Informazioni tecniche
Zona montuosa: Prealpi comasche
Località di partenza e arrivo: Cernobbio, parcheggio del cimitero di Asnigo
Quota di partenza: 290m slm
Punto più elevato: 1400 m slm (vetta Sasso Gordona)
Dislivello positivo totale: circa 2200m
Sviluppo: circa 30km
Sentieri utilizzati: vari, tra cui la Via dei Monti Lariani (VML, segnavia n. 1)
Durata dell’escursione: 8h
Difficoltà: EE (con estrema attenzione nei tratti fuori sentiero)
Persone presenti: Paolo
Mappe: Lago di Como – Lago di Lugano, 1: 50.000 - Kompass 91; I Sentieri del Bisbino, 1:25.000 - G. Aramini - S. Torriani; "Tra Lario e Ceresio", di M. Sambruni
Traccia GPS: qui
Percorso e altimetria su Google Earth: qui
Percorso su mappa Kompass: qui
Foto: inserite nella relazione
Condizione dei sentieri
I sentieri ufficiali sono ben tenuti, tranne, ovviamente, nei due tratti "fuori pista" verso l'Alpe Crotta.
Nessuna fonte d'acqua (se non qualche ruscello) lungo il percorso.
Eventuali pericoli
Nessuno in generale, ma prestare attenzione lungo la salita, la sosta in cima e la discesa del Sasso Gordona, nonché al tratto in discesa verso l'Alpe Crotta.
L'escursione
Bella escursione che, seguendo diversi sentieri e sviluppandosi su diversi versanti, porta da Cernobbio fino alla vette di Bisbino e Sasso Gordona, con un cerchio che si chiude di nuovo al Bisbino e che dà la possibilità, avendone tempo e voglia, anche di salire ai monti san Bernardo e Colmegnone.
Si parcheggia a Cernobbio in località Asnigo (via Paolo Carcano, parcheggio del cimitero), si prende via Carcano in direzione dell'hotel "Asnigo". Poco prima dell'hotel, tra una cappella e una fontana, comincia via Ortigara: qui bisogna girare a sinistra. Alla fine di via Ortigara si trova un passaggio solo pedonale, dopodiché si trova un bivio a cui bisogna dirigersi verso destra (direzione Duello). Ora comincia il sentiero vero e proprio. Il sentiero entra nel bosco, attraversa un torrente, e poi comincia a salire in maniera decisa. Subito dopo una panchina, in sito panoramico, si incrocia un sentiero che arriva da destra: ovviamente si sale verso sinistra (nessuna indicazione). Si incontra poi un altro bivio senza indicazioni: si sale ancora e senza sosta (non a caso ci si riferisce a questa via come "la direttissima"). Si incontra un altro bivio, non segnalato ma con direzione evidente: si trascura il sentiero più piccolo verso destra e si prosegue diritto. Finalmente si raggiunge un bivio segnalato: Duello a destra (10'), Pievenello a sinistra (15'). Mi dirigo verso Duello, che raggiungo in pochi minuti. Si tratta di un agglomerato di case in bellissima posizione panoramica (750m slm; 45'; 2,5 km; 450m D+).
Su un albero trovo delle indicazioni arrugginite ma sufficientemente chiare che invitano ad andare a sinistra per il Bisbino (un altro sentiero si dirige invece verso destra); ignoro quindi una stradina a destra che costeggia una costruzione e mi dirigo a sinistra, verso una graziosa cappella con crocefisso: qui si gira a destra, lasciando la cappella a sinistra, e si torna a salire nel bosco. Inizia ora un tratto dove le indicazioni non sono numerose: qualche segno rosso ogni tanto sulle rocce e poco altro. Tuttavia, la direzione è piuttosto evidente. Ogni tanto si trovano dei cartelli: ignoro quelli che indicano "Gombeè" o "Madrona" e ovviamente, se presente, seguo la direzione "Bisbino". Esco per un breve tratto dal bosco, il sentiero costeggia una costruzione e vedo vicina, davanti a me, la vetta del Bisbino. Attraverso una strada sterrata, ignorando le indicazioni verso destra e sinistra, e continuo a salire: il sentiero passa tra due case e si inerpica su un bel prato, fuori dal bosco e quindi con la possibilità per lo sguardo di godersi il panorama sulle Alpi e la pianura padana. Si raggiunge la strada asfaltata, cioè la ex strada militare che da Rovenna sale fino alla cima del Bisbino, e la si lascia sulla destra, continuando su sentiero fino a raggiungere la vetta . In cima, la chiesetta della Beata Vergine e il ristoro alpino "Vetta Bisbino", gestito dal simpatico Roberto (1325m slm; 1h 45'; 5,4km; 1030m D+).
