Umanità-disumanità

Volti nell'esercizio della Cittadinanza

Si potrebbe fissare un prezzo per i pensieri. Alcuni costano molto, altri meno. E con che cosa si pagano i pensieri? Con il coraggio credo. Ludwig Wittgenstein

Ci sono cose e cose. Cose per le quali vale vivere. Cose per le quali vale morire. E, poi, tutte le altre per le quali non vale niente. (da La gabbia). Antonia Colamonico

Nella camera degli specchi ho spezzato un mio pensiero e come cineasta innamorata ho filmato la ballata delle idee… Tra giri e giri le parole si accoppiavano e si sdoppiavano, aprendosi e chiudendosi, a intese sempre nuove. Fu così che, tra un valzer e un folk-song, quel pensiero si quintuplicò. (da Il filo). Antonia Colamonico

Sarebbe bello se gli Uomini scoprissero l'Umanità e tutti coesi s'impegnassero contro lo strapotere dei Caino del Mondo!

Sarebbe bello se i Caino del Mondo prendessero coscienza della stupidità delle loro pretese di assoggettare la Vita ad una versione di realtà ristretta!


Sarebbe bello se tutti imparassero a dialogare con il verso del e con il verso dell'altro, scoprirebbero così che "l'altro è solo l'altra faccia di me"!

Siamo coscienze in costruzione, negare questo rende orfani di noi stessi. La vera con/versione inizia con un'appropriazione di sé, che porta a scoprire il "legame nascosto" con la vita che non vuole la nostra morte, ma la nostra libertà di saper essere semplicemente noi stessi:
  • Io sono, ecco il vero traguardo che si fa valore storico, cerniera d'umanizzazione.
Tutte le teorie che innescano l'annullamento dell'individuo-persona, come soggetto storico-pensante, in grado di saper esercitare la libertà di scelta nell'azione o nell'idea, sono veri crimini contro l'Umanità.

"La struttura del pensiero è anch’essa un’organizzazione spazio-temporale, così come lo è quella di una stella o di un fiore. Nel gioco di attivazione delle idee-informazioni entrano sia i piani dei costruiti, come l’insieme delle realizzazioni storico-vitali passate; sia i piani degli immaginati e non ancora attuati, i futuri possibili, per cui la Conoscenza va vista come una fitta rete comunicativa di legami tra i fatti e le immaginazioni. In tale dialogica immagine-azione-emozione costante l’uomo si pone come il secondo giocatore della dinamica storica, esercitando appieno la sua capacità decisionale.

Le decisioni non sempre risultano chiare e facili da prendere, per cui l’andamento dei flussi di azioni si pone con un’alternanza di accelerazioni, stalli, decelerazioni. Le tre fasi creano le sincronie/di-sincronie storiche tra gli individui e per riflesso tra le Società. Dalle differenti andature nascono i dualismi di crescite umane e sociali, per cui le diversità sono il risultato di organizzazioni differenti di pensieri, poiché è bene ricordare che noi siamo il nostro cervello-mente.

L’organizzazione del pensiero è differente da quella del cervello, che si presenta come il contenitore del pensiero. Visualizzare la struttura della realtà in un sistema a contenuto/contenitore, permette di definire le relazioni di dipendenza e nel contempo di indipendenza: - il cervello è il contenitore del pensiero...

Lo studio sull’organizzazione del cervello, può dire poco sull’organizzazione del pensiero, essendo due ordini spazio-temporali differenti, come lo possono essere l’acquedotto e l’acqua. Il cervello, oggi, è il campo d’indagine delle neuroscienze, che stanno portando alla studio meccanicistico del suo funzionamento:

  • ma il sapere come il cervello trasmetta le informazioni, nel fitto gioco di neuroni e sinapsi, non fa comprendere l’acquisto/perdita di forma di un’idea e un’emozione, le quali si organizzano in un concetto e in un sentimento, poi in una teoria e in una passione.

https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1370938210286/a-biostoria-quaderni/4-giacobbe-e-isaia/outofthematrix.jpg?height=155&width=200

Si può ben comprendere che si è su due differenti livelli d’insieme: - il cervello è il fuori, il pensiero è il dentro della Spugna storica che chiamiamo Mente. Il cervello è la parte visibile e pertanto facile, con buoni strumenti, da isolare e analizzare. Il pensiero quella invisibile, ma ciò non significa che non si possano disegnare le strutture e le dinamiche che danno la forma al pensiero.

Biostoria non indaga la cellula neurale in sé con i luoghi attivati alla visione o all’ascolto; non s’interessa della macchina biofisica, anche se riconosce lo stretto legame che intercorre tra il cervello e il pensiero per una buona o cattiva produzione di idee-emozioni.

Aree dell’indagine biostorica sono i modi con cui prendono corpo i sentimenti e le ragioni che fanno da input all’azione, al fine di sviluppare una pedagogia della mente che aiuti il soggetto, a sapersi auto-organizzare per salvaguardare e affermare la personale libertà di pensiero e di azione.

Imparare, dunque, ad entrare nella logica di produzione delle proprie idee ed emozioni, per saper comprendere e visualizzare quei sentimenti o quelle ragioni che fanno da sfondo alla costruzione della sua Rete storica; rete da cui prendono lo spazio gli eventi, in tempo presente. L’obiettivo è quello di portare ad una geografia del processo di conoscenza, quale mappatura complessa degli stati della coscienza, che si struttura intorno all’io, al mondo, a Dio, per imparare ad implementare gli spazi vitali o sintropici e inibire quelli mortali o entropici.

Entropia/sintropia sono i due poli a cui tende la vita. L’uomo con un gioco neghentropico che si chiama Conoscenza, può amplificare gli stati di malessere o viceversa quelli di benessere. In tale gioco egli apprende a vivere e comprende il significato del suo essere nel mondo, dando senso-direzione alla sua vita." Antonia Colamonico. da Ordini Complessi. Il Filo. Bari, 2002.





