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2011

Nuove osservazioni al Piano triennale 16.12.2011

pubblicato 20 mag 2014, 04:11 da asapi piemontesi

Prot. 096/2011
 
 
Il direttivo ASAPI convocato in data 19.12.2011 ha preso in esame la nuova stesura del Piano triennale .
Si sono anzitutto riassunte le osservazioni già presentate nella fase della consultazione e i resoconti di ASAPI della Conferenza regionale convocata dall’Assessore CIRIO in data 4.11.2011 che si riportano per ricordare su quali punti è già stata fatta ampia discussione.
 
Anzitutto si deve ricordare che la bozza del Piano non conteneva le risorse da destinare e quindi è stato impossibile verificare le ripartizioni dei fondi sui vari capitoli o progetti e nella riunione del 4.11, poiché le risorse non erano ancora certe, l’Assessore Cirio così sosteneva:
 
“….(dal resoconto del 4.11.2011……….L’Assessore CIRIO assicura che il tavolo sarà riconvocato e anticipa in ogni caso quali potrebbero essere le suddivisioni delle possibili risorse: avendo affermato in Commissione Istruzione che la somma indispensabile all’istruzione non potrà andare sotto i 65 milioni, potrà destinare 20 milioni per le province, 20-25 milioni per il buono scuola, i restanti 13/14/15 milioni dovranno bastare per l’ampliamento dell’offerta formativa, il personale regionale (salvaprecari?) e il contributo per le cooperative sociali di tipo B.
Si dovranno ancora prevedere 7/9 milioni per le materne e poi sicuramente l’Assessore cercherà tutte le ulteriori possibilità di incremento delle risorse come per altro ha fatto ultimamente, potendo così finanziare tutte le richieste pervenute per assegni di studio e buono scuola.
 
Inoltre alla domanda di Artioli FLCGIL se le indicazioni appena date sulla ripartizione delle possibili risorse corrispondono a indicazioni politiche già definite e immutabili assicura che il Piano sarà riportato con le cifre e le risorse a gennaio al Tavolo quando anche le Province potranno dare più certezze sui possibili residui ancora disponibili.
La riunione termina con la precisazione che la riconvocazione del Tavolo dovrà avvenire in tempi utili per poter fare i PIANI ANNUALI delle Province ed emanare il bando, quindi entro gennaio, anche perché occorre l’approvazione del Piano per poter emanare i bandi per assegni di studio e buono scuola.”
 
Osservazioni alla nuova stesura:
-La prima parte del Piano non contiene cambiamenti rispetto alla bozza. Neanche a pag. 8-9-12 dove sono riportati i plessi/sedi delle scuole in Piemonte che non vengono variati pur essendo già in atto le nuove normative sul dimensionamento, che per altro saranno deliberate dal Consiglio regionale contestualmente al Piano. Le autonomie scolastiche risultano essere 658.
-A pag 43 si legge:
“Autonomie scolastiche: costituiscono la spina dorsale del sistema scolastico e la Regione dovrà interagire con esse in sede di pianificazione dei propri interventi, anche alla luce dei risultati che emergeranno dalle analisi di valutazione degli apprendimenti (OCSE-PISA, INVALSI).
Gli altri attori del sistema istruzione sono rappresentati nella “CONFERENZA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO E LA LIBERA SCELTA EDUCATIVA di cui all’art.26 della LR 28/2007, i cui incontri costituiranno la sede per suggerimenti, proposte e valutazioni di situazioni problematiche”.
Ancora una volta ASAPI auspica che l’Assessore Cirio e la Regione interagiscano con ASAPI, l’Associazione delle Scuole Piemontesi, non confondendo l’associazione di scuole con le sigle di associazioni professionali o sindacali di dirigenti scolastici.
 
Inoltre si confida che anche la convocazione della Conferenza assuma una regolarità e anche una formalizzazione coerenti con la dichiarazione sopra espressa.
 