Dalla terrazza di vetta (proprio di fronte al bar/ristorante), si scendono alcuni gradini e si prende un sentiero verso destra (nessuna indicazione) che scende abbastanza velocemente fino a raggiungere un nuovo terrazzino (balaustra in legno). Da qui, si prende la traccia verso sinistra che ricomincia a scendere abbastanza velocemente in mezzo al bosco, fino a raggiungere una costruzione (in rovina) denominata Terman. Proprio alle spalle di questa costruzione (quindi lungo il senso di marcia) si trova un cartello metallico con indicazioni gialle, tipicamente svizzero. Prendo a sinistra e verso il basso, in direzione Bruzella/Sagno/Morbio, fino a Sella Cavazza, che supero, e raggiungo il bivio per l'Alpe Loasa. Continuo a scendere in direzione di questo alpeggio (quindi verso destra), che però non intendo raggiungere. Dopo aver sorpassato alcune cataste di legno, incontro un tornante. Di qui, verso destra, il sentiero prosegue verso l'Alpe Loasa. Io invece proseguo diritto e scendo ripidamente seguendo la direzione segnata dal filo che delimita un pascolo (non ci sono indicazioni ma seguendo il filo non ci si può perdere; questa scorciatoia è anche segnalata sulla Kompass). Raggiungo il sentiero e proseguo verso sinistra (ATTENZIONE: in laternativa, si raggiunge l'Alpe Loasa e si gira poi a sinistra, prendendo il sentiero che io ho raggiunto più avanti, tagliando). Poco dopo, incontro un cartello. Proprio alla base di questo cartello, su un sasso, trovo una freccia gialla che indica a destra, senza ulteriori dettagli. Sono all'inizio di un'altra scorciatoia, questa volta per raggiungere l'alpe Crotta attraverso il Dosso dell'Alpe (segnalata su entrambe le cartine). Trovo una prima indicazione scolpita in un tronco, poi scendo seguendo i segni gialli, radi, che si trovano su altri tronchi. All'inizio, scendendo, consiglio di stare verso destra. Dopo poco, il sentiero, seppur labile, sarà abbastanza chiaro. Perdo traccia dei segnali solo verso la fine della scorciatoia. Scendo quindi senza pormi troppi problemi, incontro una strada sterrata e vado verso sinistra, raggiungendo velocemente l'Alpe Crotta (618m slm; 2h 40'; 9km; 1030m D+).
L'Alpe Crotta è molto bella: isolato, tranquillo, un ruscello con acqua limpidissima (Cugnolo). Una volta erano presenti anche una piccola area pic nic e un ponte sul ruscello: scomparsi entrambi. Il ruscello va guadato quando si vedono i resti del ponte o si intravede il sentiero sulla sponda oppoata. Si sale e si seguono, quando le si incontrano nel bosco (Bosco di Rema), le indicazioni per rifugio Prabello, fino a raggiungere, intorno a quota 900m, l'Alpe del Corno. Qui finalmente si trova anche la prima indicazione per Sasso Gordona. Continuo quindi in salita, e rientro in Italia (il sentiero attraversa una rete metallica, presente anche il ceppo confinale n. 41). I segni a questo punto diventano meno evidenti, così come il sentiero, ma la direzione è molto intuitiva e segue la cresta che si innalza nel bosco. Si incontra un muro, che si segue per tutta la sua lunghezza e si raggiunge una costruzione abbandonata a circa 1100m (forse Monti di Corno). Da qui si prosegue ancora, verso sinistra e su prati ripidi in cresta (indicazione "sentiero di montagna"). Continuo a salire e il tratto sommitale del Sasso Gordona è proprio di fronte a me: uno spettacolo. A un certo punto, intravedo una deviazione verso sinistra che raggiunge il rifugio Prabello (già visibile, anche se ogni tanto leggermente nascosto da alcuni alberi) e, dalla parte opposta, anche una verso destra. Mi dirigo verso destra, lasciando alla mia sinistra i faraglioni della vetta del Gordona e incontrando alcune delle tipiche peonie della zona. Continuo più o meno in quota e quando ormai la cima è alle mie spalle e si scorge, piccolina, la croce di vetta (sono a quota 1200m circa, 200m sotto la cima), devo risalire, fidandomi, nel piccolo prato alla mia sinistra. Si troverà un sentiero che andrà preso verso sinistra: cioè bisognerà tornare indietro, ma a questo punto non verso il bivio da cui provengo bensì verso la cima. Si sale piuttosto rapidamente per piccoli tornanti, incontrando diversi punti di osservazione e trincee della Prima guerra mondiale. In un paio di punti si incontrano ache die bivi non segnalati molto chiaamente. L'unico suggerimento, se non si capice da soli dove andare, è quello di cambiare sempre direzione e non proseguire diritto a questi bivi. Con pazienza e un po' di fatica, arrivo in cima stanco ma felice. La vista verso il lago, le Alpi, le montagne comasche, lecchesi e anche oltre, è magnifica (1400m slm; 4h; 13,4km; 1800m D+).
