Vincolo mappa-lettura


La vita è autoreferenziale



Siediti al sole. Abdica e sii re di te stesso. (Fernando Pessoa)

La cultura intellettuale generale associa anarchismo con caos, violenza, bombe, disgregazione, e così via. Così la gente è spesso sorpresa quando io parlo positivamente dell’anarchismo e identifico me stesso nelle sue tradizioni portanti.... L’anarchismo, come io lo concepisco, è un sistema altamente democratico, è un sistema ed è organizzato... un sistema in cui la gente è veramente responsabile. (Noam Chomsky)

L'aspetto etico dell'Anarchia Pacifista è nel credere nella "libertà della coscienza" individuale, di uno sguardo-mente indirizzato al Bene; in tal senso essa è la vera fonte della permanenza storica nella Vita. Per comprendere il significato di un livello così "semplice" di pensiero è importante indagare sulla stessa evoluzione dell'organizzazione del linguaggio-mente, per tracciare le modalità aggreganti dei significati e delle logiche a multi-verso. Imparare ad aprire le parole e gli indirizzi dei significati, rende la mente-uomo consapevole delle complessità a multi-strato dei significati di azione e scelta di azione. Una mente attrezzata a vedere e a snodare le intelaiature delle trame storiche è necessariamente anarchica, un esempio la logica di Cristo o quella di Socrate... (Antonia Colamonico)


La vita va letta sotto 2 dimensioni: l'essere e il non essere, il pieno e il vuoto, il prendere e il perdere storia... in tale dualità si esercita la capacità dialogica del pensiero che si pone a terreno dell'azione storica. Una mente a tutto pieno o a tutto vuoto, a tutto azione o a tutto pensiero non è, evolutivamente parlando, funzionale al perdurare della vita nel presente. Oggi si sta affermando una visione di attivismo-efficientismo, "Martalismo" direbbe papa Francesco, che rende la giornata un tutto organizzato di azioni convulse e questo è un errore storico: Si sta togliendo lo spazio del vuoto che permette alla coscienza-pensiero di rimodellarsi, scartando l'utile dall'inutile, il buono dal dannoso. In tale voler vivere tutte le offerte di possibilità si sta automaticamente cancellando la profondità, nella memoria, così l'uomo si trasforma in un uomo-attimo con un pensiero azzerato. Per comprendere il vuoto/pieno di storia utilizzo nei miei scritti la metafora della spugna, fatta a nicchie di pieno-vuoto. In tale visione si comprende come ci sia una forma di realtà che si mostra, appare, ed una che resta celata, un quasi invisibile, che fa da sotto-strato alla presa di realtà. Un pensiero che si sofferma solo sulla zona del visibile è monco, privo di capacità proiettiva e quindi miope nel saper comprendere le trame passate-future di evento che entrano come fili invisibili nella costruzione della vita. Esiste poi una correlazione tra la costruzione storica e la costruzione del pensiero, esse sono una forma topologica a uno/tutto: 
- La costruzione del fuori-mondo è in proporzione alla costruzione del dentro-coscienza io/sé. Più si organizza la coscienza e più si organizza la presenza-azione nel mondo, l'organizzazione è capacità partecipativa. Oggi si sta assistendo al nichilismo della coscienza che rende l'uomo-attimo ( = destrutturato a punto, punto senza collegamenti), tale umanità è priva di capacità "valutativa", come immersa in un disordine irresponsabile. Un'umanità de-storicizzata dalla sua coscienza è preda delle mode imposte da chi vuole tenere il comando, svilendola e umiliandola. (Antonia Colamonico)





Le trascrizioni fattuali

La dipendenza ordine di lettura-rappresentazione della realtà-topologia del pensiero


