Ferrara che Juve!

Blande indicazioni di turnover arrivano da Ciro Ferrara in vista della fi­nale di stasera con l’Aston Villa. Il tecnico bianconero deve coniugare due esigenze opposte: dare minutaggio a tutti i compo­nenti della rosa e vincere la Peace Cup, co­sì per una volta siamo propensi a creder­gli quando dice di volere ancora valutare tutte le opzioni possibili. Ovvio, non è il trofeo in sé a monopolizzare i sogni del tec­nico juventino, ma l’idea di iniziare con una vittoria la sua avventura bianconera. «Dobbiamo abituarci a provare queste sensazioni, questo tipo di emozioni. Ho spiegato in passato che ai miei ragazzi chiedo di non accettare mai l’idea di per­dere. Prima o poi capiterà, ma la menta­lità di una grande squadra non contempla la possibilità. Negli spogliatoi, prima del­la semifinale, ho detto che il Real è una grande squadra, ma che lo siamo anche noi. E che potevamo batterla. E’ andata bene, ora dobbiamo stare calmi. Comun­que è meglio abituarsi a vincere».

 Contro Cristiano Ronaldo e compagni la Juve ha sofferto e vinto, crescendo però alla distanza come le era già capitato nella partita inaugurale del torneo contro i padroni di casa del Si­viglia. La cosa non dispiace al tecnico, pu­re nell’ottica di questo specifico impegno: «Tutto è dovuto alla preparazione che stia­mo facendo: si vede che i ragazzi riescono a esprimersi ancora meglio con il passare dei minuti. Tornando alla partita con il Real, devo fare i complimenti ai terzini, costretti a un superlavoro. Ronaldo spa­ziava molto e non c’è bisogno che sottolinei quanto sia difficoltoso contenerlo. Saliha­midzicpoi è un terzino adattato, ma è an­dato benissimo, segnando pure il gol della vittoria». Ieri il bosniaco non si è allenato, al pari di Chiellini, ma solo perché fin qui è stato molto impegnato. I RIVALI Si parla relativamente poco del­l’altra finalista, l’Aston Villa di Martin O’­Neill. Ferrara fiuta il pericolo: «E’ una squadra determinata, ostica, come tutte le inglesi. Cercheremo di studiarla bene. In ogni caso l’importante per noi era conqui­stare la finale. Ho sempre detto che siamo qui per vincere, lo ribadisco». Per farlo la Juve deve evitare di concedere spazio alle fulminanti accelerazioni di Ashley Young e tenero d’occhio l’ex romanista John Ca­rew. Manca invece Emile Heskey, espul­so contro il Porto. E anche il bulgaro Pe­trov è out. Un piccolo vantaggio, seppur Ferrara sia costretto a rinunciare a Diego (anche se sul suo sito brasiliano il trequar­tista sosterrebbe di voler giocare la finale, cosa che ha stupito lo staff bianconero) e Sissoko. E non è poco.

Ferrara comunque ha am­pia facoltà di scelta. In difesa è scontato il rientro di Zebina e con ogni probabilità Legrottaglie sarà preferito a Cannavaro, uscito malconcio dalla sfida con il Real. Dubbi a sinistra, perché Sa­lihamidzic finora si è giocato alla grande le chance offertegli dai problemi fisici di De Ceglie e Molinaro, ma quest’ultimo ora può rientrare e ovviamente ci conta. A centrocampo ritorna Zanetti e il sacrifica­to sarà uno tra Tiagoe Camoranesi, pro­babilmente il primo che finora le ha gioca­te tutte, mentre Felipe Melo dovrebbe es­sere riproposto («Mi ha molto soddisfatto» Ferrara dixit). Ma è in attacco che il tecni­co si ritrova una bella patata bollente tra le mani. La logica del turn over premiereb­be Iaquinta e Trezeguet e riteniamo sia l’opzione più probabile, ma questa è sem­pre una finale e in certi contesti chiedere a Del Piero di fare un passo indietro è sempre complicato. A meno che non si tratti di un arretramento tattico, cioè la ri­chiesta di tornare a fare il trequartista al posto di Giovinco. Senza considerare Amauri, apparso in gran spolvero coni Galacticos. In qualche modo si prefigura ciò che accadrà nella stagione. Anche per questo la Juve è chiamata a vincere: quan­do si alza un trofeo non si alzano le lamen­tele. E Ferrara questo lo sa bene.

DA: http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2009/08/02-35711/Ferrara+carica+la+Juve%3A+%C2%ABLa+finale+prova+di+Champions%C2%BB

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