- Da pag. 45 a pag. 53. Inserimento di parti che non erano nella prima bozza che contengono l’elenco di tutte le iniziative sostenute dalla Regione.
- Pag. 55-60. I paragrafi sostituiti debbono essere attentamente valutati dagli enti locali Comuni e Province per le eventuali modifiche in atto.
- Pag. 61. Sostegno all’inserimento alunni stranieri. La discussione avuta al Tavolo del 4.11.2011 di aumentare le risorse per l’integrazione degli alunni stranieri che - dall’introduzione al Piano - risultano aumentati in maniera considerevole non sembra essere stata accolta, come per altro già dichiarato dall’Assessore Cirio e fa piuttosto riferimento ad altre Direttive e normative. ASAPI rinnova quindi la richiesta di impegnare maggiori risorse soprattutto in considerazione che un’alta percentuale di alunni frequentanti sono nati in Italia e che la necessaria integrazione nelle scuole deve tener conto sia della necessità di approfondire lo studio dell’italiano,ma anche della conservazione delle culture familiari originarie.
- Pag. 63. La ripartizione delle risorse trasferite alle Province è stata occasione di rilievi nella seduta del 4.11.2011, ma non pare essere stata modificata.
-Pag. 76. Progetti di sperimentazione. Non è chiaro il riquadro riferito all’eliminazione del paragrafo in cui si legge “alla pluralità dell’offerta non è però corrisposto un adeguato miglioramento del livello di competenze acquisite dagli alunni piemontesi come risulta dalle più recenti indagini internazionali………”
- Pag. 68. Assegni di studio. Questa parte presenta le maggiori novità rispetto alla legge 28. Asapi ha già presentato le sue osservazioni in sede di Commissione e intende ribadire la contrarietà in merito all’innalzamento del livello di reddito per le domande.
ASAPI non condivide l’aumento del reddito portato a 40.000 euro anzitutto perché si creano molte aspettative che rischiano di non essere esaudite ma anche per il sovraccarico ulteriore recato ai Comuni che debbono fare le istruttorie delle domande.
Soprattutto ASAPI ribadisce la sua contrarietà alle modifiche della legge che portano a privilegiare le minoranze delle famiglie che non scegliendo la scuola pubblica sottraggono risorse alla maggioranza dei frequentanti la scuola pubblica statale.
- Pag.79. Anche per l’edilizia scolastica le osservazioni più volte ribadite di non condivisione di possibili finanziamenti alle scuole private non sembrano essere state accolte dall’Assessore Cirio, pur nell’assoluta carenza di finanziamenti, del tutto insufficienti ad affrontare i bisogni degli enti locali proprietari degli edifici.
L’ASAPI non può che ribadire che la progressiva riduzione delle risorse da parte dello Stato alle scuole sta producendo un impoverimento irreversibile non solo nell’offerta formativa delle scuole piemontesi, ma anche danni nelle strumentazioni e sussidi delle scuole che non possono più essere rinnovate o mantenute.
Se anche la Regione continua a ridurre il suo sostegno alle famiglie che frequentano le nostre scuole contribuirà con le sue scelte a penalizzare e dequalificare il sistema dell’istruzione piemontese.
 
 
                  Il Direttivo ASAPI                                    Il Presidente
                                                                     Prof. Tommaso DE LUCA
 
 
Torino, 19 dicembre 2011

Verbale Direttivo del 19.12 2011

pubblicato 20 mag 2014, 04:10 da asapi piemontesi

Prot. 095/2011
 
All’ITIS AVOGADRO lunedì 19.12.2011 si è riunito il direttivo dell’ASAPI
Presenti:
DE LUCA, ALPESTRE, ABBIO, PRIOLO, EANDI, DEL VENTO, FRANCAVILLA, MASTROPAOLO, MORTAROTTO.
O.d.G.:
Osservazioni al piano triennale regionale;
dimensionamento:valutazioni e proposte;
future iniziative.
 
Osservazioni al piano triennale regionale
Mortarotto ha predisposto una bozza di osservazioni che viene letta, integrata e discussa con la consapevolezza che fino a quando non verranno definite le risorse da stanziare tutte le osservazioni sono piuttosto superficiali, ad eccezione di quelle che riguardano le vere novità di questa stesura: l’aumento a 40.000 euro di reddito mediante accertamento ISEE che allarga la platea dei richiedenti senza garantire i finanziamenti per tutti; la volontà di privilegiare gli assegni di studio per le rette di chi frequenta le scuole non statali e l’intenzione dell’Assessore Cirio di destinare le scarse risorse dell’edilizia scolastica anche alle scuole private, sebbene tramite le amministrazioni locali.
ASAPI ha già espresso il proprio dissenso e ha già presentato numerose osservazioni in occasione della Conferenza regionale del 4 novembre.
Viene allegato l’intero documento, con la decisione di estrarre solo la parte relativa alle innovazioni che non si possono condividere, per inviare alla stampa.
 
Dimensionamento: valutazioni e proposte
E’ pervenuta una notizia che la scadenza dei piani del dimensionamento è stata procrastinata dal MIUR alla fine di gennaio e che sempre il MIUR ha inviato una nota in cui si sostiene che 1000 alunni per autonomia scolastica possono essere visti come una media regionale.
Il Direttivo si interroga sulla possibilità che Regione e Province possano sospendere le loro delibere. Certamente si sono create con i dimensionamenti delle autonomie troppo grandi, che superano in molti casi i 1300 alunni. Non sono state scelte condivisibili (anche se in alcuni casi prese congiuntamente tra Enti locali e scuole) anche perché aumentando la quantità degli alunni per ogni scuola si ridurranno sempre di più le autonomie, persino oltre i numeri previsti dal MIUR.
L’ASAPI verificherà con la Regione se la delibera regionale è stata approvata.
In ogni caso accogliendo la proposta dell’Assessore d’OTTAVIO della provincia di Torino di ritrovarci a gennaio per riprendere, con più tempo e meno pressioni, la discussione sui criteri da utilizzare per i futuri dimensionamenti, soprattutto per le superiori, ma anche sull’inderogabilità per ora di formare solo comprensivi, si avvia un esame dei possibili criteri:
-Si devono distinguere il territorio metropolitano e i territori della provincia, per ovvi motivi legati alle distanze, ai trasporti, alla creazione di plessi succursali e non di sezioni staccate.
-Pare più conveniente accorpare istituti dello stesso ordinamento o di ordinamenti affini per i vantaggi dell’organico docenti.
-la seconda convenienza è data dai risparmi di investimenti e di spese per ordinamenti compatibili.
-ampia discussione sul personale ATA che generalmente nei dimensionamenti si riduce. Sarebbe necessario che i risparmi di personale fossero utilizzati per mantenere invece organici adeguati in scuole che hanno più sedi. In modo particolare gli assistenti amministrativi dovrebbero poter essere presenti anche nei plessi succursali, secondo le necessità dell’utenza e con la contrattazione di istituto, senza sguarnire gravemente la segreteria centrale.
 