La trascrizione storica in una
tessitura informativa, subisce una forma di distorsione differente se immagazzinata in un ordine a libro o a icona. Osservando le due immagini selezionate, si leggono due metodi differenti di impaginazione o meglio intelaiatura delle informazioni:
  • L'altra a sistema iconografico elaborato, ad esempio, nel Medioevo, allorquando si perse l'uso della scrittura e la Bibbia era illustrata sulle pareti  delle chiese e delle cattedrali con gli affreschi che seguivano un'impaginazione di tipo spaziale, in cui le informazioni erano veicolate non da un insieme di lettere e parole chiuse in periodi, ma da forme e scomposizioni di piani che disegnavano la veste simbolica del significato, rappresentandolo non con le parole, ma con le immagini-finestra.
Analizzando le due scritture-letture si coglie come nel primo sistema
si proceda costruendo sequenza per sequenza i sensi-parole (ordine a linea retta). La lettura seguendo la successione nel rigo si evolve per unità informative di sensi-periodi chiusi, delimitate dai punti che si emancipano sino a fine pagina, per poi ricominciare in quella successiva; è questa una forma più analitica di investigare che passo, passo, periodo per periodo crea uno status di dipendenza dell'occhio-mente lettore dall'occhio-mente scrittore, con una sperequazione informativa, poiché l'occhio lettore dipendente da quello scrittore che possiede la visione a tutto che emergerà solo a fine pagina o libro.

Chi legge, infatti, non sa inizialmente come si concluda la lettura, manca quindi lo sguardo d'insieme che in un solo colpo d'occhio mostri il tutto-informativo, cosa invece che si realizza nella seconda forma di lettura-rappresentazione a icone-finestre che con un solo sguardo dà l'informazione generale della immagine-mappa mentale del pittore che ha intrecciato i significati in un insieme di colori, forme, pieni, vuoti. In tale offerta immediata di uno-tutto informativo dell'arte c'è una maggiore democrazia, che spiega in parte la presa emotiva che coinvolge l'osservatore che con uno sguardo entra nella mappa mentale e simbolica del pittore. Dal colpo d'occhio iniziale si procede, solo dopo, all'osservazione particolareggiata che fa scomporre l'affresco in tanti reticoli informativi che sono le maglie storiografiche interne alla finestra-icona allargata (come da foto).

Il sistema di scrittura influenza la costruzione topologica del pensiero, con la corrispettiva spaziatura del campo di memorizzazione e conseguente modalità di riportare in luce le informazioni:
Uno sguardo a libro-pagina svilupperà una geografia della mente differente da uno sguardo a finestre-videate, tra le due modalità c'è una difformità visiva e organizzativa nel relazionarsi con il tempo e lo spazio informativo che se non compreso può dare luogo a delle incomprensioni con eventuali conflitti immaginativi e ideativi, si pensi al divario tra la vecchia generazione a sistema tayloristico e i figli di internet.

La lettura-rappresentazione-percezione del tempo, ad esempio, con il primo occhio sarà più decelerata e seguirà una proceduta a fasi successive di prima-dopo che rendono sì analitiche le letture, ma frenate le elaborazioni di risposte storiche; con il secondo sistema organizzativo c'è una accelerazione più veloce con gemmazioni simultanee (intuizioni multiple) che fa parlare di fioritura delle idee; di conseguenza nell'insorgenza delle risposte storiche il primo ordine-occhio sarà più puntiglioso, guardingo e titubante al nuovo
(ritmo lento), il secondo più istintuale (ritmo veloce), de-gerarchizzato, pragmatico, alieno alle chiusure ideologiche, non è un caso che i giovani siano refrattari alla politica partitica. Ne consegue che lo sviluppo cognitivo con relativa capacità attuativa è in stretta relazione al modo con cui si costruisce mentalmente la relazione informativa di:

Osservazione - Tecnica di lettura/scrittura - Topologia della mente osservatore - Visione del mondo - Risposta storica

Il sistema storico a corpo unico

Il legame vitale isolato è un sistema unico di organizzazione a multi-campo" che per semplicità di lettura sono scollegate e rese uni-direzionali.

