Art Brut: un tributo spontaneo per la psicoanalisi

Testo e foto (Collezione di Art Brut di Losanna -CH-) di Marco Maraviglia.

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Sarà capitato quasi a tutti di fare test psico-attitudinali per essere assunti in un’azienda. Valutare disegnini, figure, schemi o addirittura tracciarli personalmente. La cosa ci avrà probabilmente divertiti, ma forse non tutti sapevano dell’importanza che attribuiscono gli psicologi dell’azienda che deve assumere, a quei disegni. Cosa rappresentano, come sono disegnati, la pressione e la vibrazione del tratto ecc. che riconducono a caratteristiche specifiche della personalità del candidato.

Un disegno, un ghirigoro, possono raccontare molto della personalità di chi lo ha fatto, basta che lo analizzi uno psicanalista.

La psicanalisi nasce piuttosto recentemente, nel XX secolo (Sigmund Freud, Jung), per poterla definire scienza esatta, altrimenti molti casi di omicidi e pluri-omicidi dovuti a momenti critici dei maniaco-depressivi, paranoici affetti da bi-polare ecc. si potrebbero arginare preventivamente.

I riferimenti di partenza del rapporto tra arte e nevrosi, si individuano nelle teorie di Sigmund Freud, Jung e Otto Rank che avevano colto l’importanza dell’arte (stimolata o spontanea) per soddisfare un bisogno impossibile nell’individuo che sotto certi aspetti poteva identificarsi nell'attuale arte terapeutica.

L’artista è colui che più di tutti è affetto da nevrosi esistenziali e che non avrebbe potuto fare altrimenti nella vita in quanto con un’intelligenza spazio-figurativa più sviluppata, insofferente alle regole di una vita normale, fatta di una sequenza normale (nascita, vita, morte). L’artista cerca di scontrarsi con il concetto della morte violando le regole della vita stessa conducendo, per la maggior parte dei casi, una vita estrema, con l’intento di voler perseguire l’immortalità (l’opera d’arte lascia la sua traccia nel tempo) che spesso si riduce paradossalmente al suicidio o, nel migliore dei casi, allo sballo, all’alcool, alle droghe. Tra questi si possono citare

Jackson Pollock (morto in un incidente stradale per alcool), Van Gogh, Arshile Gorky, Ernst Ludwig Kirchner, Jules Pascin, Mark Rotko (suicidatisi), Paul Gauguin, Dante Gabriele Rossetti (tentato suicidio), Edward Munch, Georgia O’Keeffe e lo stesso Pollock furono più volte ricoverati in manicomi. Andy Warhol subì da bambino una serie di esaurimenti nervosi che sembra furono guariti dalla presenza della madre che inondava il suo letto di acquerelli, pastelli colorati per disegnare.

Lo psichiatra Emil Kraepelin (1856-1926) riscontrò una forte relazione tra la produzione artistica e la psicosi maniaco-depressiva e la psicanalista Chasseguet-Smirgel (1928-2006) potè asserire dai suoi casi analizzati, che le personalità più creativo-artistiche, appartenevano a soggetti con seri disturbi somatici che portavano fino alla depersonalizzazione con casi di perversione (Creatività e Perversione -1987-).

Jean Debuffet (1901-1985) artista francese, fu il primo ad introdurre il concetto di Art Brut.

L’Art Brut (arte grezza), arte degli alienati, di malati mentali, persone che avevano per lo più subìto grossi traumi nella vita ma che non avevano alcuna nozione accademica, artistica, estetica dell’arte stessa. Un’arte praticamente libera da qualsiasi contesto culturale, non intellettualistica, e forse per questo più significativa in quanto incondizionata dal sistema-mercato dell’arte, personale, fortemente inconscia.

Ecco, è probabilmente l’Art-Brut che potrebbe essere obbligatoriamente oggetto di approfondimento nei dipartimenti universitari di Psicologia, Psichiatria, Psicanalisi. Analizzare opere d’arte, dipinti, sculture, di psicotici che hanno massacrato la propria famiglia, violentato bambini, stuprato, affinchè si possano individuare i tratti ricorrenti nei maniaci a venire.

Nella scuola dell’obbligo si disegna,

ma il maestro giudica l’abilità artistica dell’allievo in base alle sue conoscenze estetiche, ma non è un esperto psicologo che sarebbe in grado di individuare, attraverso segni per lui impercettibili sul foglio, eventuali danni mentali subìti dal bambino. Personale esperto potrebbe invece valutare il profilo psicologico di ogni allievo, in base ai suoi elaborati artistici, almeno alla fine del ciclo scolastico. L’equilibrio psicologico dell’individuo, se gestito dai primi anni di età, potrà probabilmente prevenire casi di criminalità nel futuro che non fanno certo bene alla collettività.

A Losanna (Svizzera) c’è la più grande collezione di Art Brut. Dovrebbero passarvi tutti gli addetti ai lavori della psicanalisi per coglierne l’atmosfera da vicino, fatta di sculture inquietanti, disegni i cui dettagli da decifrare non basterebbe una vita per scoprire le sofferenze di prigionieri, orfani, tristi pensionati, malati di mente...

A lato, un particolare di un'opera di Henry Darger (1892-1973)


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