 
ISTITUTI COMPRENSIVI
In merito all’obbligo di creare solo IC l’esperienza di questo anno ci conferma che si tratta di un vincolo non sempre applicabile e in certi casi gravemente negativo.
Se un’autonomia non ha tutti gli ordinamenti adeguati a mantenere la continuità tipica dell’IC non è un “comprensivo”. Può essere un polo, un istituto complesso, ma se non ha sufficienti sezioni o classi per l’ordine successivo e riceve alunni da diversi territori e diverse scuole o manda i suoi alunni in altre scuole, NON è un IC.
E’ opinione del direttivo che si debba prevedere per il futuro sia il dimensionamento verticale, ma anche l’orizzontale.
Si continueranno a valutare varie situazioni e si predisporranno le osservazioni da portare al tavolo torinese provinciale, ma anche in quelle Province che vorranno discutere con le scuole le prossime scadenze del dimensionamento.
Si conclude questo esame della situazione delle scuole con la preoccupazione per le difficoltà delle reggenze, sempre più pesanti, e dell’impossibilità di retribuire i vicari, ma anche i sostituti dei DSGA. Non paiono esserci soluzioni se non le diffide o i contenziosi.
 
Future iniziative
Anzitutto il Presidente DE LUCA comunica di aver scritto all’Osservatorio regionale sulla sicurezza per segnalare l’irrisolta situazione delle competenze per la verifica dei sistemi di messa a terra. Infatti dopo la comunicazione molto preoccupante dell’Arch. Marzilli della Provincia di Torino che si tratta di competenza delle scuole, sono già state fatte segnalazioni e proteste, senza però aver avuto dei riscontri.
Alcuni dirigenti comunicano di aver impegnato fondi della scuola per i controlli del caso, chiedendosi però se non si possano avere rilievi dai revisori dei conti. Si valuta, senza però decidere in merito, se far fare i controlli e inviare le fatture in Provincia.
In alcune scuole però risulta che la Provincia abbia ancora fatto i controlli, ma forse ormai da un anno.
Si richiederà all’Assessore D’Ottavio un incontro anche per avere chiarimenti sull’ordine di priorità che viene seguito dalla Provincia per effettuare i lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria nelle scuole. Dall’ultimo documento che conteneva il piano dei lavori si riscontrano difformità o cambiamenti che non si spiegano.
La richiesta all’Assessore è motivata dalla necessità di rendere più trasparenti le priorità e dare a tutte le scuole le informazioni in merito alle scadenze degli interventi che le riguardano.
 
FUTURA CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ASAPI
E’ necessario prevedere la convocazione dell’Assemblea per fare le sostituzioni nel Direttivo e allargare il numero dei consiglieri attivi.
Il Presidente propone di far coincidere la giornata dell’ASSEMBLEA con l’iniziativa che si svolgerà all’AVOGADRO con la FONDAZIONE AGNELLI sulla ricerca fatta sulla scuola media. Data prevista il 14 febbraio (da confermare) dalle ore 14.00 alle 16.30 ASSEMBLEA ASAPI; alle 17.00 l’incontro con la FONDAZIONE AGNELLI.
Non appena ci sarà la conferma della data si predisporranno le convocazioni dell’Assemblea.
La riunione termina alle ore 16.00.
 
Si allegano le osservazioni al piano triennale
 
La Segretaria                                                  Il Presidente
Gabriella Mortarotto                                       Tommaso De Luca
 

Lettera Ministro Profumo

pubblicato 20 mag 2014, 04:09 da asapi piemontesi   [ aggiornato in data 20 mag 2014, 04:13 ]

