Metamorfosi Reloaded: un esperimento di arte partecipata

L’opera non ancora finita, viene sottoposta al giudizio del pubblico che può intervenire suggerendo aggiusti, modifiche, critiche.
Un esperimento di arte partecipata attuabile anche in ambiti istituzionali?


Metamorfosi Reloaded happening anteprima
Una bozza di stampa lunga sei metri affissa a una parete, l’autore prima di rimuovere il velo che la ricopriva, aveva fornito le istruzioni di intervento a fotografi, artisti, esperti di Photoshop, grafici ed appassionati di Napoli.
Al via, ospiti e curiosi spulciarono coi propri occhi la stampa, centimetro per centimetro e poi con pennarelli, matite, penne iniziarono a scrivere i loro suggerimenti direttamente sulla stampa stessa. Anche spietatamente.

È probabilmente un caso unico nella storia dell’arte, della fotografia, della grafica: l’autore, per migliorare il proprio lavoro, lo rende pubblicamente disponibile per ottenere suggerimenti affinché esso possa essere ultimato al meglio.
È la storia del panorama di Napoli più lungo del mondo (Metamorfosi Reloaded 2015), un lavoro del fotografo Marco Maraviglia che da quindici anni, nel suo tempo libero, rielabora sue immagini di archivio di Napoli creando dei fotomontaggi che mostrano la città osservata con punti di vista forse in maniera schizofrenica, talvolta un po’ barocca, altre volte con matrice escheriana.
Immagini che l’autore ritiene utili a stimolare la percezione della sua città e che ha intitolato Impossible Naples Project.

“In fondo è come un gioco, a volte anche persone che si ritengono grandi conoscitrici della parte urbanistica e monumentale di Napoli, non riescono ad individuare in qualcuno di questi fotomontaggi, palazzi storici che stanno nelle immagini, nelle loro caratteristiche essenziali ma semplicemente assemblate con altre.

È una questione di percezione, siamo abituati a vedere le cose nel loro insieme senza approfondire l’occhio sui dettagli perdendoci il meglio. È forse un modo per stimolare la percezione delle cose in maniera meno superficiale, specie in questo periodo storico in cui tutto deve essere fatto di fretta senza badare ai dettagli, quelli che poi in fondo fanno la differenza.”
- Marco Maraviglia -

Metamorfosi Reloaded happening anteprima

L’happening svoltosi l’8 maggio presso La Maison du Tango a Napoli durò un paio d’ore. Non era una mostra ma una festa. Ogni partecipante ebbe in regalo la riproduzione dell’opera “indefinita”, in formato ridotto, firmata dall’autore e relativo certificato di autenticità. Quasi una bomboniera.
L’esperimento è perfettamente riuscito.

A questo punto viene da chiedersi se operazioni del genere possano essere estese anche in altri ambiti.
Immaginiamo un progetto di ristrutturazione urbana da realizzare nel quartiere di una città. Immaginiamo il Sindaco che mette in rete il progetto, i rendering e le simulazioni video-digitali, i dettagli degli arredi da installare ecc. ecc. e immaginiamo che ci siano una cinquantina di persone volontarie esperte tra architetti, paesaggisti, fotografi, scenografi, artisti, intenzionate a dare dei propri suggerimenti annotandoli su un form presente stesso in rete.

Immaginate che i suddetti esperti volontari siano stati comunque selezionati considerando come loro punti di forza l’etica e la capacità di individuare soluzioni sostenibili, economiche, ergonomiche, funzionali, con impatto ambientale minimo…
Utopia? Forse no. È il concetto di partecipazione che andrebbe sviluppato, incentivato; almeno preso in considerazione per sviluppare sinergie di forze atte a migliorare il benessere collettivo.