La Mostra "Omaggio a Buzzati"

L'esposizione di Carlo Guarienti Omaggio a Dino Buzzati ha offerto l'opportunità di conoscere l'attività di un grande protagonista dell'arte dagli anni del secondo conflitto mondiale, figlio della cultura pittorica del Veneto e capace di un respiro europeo grazie alle numerose contaminazioni, che vanno dalla psicoanalisi e arrivano alla letteratura di Marcel Proust, Italo Svevo e Ezra Pound.
In occasione della Mostra in San Cristoforo, Stefano Borsi ha incontrato l'artista nella sua accogliente casa romana: "Sono le opere stesse a rompere il ghiaccio. Opere che parlano di un forte senso di appartenenza culturale, che non fanno mistero del loro radicamento in una grande tradizione, una stupefacente "aria di famiglia" per uno studioso dei grandi maestri del Quattrocento, anche se Guarienti non è solo questo, un poeta moderno ricco di atmosfere e di fremiti, un pittore di grande probità formale e di vasta cultura, struggente promotore d'una sperimentazione materica incessante che accompagna un dialogo profondo con se stesso e con le varie pieghe dell'io, come in un gioco di specchi dalle infinite evocazioni e introspezioni." 
La mostra di Lucca, anche lei sul filo della nostalgia?
Una mostra deve avere un significato. Ho sempre amato questa città. La frequentavo quando ero poco più che ventenne, allora aveva una bella dimensione culturale, era una piccola Atene e continua ad affascinarmi anche adesso. Lucca rende ammirati per le contaminazioni, in quel mondo la figura umana aveva ancora una grande dignità. Una città bellissima.
E a Lucca, la Chiesa di San Cristoforo...
Amo moltissimo questa chiesa, l'ho sempre amata. La posizione, l'architettura, le proporzioni. E soprattutto l'interno, la sua semplicità, la nudità delle pietre, l'altare unico e severo. Mi appassiona l'idea di esporre in questa chiesa. 
(Stefano Borsi, Intervista a Carlo Guarienti, Roma 12 Febbraio 2011)