Appalti storici - incontro in Prefettura

pubblicato 20 mag 2014, 04:06 da asapi piemontesi

Prot. 090/2011
 
Incontro in Prefettura del 14.11.2011 TENTATIVO PREVENTIVO DI CONCILIAZIONE
 
INFORMAZIONI ASAPI
 
Viene allegato il verbale predisposto dal viceprefetto Dottoressa Terraciani che evidentemente si riferisce all’oggetto specifico della riunione, cioè al tentativo preventivo di conciliazione in merito soprattutto all’applicazione della cassa integrazione.
ASAPI, invitata alla riunione -presente MORTAROTTO – è stata ascoltata per rappresentare il problema dei mancati finanziamenti sia della Regione e sia del MIUR alle Cooperative Sociali (e alle imprese) dal punto di vista delle scuole.
E’ stata quindi esposta la situazione dal momento in cui è pervenuta la drammatica circolare Filisetti che ha imposto il taglio del 25% degli appalti storici, all’attuale situazione in cui NON sono ancora pervenuti i finanziamenti del MIUR e non ancora pervenuto il saldo del 50% della Regione.
E’ stato illustrato il problema di non riuscire assolutamente a pagare le fatture di Cooperative e imprese per la mancanza di risorse delle scuole, che, dopo il cedolino unico, non possono più disporre di una risorsa di denaro in cassa, con la quale poter fare anticipazioni.
Moltissime scuole non hanno neanche ancora ricevuto maggio, non solo giugno che è la mancanza più estesa. Impossibile continuare a lavorare con serenità, davanti alla situazione di lavoratrici delle Imprese e cooperative che NON vengono pagate e che non possono conoscere il loro futuro lavorativo. Sono lavoratrici che da anni collaborano con le nostre scuole: si sono viste ridurre le ore di lavoro, non sono pagate regolarmente e non sanno cosa succederà alla fine di dicembre.
ASAPI chiede che venga urgentemente richiesto al MIUR di garantire i fondi da maggio e fino a dicembre e che la Regione invii al più presto il saldo dovuto.
Si chiede alla DRP di svolgere il ruolo che le è stato affidato dalla Circolare Filisetti: di monitoraggio e di supporto alle scuole e anche di avere disponibilità di tutti i dati informativi necessari per poter dare anche le prossime integrazioni relative al 2011.2012.
Si chiede di utilizzare anche le imminenti Conferenze di servizio indette dalla DRP per cogliere l’occasione, a margine delle riunioni, di illustrare alle scuole interessate la situazione e chiedere contemporaneamente le informazioni che per ora mancano sia alla Direzione che alla Regione.
A tale proposta, condivisa da tutti i soggetti al tavolo, il dottor Andreoli dichiara di non essere in grado di assicurare che potrà essere fatto.
 
Come si può leggere nel verbale della Prefettura la Regione ipotizza, per agevolare e aiutare le cooperative in questo periodo, di inserirle nella legge regionale del credito agevolato: in questo modo, le cooperative potrebbero anticipare i pagamenti nel periodo in cui le scuole non possono pagare perché il MIUR non manda i soldi.
Ovviamente tutti i presenti ripetono che è necessario che il MIUR rispetti gli accordi del 3 agosto e mandi regolarmente i finanziamenti alle scuole. Anche la Prefettura, mentre se ne assume l’impegno, sollecita la Direzione Regionale a farsi carico di rappresentare al MIUR la situazione.
 
Il prosieguo della riunione si svolge sul tema del tentativo di conciliazione in merito al pagamento della Cassa Integrazione, come si può leggere nel verbale allegato.
La conclusione è una sospensione dell’incontro che viene riconvocato alle 16,00 di giovedì 24 novembre.
Naturalmente la domanda finale (e il problema più preoccupante) resta in questa fase senza risposta: cosa succederà da gennaio 2012 ?
 
Per ASAPI
Gabriella Mortarotto
Torino 14.11.2011
 

Verbale riunione cooperative 11.11.2011

pubblicato 20 mag 2014, 04:04 da asapi piemontesi

Prot. 089/2011
 
Verbale della riunione in Regione sulle Cooperative sociali di tipo B
 
Venerdì 11 novembre 2011 in via Meucci 1 in Regione si è tenuta una riunione convocata dall’assessorato di Cirio con tutti i soggetti coinvolti nella vicenda dei contributi alle scuole per integrare il taglio fatto alle Cooperative sociali di tipo B.
Presenti quindi la Lega delle Cooperative, le OOSS (CGIL, UIL), il MIUR col Dottor Andreoli dell’Ufficio Bilanci, l’ASAPI con Mortarotto.
Per la Regione presenti la Dottoressa Casagrande e il Dottor Gobello.
 
Il Dottor Gobello comunica che la Giunta regionale ha sbloccato solo ieri i capitoli di bilancio e quindi si stanno inviando alle scuole le liquidazioni del 50% dei contributi assegnati sul bilancio 2010.
Nel 2011 si può contare su 1 milione garantendo la rimanenza nel 2012 per arrivare al milione e mezzo previsto dall’accordo.
Se nella riunione odierna si potrà arrivare a convenire sui criteri di ripartizione si potrà predisporre la delibera per assegnare i 2/3 o il 70%, per rinviare poi il saldo al 2012.
Il problema da risolvere nella riunione di oggi è: con quali criteri assegnare alle scuole? Il Dottor Gobello ha predisposto delle tabelle dove si riportano le assegnazioni del MIUR alle scuole, ottenute con la collaborazione del Dottor Andreoli.
Emergono alcuni problemi: a parte il problema dei dimensionamenti che provocano assegnazioni diversificate e non chiare, ci sono oltre 15 scuole con forti discrepanze negli stanziamenti 2010/2011: tra queste 11 con importi molto superiori dell’anno scorso.
Le assegnazioni del MIUR sono ferme al maggio 2011, mentre, secondo l’accordo, da settembre c’è la proroga fino a dicembre. 
Coccolo (ma anche con la conferma di Semeraro e di Mortarotto e di tutti i presenti che hanno verificato) ricorda che il MIUR ha assegnato finanziamenti gennaio-maggio e poi settembre-dicembre saltando il mese di Giugno; in molte scuole manca anche maggio.
Questa mancanza del mese di giugno sta già provocando dei problemi: in alcune scuole si è pagato lo stesso con i soldi residui o con lo stanziamento successivo perché sono comunque arrivate le fatture, in altre scuole non si è pagato.
Semeraro ricorda che l’accordo del 2 agosto ribadisce che giugno era assolutamente compreso e che i fondi per pagare giugno debbono essere sollecitati al MIUR.
 
