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O. M. 2


Ordini Complessi
Carte biostoriche di approccio ad una conoscenza dinamica a cinque dimensioni
Antonia Colamonico
Ed. Il Filo. Bari 2002 (pp.77-82)
Terzo Campo: La rete informativa-immaginativa-emotiva.
Nona finestra - Gli Ordini multipli



Valenza della quinta dimensione di lettura per un pensiero al plurale

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Dal percorso sin qui tracciato si può constatare come nell'azione di lettura il soggetto osservatore sia attratto o verso un valore (+ o -) positivo o verso uno (+ o -) negativo: l'indifferenza non ha peso, poiché equivale all'assenza di lettura. In relazione al valore (+ o -) attribuito, si porrà il senso qualitativo e quantitativo della sua ricercazione vitale.

Il senso, come attribuzione di direzione, assume nell'osservazione la finzione di organizzatore qualitativo e quantitativo di realtà, in tale possibilità di movimento un riflessione importante necessita fare sulle dimensioni di lettura, quali gradi di libertài dei sistemi.

La nascita di un campo complesso d'osservazione e di riflesso di mappatura del pensiero multiplo, è strettamente legata al grado di libertà del modo d'esplicare la lettura-azione. Il grado di libertà è il nodo-vincolo di scelta che l'io e il campo hanno nell'indirizzo-costruzione di risposta ad un evento perturbatore. Si può ad esempio parlare di un solo grado di libertà, nel senso che la risposta può essere una e una sola, in tal caso è una scelta obbligata; di due gradi, in cui c'è una doppia possibilità (o A o B) e così via. I gradi, a loro volta, tendono all'infinito, anche se una libertà così svincolata sarebbe pressoché ferma (punto), nella dinamica del suo divenire, per eccesso di libertà del sistema e quindi sindrome da iperscelta ii. Il vincolarsi è costitutivo all'ideazione, poiché costruisce la linea del percorso. È il vincolo, insieme al valore, a rendere presente e dunque realtà una linea di futuro, rispetto ad un'altra.

Premessa l'importanza dei gradi o vincoli di libertà, ora sarebbe interessante riflettere sulle ricadute mentali delle dimensioni di lettura della realtà.

L'io pur vivendo nello spazio presente che il suo occhio-mente costruisceiii, secondo le tre dimensioni di lunghezza, di larghezza e di profondità, può entrare con un salto di sospensione, occhio utopico, in una quarta e in una quinta dimensione: il tempo e il campo.

Il tempo gli permette di viaggiare nel campo ecostorico dallo spazio passato a quello futuro; da tale errare egli impara a visualizzare, oltre ad uno spazio di primi piani e di sfondi, le successioni di attimi, le durate, le permanenze e i mutamenti, i cicli e le congiunture.

Il campo, o limite-contorno della finestra-maglia di lettura, può permettergli, non solo di ampliare la profondità-altezza-larghezza-tempo d'osservazione, bensì moltiplicare le stesse finestre di visione, semplicemente aprendo in simultaneità più spazi di osservazioneiv.

Il soggetto lettore-attore-abitante può raddoppiare le sue visualizzazioni semplicemente delimitando, insieme, più aree di lettura spazio-temporali, per studiare le contemporaneità, le simultaneità e così cogliere con fuoco sdoppiato a dentro/fuori le: somiglianze/differenze o sintonie/antinomie o convergenze/divergenze o armonie/disarmonie o sintropie/entropie o convenienze/sconvenienze o uguaglianze/disuguaglianze. E così facendo, imparare a graduare o, meglio, a scalare le variazioni di campo io-habitat e a ribaltare i sensi-significati storici.

Il campo d'osservazione, come limite-frontiera della lettura, è esso stesso una dimensione che racchiudendo porzioni di ecostoria, divide e moltiplica nei dentro/fuori i fuochi di lettura dello stesso campo universo di osservazione:

      • la nascita di un occhio-mente al plurale, in grado d'immaginare gli ordini superiori, passa così per l'edificazione di una mappatura della realtà più simile a quella di un occhio di mosca, in grado di moltiplicare e frantumare l'area degli osservati per meglio visualizzarli ed esperirli, che a quella di un occhio umano. 

Lo sdoppiamento del fuoco di lettura

Lo sdoppiamento dei fuochi come ricaduta, implica l'accelerazione della dinamica di produzione delle sensazioni-ideazioni.

Naturalmente l'uomo non può modificare la sua capacità di messa a fuoco del campo visivo-ideativo dall'oggi al domani, richiedendo questo un processo lentissimo di evoluzione anche biogenetica, biofisica, bio-strutturale che influisce sulla stessa composizione delle aree del cervello, ad esempio sulla corteccia. Ciò che l'occhio bio-naturale non può visualizzare, può farlo quello bio-naturale-tecnologico, si può così cogliere la portata rivoluzionaria delle nuove tecnologie, legate all'informatica, nella creazione di un nuovo salto epocale, che imprimerà un nuovo corso alla dinamica della storia economica, sociale, politica, culturale e individuale, con una nuova rinascita della stessa umanità.