Scomponendo, ad esempio, il Giudizio Universale (foto) si osserva la rappresentazione del volto di Michelangelo (cerchio-foto) che firma il suo capolavoro dando al pubblico in una frazione di secondo l'informazione del suo stato di stanchezza nella sagoma amorfa della pelle, nella mano, di San Bartolomeo. La scelta di tale immagine di sé esprime meglio di tante parole come egli si sentisse svuotato per la grande fatica di tessitura d'insieme.

Il salto logico che l'Era di Internet sta apportando non è un semplice cambio del contorno di lettura, da libro a monitor-icone, ma, cosa fondamentale, è una nuova architettura della mente-pensiero-visione del mondo-capacità a interagire che darà a sua volta una nuova funzionalità operativa e relazionale tra gli individui-società.

Tale mutamento dello sguardo "forma-mentis" si porrà a sfondo-cerniera della rappresentazione della realtà storica nuova e delle scelte di possibilità di risposte alla vita, permettendo di diversificare e miscelare le risposte di evento in relazione alle proiezioni delle portate storiche che daranno le mappe fattuali/fattibili a multi-campi di lungo-medio-breve tempo-spazio (mente multi-proiettiva):
  •  Accettare tale salto di prospettiva presuppone una rilettura della in-formazione culturale del Medioevo, periodo in cui il sistema iconografico ebbe la massima espressione, sia con i cesellatori e miniaturisti che abbellirono le pergamene e sia con i pittori che fecero delle pareti dei veri scenari di magnificenza immaginativa. In tale abilità a saper visualizzare, oltre che scrivere, si elaborarono delle grandi abilità rappresentative che furono il vero scrigno di quella ricchezza immaginative e ideativa che esplose con la rivoluzione scientifica a partire dal 1400. Non è un caso che la rivoluzione scientifica sia nata all'ombra delle grandi abazie, ad opera di religiosi che esercitandosi a vedere oltre il confine del comunemente condiviso, aprirono agli sguardi nuovi.
Si pensi al giocoliere che estragga dal cappello una molteplicità di carte e coniglietti:
  •  ma tali emergenze di novità cosa sono, se non il risultato di un accorto lavorio di preparazione del cappello!
Ora si provi a sostituire il capello con la realtà, il giocoliere con gli studiosi e i coniglietti-carte con i teoremi e le acquisizioni e si potrà comprendere come la preparazione di un "salto storico" presupponga alla sua base una grande tramatura-cardatura-tessitura di conoscenze collettive che con un gioco di ombre e luci, si armonizzino in un databile cervello uomo-società che sappia di colpo vedere tutte le particolari trame annodate, in un unica tessitura. Potrebbero passare secoli di silente preparazione perché esploda un radicale mutamento, con un'evoluta abilità ad immaginare fughe e incroci di linee, con calcoli e ricalcoli in grado di creare le moltiplicazioni degli spazi e delle forme e delle parole con i quadri stellari, orbitali, molecolari, nucleari, reticolari... informativi degli insiemi di significati.

Sotto il profilo prettamente bio-fisico le differenze, tra uomo e uomo, potrebbero apparire minime, quasi banali e non degne di essere riportate nei manuali di anatomia, ma sotto l'aspetto delle geografie-spugne mentali c'è una variegata complessità di differenze. E sono le spugne di pensieri che creano le qualità con le aperture e le chiusure degli ordini e dei disordini a muti-verso e a multi-faccia.

