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Il ruolo di vivente

pubblicato 21 nov 2015, 04:19 da Antonia Colamonico


La coscienza-pensiero svolge la funzione di coordinatore di spazi, come il luogo delle congiunzioni coordinative/disgiunzione/avversative... tra un mondo esterno e un mondo interiore, tra uno spazio intero e uno frantumato in sotto multipli di sé...
Antonia Colamonico


Carta eco-biostorica: Il ruolo di vivente. © 2015.


"Non esiste una conoscenza senza storia e una storia senza un'apertura a doppio indirizzo in cui l'osservatore possa assumere, momento, per momento; campo, per campo; incontro per incontro la sua posizione storica.
Ogni posizione apre ad una doppia possibilità d'assunzione del ruolo di vivente (foto), per cui egli può o alzare lo sguardo verso l'utopia per ricercare lo svincolo per una traccia d'orizzonte nuovo o guardare l'habitat e il suo sé nell'habitat, per immergersi nei vincoli dei già-fatto, dei già-appreso, per cavare una risposta già collaudata e risultata buona.
Ogni verso è una possibilità di costruzione-partecipazione alla Vita, con la maiuscola, che come una corrente marina deforma/forma la sua spugna-mente, recettiva, ora in una brezze ora in una tempesta ora in uno stato di bonaccia ora in un vortice a mulinello.
La vita non è statica, ferma, immobile, fissa come una bella donna in una pagina di rivista, né come una foglia stilizzata in un libro ingiallito di una biblioteca polverosa; né tanto meno una formula concertata e imbellettata in una dimostrazione. La vita spiazza e rende sciocco ciò che è appreso, chiaro ciò che è oscuro, idiota ciò che è detto o fatto.
Solo in tale gioco ad ombre e luce, l'uomo storico in carne e ossa di uno spazio-tempo che è solo suo, può imparare ad essere vivo, amando d'essere nato.
"
Antonia Colamonico. da La curvatura eco-biostorica nella realtà. 2015.



"... restare nella vita impone l'apprendere a vivere, comunicando con il campo-habitat, nicchia-utero, del particolare individuo. Svincolare l'azione dell'apprendere dalla scuola- istituzione, per legarla alla vita, quale naturalezza dialogica individuo/campo, da un lato alleggerisce il peso dell'influenza educativa dell'istituzione nella formazione delle nuove generazioni, non essendo diretta responsabile del fallimento di una generazione; dall'altro, allargando gli orizzonti osservativi a tutto il sistema storico sociale e naturale che diventa campo-scuola, carica questo di responsabilità etica in una creazione aperta al divenire. Se tutto è scuola, allora tutte le espressioni sociali-politiche-economiche-scientifiche... sono tenute a essere una buona scuola, assumendo ciascuna forma esplicativa uno sguardo introspettivo (a feedback) sulle modalità di esercitare le particolari funzioni storiche in una dialogica del divenire. La non lettura sugli effetti di ricaduta-ritorno delle modalità personali e sociali di risposte, i fatti, produce la Cultura dello scarto, isolata da Papa Francesco in Evangelii Gaugium (24 novembre 2013).
La proiezione del mondo-vita nella coscienza-memoria è per l'umanità la funzione storica che permette di restare radicati alla vita, allargando il concetto con un esempio, si osservi un ragno che tesse la ragnatela, nell'azione del costruire egli produce il filo, lo ancora, lo intesse come rete pronta a catturare il cibo che lo renderà vivo. Ogni piccola azione è un compito storico che lo distingue e lo caratterizza come individuo storico, ragno appunto. Volendo definire la naturalezza del ragno, essa si esplica nella funzione di tessitura, ancor prima di quella di procreazione, un ragno che non sappia edificare la sua ragnatela difficilmente sarà in grado di generare una nuova vita, la possibilità di generare è fortemente vincolata alla capacità di edificare un buon legame con l'habitat.
Se il ragno sviluppa una molteplicità di relazioni con l'ambiente per dare il luogo-casa alla sua ragnatela, s'immagini allora quanto ogni singolo uomo sia tenuto ad apprendere per esercitare la sua funzione di vivente. ..
."
Da A. Colamonico - La funzione di lettura - Dialogica del divenire, in Il metodo eco-biostorico per uno sguardo-lente a frattali informativi. © 2015





