Informazioni tecniche
Zona montuosa: Prealpi lecchesi/bergamasche
Località di partenza e arrivo: Base funivia Piani d’Erna, Versasio (LC)
Quota di partenza e arrivo: 610m slm
Punto più elevato: 1875 m slm (vetta Resegone)
Dislivello positivo totale: circa 1750m
Sviluppo: circa 18km
Sentieri utilizzati: vari: n. 1 fino a Costa, n. 1A/25A per il monte Magnodeno, n. 24 per il Rifugio/Capanna Alpinisti Monzesi, n. 575 per la Passata, n. 571 per le creste, n. 1 dalla vetta a Versasio
Durata dell’escursione: circa 5h 30’
Difficoltà: EE (qualche tratto esposto e necessità di usare le mani in cresta)
Persone presenti: Paolo
Mappe: Lecco e val Brembana, 1: 50.000 - Kompass 105 - Le Grigne, Resegone di Lecco e Legnone, 1: 35.000 - Globalmap
Traccia GPS disponibile: gpx
Foto disponibili qui
Condizione dei sentieri
I sentieri sono tutti in ottime condizioni e ben segnalati.
Numerose fonti d’acqua lungo il percorso (perlopiù fontane).
Eventuali pericoli
Nessuno in particolare.
L'escursione
Bella escursione che concatena due vette del gruppo del Resegone: la cima principale del Resegone (punta Cermenati) e quella del più modesto – ma solo in altezza - monte Magnodeno. L’escursione comincia dal parcheggio della funivia dei Piani d’Erna, in località Versasio (Lecco). Dalla superstrada Milano-Lecco (ss 36), si prende la variante per la Valsassina (ss 36bis) e si esce per Piani d’Erna, seguendo poi le indicazioni. Il parcheggio è a pagamento nel fine settimana e gratis gli altri giorni.
Dal piazzale della funivia, guardando la funivia stessa, si scorgono sulla destra diversi segnali che indicano la direzione da prendere. Prendo il sentiero 1 e scendo dapprima all’interno di un bosco, fino a raggiungere prima il sentiero che arriva da Lecco e poi una strada asfaltata, che percorro verso destra fino a quando questa si conclude di fronte a un cancello. Il sentiero prosegue sulla sinistra e comincia finalmente a risalire su acciottolato. La salita prosegue abbastanza regolarmente fino a che non si raggiunge il nucleo di Costa, dove si trovano alcuni segnali indicatori e il primo vero bivio dell’escursione (770m slm; 20’).
Resto sul sentiero 1A e quindi proseguo diritto; continuo così, seguendo sempre le indicazioni per monte Magnodeno (il sentiero 1A diventerà poi 25A). Il sentiero sale ma più dolcemente, si svolge all’interno di folti boschi (riconosco betulle e faggi), attraversa due torrenti e, di fatto, aggira il nucleo di Campo de Boi (è possibile passarvi in mezzo, come sentiero alternativo in caso di ritorno in questa direzione). Si ricomincia finalmente a salire verso la cresta lungo la quale si sviluppa il Magnodeno. L’altezza resta modesta e quindi gli alberi sono presenti per quasi tutto il percorso. Arrivati a una selletta si trova un bivio: capanna Monza a sinistra e rifugio - bivacco Magnodeno a destra: prendo ovviamente per questa seconda direzione, esco dal bosco e in cresta raggiungo la vetta del Magnodeno. L’ultimo pezzo di salita si svolge su una scala ricavata dalla roccia e protetta da catene. Non ero mai stato su questa montagna, ma, visti i servizi presenti in cima, immagino debba essere una classica per i lecchesi: la croce, la mappa delle cime che si possono vedere, tavoli, barbecue, piazzola dell’elisoccorso, un fornitissimo e bellissimo bivacco (aperto), nonché una bella vista su Lecco, il Barro, i monti e i laghi del triangolo lariano (1240m slm; 1h 10’).
Torno sui mie passi per il solo tratto “attrezzato” (la scala), poi incontro un bivio (indicazione per Capanna Monzesi) che permette di tagliare e non ripercorrere il sentiero di salita. Inizio qui un tratto divertente e faticoso di numerosi saliscendi in costa, sul versante del Resegone che guarda verso Erve e che offre alla vista bellissimi colori autunnali. L’ambiente è magnifico, grazie sia ai fitti boschi sia alla magnifica mole del Resegone che da qui si presenta in tutta la sua lunghezza. La Capanna Monzesi è sempre abbastanza evidente, così come tutto lo sviluppo del percorso che mi attende. Ai bivi che si incontrano, si ignorano le possibili direzioni alternative (Erve o Passo del Fò) e si arriva quindi, in salita, alla Capanna Alpinisti Monzesi (1180m slm; 1h 50’).