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Con la divulgazione
del sistema a libro-pagina, grazie anche all'invenzione della stampa a caratteri mobili (Johann Gutenberg nel 1455), si ebbe una forma di uni-formità espositiva, con l'effetto di uni-formare le coscienze secondo canoni uni-direzionali che si imposero a io-categorico con le molteplici conflittualità di logiche uni-ordinative che leggevano ogni difformità (punto di vista dell'altro) come un errore concettuale e quindi storico. Non è un caso che con l'affermarsi della stampa si cominciò a parlare di etnie-razze, di opinione pubblica e di partiti... con tutte i conflitti di classe e di religione e le relative guerre ideologiche che ne nacquero:
  • Il sistema di lettura-scrittura coopera con la predisposizione biologica, con  le inclinazioni storico-culturali, con le necessità economiche e con i gradi d'impegno soggettivo all'organizzazione del pensiero, dando il suo contributo alla maggiore o minore plasticità d'osservazione che la medesima mente-uomo sarà in grado di sviluppare e applicare nelle scelte di azioni di risposta. Il pensiero unico, la religione unica, il partito unico con le mono-culture e mono-colture e mono-modelli hanno innescato gli eccidi di massa, facendo ad esempio del '900 il secolo più atroce, mai conosciuto, essendosi abbracciata una logica anti-creazione che legge nella complessità variegata a multi-forme e multi-colori, non la bellezza della vita, ma l'anarchia al personalissimo punto di vista reso l'assoluto.
Con il riaffermarsi del sistema a finestre-icone, oggi si può parlare di un ulteriore salto cognitivo che implicherà il riposizionamento di tutto il sistema di rappresentazione della realtà narrata. In tale nuovo modo di essere presente nella storia, l'uomo informatizzato/informatizzante a occhio de-coordinato, a multi-verso e multi-spazio, svilupperà un grado elevatissimo di plasticità dello sguardo-mente e come ricaduta (processo di feedback) delle abilità operative. In tale spinta accelerativa vertiginosa del vedere e del saper fare a multi-campo e multi-strato si creeranno le premesse programmatiche e metodologiche di una nuova democrazia che avrà in sé il seme della multi-trattabilità degli sguardi-lenti di una realtà storico-economico-politico-culturale, moltiplicativa a sua volta, più vicina al modo di manifestarsi della creazione, creantesi.


L'organizzazione a congiunture

Ogni salto storico parte da una saturazione nel rapporto economie-risorse-densità di popolazione che innesca una inversione di tendenza nell'evoluzione delle società, con il rischio di un'esplosione di guerre-epidemie-mortalità. Da sempre l'umanità ha risposto alle congiunture negative spingendo l'occhio al confine del mai visto e in tale porgersi verso l'oltre ha visualizzato gli scenari di possibili nuove umanizzazioni. Lo sforzo di lettura-scrittura-rilettura-riscrittura della realtà nasce da un bisogno concreto di sopravvivenza, e la scoperta di una soluzione non è il frutto di una sola mente o generazione, ma di tutta quanta l'umanità che con ritmi differenti ha imparato a rispondere dialogicamente alla vita che di volta, in volta ha assunto il volto di realtà, con il nuovo approfondimento, evolvendosi tutto l'insieme a campo uomo-habitat verso un grado più affinato di libertà. La libertà come detto in altre pagine biostoriche è intrinseca allo stesso processo vitale e non un'invenzione di una élite intellettuale che nell'ozio ha inventato la democrazia.

Oggi si è in un vicolo cieco per la crescita esponenziale della popolazione mondiale e nella ristrettezza delle risorse-derrate-fonti energetiche, tale limitatezza ha messo in moto l'antico leviatano ( homo homini lupus) di chi pensa che per salvarsi necessiti affossare una grande parte di umanità, lasciandola nella indigenza totale che apre alla morte (inversione di tendenza demografica). Tale logica fortemente egoistica, abbracciata da tanti potenti, globalizzatesi, e da molte ideologie politiche pseudo liberiste o democratiche è estremamente pericolosa. Essa infatti non tiene conto che si è un uno-insieme, per cui ogni grettezza di pochi, apre alle stragi, alle razzie, alla guerre fratricide dei tanti che vedono nell'altro, il sazio, il nemico della storia. Non è un caso che nell'area più povera del mondo si stia aprendo ai taglia teste, una povertà non letta e gestita con amorevolezza crea il crollo di tutto quanto il sistema economico-politico-sociale:

  •  la morte delle antiche civiltà insegna! Nessuno può salvarsi da solo! Siamo un uno/tutto per sempre!