Sulle differenze di importi alle scuole si avvia una riflessione sulla presenza di imprese e di LSU, abbastanza limitate, ma che comunque portano a differenziare le cifre che la Regione aveva nella prima assegnazione di contributi.
A questo punto iniziano profondi contrasti anche tra i presenti sulla legittimità, dando il contributo integrativo alle scuole, di utilizzare il contributo anche per le imprese e non solo per lo scopo dichiarato della Regione, cioè un aiuto soltanto alle cooperative sociali di tipo B.
Bisognerebbe quindi avere l’elenco delle scuole che hanno imprese e LSU.
La Regione non pare avere l’elenco e ovviamente tutti si rivolgono al MIUR, o all’ipotesi di richiedere una nuova informazione a tutte le scuole piemontesi da parte della Regione.
Andreoli, più volte sollecitato dai presenti, come rappresentante della Direzione Regionale, quindi interlocutore privilegiato del MIUR e depositario di informazioni, manifesta tutte le difficoltà non solo di mancanza di dati in merito, ma anche di comunicazioni con Filisetti. Sostiene di non avere le informazioni in merito.
Mortarotto per ASAPI, cogliendo anche l’occasione della presenza al tavolo di Iennaco, ricorda ad Andreoli che certamente presso la Direzione Regionale debbono essere archiviati tutti i dati relativi alla gara di appalto che la Direzione fece e che, pur non essendo andato a buon fine (motivo per cui è stata concessa nell’accordo del 2 agosto una specifica deroga per il Piemonte), sicuramente permette di individuare le scuole con imprese e con LSU.
Certo possono esserci state delle modifiche nel frattempo, ma , avendo quei dati, resterebbe solo un piccolo campione di scuole da intervistare direttamente.
 
Semeraro insiste che questi dati debbono essere pronti per lunedì mattina quando è stato richiesto l’incontro con il Prefetto per la vertenza sui mancati pagamenti e per la cassa integrazione.
Gli interventi dei presenti si susseguono con diverse proposte di possibile riparto da fare subito, pur con le incertezze dei dati dichiari da Gobello, tanto che la Dottoressa Casagrande formula la proposta di assegnare i contributi alle scuole proporzionalmente in riferimento alle assegnazioni date dal MIUR per settembre-dicembre, partendo quindi dal 99% (non dall’89 %) con il bilancio 2011 quindi fino al milione di euro stanziato, per integrare poi nel bilancio 2012 fino all’ulteriore mezzo milione.
Per avere i dati più precisi possibili si chiede alle cooperative di portare a Gabello gli elenchi delle scuole dove stanno lavorando e si debbono cercare con il MIUR tutte le altre informazioni.
Nel frattempo Casagrande cercherà di verificare le possibili integrazioni anche per le scuole che hanno le imprese, come dice l’accordo del 2 agosto.
 
L’appuntamento è in Prefettura lunedì 14 novembre alle ore 10,00 dove si dovranno anche verificare i termini dell’accordo sulla Cassa Integrazione.
 
Per ASAPI
Gabriella Mortarotto
  Torino 14.11.2011
 
 

Verbale riunione dimensionamento 9.11.2011

pubblicato 20 mag 2014, 04:03 da asapi piemontesi

Prot. 087/2011

Un centinaio di presenze e molte adesioni con richiesta di avere la documentazione alla riunione indetta da ASAPI e ANDIS sul tema del dimensionamento in data 9.11.2011 all’ITIS AVOGADRO di Torino.

Più numerose le scuole, non solo di Torino, ma anche di Cuneo, Alessandria, Asti e anche presenti alcune amministrazioni locali:

presenti per la Provincia di Torino Chirico e Faggio in rappresentanza dell’Ass. D’Ottavio, assente da Torino;

presente l’ANCI con il sindaco Appiano;

presente la Consigliera regionale Pentenero;

le OOSS della scuola FLCGIL, CISL;

il CGD;

la Dottoressa Silvana Di Costanzo e il Dottor Militerno che ha svolto anche una relazione con dati e informazioni molto interessanti.

Dopo i saluti della Vicepresidente dell’ASAPI Nunzia Del Vento che ha portato anche i saluti del Presidente De Luca in congedo per malattia e l’introduzione di Puttilli per l’ANDIS è seguita la relazione di Mortarotto ASAPI che ha riassunto la vicenda del dimensionamento: dal DL 98 convertito in Legge 111 a metà di Luglio, dalle circolari Chiappetta del luglio e di ottobre, dall’ATTO di INDIRIZZO della Regione Piemonte, alle attuali notizie su possibili ripensamenti, modifiche, aggravamenti anche per la imminente legge di stabilità.

