Arte pubblica il futuro urbanistico delle città

pubblicato 4 mag 2012, 09:44 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 11 ago 2012, 09:39 ]

L'Arte resta l'unica salvezza per ridisegnare le nostre città e i nostri comportamenti.
Alla maggior parte dei nostri governanti però non interessa il benessere della collettività o forse sono abbastanza ignoranti nel non riuscire a cogliere quest'opportunità.

Il palazzo che suona quando piove.
La foto che vedete a destra è stata postata sulla pagina Facebook di Artisti Utili ed ha avuto oltre 2000 (duemila!!!) condivisioni da parte dei fans di tutto il mondo, in una sola settimana.
Si tratta della facciata di un palazzo situato in un quartiere di Dresda (Germania) di cui si racconta che quando piove, tutto il flusso delle acque generi della musica.
Possiamo ben dire che si tratta di un caso virale che ha contagiato non poche persone in rapporto al numero di iscritti della stessa pagina.

L'organo del mare.
Altra immagine molto gradita dal pubblico della pagina Artisti Utili è quella relativa all'organo del mare: un'opera architettonica sulla costa croata che suona grazie al movimento del mare.

Copertoni riciclati.
Citerei inoltre, anche il caso di un'immagine che ha suscitato l'entusiasmo dei lettori della pagina: quella dei copertoni riciclati. Copertoni usati d'auto o di camion da "rubare" in qualche discarica abusiva per riadattarli ad aiuole fiorite non prima di averli dipinti.
La storia dei copertoni riciclati ha suscitato in realtà un interesse particolare nel napoletano perchè concettualmente richiamava l'attenzione sul problema ambientale denunciato da oltre 4 anni da la Terra dei Fuochi. Decine di copertoni vengono riversati ogni giorno nell'hinterland di Napoli in discariche abusive, anche in prossimità di terreni agricoli, per essere poi bruciati al calar del sole producendo fumi cancerogeni.
La sensibilità di alcuni ambientalisti attivisti è stata quella di organizzare nel giro di pochi giorni azioni di sensibilizzazione sul territorio con performance in loco, riproducendo ciò che avevano visto nella foto.

Cittadini consapevoli.
Quello che si evince da questi tre esempi è una conferma del desiderio della gente di voler vivere in città a dimensione umana in cui il rapporto con la natura dovrebbe essere una costante indispensabile per il benessere proprio e della collettività intera.
Qui non si intende la natura solo come presenza di verde, giardini, parchi, ma di elementi naturali che entrano in simbiosi col territorio. L'acqua, il mare, possono essere elementi che stimolano e allietano non solo la vista ma anche l'udito.
Nelle città metropolitane ormai siamo assordati da inquinamento acustico che ci ha fatto perdere il gusto di ascoltare il suono delle fronde degli alberi (quando ci sono) mosse dal vento o anche (perchè no) il calpestìo dei passi di una donna con tacchi.
La gente desidera riconquistare il proprio ruolo di cittadini, riappropriarsi del proprio territorio e nell'immaginario collettivo sogna probabilmente di vivere in ambienti da Alice in Wonderland altrimenti non si spiegherebbe il fatto che anche gli adulti vadano a visitare le Disneyland del mondo o restino intere giornate in posti come Parc Guell (Barcellona).
I quartieri-dormitorio, i palazzi monocolore, l'arredo urbano hi-tech appartengono al passato. L'armonia delle forme, la progettazione aurea, morbida, colorata, ergonomica, funzionale, sostenibile, ecologica, fruibile deve prendere il sopravvento.
La gente vuole vivere le proprie città e non semplicemente abitarle.

Il ruolo della politica.
L'Arte resta l'unica salvezza per ridisegnare le nostre città e i nostri comportamenti.
Ai nostri governanti però sembra che non interessi in particolar modo il benessere della collettività. Un buon politico è colui che mette al centro l'interesse del popolo immaginando e incentivando la città sostenibile rifacendosi concettualmente alla Polis greca.
La politica dovrebbe aprire i bandi non più alle sole imprese "ufficiali", ma abbinare ad esse concorsi di idee aperti ad artisti di tutto lo scibile creativo (figurativi, musicisti, grafici, scrittori, poeti, coreografi, sceneggiatori...), persone che con le idee ci vivono e il cui contributo dovrebbe essere prioritario rispetto a un progetto urbanistico tradizionale.
La politica deve capire che solo con la sinergia tra artisti, urbanisti, ingegneri è possibile riportare anche una metropoli alla stregua della vivibilità di un accogliente borgo facendo uso anche, perchè no, delle tecnologie e delle scienze.
Il politico che non lo comprende è forse abbastanza ignorante nel non riuscire a cogliere quest'opportunità.