Per uscire dalla crisi produttiva necessita prima di tutto una spinta culturale, uno slancio immaginativo, una forte capacità creativa, perciò la possibilità a moltiplicare le linee di lettura e gli orizzonti osservativi va letta in chiave eco-biostorica come la fonte della vera ricchezza di una concreta economia uomo-società a struttura mondo, poiché, oggi (Carta biforcazioni, da: L'osservatore dà il verso al futuro 2013) , il valore economico non sarà più misurato come nel passato sul possesso della selvaggina (sistema di raccolta e caccia) o sul possesso della terra (sistema agricolo) o sul possesso della materia-energia-mezzi di trasformazione-vendita (sistema industriale), ma essenzialmente sulle capacità a moltiplicare e diversificare gli ordini di configurazione e di appropriazione delle informazioni, in un tempo sempre più azzerato, i nanosecondi del sistema informatico:

  • Solo creando una nuova coscienza o meglio "mente collettiva" a sguardo planetario può dare la possibilità di uscire dalla strettoia storica; è bene ricordare che ogni cambiamento ha preso "radice" da un pugno di uomini che si sono interrogati sul bene-comune e hanno iniziato ad elaborare una possibile soluzione al male storico. Il buio delle menti affiora sempre in ogni epoca, ma solo con l'attenzione alle ingiustizie si riesce a frenarlo, ma  richiede tuttavia molto impegno e molto studio!

Solo l'esplosione delle conoscenze (take-off) potrà aprire alle soluzioni nuove dagli spazi mai visti, ma tale accresciuta capacità elaborativa, richiede un forte impegno didattico-pedagogico di tutte le società storiche che mettendo da parte le paure necrofile, sappiano cooperare e mettere a disposizione di tutti le conoscenze già codificate, senza pretese elitarie, essendo l'ingegno caratteristica non di una razza o di una classe sociale, ma una possibilità di ogni cervello-uomo:

  • La risposta alla crisi è la democrazia reale e non fittizia! Essa sola è in grado generare l'apertura logica che crea le visualizzazioni e gli ordini nuovi degli scenari mai immaginati!

L'uomo in un prossimo futuro, se il processo storico non subirà implosioni imposte da osservatori a mente gretta e monolitica, avrà una grandissima permeabilità visiva che lo renderà duttile alle trasformazioni, sensibile alle categorizzazioni storiografiche a multi-verso, legate al respiro della vita (effetti farfalla), con un'elasticità ideativa che si trasformerà in una sempre crescente consapevolezza del valore del tempo presente, in cui si inanellano il passato e il futuro, a molteplici profondità, come in una proiezione filmica a 3D, in cui la scena si estende (effetto elastico) nel campo visivo, permettendo all'osservatore di percepirsi in un tutt'uno con la rappresentazione medesima.

Ogni passaggio da un sistema storico ad un altro non ha significato per l'umanità il semplice superamento del vecchio modo di esercitare la cittadinanza, ma soprattutto l'arricchimento esponenziale delle esperienze informative e operazionali che depositate nelle reti delle memorie biologica e storiografica creano le evoluzioni a multi-versi:

  •  Il vecchio e il nuovo non si annullano vicendevolmente, ma miscelandosi sapientemente affiorano, or l'uno, or l'altro, nella coscienza-memoria individuale e collettiva, quale sistema a rete uno/tutto che opera al benessere del mondo-umanità nel suo insieme.

La vita letta come un unicum a spugna non conosce nichilismi e abbuiamenti definitivi, ma con un gioco di vincoli/svincoli di nodi/snodi, di morti e rinascite si mostra all'osservatore-agente-abitante storico fortemente coesa e coerente in un complesso dinamico e plastico di ordini multi-proiettivi e multi-propulsivi.