La trappola

la Democrazia dello Sguardo/mente

Una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. Luigi Pirandello

Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l'oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle...
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto...
Tienimi per mano... portami dove il tempo non esiste...
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano... nei giorni in cui mi sento disorientata...
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate...
Tienimi la mano, e stringila forte prima che l'insolente fato possa portarmi via da te...
Tienimi per mano e non lasciarmi andare... mai...
Herman Hesse


U/mani: I luoghi delle parole

https://sites.google.com/site/antoniacolamonico/Home/l-occhio-eco--biostorico-il-nuovo-paradigma/la-geografia-della-mente/il-metodo-biostoria/ricamo%201.jpg


C'è un momento nella scrittura in cui l'osservatore
(il narratore) e l'osservato (l' oggetto-narrabile) si fondono in un tutto-uno che assume una sua privata identità come altra cosa di realtà. Non è né lo scrittore, né il fatto osservato; ma un oggetto/soggetto nuovo che si distacca e si carica di naturalezza, come una verità messa in ombra che, orgogliosamente, prende individualità, quale forma aliena dall'occhio lettore e dal campo di narrazione. Ecco è questo il momento che prediligo, quell'attimo in cui, con un brivido di pelle, quella cosa nuova appare chiara al mio sguardo-lente. Ed è quella stessa impercettibile elettricità che m'informa di essere approdata in uno spazio-tempo nuovo che ha assunto stato-confine nella pagina." da Antonia Colamonico. Il piglio eco-biostorico. Verso una scienza & metodo dello sguardo.



In uno scritto di qualche decennio fa parlai della stesura della Conoscenza come un "ricamo di parole", dai significati "sfumati" a "multi-campo" che richiede una grande capacità d'attenzione nell'azione dell'isolare e intrecciare i fili-polisemici a multi-disciplina dei discorsi che svelano gli appresi.
Ogni racconto-carta di lettura è uno spaccato di vita che ha assunto una collocazione spazio-temporale nella mente-pensiero dello stesso osservatore che con una molteplicità di operazioni ha ordinato, in un contesto di senso finito di realtà, quella molteplicità disordinata di movimenti emozionali che hanno segnato la sua coscienza con una luce di verità.

Ordine e disordine si rincorrono in tondo nella mente del lettore-scrittore, essendo l'uno il rovescio dell'altro, come nel lavoro a maglia in cui si creano i due versi di diritto/rovescio che simultaneamente prendono corpo dal gioco d'intreccio; il primo emerge, il secondo è nascosto:
  •  Ogni ordine informativo, organizzato in una pagina o modello, ha in sé celato il disordine che ha attratto e attivato il dinamismo del pensiero nella composizione. Ed è la mente osservante a produrre il verso-senso in chiaro di lettura (sintropia del Caos) in un contesto, relativo alla situazione storica esaminata.
  • Ogni produzione può essere trasferita ad un altro osservatore come presa di coscienza di un circoscritto che richiede una nuova sistemazione. Ogni passaggio di lettura, da osservatore ad osservatore, rende fruibile la Conoscenza che di volta, in volta trova una nuova casa-pensiero.
Gli U/mani ( u = fuori dalle mani) sono il luogo in cui prendono spaziotempo le parole. Una realtà senza uomini è pressoché silente, quasi muta. Il quasi si pone a margine-confine di una molteplicità di altre comunicazioni che non sono dell'uomo, ma ad esempio degli animali, delle piante, delle perturbazioni atmosferiche... Quando L'uomo tace, emergono i rumori altri che se codificati si fanno linguaggi comprensibili.

L'azione di conoscenza da parte del lettore che si approccia ad assimilare (fare sua) una pagina già codificata (foto), richiede una doppia forma d'appropriazione del ordine esteso e del disordine non esteso (i detti e non detti) per costruire l'ordine/disordine di senso arricchito dallo sguardo nuovo. In tale processo comunicativo da uomo a uomo e da civiltà a civiltà si attua la crescita esponenziale del Sapere, che se letto con un occhio a campo-finestra allargato assume la forma-struttura a spugna di un tutto uno coeso che si evolve con aree di vuoto e aree di pieno di unica realtà, porosa.

L'errore metodologico della pedagogia classica e in parte contemporanea è nell'aver letto il frutto-pieno di una conoscenza ordinata, singolare, come il solo verso della realtà, per cui nell'insegnamento si è preteso il rispetto sequenziale dell'ordine di lettura e di organizzazione sintattica, lessicale e dimostrativa, di quella osservazione ristretta, veicolata come unica-faccia di verità storica; in tale forzatura interpretativa, insieme al verso assolutizzato, si sono educate le menti conformandole ad un'idea astratta di uniformità storica e mentale.

Ogni organizzazione logica letta, altro non è che una linea evolutiva di possibili altri intrecci espositivi, scartati o non letti nella stesura tramandata:
  • Il pensiero, ragionando tra sé e sé, dà le giustificazioni alle ipotesi che costruisce e indaga, verificando nel tempo la tenuta storica delle comprensioni, implementando le parole e apostrofando le novità che di volta, in volta emergeranno nelle osservazioni successive. Le azioni di conoscenza, sottraendo complessità alla vita, la imbrigliano in una lettura a uni-verso logico, conformata allo sguardo-uomo particolare che compie l'azione di lettura.
Su ogni carta di realtà, ristretta, le scuole antiche e moderne hanno operato, chiedendo spesso alle nuove menti di imparare linearmente a perpetuare l'ordine come fotocopia, di fotocopia. Un esempio è l'importanza data ai riassunti che, se si riflette, sono semplici  brutte copie del testo che si vorrebbe approfondire.