Comincia ora un tratto a mezza costa con saliscendi molto più modesti che porta verso l’inizio del sentiero di cresta (segnavia 575), passando prima per la miniera e baita di Passata e poi per il passo vero e proprio, dove sono presenti un altare e una croce. Bella la vista da qui, sia sulla valle Imagna sia sul percorso appena effettuato e sul Magnodeno stesso (1270m slm; 2h 15’).
Il sentiero di cresta comincia proprio qui ed è ben indicato (segnavia 571). Si sale solo per i primi minuti all’interno del bosco, per poi abbandonare le piante e restare in compagnia di pratoni, monoliti e tante nuvole. Il sentiero diventa molto faticoso, si guadagna velocemente altitudine ma spesso si torna verso il basso. È il tratto più impegnativo e naturalmente più panoramico dell’escursione, anche se la “panoramicità” ogni tanto si trasforma in esposizione: bisogna quindi fare sempre molta attenzione. Vale la pena di evidenziare che il sentiero per creste in realtà non passa per tutte le tredici cime del Resegone; passa sicuramente per la prima (ceppo dedicato a Quarenghi) ma non per tutte quelle seguenti, restando spesso alla base dei picchi. Forse le cime si possono raggiungere uscendo dal sentiero principale e arrampicandosi, ma ho preferito non rischiare. Vale anche la pena di segnalare che, poco dopo l’inizio del sentiero di cresta, ho incontrato un bivio segnato sulla roccia (vernice rossa), che però non ho saputo leggere. Nel dubbio, sono stato sulla destra, seguendo il sentiero che continuava a salire. Non saprei dire che fine fa quello che ho lasciato sulla sinistra. Tutti i successivi bivi sono invece ben segnalati e, di fatto, raccolgono i sentieri che salgono dalla Capanna Monzesi o dal Passo del Fò, sulla sinistra, e dalla val Imagna (Brumano), sulla destra. Con molta fatica e maggior soddisfazione raggiungo prima il rifugio Azzoni e poi, poco sopra, la vetta del Resegone (1875m slm; 4h).
A questo punto il sentiero per creste proseguirebbe fino a raggiungere il passo del Giuff (creste nord) ma a causa del poco tempo a disposizione - e anche della stanchezza - ho preferito scendere direttamente al punto di partenza, seguendo il sentiero con segnavia 1. Questo sentiero non presenta particolari difficoltà, se non la lunghezza e l’iniziale ripidità. Bisogna fare anche attenzione, all’inizio della discesa, a non confondersi e scendere verso Erve invece che verso Lecco, rischiando così di allungare il ritorno. Il sentiero 1 in discesa passa alla base delle altre cime del Resegone e di diversi canaloni di risalita e si dirige verso il Pizzo d’Erna (arrivo della funivia), che comunque non è necessario raggiungere. Una volta rientrati nel bosco, lungo la discesa si incontrano prima il rifugio Stoppani e poi di nuovo le case di Costa, dove si torna sul sentiero fatto all’andata che porta velocemente al parcheggio (5h 30’).
Punti di appoggio
Molti i punti ipotetici di riferimento incontrati (i rifugi Capanna Alpinisti Monzesi, Azzoni e Stoppani), ma di fatto, dato il periodo (autunno avanzato) e il giorno della settimana (un venerdì) erano tutti chiusi. Aperto invece il bellissimo e attrezzatissimo bivacco in cima al Magnodeno.
Materiale necessario
Oltre al tradizionale, consigliati i bastoncini, per chi li usa.
Note e commenti vari
Passeggiata bella ma faticosa all’interno del gruppo del Resegone, scoprendo, quasi per caso, anche il bel balcone su Lecco del monte Magnodeno. A causa del poco tempo a disposizione – e anche della fatica e del poco allenamento – non ho concluso il giro delle creste ma sono tornato indietro direttamente dal rifugio Azzoni verso il punto di partenza.
La gita può ovviamente essere divisa in due: una gita al monte Magnodeno (andata come da relazione e ritorno per il percorso di andata); una gita al Resegone per creste, completando però il tutto con il proseguimento dell’itinerario di cresta verso il passo del Giuff (e da lì ritorno al punto di partenza).
Non ho corso molto, solo in discesa: quindi dire che i tempi in salita vanno tutti moltiplicati per 1,5 per che cammina a passo normale.
Con l’aiuto di wikipedia e della guida “Resegone e dintorni” di Marzio Sambruni, riporto anche l’elenco delle tredici cime del Resegone:
- Creste sud, da La Passata alla Punta Cermenati: Cima Quarenghi – Porta Redunda (1636m slm); Cima Piazzo (1640m slm); I Solitari – Porte di Serrada (1626m slm); Pizzo Brumano (1756m slm); Pizzo Daina (1864m slm); Torre di Valnegra (1852m slm); Punta Cermenati (1875m slm).
- Creste nord, dalla Punta Cermenati al Passo del Giuff: Punta Stoppani (1849m slm); Punta Manzoni (1801m slm); Dente (1810m slm); Cima Pozzi (1810m slm); Pan di Zucchero (1758m slm); Pizzo Morterone (1758m slm).