La lettura di una realtà ricca e multiforme è in relazione alle medesime capacità mentali dell'osservatore, essendoci una corrispondenza di forma tra il fuori e il dentro della costruzione dello spazio pensiero/habitat. In tale evoluzione topologica a uno tutto dentro/fuori, l'apprendimento e con esso la capacità a trovare risposte significative è il nucleo centrale dell'evoluzione storica delle società. Le politiche, infatti, basate sul potenzieranno condiviso e allargato degli apprendimenti tra gli individui, presentano una maggiore duttilità alla vita con una migliore versatilità di risposte, al contrario gli Stati che bloccano la conoscenza in una pagina astratta codificata, una volta per sempre, sono reazionari, limitanti e a lungo termine, necrofile, poiché bloccano l'evoluzione naturale del divenire:

  • La vita, pur nel suo ripresentarsi nel tempo presente di ogni spazio-tempo, è sempre una novità, come in un gioco di carte, che se pur circoscritto in regole fisse, ha, in ogni partita, un fattore di novità che lo rende unico, per sempre. Voler riproporre l'idea di un passato morto, anche se il suo eco è grande, è solo una forma d'involuzione cognitiva dell'osservatore-attore che assume la logica da Caino del mondo, imponendo la sua incapacità a sognare e progettare il mondo nuovo. 

"Caino rappresenta la pecora nera dell’Umanità che si macchia di fratricidio, perché vuole imporre la sua visione di uguaglianza ad Abele. Caino si pone di fronte alla scena della Storia, non con un occhio incantato, ma come colui che giudica il perché di un si o di un no, per valutare il peso storico di ogni singola azione e, di qui, la sua possibilità di tornaconto. Egli rappresenta quella parte della mente che si crede importante, perché sa capire le cose ed è portata ad elaborare l’esaltazione di autocompiacimento del io-sé che fa arroccare il pensiero intorno allo stato di potere." (Link)


La democrazia è nella vita

La permanenza nello spazio-tempo richiede la partecipazione attiva di ogni suo soggetto-individuo che imparando a vivere è vincolato al saper costruire fatti-risposte, ad esempio lo sviluppo delle tecniche di coltura e di produzione (organizzazioni topiche) è stata da sempre la semplice riposta storica a delle strozzature di risorse produttive che richiedono un intervento diversificato dell'azione-ingegno umano per poter uscire dal gap alimentare, infatti ad esempio la nascita dell'agricoltura ad opera delle donne neolitiche fu la risposta alla desertificazione del Sahara che avendo innescato una crisi di risorse vegetali, spinse le mandrie e dietro queste i cacciatori, verso le aree dei grandi fiumi. Il passaggio, poi, dal sistema semi-nomade dei cacciatori-raccoglitori (c'era una forma di migrazione stagionale per il naturale rigenerarsi delle risorse, che faceva ritornare i raccoglitori nei vecchi siti, un po' come nella transumanza delle greggi tra l'Abruzzo e la Puglia in Italia) a quello sedentario nel campo coltivato dai contadini, introdusse una differente organizzazione sociale, politica ed economica che si suole chiamare Rivoluzione Agricola, aprendo alle politiche di campi-recinzioni-proprietà private.

L'evoluzione storica, letta a corpo unico vitale, imprime una riorganizzazione continua nei modelli di pensiero e di rappresentazione della realtà, tanto che nel passaggio da uomo-raccoglitore a uomo-contadino, ad esempio, mutarono non solo gli usi e i modelli organizzativi delle economie-società, ma persino le medesime scale valoriali ed osservative che plasmarono in modo nuovo il rapporto tra gli individui/comunità con relativa immaginazione e collocazione dell'io-sé nello spazio-tempo, deformando l'habitat umanizzato secondo un nuovo modello.

