Informazioni tecniche
Zona montuosa: Monte Etna (Mongibello)
Località di partenza: Rifugio Sapienza, Nicolosi (CT)
Quota di partenza:1910mslm
Quota di arrivo: 2919mslm
Dislivello positivo totale: 1037m
Sviluppo: circa 14km
Sentieri utilizzati: non numerati
Durata dell’escursione: circa 2h 30’
Difficoltà: EE (solo per il dislivello)
Persone presenti: in solitaria
Mappe: Monte Etna, Carta Escursionistica altomontana, 1:25.000 – SELCA Firenze (ultima edizione); Monte Etna, Alcantara e Simeto, 1:50.000 – Globalmap.
Traccia GPS disponibile: kml
Condizione dei sentieri
Il paesaggio vulcanico lascia davvero poco spazio alla descrizione dei sentieri. In un ambiente privo di vegetazione, anche se non sono rari dei cespugli bassi con fiori ad ogni quota dell’escursione, i sentieri sono di due tipi: la strada battuta, utilizzata dai mezzi a motore autorizzati, che segue un percorso più dolce e lungo (circa 9 km, svolto all’andata), e le scorciatoie più o meno evidenti, che invece tagliano notevolmente il percorso (circa 5 km, svolto al ritorno). A quota 2500 metri circa, dopo la stazione di arrivo della funivia, si intravedono cumuli di neve (immagino perenne, vista la stagione) ricoperti dalla roccia vulcanica. Il paesaggio lungo tutto il sentiero è sostanzialmente omogeneo: terra, sabbia e rocce di origine vulcanica, dal colore scuro e rossiccio. Gran parte del sentiero (fino a circa 2600m) è all’ombra, fino ad almeno un paio d’ore dopo l’alba. Il vento è risultato intenso per tutta l’escursione. I sentieri non sono segnalati ma evidenti. Nessuna presenza di acqua.
Eventuali pericoli
Nessun tipo di pericolo particolare a questa quota.
L'escursione
Il sentiero comincia dalla stazione di partenza della funivia, nel piazzale del rifugio Sapienza (1910mslsm); vale forse la pena di sottolineare come il Sapienza sia di fatto un albergo e che sul piazzale sono presenti molti negozi, altri alberghi e anche qualche bar che propone musica elevata fino a tarda ora. Guardando la stazione della funivia, l’inizio del sentiero è sulla destra: si oltrepassano due sbarre e il sentiero è da subito evidente. Si tratta in realtà di una strada battura, percorsa dai mezzi fuoristrada delle Guide o del personale della funivia. In altre parole, è impossibile perdersi. Ho comunque deciso di essere da solo lungo il sentiero (la solitudine aumenta piacevolmente la difficoltà psicologica) e inizio a camminare all’alba. Si segue la strada battuta per circa 5 chilometri (e 600 metri di dislivello, 1h): l’evidente e appuntita cima che indica il cratere della Montagnola fa da obiettivo ideale mentre i pilastri di funivia e altri impianti di risalita sono compagni forse necessari ma all’occhio poco graditi. Si raggiunge così la stazione di arrivo della funivia; da qui, dopo aver aggirato sul versante sinistro la Montagnola, si prosegue per altri 4 km (e 400 metri di dislivello, ulteriori 50min) per Torre del filosofo; questo tratto di strada, che si svolge lungo il Pian del Lago, è finalmente al sole e se ne può vedere lo sviluppo da lontano grazie ai bastoni segna neve che lo accompagnano per tutto il tratto. Sulla destra, lungo il tragitto, si incontrano prima la Cisternazza (2564mslm) e poi il Belvedere (2760mslm). A Torre del filosofo, una piccola staccionata di legno e corda chiude il passaggio e diversi cartelli impongono lo stop ai camminatori non accompagnati dalla Guide. In sintesi, lungo questa strada non si incontra alcuna difficoltà; inoltre, se il tempo e la voglia lo consentono, da qui si può anche deviare, per visitare criteri particolarmente interessanti o per guadagnare panorami migliori sull’entroterra meridionale della Sicilia e sulla sua costa orientale. Da sottolineare come lungo entrambi i tratti della salita, diventano sempre più evidenti diverse scorciatoie, che però consiglierei solo in discesa. Il terreno e la pendenza, infatti, rischiano di rendere l’ascesa molto faticosa; al contrario, in discesa con delle buone gambe si può camminare velocemente o addirittura correre, perché il terreno morbido aiuta a frenare il passo. Il sentiero di ritorno, diretto ed evidenziato anche nella mappa, si sviluppa su soli 5 km, e richiede circa 40 minuti.
Punti di appoggio
Il rifugio alla partenza (Sapienza) e le altre strutture di appoggio; la stazione di arrivo della funivia (a circa 2500mslm), la baita delle guide presso Torre del filosofo (aperta solo in orario di tour).
Materiale necessario
Nessuno in particolare. Consigliata una giacca per ripararsi dal vento ed eventualmente un cappello, per ripararsi dal vento o dal sole.
Note e commenti vari
La passeggiata è certamente alla portata di tutti, anche se la valutazione è di EE per via del dislivello (circa 1000 metri). Si consiglia di seguire la strada battuta in salita e le scorciatoie in discesa, perché la consistenza della terra rende particolarmente difficoltosa la salita su pendii ripidi mentre invece aiuta lo scivolamento verso il basso, quasi frenando, durante la discesa. L’Etna è un vulcano attivo e il paesaggio che offre meriterebbe una visita solo per questa ragione. Inoltre, l’Etna si trova a pochi chilometri dalla costa ionica della Sicilia e la vista, dai sentieri, dell’entroterra siciliano, delle altre catene montuose ma soprattutto del mare rende questa escursione sicuramente unica nel suo genere. L’escursione costituisce solo la prima parte della salita vera e propria al Mongibello: da dopo torre del filosofo, perlomeno ufficialmente, il transito è proibito senza l’accompagnamento di guide. I tour con guide, però, partono proprio da torre del filosofo e dunque, per avere una piena esperienza alpinistica dell’escursione, è necessario svolgere indipendentemente i due tracciati.
L'escursione ai crateri "bassi"
Per godere di una escursione ai crateri non occorrono grossi sforzi. A pochi metri dal piazzale della funivia, infatti, si possono visitare sia i crateri dei Monti silvestri, risalenti alla fine del XIX secolo, sia i nuovi e più recenti crateri del 2001. Si tratta di un giro di breve sviluppo (circa 5 km), modesto dislivello (circa 180 m) e durata naturalmente variabile, nel caso si voglia girare intorno al cratere, guardarlo dall’alto o anche farci un salto dentro. Dal piazzale, guardando la funivia, si percorre la strada asfaltata verso destra, in direzione Zafferana. Sia le indicazioni sia i crateri sono evidenti. Alla stessa altezza, subito dopo un ampio parcheggio, si trovano sulla destra i crateri silvestri, raggiungibili in pochi minuti, e sulla sinistra quello del 2001, più in alto e che richiede un piccolo sforzo aggiuntivo. È interessante la salita a questo secondo cratere perché permette innanzitutto una vista migliore del panorama; inoltre, il paesaggio offre costruzioni rocciose originali; ancora: permette di apprezzare con maggiore enfasi il tipo di terreno che ci si trova ad affrontare quando si scala un vulcano. Ultima nota: per quanto lunare, il paesaggio offre rari e inaspettati spunti di vegetazione.