Il verso-indirizzo
codificato da un autore è il risultato di una complessa ricerca di significato-valore, inclinata come un ago della bussola alla particolare angolatura d'osservazione, influenzata a sua volta da una molteplicità di interessi personalissimi che riecheggiano nella coscienza dello scrittore-ricercatore, infatti tali stati di riflessione sono omessi nella stesura, essendo l'area del dialogico
segreto io/sé-coscienza. Nell'azione dello studio di una scrittura nella mente-lettore nuovo si imprime l'ordine-visione di realtà ferma, sempre identica nel tempo come una foto, si pensi  ad una poesia o  un quadro o un teorema o un oggetto finito di un artigiano che restano nel tempo quali segni particolari di un compreso. Se tali espressioni del pensiero di un uomo vengono esaltate come il verso-indirizzo di verità assoluta, si genera una pericolosa stagnazione mentale-organizzativa con una criticità immaginativa che a lungo termine può produrre la morte per l'asfissia di una Civiltà (morte culturale). Con una simile scala valutativa di pensiero uni-formanto, l'uomo ideale è il conformista, colui che rinunciando ad apprendere secondo la personale inquadratura e selezione, impara passivamente degli ordini, denaturati di fatto delle variegate possibilità iniziali e dalle inquadrature nuove:
  • Non è un caso che le menti più brillanti abbiano avuto un rapporto conflittuale con le scuole o che I grandi creativi siano stati quasi tutti dei de-scolarizzati, letti come ribelli. In che cosa è consistita la loro ribellione? Semplicemente nel aver avuto la pretesa di voler verificare, da soli, se l'impostazione coerente di realtà studiata fosse la sola delle possibili ipotesi e dimostrazioni di verità.

La libertà di costruzione

La figura dell'uomo libero è molto spesso etichettata come eretica; un soggetto anarcoide (fuori dalle regole) quindi da disprezzare, perseguitare e, se è il caso, ardere sul rogo, con l'accusa di voler portare scompiglio nell'ordine sociale. Qualche nome, giusto per ricordare:

  • Socrate che aveva osato con la maieutica e l'ironia, mostrare i comportamenti illogici della corrotta democrazia ateniese; il Cristo evangelico che definì gli scribi del suo tempo degli ipocriti che imponevano pesi sulle spalle dei poveri, pesi che loro stessi si guardavano bene dal portare. Oppure un Martin Lutero che osò con le sue tesi, sfidare il potere papale, criticando la malsana vendita delle indulgenze. In tempi più recenti un Gandhi che, utilizzando il diritto inglese, delegittimò la politica coloniale in India dell'Inghilterra; e, ancora, in tempi recentissimi, i fatti di Parigi con la morte dei vignettisti di Charlie Hebdo, per aver osato interpretare con un linguaggio satirico l'islamismo. 
  • Tanti sono gli esempi che si potrebbero fare, non solo filosofi, religiosi, giornalisti, politici, ma anche pittori (van Gogh uno fra tutti), musicisti (Mozart), medici (Di Bella)... Lo stesso Leonardo fu deriso dagli uomini della sua epoca per le sue manie sul volo, oppure Dante Alighieri costretto a fuggire, per le menti grigie e affaristiche conterranee, che in lui videro riflessa la loro cattiva coscienza. Tutti uomini colpevoli di aver osato leggere con altri occhi e altre organizzazioni i fatti e le teorie, aprendo ad altre sfumature di significato, tanto da far pensare che l'uomo omologato a uni-orizzonte senta una forma di invidia per chi sappia vedere i multi-versi di una verità pluridimensionale a multi-forma e a multi-strato.
Le persecuzioni delle coscienze nuove si rivelano nel tempo gabbie concettuali di uomini a mono-tono, a mono-ordine, incapaci a leggere il divenire.

Lo sguardo lineare a mono-verso è nato da tale errore metodologico di approccio alla conoscenza con la sola lettura del pieno (le narrazioni) e non del vuoto (gli stati di coscienza) d'informazione. Le tessiture narrative ed espositive, se deprivate dai disordini da cui sono emerse le organizzazioni di intrecci, generano la morte creativa nelle menti studenti. Nascono da ciò le omologazioni di idee e comportamenti, come in una produzione di auto in serie, per una pretesa assurda di uni-coscienza collettiva, letta come il marchio di qualità nell'esercizio della cittadinanza.

Proprio da tale omologazione cognitiva e culturale nascono le mode e le tendenze dalle logiche opache, anche idiote, perpetuata in virtù di un dominio culturale di una cerchia ristretta che avendo isolato il modello, pretende d'imporlo come univo valore storico; da una tale interpretazione, ad esempio, nasce la cultura dello scarto che rende fortemente selettiva la comunità con le sacche crescenti di povertà, con le coscienze a punti sommabili con una scala
di valore (+ o -) come in un supermercato e in relazione ai punteggi scattano le qualità di vita con le differenze abitative, alimentari, retributive... di una società diseguale.

La difficoltà a cogliere i sensi multipli delle parole che si aprono ad una molteplicità di significati-
altri di saperi trasversali rende piatte le coscienze, togliendo la dimensione di profondità che facilità i salti di lettura e il rovesciamento dei sensi di ordine logico. Il risultato di tale forzatura storico-culturale è stata ed è ancora la schiavitù delle coscienze stipate come acciughe in un barattolo in abiti preconfezionati di interpretazioni storiografiche, di stili di vita ripetitivi, di slogan retorici. Tali strettoie di umanizzazione sono interiorizzate e si pongono a scale valutative con i gradi di diffidenza-presunzione che rende scostanti, poco inclini a vedere l'altro, semplicemente come un uomo, un vivente che ha in sé un riflesso di verità da scoprire e comunicare.

L'oppressione
ancora esercitata dalle scuole rende, agli occhi di molti giovani, lo studio una pedanteria, una fatica deprimente:
  • Compito della scuola non è l'uni-formare, ma il diversificare le coscienze, dando a ogni mente-alunno la possibilità di esercitare la libertà di costruzione della realtà. La vera democrazia è cognitiva e solo poi res politica, economica, sociale. Se mentalmente non si è sviluppata la libertà d'esplorazione e di costruzione quale abito della cittadinanza, allora le democrazie degli Stati saranno solo facciate di perbenismo che celano i mali-versi di una verità non evolutasi.
Per semplificare la sfumatura di significato tra un pensiero a mono-campo e uno a multi-campo, si può costruire un esempio di costruzione a multi-sguardo con la parola "entropia".

