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lo sguardo-lente eco-biostorico

pubblicato 30 set 2013, 00:08 da Antonia Colamonico   [ aggiornato in data 08 ott 2013, 04:21 ]
Anteprima: Quaderno di Biostoria n° 8

Il piglio eco-biostorico

Ultimissima!

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Quaderno di biostoria n° 8.

Verso una scienza & metodo dello sguardo

Antonia Colamonico © 2013 

Saggio nido-nicchia


Il cuore del punto di vista di Biostoria scienza&metodo.

Piglio eco-biostorico assume il doppio significato di sguardo e  di presa; uno sguardo che prende la vita, l’avvolge e la legge come il senso profondo della storia che si compie in tutti i tempi 0 (zero) di presente; in tale capacità di lettura si concretizza la topologia multi-proiettiva della mente che in simultanea modella il dentro/fuori di realtà, come l'abbraccio dialogico individuo/campo, soggetto/oggetto, io/habitat...

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Le regole del gioco
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Le tessiture storiche danno il volto alla realtà che resterebbe un non conosciuto e un non dicibile, se privata dallo sguardo-mente dell'osservatore che, intessendo gli echi informativi, dà tracciabilità al suo avvistato-compreso-affermato-trasmesso. In un simile gioco intricato di intrecci, l'accesso alla realtà è vincolato alla capacità cognitiva ed espositiva dell'osservatore (ogni uomo) che veste di senso-direzione dei quid informativi che da incognite si fanno res note (cose conosciute).

La cosa nota non è l'oggetto naturale, ma lo spettro-modello mentale che l'osservatore stesso si costruisce come reale, in tale costruzione lo stato di verità oggettiva non è nell'oggetto-incognita che si pone a contorno-regione dello stesso processo d'appropriazione soggettiva della realtà (la conoscenza), ma la verità è nel modello-carta che assume oggettività limitata e circoscritta, all'interno di una teorizzazione.

Si passa, da un punto di vista eco-biostorico, da una realtà nota che è esterna e vera in sé, ad una realtà nota che è negoziata dallo sguardo mente di un osservatore concreto che con scelte motivate e mirate, dà di volta, in volta l'indirizzo di realtà all'incognita della vita.

Se è l'uomo storico a dare il senso di oggettività, allora non è più accettabile l'idea di una scienza che apra le maglie della vita e ne sveli i codici nascosti che sono il modo naturale della vita d'evolversi:

  • tutte le teorie scientifiche sono semplici sguardi soggettivi che hanno dato il carattere di oggettività ad un quid che ha preso storia nella stessa mente dell'osservatore che definendo ha inclinato il significato di quel ignoto al privato senso di verità.

Allora se questa radice soggettiva è il limite della scienza, essa non può essere più intesa come la verità intorno alla vita, ma solo una plausibile spiegazione di essa.
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