi-fatti che aprono lo spaziotempo, perturbandolo, in tal senso si può parlare di processo creativo in eterno divenire.



La struttura fine della storia





I quanti storici
pro
motori di vita




La costruzione vitale per effetto dell'erosione dei quanti storici, promotori di vita, assume una forma frattale a "fatto-tempo-spazio".







Sezione di effetti d'evento
.










Modello di spugne storiche  (M. Mastroleo, 2008)













La poesia quantistica e i frattali poetici





La pesca e la lavorazione delle spugne è un mestiere che risale all’epoca antica, dapprima sulle isole del Mare Egeo e poi in tutto il Mediterraneo. La prima nota riguardo la lavorazione delle spugne risale al 1522.

La spugna, estratta dal mare, è coperta da una pellicola sottile, di colore scuro, con numerosi fori attraverso i quali essa si nutre con il flusso del mare, perché possa acquistare il suo colore giallo chiaro, è necessario levare la pellicola:
  • la struttura chiara è il suo scheletro, composto da un materiale speciale, spongin, con il 14% di iodio.
Fino al 1912, i pescatori delle spugne levavano questa pellicola scura pestando e risciacquando le spugne, cioè manualmente, il che rallentava il processo della lavorazione e aumentava il prezzo del prodotto finale.

All’inizio del XX secolo nella lavorazione delle spugne entra il solfato di sodio, che facilita l’asportazione delle componenti calcaree, facendone assumere, più velocemente, il colore chiaro.









Una spugna lavorata conserva parte della sua funzionalità.






L'Osservatore storico e la relazione vitale:
Occhio-mente-mano





La lettura della vita da parte dell'Osservatore storico implica l'interazione tra occhio-mente-mano, come:
  • Osservazione. Capacità di captare un quid informativo che rende attenti, come un confluire del pensiero verso il non so che che ha richiesto lo sguardo.
  • Manipolazione. Una volta compreso il senso-valore della cosa isolata e identificata, inizia la relazione quale risposta allo stimolo iniziale. In tale fase si può parlare di piano della scelta.



Organizzazioni mentali.


Esiste un vincolo interattivo tra le capacità ad elaborare e a percepire lo spazio e le tipologie d’azione che l’uomo può ideare e poi compiere nello spazio, infatti le molteplicità di risposte alla vita che l’umanità nel corso dei millenni ha elaborato, sono il risultato delle modifiche delle mappe mentali che hanno evoluto la sua visione di realtà e nel contempo, come effetto di ricaduta, il suo campo-habitat.

Gli stati mentali sono fortemente influenzati dalle relazioni con l'ambiente-contorno in cui quel pensiero si esprime.

Il cervello  non è una "scatola chiusa" ma un vera "antenna recettiva" coadiuvata dal corpo, che percepisce ogni più piccola variazione di campo, emozionandosi.

In tale permeabilità si avviano le elaborazioni cerebrali che danno veste ai pensieri:

  • Se le letture del campo sono valutate positivamente, i quadri di pensieri saranno propositivi, se invece negativamente, allora saranno come bloccati e avvitati intono a quelle negazioni di valore registrate che ne freneranno la funzionalità immaginativa ed emozionale; per cui ogni pensiero assume un'andatura a differente velocità, con fasi di accelerazione, di stallo e di decelerazione. Ogni mutamento dell'andamento elaborativo resterà vincolato al particolare modo di decifrare i segni-echi informativi del campo in relazione al sé e al mondo.

Ogni pensiero si presenta come un processo unico e irripetibile che, dando veste-forma storica alla vita, si vincola al privatissimo senso storico, imprimendo una particolare angolazione al verso-direzione degli eventi-fatti tutti che resteranno così fissati nello spaziotempo, per sempre, come echi informativi dei singoli passaggi.




Ogni volta che uno degli oltre dieci miliardi di neuroni che compongono il  cervello umano entra in attività per ricevere o trasmettere un segnale psichico, produce una scarica elettrica a bassissimo voltaggio elettrico (microvolt) e frequenza. L'attività cerebrale coinvolge in ogni momento milioni di neuroni di differenti aree che si attivano insieme generando onde elettromagnetiche collettive abbastanza forti da attraversare la sostanza cerebrale ed essere rilevate da elettrodi posti sulla cute esterna della testa.