Viene data la parola al Dottor Militerno del CSA di Torino dopo aver ribadito che il MIUR non ha compiti rispetto al dimensionamento, che attiene esclusivamente ai decisori politici come Regione, Province ed Enti locali, illustra le tabelle annesse alla Circolare Chiappetta 8220 del 7/10 dove si evince che la media degli alunni in Piemonte si situa intorno a 760, non la più alta delle Regioni, ma sicuramente nella fascia delle più alte.

Soprattutto fa riferimento a quanto finora si conosce rispetto ai futuri tagli della legge di stabilità che, tra le molte altre preoccupanti riduzioni o limitazioni, introduce l’ipotesi per le scuole al di sotto di 600 (o 400 per la montagna) la mancata assegnazione sia del DS che del DSGA.

La tabella degli istituti secondari di 2° grado che proietta mostra un alto numero di grandi istituti che sono anche molto al di sotto dei 600 alunni.

Il Dott. Militerno ricorda infine che la manovra dell’emendamento della legge di stabilità ha già iscritto e previsto la riduzione di spesa relativa ai tagli di dirigenti, DSGA e organici e che pertanto dovrà essere effettuata o riportata ad altri risparmi.

Dopo il ringraziamento al Dottor Militerno e alla riflessione che probabilmente sia le Province che la Regione dovranno rivedere o integrare le loro previsioni di dimensionamento, se andrà in vigore la legge di stabilità (e c’è il tempo prima della fine di dicembre) la Vicepresidente ASAPI Del Vento apre il dibattito.

Alcuni interventi evidenziano le difficoltà di adempiere alle vincolanti normative sull’obbligo della costituzione di IC sempre (Mattiuzzo, Perotti, Gamna) anche in situazioni dove le DD o le medie sono stabili, sovradimensionate e ben funzionanti.

Appiano dell’ANCI ha fatto una approfondita lettura delle ambiguità della legge 111, ma anche dei comportamenti tenuti dalla Regione - l’Assessore CIRIO non ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge, perché ha dichiarato di condividerla, ma poi ha predisposto un atto di indirizzo che la attua in un triennio contravvenendo quindi all’obbligo imposto di completare il dimensionamento in un solo anno. Però non ha introdotto, come pure hanno fatto altre Regioni, degli emendamenti – correttivi - per rendere le norme meno capestro.

Ha segnalato le difficoltà degli Enti locali dovute al patto di stabilità e alle necessità sempre più crescenti di surrogare i tagli del MIUR alle scuole (plessi funzionanti, ma senza collaboratori scolastici che aprano gli edifici).

Ha evidenziato come sia opportuno valutare attentamente se gli obblighi imposti dalla legge (almeno 1000 e solo IC) si debbano davvero attuare fin da questo anno e in maniera così pesante come sembra accadere da alcune parti. Concorda che bisogna evitare sia gli egoismi di scuole e dirigenti e anche degli amministratori.

Propone di procedere con molta cautela per evitare che nei prossimi due anni non si debba poi modificare nuovamente quello che si fa quest’anno con danni gravissimi.

Molto importante l’Intervento di Paolo Groppo per il Direttivo ASAPI e DS di Cavallermaggiore (CN) sia per le notizie che ha riferito sulla situazione grave della Provincia di Cuneo che ha operato ed elaborato il Piano provinciale senza richiedere i pareri delle Autonomie scolastiche (ovvero le delibere dei Consigli d’Istituto) da allegare alle delibere dei Comuni, come indicato nel punto 8.1 dell’Atto di indirizzo per la programmazione e la definizione del piano regionale di dimensionamento delle Autonomie scolastiche piemontesi approvato dalla Giunta Regionale.

Ma ha soprattutto dato rilievo all’attività che le nostre Associazioni possono e devono svolgere nella nostra Regione, davvero a supporto delle autonomie scolastiche, perché se è ben vero che i decisori politici sono solo gli enti locali e gli amministratori, solo le scuole possono essere in grado di conoscere la fattibilità reale delle razionalizzazioni e grazie alle nostre associazioni debbono essere ascoltate.

“Facciamo argine contro l’inondazione” è stata l’esortazione di Groppo alle organizzazioni presenti.

Sia Carlo Mini della FLCGIL Scuola Piemonte che Enzo Pappalettera della CISL hanno riproposto la lettura dell’assurdità dell’applicazione rigida della legge in Piemonte.

Pappalettera ha ricordato che sono 250 in Piemonte le scuole orizzontali e 130 gli IC con meno di 1000: in totale sarebbero almeno 380 su 660 le scuole che dovrebbero essere toccate (e solo limitandoci al settore della primaria–secondaria di primo grado). Si tratta di un’operazione così pesante da invitare davvero tutti a non fare degli scherzi.

Occorre il tempo per studiare .