Per per i fisici, a occhio uni-direzionale, il termine ha una forte valenza disciplinare, circoscritta al solo campo della termodinamica (2° principio), quando nello studio della conversione del "calore" si parla di perdita irreversibile di energia (lettura a campo ristretto). Con uno sguardo a uni-ordine diventa difficile accettare il processo di transfert della parola che si slabbra, estendendosi in altri contesti. Personalmente mi sono confrontata con tali logiche, quando ho "osato" traferire la parola quanto dal piano delle meccanica quantistica a quello della storia (il quanto storico); la loro derisione che voleva sottolineare la mia incoerenza espositiva, ha di fatto rivelato ai miei occhi la loro gabbia logica, con relativo pregiudizio di forma mente vecchia, a comparti logici separati (pensiero scisso): https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1374570967009/home/Processo%20di%20conoscenza%20da%20Ordini%20Complessi.png?height=400&width=398
  • Sono tali menti che gridano allo scandalo! Che incitano al linciaggio morale e fisico!
Con uno sguardo a multi-verso la parola entropia si svincola dalla circonferenza del limite disciplinare (gabbia logica) e si vincola a "cella topologica" in una molteplicità di altri campi semantico-disciplinari, facendo visualizzare, nello spazio-mente osservante, l'immagine di una perdita irreversibile di valore in ogni "quid" storico:
  •  In tale "quid-res" non definito e circoscritto in una gabbia ferrea di confine semantico, la parola entropia assume la funzione di particella topologica estendibile con un effetto guanto ad altri campi (foto: carta biostorica, 1994),  come una naturale deriva semantica che canalizza il significato dalla fisica alla psicologia, linguistica, biologia, etica, informatica... Isolando le perdite di senso di una forza, coscienza, codice, vita, valore, dato...
In tale salto di prospettiva si attua l'apertura logica con una vera migrazione dei significati, che uscendo dal campo a isolato in cui la stessa parole è gemmata, entrano in un arcipelago di costellazioni di nodi-rete, a multi-verso e multi-campo:

  • la produzione di un significato-parola è un'evoluzione naturale di apertura di spazi fisico-mentali, come può essere quella di un ramo-gemme (foto) che in primavera dà il luogo alla fioritura; infatti le parole-sensi come fiori si espandono nello spaziotempo mente, dando il luogo alle trame-creste del pensiero individuale. Sono gli individui le singolarità che con una generalizzazione cognitiva sono chiamati Società, ma tale operazione di accorpamento è una forzatura mentale per economizzare i tempi cognitivi.
  • Non è un caso che nel testo biblico per indicare la conoscenza estesa di Dio, si dica che Egli conosca per "nome" ogni uomo!
La conoscenza quindi non può essere omologazione, ma conquista individuale; ricerca sofferta quale capacità dialogica di dare ordine semantico e etico al disordine vitale. In tale necessità di comprendere l'uomo impara a vivere non secondo un canone astratto di umanità fumosa, ma secondo la personale inclinazione storica:
  • come ogni fiore è un unicum per sempre, così ogni uomo è un unicum che ha valore per essere egli la categoria storica. Quando le pedagogie tendono a mortificare l'io-sé, leggendolo come una forma di presunzione narcisistica, tra le righe dei loro detti si scopre una forma d'autoritarismo che tende a rendere unico non il soggetto, ma il modello storico, come se un ciliegio imponesse ai suoi fiori, di una data annata, quale sfumatura di rosa o di bianco assumere, per non essere un egoista. La massificazione delle coscienze in nome di una fasulla uguaglianza è una repressione che, vestita ipocritamente di bontà, opprime e deprime le naturali inclinazioni di ogni nato di donna. La nascita apre al respiro della Vita e ogni nato è un valore storico per la sua univocità.

La democrazia è una forma mentale

Con l'approccio di lettura biostorico si scopre la "Democrazia dello sguardo-mente", che Raffaello seppe tracciare nell'affresco La Scuola di Atene. Il pittore evidenziò nella rappresentazione l'aspetto dialogante dei filosofi e matematici che impressero il verso, funzionale, alla nascita del pensiero filosofico-scientifico. Osservando il dipinto tutti hanno pari dignità di pensiero con quel dialogare che si pone a democrazia, mentre l'idea-chiave veicolata è che la verità non è circoscritta in un solo sguardo. La verità ha bisogno di tutti gli sguardi per allargarsi a tutta la vita.

https://sites.google.com/site/biohistoryepistemology/_/rsrc/1421929885731/home/gli-abiti-della-realta/gli-ordini-di-lettura/vincolo-mappa-lettura/FORME%20CRESTATE%202.png
  • Se la verità assume una forma frattale che slabbrandosi accoglie mille e mille sfumature di approfondimenti, in relazione alle alee di campo, allora quali metodologie applicare nell'insegnamento?
La migliore garanzia alla scelta è nell'educare le menti all'esercizio della libertà, potenziando l'osservazione e la curiosità, dando dei canovacci interpretabili da sviluppare e implementare per costruire gli ordini nuovi con le parole nuove.

Lavorare più che sui fatti-detti, sui processi fattuali-fattibili dei non detti, e sui paradigmi mentali che danno il verso alle scelte; aprendo le logiche al movimento storico che rende presente-assente la vita con il gioco di
pieno/vuoto.

La crescita della capacità cognitiva di ogni singolo osservatore-agente è in stretta correlazione con le capacità multi-proiettive dei linguaggi che dischiudono gli spazi immaginativi e comunicativi con un'alternanza di aperture-chiusura logiche, idonea a costruire le forme sempre più sfumare di prese di realtà nelle medesime geografie mentali:

  • La dinamica evolutiva della costruzione di significato è nel costante superamento delle gabbie tiranniche che tendono a rendere "Re Sole" gli isolati informativi, come parole-macigno, gabbie di pregiudizio, per uomini-polli di allevamento.
https://sites.google.com/site/lamentemultiproiettiva/_/rsrc/1372165174352/home/Carta%20biostorica%2020.png
Il grado di democrazia di un uomo si misura dalla velocità con cui il pensiero sa generare le moltiplicazioni dialogiche, attraverso le entrate/uscite dai sensi-contesti disciplinari, elaborando altre sfumature di senso a costellazioni semantiche, secondo una struttura geometria a frattale di produzione delle parole, dei sensi, dei versi-indirizzi di lettura, delle teorie, dei fatti.