Lo stato privilegiato dell'occhio egli, consiste nella possibilità dell'io osservatore di riuscire a visualizzare anche il tempo e il campo, e così facendo, a muoversi in uno spazio strutturato a cinque livelli organizzativi (spazio topologico): la profondità, la l'altezza, la larghezza, il tempo e il campo-finestra. Con tale capacità visiva-ordinativa si può far ruotare ad angolo sferico l'occhio e imparare a visualizzare la profondità e le molteplicità dell'infinito-uno. Solo con una capacità percettiva-immaginativa a cinque variabili, l'uno/tutto coabitano insieme e il prevalere dell'uno o del tutto o di parti dell'uno/tutto, è solo il frutto di una scelta o messa a fuoco del campo di osservazione.

È importante comprendere come la costruzione di spazio-tempo-fatto, sia strettamente vincolata alle dimensioni di lettura; ad esempio in uno spazio ordinato in modo unidimensionale si potrà cogliere solo un punto che diviene il punto-linea di realtà; in uno spazio bidimensionale si potrà cominciare ad elaborare una visione piatta a superfici e a regioni di piani: quadrati, cerchi... In uno a tre dimensioni: sfere, cubi, cilindri, parallelepipedi... A quattro: iper-sfere, iper-cubi, iper-cilindri, iper-parallelepipedi... E si potrà cominciare a tracciare il movimento, come la visione cinetica della realtà.

Solo un ordine a cinque dimensioni può permettere, tuttavia, la costruzione di una realtà insieme: profonda/punto, in movimento/ferma, dentro/fuori, passata/futura, io/tu. Solamente l'acquisizione della quinta dimensione può produrre il ribaltamento delle visualizzazioni, quale capacità di lettura con l'occhio dell'altro.

Il passaggio da una lettura univoca ad una multipla implica sul piano semantico, il superamento dei significati chiusi e assoluti, secondo un'unica direzione di senso-valore delle parole che mettono in luce, più le antinomie che le sintonie; ad esempio i termini di dentro/fuori con un fuoco univoco si presentano opposti (o è dentro o è fuori); con uno sdoppiato si rivelano sinonimi, pur se vincolati nella posizione topica/atopica dell'occhio di lettura.

In relazione alle quantità di linee di lettura si porranno le qualità delle osservazioni e dell'occhio-mente osservatore, ad esempio:

  • Una lettura punto, uni-lineare, produrrà uno spazio-mente unidimensionale, isolato e alieno da tutto vada oltre il singolo punto di vista. Indifferente ai bisogni-movimenti del campo, non andrà oltre la stessa immediatezza.
  • Una lettura bidimensionale, priva di profondità, non permetterà di cogliere, ad esempio, la rotondità di un corpo o la prospettiva di un piano, rispetto ad un punto d'osservazione fuori di esso.
  • Una lettura a tre dimensioni, percepirà la profondità del dietro/avanti, ma non la crescita del prima/dopo o l'espansione della temporaneità.
  • Una lettura a quattro dimensioni, percepirà i mutamenti nel tempo, ma non saprà invertire la rotta di lettura per vedere il fuori/dentro o viceversa. Sarà, ancora una mappa mentale fortemente vincolata ideologicamente e non in grado di tollerare le perturbazioni di campo, viste più come errori del vivere che come libertà dei sistemi e da qui le delimitazioni e le censure ai modi differenti di essere. In una simile visione nascono le supremazie, i primati, le culture e le sottoculture.
  • Una visione a cinque dimensioni, al contrario, mutando i campi d'interesse come un dentro/fuori, saprà ruotare il centro/periferia e ponendosi con un più alto grado di tolleranza delle variazioni di campo, si presenterà come una coscienza-conoscenza più democratica e fiduciosa nei confronti delle diversità, viste come alterità della medesima realtà; e sia dell'imprevisto, colto non più come l'errore o l'eccezione all'ordine, ma semplicemente come un altro modo di organizzare i quanti-echi storici. Naturalmente non tutti i modi presentano medesime convenienze o utilità storiche.

Le gradazioni e le variazioni di lettura

Un gioco sulle gradazioni di convenienze delle risposte, nelle variazioni di scale spazio-temporali, a sua volta, potrà rivelarsi efficacie per interiorizzare delle regole di risposta che non saranno il semplice frutto di una censura esterna che impone codici-catechismi comportamentali, bensì una scelta privata intima, interiorizzata che fra i futuri possibili a tempi spazi (+ o -) vicini/lontani, faccia scegliere la vita come valore.