Quaderno di Biostoria n° 10:

Il metodo eco-biostorico per uno sguardo-lente a frattali informativi

Imparare le tecniche di navigazione per viaggiare nelle conoscenze

Antonia Colamonico





https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/_/rsrc/1447237210190/home/metodo/sistema-a-influenze-echi/traslazioni-storiche/Fantasie%20di%20ricami%20Cerchio%20allo%20specchio%201994%20p.pngIl "salto di paradigma" che sta aprendo alla Società della Conoscenza a occhio-mente planetario, dai multi-sguardi, è nella riscoperta della "storicità" della coscienza. Ogni uomo per vivere assume la funzione di storico, cioè osservatore di fatti, a tempo reale, che catturano la sua attenzione e lo rendono permeabile agli echi vitali. Essere storico è il vero compito di ogni uomo, ma per esserlo necessita imparare ad apprendere.
"... come la facoltà del saper fare proprio un quid che è di fronte; la parola (apprendere) è correlata all'azione medesima dell'osservare, come quella capacità di veicolare il fuori-Mondo nel dentro-pensiero. In tale azione dell'importare una forma-mondo nella mente si crea la "mappatura della realtà" che inizia ad abitare nella coscienza-memoria dell'uomo; come cresce la lettura dell'habitat cosi si espande il pensiero-memoria: - Senza apprendimento la mente-osservatore resterebbe bloccata nella dimensione di seme senza sviluppare le possibilità di radicarsi e di germogliare.
Il seme è lo stato embrionale dell'albero futuro, il quale per prendere spessore e profondità necessita del terreno-campo. Il pensiero di un neonato è come un punto che può aprirsi a molteplici direzioni, ma perché ciò avvenga è vitale la relazione con la madre prima e con la realtà familiare e scolastica dopo.
Ogni contatto comunicativo neonato-mamma apre un indirizzo-linea di lettura che permette l'orientamento nello spazio-visivo-olfattivo-tattile... Il muoversi crea le trame evolutive che danno a quel punto-origine pensiero la forma frattale a spugna.

 
L'apprendimento non è un abito scolastico, ma il modo naturale del cervello-mente di indirizzarsi nell'habitat, in ogni presente storico, per essere pronto a rispondere alla vita. Anche il papavero è tenuto ad apprendere se vuole vivere, in quanto anche un umile fiore di campo che nessun contadino ha seminato, ha la sua scuola per relazionarsi con le variazioni del campo vitale che rende unico il suo passaggio nella storia. Certo l'organizzazione papavero ha una sua peculiarità che non può essere paragonata a quella di un'ape o di un cristallo o di un bambino, ma il restare nella vita impone l'apprendere a vivere, comunicando con il campo-habitat, nicchia-utero, del particolare individuo. ... Da: Dialogica del Divenire


Autori: Modello Topologia del Pensiero Multi-Proiettivo


Antonia Colamonico - Marcello Mastroleo

"L’osservatore oltre a isolare le identità in uno spazio di lettura e a tessere i vari linguaggi, crea l’immagine stessa della realtà che assume una forma topologia a dentro/fuori di spugna storica: - è la mente-coscienza dell’individuo che, agendo da bussola cognitiva, permette l’orientamento in uno spazio-tempo che assume forma grazie allo stesso cervello (geometria multi-proiettiva della mente)."

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Nella dinamica della vita esiste una sola forma di bellezza, che si acquisisce con l’atto della nascita: - La bellezza data non dall’appartenenza ad una categoria, ma dal semplice essere la categoria! ... Occupare uno spazio, consumare un tempo, esprimere una forma… sono queste le qualità che fanno di ogni essere vivente un cittadino della storia. Antonia Colamonico
https://sites.google.com/site/biostoriapalestra/home/metodo/la-realta-di-carta/i-luoghi-di-navigazione/Carta%20mentale%20pascoli%203%20p.png

Carta biostorica: mappatura di una dinamica mentale


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