L'abilità a costruire di volta, in volta il verso storico, si traduce in capacità operativa, di un uomo attrezzato mentalmente a saper affrontare l'imprevisto, letto come un'alea che è emersa non per annientarlo, ma per incanalarlo in una visione più aderente di umanità.

La permeabilità mentale nell'elaborare le forme geometriche complesse degli spazi, ad esempio di matematici o poetici o fisici, è interconnessa alla capacità di saper snodare, annodare per implementare le parole e i linguaggi che non seguono nel cervello-uomo un'organizzazione a linea-uni-direzionale di successioni deterministiche di fonemi-parole, come in una pagina scritta a ordine alfabetico, ma a gemmazione di quanti-luce informativi che si armonizzano in scenari stellati di quanti-storici (le intuizioni) di multi-verso-indirizzo di fattuali e di fattibili.

L'ampiezza del valore semantico della parola Democrazia, ad esempio, non è più circoscritta nella semplice impostazione politica immaginata e realizzata nelle Polis greche con le agorà, ma piuttosto allo stato mentale di cittadinanza nella vita, quale modo più "naturale" di es
sere aderenti al divenire (essere a pelle-involucro, a casa del movimento vitale) per saper accogliere le diversità del normale evolversi della storia, in ogni tempo 0 di presente.

In una logica aperta al divenire si sviluppa quello sguardo sintropico, carezzevole, di etica dolce, che non si lascia impressionare e intimorire dalle differenze, ma anzi coraggiosamente le legge come valori dell'univocità di ogni esistenza. Oggi i più vicini a tale modalità logica sono gli artisti o gli artigiani che sanno, nell'atto di produzione di un'opera, che essa è e sarà un unicum, per sempre. Essi sanno tramare il disordine ideativo in una tela o scultura o lirica, o vaso...  in ordine di realtà finita a testimonianza di un compreso a cui hanno dato valore storico.

https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1370518271099/home/struttura/trattenere/la-nicchia/794-lattobacilli-intestinali.jpg?height=271&width=400Il salto  di lettura da una conoscenza ripetitiva ad una in costante organizzazione, parte da un radicale mutamento delle carte cosmologiche. Oggi, sta mutando l'idea medesima di Creazione, non più letta come un compiuto-fatto, fermo e bloccato in una tirannia concettuale, perpetuata da un'etica forte da io-categorico (così è, punto), ma visualizzata come una realtà diveniente in continua evoluzione di una una dinamica quantica che prende il volto della mente dell'osservatore (topologia a dentro/fuori)

La vecchia lettura, separava l'osservatore dall'osservazione, identificando questa con l'osservato. Da un lato un occhio-mente lettore neutro e dall'altro una carta di lettura confusa con la vita. Tale errore cognitivo portava a leggere le carte come degli assoluti e ciò, nel corso della storia, ha dato luogo ai conflitti ideologici con le intransigenze. C
on le nuove carte biostoriche di un universo partecipato, si comincia a parlare di una Topologia di Creazione dialogata, a dentro/fuori osservatore-osservato, di una realtà narrata a multi-verso e multi-spaziotempo che richiede la partecipazione attiva dell'osservatore che conoscendo lega la sua Coscienza alla conoscenza della scienza (il Tutto) tracciando le mappe mentali di una realtà sempre misteriosa:
  • In una realtà dialogata, così accresciuta, si coglie come le elaborazioni risentano degli sguardi lettore che ne danno la forma topologica, in una carta-modello di organizzazione significativa. 
Una Creazione moltiplicativa a multi-volto e a multi- sfumature di sguardi, stati, spazi, tempi  apre ad un'evoluzione logica pluridimensionale con un'etica dolce dallo sguardo carezzevole; sguardo-lente che imprime, restando a sua volta impresso, in un Sistema di nicchie in nicchie di forme storiche a dentro/fuori con le sembianze a vuoto-pieno di spugna cosmica in cui ogni novità è il modo altro di esercitare la cittadinanza-lettura.

Accettare la carta di lettura eco-biostorica della realtà presuppone una rivoluzione copernicana , un preludio di nuovo universo organizzativo della Conoscenza nella Coscienza, con il "salto di paradigma" da una creazione come fatto esteriore a una come fatto interiore, in cui la democrazia è l'abito mentale del metodo esplorativo della realtà a doppio senso-indirizzo di costruzione (coscienza<->scienza).
 

La conoscenza a nodo coscienza/scienza non è solo un percorso logico, ma soprattutto etico, poiché è una presa di consapevolezza che non può dare più il "campo" alle tirannie. Riflettendo:
  • Quando i governanti hanno paura della libertà dialogica degli elettori-cittadini li definiscono impreparati a saper scegliere, dando spazio automaticamente alle dittature. Il modo con cui si domina l'altro è il disprezzo. La nascita del senso d'inadeguatezza crea nell'animo una grande sofferenza che apre all'insicurezza e su tale stato d'incertezza si instaura il "dominio" che ruba l'energia vitale. Molte pedagogie hanno fatto dell'insicurezza la molla per la sottomissione degli allievi, che ben esercitati a non esprimere il pensiero creativo, si piegavano alle tirannie. Altrettanto sono funzionali alle sottomissioni le "crisi storico-economiche", come quella odierna che sta avviluppando le menti greche, italiane, portoghesi, spagnole, con tutto il mondo islamico o le popolazioni dell'America latina... Oppure l'esaltazione ossessiva del peccato di alcune tendenze religiose che puntano all'annientamento di ogni forma di critica logica, in nome regole elaborate da menti ristrette che hanno avuto la pretesa di dare un confine a Dio; non è un caso che nel periodo più buio della curia romana (1500-1600) il potere sia stato della Santa inquisizione.
Siamo, in un momento storico di "salto epocale, il passaggio da una democrazia come fatto esteriore, alla democrazia come abito mentale e psicologico (fatto interiore) di osservatori consapevoli di saper ragionare democraticamente (3° livello logico) con i multi-versi di lettura dei dentro/fuori io/mondo/Dio. Tale cambiamento dell'indirizzo storico fa parlare di un nuovo Illuminismo, in quanto le coscienze più consapevoli del cambiamento, elaborano una realtà a multi-spazio e a multi-forma, mentre di contro i governi, in nome di una crisi monetaria, sottraggono aree sempre più grandi di libertà. In tale attrito le società sono tirate, come un gioco della fune, dal verso di libertà amplificata e dal verso di novella Restaurazione. Mai come oggi il futuro è tutto da giocare!