Il campo da arare e da seminare, mutò il valore storico delle erbe spontanee, imponendo il culto della coltivazione-selezione-organizzazione dei terreni e delle sementi, con il bisogno di difendere la terra lavorata a grande fatica dall'avanzare della foresta, non più letta come madre, ma come nemica e spazio delle erbacce. Si diede così il via all'organizzazione politica degli Stati locali, nazionali e multinazionali:

  • La medesima idea di Stato come ordinamento territoriale, politico, militare, economico, sociale e giuridico con tutto l'intreccio di codici, normative e relativi apparati burocratici era inimmaginabile nel sistema di raccolta di frutti spontanei, in cui i rapporti sociali furono basati sulle differenze di età e di sesso. Il mito del buon selvaggio che si elaborò nel 1700 ebbe una sua giustificazione legittima proprio partendo dalla critica allo Stato Assoluto, elaborata dagli illuministi francesi che contrapposero l'idea astratta di libertà naturale a quella di schiavitù o servitù di una certa classe sociale, rispetto ad un'altra. 

Oggi, ad esempio, in relazione all'accelerazione imposta alle economie dal sistema informatico si inizia a parlare di società liquida o gassosa come un insieme di flussi dinamici di opinioni e di occupazioni che prendono e perdono direzioni in virtù del mutamento repentino dei consensi e degli umori di un mercato a mode che rende altalenanti le tendenze storiche. Lo stesso concetto di ricchezza/povertà si è liquefatto tanto che, nel corso di una singola esistenza, un uomo può sperimentare sia il benessere e sia l'indigenza assoluta, per il disfacimento repentino delle produzioni-occupazioni nel neo-sistema finanziario.

La precarietà che si sta implementando è una forma di presagio del cambiamento imminente di indirizzo del verso storico, per cui si assiste a delle letture contrastanti da parte degli storiografi o degli stessi scienziati, tra un imminente ritorno catastrofico ad un sistema di povertà feudale o un ritorno "benefico" a un sistema di caccia-raccolta a economia eco-sostenibile. Ma di fatto nessuno sa quello che si realizzerà, poiché ogni vecchio modello è una semplice traccia storica che pur ammesso possa essere rivitalizzata, resterebbe un semplice facsimile di parvenza di un passato defunto, solo forzatamente uguale al pallido ricordo, ma con un contorno-nicchia naturale completamente differente.




Il Passato è morto


Si pensi alle pretese di certe società o etnie di bloccare in una forma astratta di passato remoto il divenire della vita, confondendo la realtà di carta raccontata in un libro con la vita,  essi hanno una visione monca della relazione campo storico/individuo storico e cosa più grave non vogliono riconoscere che se il contorno-habitat che fa da nicchia storica è un fatto nuovo, allora anche la realtà fattuale e processale, nata da quel contorno, sarà inevitabilmente un'organizzazione nuova.

Quale, quindi, potrà essere tra 100 anni o 2000 anni il manifestarsi della vita non è dato a nessuno di sapere con certezza! L'a-priori kantiano, ad esempio, è una semplice categoria astrattiva, legata al solo piano di lettura essendo il processo storico il coagularsi e il condensarsi a tempo zero-presente di una molteplicità multi-dinamica di situazioni-campi-individui-fatti storici che ha in sé sempre un fattore di novità:

  • La vita si conosce vivendo e intorno a tale condizione dell'essere presente ad essa che gli uomini elaborano gli stati dei sistemi storiografici, le letture, che per una economia di tempo assumono la connotazione di generalizzazione. Solo nella mente umana esistono i generi e le tipologie e le uguaglianze. Gli uomini conoscendo ordinano, chiamano, confrontano e aggrappano per meglio ricordare quanto hanno appreso,  ad esempio i medievali sono tali per i contemporanei, ma essi non ebbero né coscienza di tale termine e né consapevolezza che si potesse vivere con altre regole e altri ordinamenti e tecnologie.