Si apprenderà così che una scelta di tirannia, non produce nel tempo gli stessi effetti di una scelta di libertà o una ignoranza quelli di una conoscenza. Giocando, quindi, tra le scale quantitative/qualitative di effetti, si espliciterà l'esercizio della libertà che poi si tradurrà in valore comportamentale-sociale-economico-politico.

Imparare a coltivare l'occhio egli è il salto di qualità nella percezione e nella costruzione di futuro. In quanto muovendosi in uno spazio più profondo, più dinamico e più strutturato si potrà elaborare un ordine più complesso, salvaguardando così maggiormente la molteplicità della vita.

Con un occhio ad anglo sferico che abbia la dinamicità del punto, le forme di una visione piana, la profondità dello spazio tridimensionale, l'infinito del tempo, il limite del campo, si potranno cogliere le entropie/sintropie dei movimenti di attrazione/repulsione e, come l'occhio della mosca, moltiplicare le finestre di osservazione, accelerando le risposte di riequilibrio dei campi.

Gestire inoltre più ampiezza di spazio equivale al saper gestire più ampiezza di vita, velocizzando le capacità elaborative di risposta agli eventi. Il concetto di ampiezza di vita porta a quello di ecostoria:

  • lo spessore è in relazione all'ecocità del campo. Uno spazio senza eco è fermo, immobile, senza storia, praticamente nulla, in quanto privo di informazione di sé; al contrario uno spazio allargato alle molteplicità di ogni azione è spesso, profondo, auto-propulsivo nel suo essere in continua trasformazione.

In una visione di gestione di spazio allargato, nulla va perduto e tutto acquista valore, anche il quanto, come porzione più piccola di storia, assume un significato teso nel tempo-spazio, poiché è anche esso un promotore di quel futuro-reale che si sta concretizzando o che si concretizzerà, in quel particolare modo, piuttosto che in un altro.

Con una lettura così allargata sarà possibile, filando/sfilando le consapevolezze, le certezze, le emozioni, i linguaggi, coltivare il pensiero:

  • solo imparando a destrutturare/ristrutturare gli ordini informativi, si costruisce la dinamicità del cosciente/conosciuto/conoscenza, come un'unica realtà molteplice, sfaccettata, multiforme e aperta alle alee della vita.

Attraverso la coltivazione di una mappa mentale a cinque dimensioni si riusciranno a superare le dicotomie disciplinari, ideologiche, concettuali; a rovesciare i sensi-parole-mappe, per cogliere gli effetti perturbatori nei campi di propagazione e così facendo si leggeranno le traiettorie di evento, quali informazioni del suo essere un reale in caduta (collassamento) nel tempo infinito. La caduta permetterà a sua volta l'azione di risalita neghentropica dell'occhio lettore, per cui si potranno ricostruire le catene di effetti, le linee di propagazione, le aperture di nuovi campi evolutivi.

In una visione a cinque dimensioni è possibile, cogliendo il passato nel futuro e viceversa, affermare: io già c'ero, prima di nascere e già vivevo prima di esistere. Il mio essere nella storia, pur subendo evoluzioni di forme, è un permanere che si propaga all'infinito.

Il senso di alcune affermazioni degli antichi sapienti, alla luce di un occhio biostorico a campo profondo, assume nuova vitalità e la costruzione di conoscenza-sapienza, diviene la sfida in atto, in quanto, solo coltivando il sapere è possibile aumentare il numero dei saggi e a tale proposito nella Bibbia c'è un riferimento che acquista significato, anche nella nostra epoca: “ se i saggi diventano tanti, salvano il mondo” (Sap. 6, 24)

Oggi, alla luce dei grossi problemi ecologici di sopravvivenza, la produzione di saggezza-sapienza-conoscenza è senza ombra di dubbio il più grosso bisogno economico, politico, sociale della stessa umanità.

Educare, dunque, alla saggezza, quale scelta preferenziale alla vita, è la sfida del prossimo futuro. Ma che cosa è la saggezza, se non:

  • una capacità più allargata o meglio libera di movimento-organizzazione dell'io nello spazio; una maggiore possibilità di scelte tra differenti scale di valore; una più veloce rotazione dell'occhio per imparare, rovesciando i sensi delle parole-visioni-azioni a studiare meglio le portate storiche nel tempo, per scegliere tra i futuri possibili, quello che può divenire il migliore presente, per me e per tutti.

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iT. F. Banchoff. Oltre la terza dimensione. Zanichelli, 1993.

iiA. Toffler. Lo choc del futuro. Sperling & Kupfer, 1988.

iiiD. H. Hubel. Occhio, cervello e visione. Zanichelli, 1989.

ivA. Colamonico. Fatto tempo spazio, op. cit. 1993.


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Il saggio è stato scritto nel 1995, ma pubblicato nel 2002 .



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