Per scendere torno sui miei passi: quando raggiungo la base del Sasso Gordona continuo nel prato e ricerco la traccia che avevo abbandonato in precedenza. Proseguo su questo sentiero fino a incontrare un recinto, che aggiro verso sinistra entrando in un bosco: qui trovo un sentiero che scende ripidamente e che finisce incrociando l'ampio sterrato della Via dei Monti Lariani (VML, segnavia 1). Vado a destra, continuo a scendere, supero alcune sculture in legno e incontro un gruppo di case con una croce al centro. Prendo il sentiero più a destra e raggiungo la Colma di Binate (1133m slm; 5h; 15,5km; 1800m D+).
Dalla Colma si ricomincia a salire verso il rifugio Binate (sempre chiuso), lungo la Via dei Monti lariani: si sale sempre in mezzo al bosco, su una larga carrozzabile. Dopo il Binate si continua a salire: raggiunta una sella, quando il sentiero cambia versante e comincia a scendere (rifugio Murelli in vista), si nota una traccia (con indicazioni) che sale verso sinistra lungo la cresta, in direzione di un gruppo di alberi. Resto sulla VML e raggiungo in poco tempo il rifugio Murelli. Dopo una sosta per acquistare dell'acqua, mi rimetto in strada. Inizialmente prendo la traccia che, in direzione rifugio Bugone, sale lungo la cresta alla sinistra della VML, proprio di fronte al Murelli. Si seguono dei bolli arancioni e a un certo punto si tornerà in basso, verso destra: o raggiungendo la cima della cresta oppure, poco pirma, tagliadno nel bosco. Una volta ripresa la VML, la si segue fino al Bugone e poi si prosegue fino a una successiva abitazione (Ca' del Fumu). Si abbandona la sterrata per restare sulla VML 1 (indicazioni), si sale alla terrazza panoramica, si ignora la deviazione per Alpe Garzegallo e si prosegue in direzione Bisbino. Si raggiunge prima il complesso di Ca Bossi; poi, una volta superato il suo cancello, si sale a destra, verso il tornante della strada militare asfaltata che sale al Bisbino. Una volta raggiunta la strada, si attraversa il tornante, si abbandona la strada militare e si trova un bivio: si prende il sentiero che sale ripido verso sinistra. Si supera così un tratto molto panoramico e che fa gustare di nuovo il sasso Gordona che si è da poco conquistato. Si risale nel bosco fino a un'antenna, si torna sulla strada militare ma la si abbandona subito, entrando nel parcheggio per le auto indicato da un cartello. Tenendo la sinistra, si sale di nuovo alla vetta del Bisbino (1133m slm; 6h 45'; 23km; 2200m D+).
Il tempo di scambiare quattro chiacchiere con Roberto e si torna a scendere: inizialmente seguendo la stessa traccia da cui ero salito in mattinata. Raggiunta però la strada militare e la capanna Falco, mi dirigo sul sentiero di sinistra. Questo sentiero è quello ufficiale di salita verso la vetta (VML 1): inizialmente si scende nel bosco, si attrraversa una prima volta la strada militare, si prosegue in discesa ancora più ripidamente, si supera un'abitazione e poi si attraversa nuovamente la strada militare. Si continua a scendere, ora su fondo roccioso e un po' fastidioso. A quota 1000m circa si supera una cappella dedicata a san Carlo. Continuando la discesa si torna sulla strada militare e lì si rimane fino a ragiungere Madrona. A Madrona si trovano indicazioni, sulla sinistra, per Rovenna e Scarone. Si prende questo sentiero e si continua a scendere. Una volta sopra Rovenna, si abbandona il sentiero quando si raggiunge una croce e si va a sinistra. Si entra quindi in Rovenna e ci si affida all'orientamento, a qualche (rara) indicazione o, alla peggio, al navigatore satellitare. Le vie attraversate dovrebbero essere via Ai monti, via Colonna, via Scalini, via Monte Grappa; tuttavia, per scendere una via vale l'altra. Quando si raggiunge via Noseda e la si tiene, risalendo fino ad Asnigo e concludendo così questa lunghissima e appagante escursione (290m slm; 8h'; 30km; 2200m D+).
Punti di appoggio
Molti i punti ipotetici di riferimento sul percorso (i rifugi Bugone e Murelli, il rifugio Prabello, il ristoro-bar in vetta al Bisbino, le case a Rovenna, gli alpeggi). Verificare comunque sempre l’apertura dei rifugi e degli alpeggi, variabile a seconda del giorno, dell’ora e del periodo dell’anno.
Materiale necessario
Oltre al tradizionale, consigliati i bastoncini (per chi li usa), un copricapo e molta acqua se la giornata è calda.
Note e commenti vari
Lunga camminata di notevole dislivello (da notare che circa 1800m di dislivello sono guadagnati nei primi 13km) e con tratti scivolosi e fuori sentiero.
Ho camminato velocemente per tutta l'escursione e ho effettuato un po' di corsa leggera lungo la discesa finale dal Bisbino verso Asnigo. I tempi vanno quindi leggermente aumentati se si decide di non correre mai.