Solo poche menti-sguardi sanno anticipare le proiezioni dei tempi-spazi storici nuovi, si pensi agli studi sul volo di Leonardo, ma tali uomini sono  letti dalle logiche comuni contemporanee come degli stravaganti, privi del senso di realtà e in parte pericolosi. Di fatto sono proprio queste geografie mentali illuminate, nel senso letterale del termine, a possedere le chiavi del futuro, veri costruttori del donami che prende casa nel loro oggi.

Osservandoli con la lente biostorica, essi sono stati delle menti plastiche che hanno saputo uscire dal pregiudizio storico a logica comune e osservare con sguardo svincolato, de-gerarchizzato, il movimento lieve della vita, quel soffio che diede al profeta la consapevolezza del passaggio di Dio; quella brezza appena percettibile che si fa segno di una presenza che sta prendendo volto nella storia. Presenza che sperimenta, ad esempio, una madre, quando il feto inizia a muoversi nel suo grembo:

  • Se si prova ad indagare sulla geografia dello sguardo-mente di tali uomini proiettati nel futuro, emerge che essi erano e sono dei grandi osservatori in grado di costruire le loro idee e teorie non fermandosi ai sentito dire dei già detti, ma riflettendo su degli avvistati-informativi, a tempo presente, veri appigli-nodi della tramatura del divenire.

Concludendo, ogni epoca ha sviluppato una forma topologica di sistema mente/mondo, dando e togliendo valore ora a questo e ora a quell'altro appiglio informativo, immaginando spazi nuovi e interiorizzando valori diversificati con paradigmi cognitivi e immaginativi completamente differenti.

I medesimi linguaggi-parole-segni si sono moltiplicati e diramati, a frattale, dando luogo alle implicazioni dei sistemi informativi e operazionali. In tali azioni osservative, esplorative e rappresentative l'umanità acquisisce la realtà, incarnandola in sistemi di sistemi di significati che assumono particolari forme-angolazioni di verità storiche, funzionali alla permanenza nella vita che fa dire:

  •  io-sono, io occupo uno spazio-tempo che mi delimita e mi appartiene rendendomi unico per sempre!

In sì fatta consapevolezza ogni soggetto storico, incarnato in una compagine a nicchia vitale, assume un valore inalienabile che lo rende prezioso.

Ogni relazione nicchia-individuo è uno/tutto dell'unico processo cosmico di creazione diveniente, aperta alle alee di percorso che si fanno il luogo delle novità e singolarità vitali, a 360°.

Entrare nella sintropia degli ordini multipli è il nuovo salto di paradigma che farà fare alle società-individui quel salto storico e cognitivo di costruzione di mente multi-prospettica, aliena al pregiudizio, sempre pronta a saper rileggere e rileggersi in un continuum dialogante a campo/individuo. Fortemente consapevole del valore proiettivo della sua azione, nell'apertura degli scenari nuovi.

Ogni lettura è e sarà una riformulazione della realtà e ogni riformulazione una trascrittura di verità aumentata, moltiplicata di sguardo allargato a campi di infinito/finiti, sempre più vicino allo sguardo di Dio.

Certo i fatti di queste ultime ore con le stragi di innocenti in nome di un'idea astratta di società sembrerebbero negare tale lettura, ma se si riflette ogni restaurazione è il tentativo vano delle menti-schiave del passato di bloccare la vita in uno status di potere assolutizzante. Ogni qual volta ciò si è manifestato, si è attuato un effetto di ritorno che ha distrutto il vecchio paradigma di riferimento; così è stato per le società antiche, per le moderne, per i molteplici dittatori che legati ad uno occhio uni-dimensionale si sono posti a Caino del mondo. Ma la vita quale processo creativo non fa sconti e quando tutto appare retrocedere verso il buio della notte, ecco limpida appare l'alba di una creazione nuova.



Acquaviva delle Fonti, 10 giugno 2014
Antonia Colamonico



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