La Consigliera Regionale Gianna Pentenero, giustificando la sua breve presenza per l’impegno in atto in VI Commissione regionale, fa un’analisi molto puntuale sulle difficoltà di garantire i territori e le loro caratteristiche anche date dai servizi scolastici.

La preoccupazione più forte è legata alla progressiva riduzione di risorse che anche la Regione Piemonte subirà nel/nei prossimi anni a partire da quanto ha comunicato l’Assessore Cirio rispetto al Piano triennale. Non è pensabile individuare il “salvaprecari” come misura strutturale sempre più impegnativa e surrogatoria dei tagli del MIUR.

Informa anche con viva preoccupazione che potrebbe andare in vigore la proposta Vignale di modifica della Legge 28 che cambierebbe totalmente le caratteristiche del piano triennale.

Elisa Trovò del CGD rappresenta le preoccupazioni delle famiglie che ancora piuttosto ignare delle conseguenze del dimensionamento rischiano di trovarsi a breve con informazioni assai dirompenti rispetto alle iscrizioni.

Pur essendo favorevole al rinvio delle decisioni per avere più tempo per riflettere, non rinuncia a sperare che, pur nel periodo recessivo che stiamo vivendo, si possa, come associazioni e istituzioni, provare a ricostruire un modello di scuola più funzionante .

Seguono interventi di DS di Comuni che sembrano voler attuare il dimensionamento applicando con una certa rigidità le norme, forse anche indotti da “ordini” piuttosto categorici di Regione e/o Provincia: Miotti DS di Caluso e reggente a San Giorgio che delinea una situazione pesantissima delle due realtà per la complessità, il riferimento a numerosi EELL, il problema del territorio collinare, ma soprattutto per il taglio progressivo di collaboratori scolastici che rende davvero ingestibile un istituto con tanti plessi.

Emilio Gamna di Carmagnola, seguito dalla Dirigente del Comune di Carmagnola, espone le decisioni molto forzate che l’Amministrazione comunale vorrebbe prendere, riducendo le autonomie per altro già dimensionate in soli 3 IC di numeri davvero eccessivi (anche oltre 1.400), pressati dalle insistenze di Provincia e Regione.

(Nota: resterà da chiarire se la Provincia ha davvero imposto a queste realtà di dimensionare a tutti i costi per “stare” nella prevista quota del 20%).

Il Dottor Faggio della Provincia di Torino interviene per ribadire che la gradualità è una vocazione della Provincia di Torino. Ricorda che in questo periodo di complicazione delle competenze e delle funzioni è sempre più complessa la programmazione soprattutto per il 2010/13.

Non sempre l’intreccio delle risorse (MIUR, Provincia, Regione – dal diritto allo studio al salvaprecari - Assessorato alla montagna per i Comuni Montani) offre più soluzioni.

In chiusura degli interventi viene proposto un comunicato che trova le adesioni di tutte le organizzazioni o associazioni presenti che, dopo alcuni emendamenti e modifiche, verrà inviato ai diversi soggetti decisori: Regione, Province, Enti locali Comuni e ovviamente alle scuole.

 

Per ASAPI

Gabriella MORTAROTTO

Torino, 10 novembre 2011

 

Comunicato dimensionamento scolastico

pubblicato 20 mag 2014, 04:00 da asapi piemontesi

All’Assessore all’Istruzione Regione Piemonte
Al Direttore Generale Regionale USR Piemonte
Alla VI Commissione regionale
Agli Uffici Scolastici Territoriali
Alle Province piemontesi
Ai Comuni piemontesi
Agli Amministratori locali provinciali e regionali
 
 
COMUNICATO ASAPI – ANDIS – ANCI - FLC CGIL SCUOLA - CISL SCUOLA – CGD
 
Nell’assemblea convocata da ASAPI e ANDIS in data 9.11.2011 presso l’ITIS “Avogadro” di Torino sono emerse riflessioni, interrogativi e preoccupazioni comuni che hanno indotto le organizzazioni e associazioni firmatarie a fare delle proposte condivise da tutti i soggetti coinvolti nelle procedure del dimensionamento imposto dall’art. 19 della legge 111/2011 e dall’ATTO DI INDIRIZZO della Regione Piemonte.
 
  •  L’attuale difficile momento in cui il complicato intreccio di competenze e di funzioni delle diverse Istituzioni rende sempre più complessa la programmazione, soprattutto per il 2012-2013, e l’assoluta incertezza sulle risorse finanziarie di cui potranno usufruire enti locali e autonomie scolastiche non consentono di assumere decisioni così urgenti e così vincolanti come quelle contenute nella Legge 111 e ci pare quindi che impongano una significativa gradualità nella applicazione della legge.
  •  La delibera della 9a COMMISSIONE della CONFERENZA AUTONOMIE LOCALI del 26.10.2011 e le proposte presentate al MIUR contengono importanti criteri per garantire modalità di applicazione omogenee nelle diverse realtà regionali del tutto condivisibili soprattutto per la gradualità dell’attuazione della legge fino al 2014-2015 e sulla non vincolatività assoluta di costituire IC, se le condizioni territoriali non lo consentono. Per questo si chiede che ne tengano conto il MIUR e il Governo - anche nelle imminenti norme della legge di stabilità - con possibili emendamenti che garantiscano almeno la gradualità dell’applicazione della legge 111.
 
