ascolTango

L A B O R A T O R I O   D I   M U S I C A L I T A'  
dove nessuno insegna nulla a nessuno ma tutti imparano

lavorando su un solo brano, molte volte, tante volte.






“Vedere la musica nel ballo”: una possibile strategia d’ascolto dei suoi ritmi.


Per ballare il tango, come ogni altra danza, è necessario “muoversi” a tempo, per danzare il tango potremmo dire quindi che sia necessario interpretarne i suoi ritmi; l’esito artistico è la sua danza, come interpretazione della musicalità del brano che viene eseguito.

La difficoltà iniziale nel ballare il tango è sicuramente apprenderne le regole e le tecniche di base e comprenderne le dinamiche di movimento; la seconda difficoltà sarà ovviamente quella di ballare il tango assumendo all’interno del movimento a tempo anche i ritmi specifici del brano che stiamo ballando; la fase successiva è la rappresentazione corporea della sua musicalità, ovvero l’interpretazione.

Un anelito è quindi sicuramente quello di “vedere la musica nel ballo”, ovvero quello di trovare una sintonia tra movimento del corpo e la musica.

Se per la prima fase vi sono varie scuole e tecniche di apprendimento ve ne sono meno per la seconda; come possiamo quindi aumentare la nostra capacità d’ascolto del tango argentino per poterlo ballare, tentando di rappresentare (o “far vedere”) attraverso i nostri movimenti di coppia la musica che stiamo ascoltando e ballando, ovvero per accrescere la nostra musicalità?

Abbiamo provato a costruire una sorta di programma di lavoro, un laboratorio, che abbia come fine aumentare l’attitudine all’ascolto ed all’interpretazione del tango argentino.