Il
Salto di civiltà, per chi non è interiormente democratico, fa paura ed è letto come perdita di valore e di potere, da azzerare a tutti i costi.
Esiste una trasversalità di azioni in alcune tipologie delittuose che si stanno esprimendo nella nostra compagine storica, come un macabro gioco di logiche silenti che pur con matrici diverse di fatto spingono gli eventi verso un inghiottitoio di inciviltà, quasi come se ci fosse una mente superiore, un Leviatano, a spingere gli uomini verso l'azzeramento della civiltà:
  •  Si pensi alle mafie, alle lobby delle armi, ai fanatismi religiosi di vario tipo, alle logiche di onnipotenza di alcuni gruppi economici, all'assenza di scrupoli o alla speculazione scellerata di alcune esperti di finanza che stanno aggravando l'indebitamento pubblico o alle logiche nichiliste che insinuando il non valore della vita nelle coscienze singolari, indirizzando le menti dei giovani verso espressioni irrazionali, fortemente edonistiche e amorali. Ma riflettendo su tale spinta d'inversione di tendenza democratica, emerge che la novità storica che sta così spaventato i tiranni del mondo è lo stesso Sistema Informatico che da semplice insieme di tecnologie avanzate, è divento un sistema-strumento cognitivo, un acceleratore mentale. Il sistema di lettura "a finestre", come descritto in altre pagine dell'epistemologia biostoria, incide sulla autonomia delle connessioni mentali, per cui l'uomo informatizzato e informatizzante è ad un livello più evoluto di organizzazione del pensiero, con una chioma mentale molto più ampia e interconnessa che rende multi-prospettiche le visualizzazioni informative. Ed è questo a fare paura!

Siamo in una fase di restaurazione che preannuncia la crisi del sistema e la definiva morte del paradigma lineare, uni-direzionale (Sistema a libro). Da oltre 30 anni, con i quaderni di Biostoria, si è indagato su tali effetti di ricaduta sulla mente, ma solo ora le trame evolutive si stano mostrando chiaramente a tutti, con le incidenze storiche e le problematiche cognitive e pedagogiche nuove:

  • Ogni salto epocale non è stato indolore e forse il vero pericolo attuale è l'islamismo intransigente, poiché chi è ad uno stato di arroccamento mentale estremamente vecchio è la classe politica ed economica che muove la mano violenta dell'Isis. Tuttavia, una volta codificata una struttura cognitiva e fattuale nuova, non può essere più arrestata, ritardata si, ma non bloccata, rientra nel processo naturale della storia-vita. L'organizzazione a finestre è oramai realtà storica, in ciò è la sua inalienabilità.

una pagina storiografica

L'occupazione di Sirte ( Libia, 14 febbraio 2015) da parte dell'esercito jihadista dell'ISIS mostra la logica di dominio di una certa classe politico-economica non solo mussulmana (dietro ogni conflitto armato c'è il gioco trasversale delle lobby delle armi) che si sente minacciata dalla svolta epocale di una Società a sguardo democratico:
  •  Lo scontro che si sta profilando non può essere letto come semplice fatto religioso, ma è una guerra tra due modelli differenti di cittadinanza; uno sottomesso al passato con il culto di una tradizione bloccata in una immagine ferma di vita, e l'altro indirizzato al cambiamento, con lo sguardo volto al futuro che apre le logiche agli scenari dei non ancora immaginati storici.
Sono sue posizioni di lettura che si stanno soppesando come in un gioco a braccio di ferro, che sta producendo in quelle terre la lacerazione del campo-nicchia (foto: Sirte oggi) e la morte e dispersione di uomini, donne, bambini che non hanno alcuna colpa, se non quella di essere nati.

La logica a domino e quella a democrazia sono due versi di lettura-costruzione della realtà, una chiude la vita (logica necrofila), l'altra la apre (logica creativa). Una perpetuata il già detto-fatto, legando il divenire in uno spazio deterministico, chiuso; l'altra dispone la mente in uno stato di permeabilità (apprendimento) di lettura che permette d'isolare gli spazzi nuovi dagli scenari mai immaginati e abitati, potenziando il processo moltiplicativo di organizzazione logica. La prima sottrae parti sempre più ampie di ricchezza informativa, l'altra implementa informazioni su informazioni che rendono sempre più profonde e arricchite le letture. Per comprendere lo scontro/incontro di civiltà:

  • si pensi ad un uomo del paleolitico, esperto di scheggiatura della pietra che venga catapultato in un mondo settecentesco, ad esempio in una corte europea, in cui l'abbigliamento di un "giovin signore" si rispecchi con l'abito a pelle di pecora. Il confronto tra le due evoluzioni differenti di stati umani creerebbe inevitabilmente una discrasia negli stati mentali di entrambe le realtà storiche, con una incapacità di comprendere i modi di essere dell'altro.
Il cambiamento storico che si sta vivendo in questo inizio millennio è dato dal passaggio da un sistema di Stati a isola ad uno ad arcipelago con l'apertura degli spazi economici, politici, commerciali, culturali (effetto televisione). L'amplificarsi dello spazio relazionale si riflette nelle geografie mentali dei molteplici soggetti storici e le coscienze prendono consapevolezza dei gradi differenti di ricchezza-povertà, non solo sotto il profilo prettamente economico, ma anche sotto quello cognitivo-operativo.

