Dislessia

Cos'è la Dislessia?

Per quanto riguarda i disturbi della lettura è necessario distinguere tra Dislessia Acquisita e Dislessia Evolutiva: la prima tipologia riguarda soggetti che hanno già imparato a leggere e nei quali l’insorgenza del Disturbo è secondaria a un danno organico; la seconda, “… si manifesta all’inizio del processo di apprendimento della lettura.1 La Dislessia risulta quindi essere la difficoltà di leggere in modo corretto e fluente. Riportiamo alcune definizioni internazionali di questo Disturbo, così da rendere sempre comprensibile la difficoltà che il bambino dislessico incontra nel proprio percorso scolastico, e soprattutto per indagare in modo approfondito questo termine e non confonderlo così con una malattia.
Piero Crispiani2 parla di Sindrome Dislessica come Disprassia sequenziale, definendo disprassico colui che è incapace di compiere movimenti volontari, coordinati sequenzialmente tra loro, in funzione di uno scopo.
“La disprassia è un problema della coordinazione e del movimento che può anche influenzare il modo di apprendere di un bambino a scuola. E' più comune nei ragazzi piuttosto che nelle ragazze e può comportare goffaggine, problemi nell'organizzare il lavoro e seguire delle istruzioni e difficoltà di linguaggio. In questo documento si discutono alcuni dei sintomi ed i modi in cui potete aiutare vostro figlio a superare i suoi problemi .3
Di seguito è riportato un riassunto del suo pensiero sulla Sindrome Dislessica.

La Sindrome Dislessica come disturbo delle funzioni esecutive, di natura prassico-motoria, con essenziale interessamento delle funzioni sequenziali.

  • Disturbo motorio, forma di disorganizzazione coordinativa spazio-temporale, parzialmente pervasiva.

  • Include: dislessia, disgrafia, discalculia, disprassia, dislateralità, disordine spazio-temporale, disordini coordinativi del linguaggio, della memoria, del pensiero sequenziale.

  • Frequente interessamento del linguaggio – nella componente motoria.

  • Non è un disturbo fonologico (semantico, simbolico, di codificazione).

  • Disturbo sempre associato ad una forma di dislateralità.

  • Disturbo valutabile a partire dai 5 anni.

  • Disturbo da trattare mediante: prevenzione, trattamento abilitativo, avvertenze scolastiche, avvertenze familiari, orientamento al lavoro.

  • Disturbo da trattare mediante il potenziamento delle funzioni.

  • Disturbo da non protesizzare (calcolatrice, tastiere ed altre misure “sostitutive”).

  • Disturbo ad altissima familiarità.

  • Disturbo funzionale e qualitativo, da non “schedare”

Tabella 1 La Sindrome Dislessica 

1 G. STELLA, La dislessia, Edizione Il Mulino, Bologna 2004, p. 12

2 P. CRISPIANI, Dislessia come disprassia sequenziale, Edizioni Junior 2011

3 www.club.it/letizia/documenti/disprassia.html.

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