Conferenze provinciali
 
  • Laddove le Conferenze provinciali sono già state convocate si raccomanda di verificare il rispetto delle procedure previste dalla normativa e dallo stesso ATTO DI INDIRIZZO: le proposte di razionalizzazione deliberate dai Comuni (o Provincia) debbono essere accompagnate dalle delibere degli OO.CC. delle scuole coinvolte, a dimostrazione che sono stati assunti atti condivisi e non decisioni autoritarie senza il necessario coinvolgimento delle autonomie scolastiche.
  • Laddove le Conferenze provinciali debbono ancora essere svolte, si invitano gli enti locali a valutare prudentissime e condivise scelte di dimensionamenti e a rinviare al prossimo anno le decisioni che si dovrebbero assumere non per le esigenze del territorio, ma sotto un’imposizione della legge che per altro potrebbe anche essere cancellata. La Corte Costituzionale infatti dovrà pronunciarsi: è già successo nel 1999 quando annullò l’articolo 64 della legge 133. Si potrà verificare nuovamente e se saranno state fatte delle scelte sbagliate e forzate sarebbe molto complicato e drammatico ritornare indietro: le scuole non possono sopportare continue variazioni.
  • Si chiede alla Regione che, nell’eventualità non si raggiunga il 20% di dimensionamenti indicato come primo step dall’Atto di Indirizzo, si deliberi il rinvio del completamento al prossimo anno senza forzare ulteriormente EE.LL. o scuole. Si approfitti invece di un anno per fare tutte le necessarie istruttorie e tutti i confronti tra EE.LL. e ISA. E’ emersa infatti la necessità, soprattutto dal mondo della scuola, di continuare a lavorare sugli istituti comprensivi, sulla loro più efficace configurazione e sulla reale verticalità didattica e organizzativa.
  • L’incognita rappresentata dalle norme previste dalla legge di stabilità (per ora n. 2968) portano a dover forzatamente introdurre nei piani provinciali il problema degli istituti con meno di 600 alunni in pianura e 400 in montagna, che non avrebbero più né Dirigente scolastico né Direttore dei servizi amministrativi. Occorre quindi prevedere che ci siano nuove convocazioni delle Conferenze provinciali, visti i numeri di molte scuole secondarie di secondo grado sotto i 600 che ha presentato il CSA di Torino. Apparirebbe alquanto incomprensibile che i dimensionamenti anche di scuole superiori non possano incidere nelle quote della triennalità previste dall’Atto di Indirizzo e che gli ulteriori risparmi non siano calcolabili nell’ambito delle riduzioni imposte dal risparmio preventivato del Governo.
  • Si chiede alla Direzione regionale piemontese e alla Regione di chiarire con il MIUR la definizione corretta delle scuole di montagna, non con gli elenchi ministeriali del 2004, ma con i criteri che la Regione Piemonte stessa ha individuato con sua propria delibera.
  • Si chiede infine alla Direzione regionale, ma soprattutto alla Regione Piemonte, di rappresentare ancora una volta al MIUR la situazione piemontese che - certo più di altre Regioni- è assolutamente in regola con i dimensionamenti e la razionalizzazione imposta dalle leggi vigenti, che ha sempre attuato rispettando le norme e garantendo nei suoi territori una funzionalità ed un buon servizio che ci viene riconosciuto anche dalle statistiche nazionali. Non si può correre il rischio di creare ferite e lacerazioni al sistema scolastico piemontese aderendo semplicemente a imposizioni che potrebbero essere anche revocate, ma che, per ora, possono essere causa di danni irreversibili.
 
Il Presidente ASAPI
Il Presidente ANDIS PIEMONTE
Il Presidente ANCI VI COMMISSIONE
FLC CGIL SCUOLA PIEMONTE
CISL SCUOLA PIEMONTE
CGD PIEMONTE
 
 
Torino, 9 novembre 2011

Riunione dimensionamento 9.11.2011

pubblicato 20 mag 2014, 03:56 da asapi piemontesi

ASAPI e ANDIS organizzano l’incontro


"IL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO”

Legge 111/2011 e atto di indirizzo della Regione Piemonte

Mercoledì 9 novembre 2011

ore 10.30 – 13.30

Presso l’Aula Magna dell’ITIS “Avogadro”

Corso San Maurizio, 8  Torino

CONVENZIONE QUADRO DIPARTIMENTO INFORMATICA

pubblicato 20 mag 2014, 03:42 da asapi piemontesi

ASAPI ha stipulato una convenzione quadro con il Dipartimento di Informatica dell'Università di Torino.

Allegato il testo della convenzione

IL LABORATORIO DELLA CURIOSITA'

pubblicato 20 mag 2014, 03:39 da asapi piemontesi

IL 23 SETTEMBRE ALLE 17 APRE XKE’? IL LABORATORIO DELLA CURIOSITA’

Un progetto della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo

Inaugurazione con Benessia, Saitta, Poggi



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