Ritornando all'esempio:
  •  l'uomo paleolitico osservando il "giovin signore" leggerebbe una ridicola ricercatezza di abbigliamento e l'altro in lui una primitiva e arretrata forma di vestiario. Le gabbie di pregiudizio scatterebbero in entrambi, come una forma di peso-valore sul modo di esercitare la cittadinanza. Le definizioni di selvaggio o civilizzato sono solo due letture dei gradi differenti di acquisizioni storiche, nate da due differenti campi vitali che hanno richiesto delle risposte d'azione. Il dare o il togliere valore all'uno o all'altro è una forma di supremazia mentale  (logica a Caino) di chi ritiene il proprio verso di lettura migliore di quello dell'altro. Da una simile lettura a campo ristretto, emerge la volontà di forza che porta a togliere valore-dignità all'altro.
  • Ma cosa oggi è cambiato?
Semplicemente sotto il profilo storiografico c'è stato il salto da una lettura degli eventi a tempo-linea, a una a spazio-finestra. Il mondo occidentale ha preso coscienza del suo grado di ampiezza conoscitiva che l'ha catapultata nell'Era di Internet (senso di superiorità), mentre il mondo islamico della sua ignoranza, bloccata da una leadership che ha scelto per sé le migliori università mondiali e per il popolo la sottomissione ad uno stato di precarietà totale (senso di inferiorità). Per correttezza storica necessita puntualizzare che il degrado dei territori non è la semplice risultanza dello sfruttamento del petrolio da parte degli occidentali, ma soprattutto della mancata distribuzione di ricchezze accumulate dalle vendite, tra i cittadini. Oggi gli emiri arabi sono tra gli uomini più ricchi del mondo e contribuiscono a rendere instabile quell'aria a vantaggio di una famiglia, spesso con la complicità delle multi-nazionali che hanno superato l'idea di Stato-nazionale.

https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1371130243940/a-biostoria-quaderni/4-giacobbe-e-isaia/coabitare.png?height=301&width=400
I due sensi di lettura isolati sono funzionali al comprendere gli stati mentali con le insorgenze di conflittualità e di comprensione.

La "Primavera Araba", che aveva aperto uno spiraglio alla democrazia nei Paesi islamici del nord-Africa, è un fatto morto che ha avuto come effetto di ritorno una vera devastazione fisica e territoriale, non solo dei Paesi, ma delle medesime logiche di tanti musulmani che hanno rispolverato, dopo secoli, la formula più intransigente di cittadino-credente. Il disordine politico creatosi in Egitto, in Siria, in Iraq e, poi, in Libia ha prodotto la frantumazione delle rivalità tribali e un risveglio di spirito di potenza in chi ha cominciato a sperare di poter ricreare l'antico Impero Ottomano (1299-1922) unificando tutta l'area, il Califfato di al-Baghdadi, con un ritorno alle leggi della Shari'ha.

Il salto mentale nell'Era Informatica

L'Era dei Personal ha mutato non solo le società con le economie, ma la medesima organizzazione del cervello-pensiero dei naviganti-informatizzati.

"... Essendo per formazione una pedagogista, attenta quindi alle ricadute sul piano mentale delle azioni, mi resi subito conto che l'innovazione tecnologica in atto aveva conseguenze importanti per l'organizzazione del pensiero, profondamente perturbato da quella novità che accelerava il processo di associazione delle idee (la logica aperta di Spazioliberina, per un'economia di tempo). Intravidi in ciò una forma di Rivoluzione Copernicana della stessa Carta Gnoseologica che mi condusse ad aprire la prima finestra storiografica, ..."
da: Come è nata la scienza & metodo Biostoria (link).

"... I ragazzi del XXI secolo hanno una mobilità di occhio-mente che non è superficialità, ma abilità a mutare le angolazioni di lettura e a vedere le gabbie ideologiche, per questo fanno paura alle aristocrazie politiche ed economiche che cercano di tenerli ingabbiati nella precarietà lavorativa.

Stiamo assistendo, grazie alle stesse tecnologie informatiche, alla più grande forma di democratizzazione delle Società. Certo ci sono sacche di deriva, basti pensare alle forme di dipendenze che stanno imprigionando una parte di tanta bella gioventù, ma oggi c'è una consapevolezza nuova che rende trans-nazionali, trans-religiosi, trans-sessisti...

Oggi i giovani stanno sperimentando un nuovo modo di essere cittadino nel mondo, essi sono cittadini dell'umanità e della vita a 360°. Sono fortemente consapevoli che le logiche genitoriali, amministrative, economiche, politiche sono logiche vecchie, decrepite, pregiudizievoli, di qui la loro estraneità e di qui la paura della classe pre-internet che non vuole andare a casa per dedicarsi all'ozio, riconoscendo di essere mentalmente superata.

Come ho affermato nei miei scritti, l'organizzazione della mente ad apertura logica procede più celermente verso l'infinito, è una mente a crescita esponenziale, fortemente dinamica che crea le connessioni logiche a tempo 0. Un pensiero così veloce non può tenere il passo con uno lineare, lento e, cosa più grave, cieco, poiché non sa leggere il campo. da: 2011 Primavera Araba. La Democrazia Planetaria risorsa per l'Umanità. (link)



L'effetto prodotto dal sogno del 2011 di quei giovani arabi che utilizzando la rete, si erano radunati nelle piazze al nome di libertà, fa ricordare l'effetto delle "tesi" di Lutero per il mondo cristiano, quando in Europa esplosero delle vere carneficine in nome del medesimo Dio. In tutta l'area si sta consumando l'azzeramento del rispetto delle popolazioni, indifese e martoriate. La ferocia apocalittica che si sta scatenando ha una matrice di stampo oligarchico, di chi, avendo perpetuato per secoli la sottomissione delle menti, scopre per caso che un oggetto innocuo, come un Personal Computer, possa svincolare i cervelli rendendoli dei Sistemi pensanti.

L'errore storico delle menti a Caino del mondo è stato nel aver valutato il pensiero come semplice massa cerebrale ir
rilevante alla condizione di vivente in carne e ossa, per cui e non è stato dato dato peso-storico alla formazione dei cittadini, ritenendo l'intelligenza un non bene a confronto del possesso di un territorio o di una risorsa energetica o di bene materiale (culto della reggia):
  • L'aspetto emergente dalla rivoluzione informatica in atto è nella crescita esponenziale del pensiero che si moltiplica per multipli di multipli, per cui se nell'anno 1000 le conoscenze erano pressoché ferme, nel 2015 esse sono superate nel giro di qualche mese, se nel medioevo il culto della tradizione era una fatto naturale per la lentezza dei sistemi, oggi esso è una vera malattia storica che impedisce la moltiplicazione delle conoscenze e con essa la possibilità di dare casa ad una umanità accresciuta.
La strada imboccata dagli uomini dell'Isis è necrofila (culto della morte di una logica nemica della creazione e di Dio Creatore):
  • all'ombra del fondamentalismo c'è solo spirito di potenza di alcuni leader dallo sguardo a isola che si esprimono ancora in termini di occupazione-possesso di un bene materiale. Il territorio geo-fisico se letto come bene-isola da accaparrare, non permette di cogliere l'importanza degli scambi culturali, ma solo la voglia di accumulare spazi al semplice scopo di imporre la supremazia e lo sfruttamento delle risorse naturali.  Dietro gli ultimi arrivi in Italia, ad esempio, c'è una volontà politica molto chiara e spietata che ha scelto una via software d'espansionismo, espellere le sue popolazioni impaurendole, così da suscitare la compassione-accoglienza, per poi esigere la sottomissione di tutti, in forma hardware. Purtroppo l'islamismo moderato è schiavizzato da quello intransigente. Nel corso della storia ci sono stati molti eccidi, un esempio è quello dei martiri di Otranto (foto),a partire dal 14 agosto 1480. Secondo alcune ricostruzioni i morti furono in totale 12.000 e i ridotti in schiavitù 5.000. Otranto era stata una delle città più evolute nel Medioevo, con la sede di un'università aperta agli ortodossi, cattolici, musulmani, vero esempio di "emporio-polis" multi-etnico e multi-religioso.

La scelta etica della vita

Per bloccare tale lettura necrofila necessita una presa di coscienza da parte di tutti della vita come valore inalienabile.

Il salto logico è nella consapevolezza di
"bene" non quale fatto materiale ma  fatto dialogico-mentale, letto come il "cardine" delle azioni nuove; i
n tale novità è il fulcro del cambiamento.

Si pensi alla cerniera di una porta che permetta a questa di aprirsi e chiudersi, se il bene-dialogante è posto come nodo-matrice del fluire e accorparsi delle immagini d'evento, allora si creano le evoluzioni positive di una società a uno-tutto (villaggio Terra); se la cerniera è corrosa dall'affare lucroso a tutti i costi, allora gli occhi si accecano e i fatti diventano delittuosi, deformati nel valore.

In sintesi, il "salto epocale" parte da un apprendimento di "scelta etica" che ha reso obsolete certe letture della realtà e di riflesso stanganti alcune situazioni economico-culturali:
  • se il mondo, ad esempio, è assuefatto al furto, all'inganno in cambio di un utile limitato di una casta, se l'ingannare è lo schema strutturale con cui si tratta l'altro, sia esso un politico o un economista o un cliente o un consumatore o un amico o un esule o un cittadino o vicino... allora tutto il sistema si corrompe e si scardina nella sua stessa "matrice biologica".
Oggi si percepisce lo sfaldarsi del sistema storico nel suo stesso nucleo organizzativo, con il mega traffico di rifiuti tossici (terra dei fuochi); la connivenza di una certa politica con il malo-affare (i fatti di Roma, Venezia, Milano), l'esodo forzato di emigranti che sta arricchendo le mafie; la lotta idiota dei cavalieri delle tenebre... Lo squilibrio storico che si sta implementando, se non bloccato in tempo, porterà  alla morte per asfissia di tutta la Società-mondo così come lo si conosce. Se tutto questo non è compreso, allora i momenti bui riemergeranno dal trapassato remoto con tutta la moria di uomini, cose, animali, piante... che ne seguì.

Mai come ora è richiesta ai politici del mondo, agli economisti, agli storici, agli scienziati, a ogni singolo cittadino, coraggio e chiarezza nelle scelte, poiché indirizzarsi al bene condiviso è il bisogno storico, dato che le politiche che seguono il naturale evolversi della creazione sono vitali, quelle che negano la diversità e la divergenza di veduta, sono mortali. Per coerenza storica e logica, non si può scegliere un fatto di malo-affare e poi vestirlo retoricamente di cosa inevitabile; ad esempio lo stesso Francesco Guicciardini (Firenze, 6 marzo 1483 – Arcetri, 22 maggio 1540) quando scrisse la sua analisi politica sul "trasformismo accomodante" di fatto fu il "testimone" del degrado storico italiano di quel periodo. Egli mostrando la "mala-coscienza" contribuì alla creazione della coscienza sociale e politica degli illuministi, che con alzando lo sguardo verso un nuovo orizzonte di umanità, diedero il via al Risorgimento:
  • Imparare a leggere la storia rende consapevoli nelle scelte, per cui la vera ricchezza di uno Stato è il Sapere con-diviso e non l'ignoranza diffusa che rende "massa informe" i cittadini. 


Acquaviva delle Fonti, 2 Marzo 2015


Antonia Colamonico © 2015 - Tutti i diritti sono riservati.

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