Arnaldo Alberti, filologo, slavista.

Arnaldo Alberti è un noto scrittore e slavista, formatosi a Venezia alla scuola di Evel Gasparini. Da decenni prosegue ricerche etnologiche, linguistiche e religiose (grazie anche allo sterminato numero di lingue occidentali e orientali, antiche e moderne, che egli è in grado di comprendere, si veda Il Giornale del 12.08.2003) sulle reciproche influenze tra le culture slava, iranica e turca dell’Asia Centrale, d’Europa e del Medio Oriente.

Sono queste ricerche a conformare anche il suo volume dedicato alla Russia, o meglio all'euroasiaticità, e non solo, della cultura antico-slava, (Russia, anima e cultura del continente Eurasia prima edizione, White Star, 1995), del quale, nello stesso anno, comparivano l'edizione inglese presso la Tiger Books International di Londra e quella americana della SmithMark Publishers di New York, nonché le edizioni polacca (ARS Polona, Varsavia), cinese e francese.

Ancor maggior fortuna ha avuto la seconda edizione aggiornata al 2005 del volume, pubblicato contemporaneamente in inglese (Russia, A Crossroads between History and Nature, WS Publishers, New York) e in Italiano (Russia, crocevia fra storia e natura), prontamente tradotta in lingua russa ed edita dalla prestigiosa National Geographic Society, congiuntamente con le edizioni AST-Astrel' di Mosca:

Арнальдо Альберти,

Россия, Самые красивые места Страны, АСТ-Астрель   Издательская группа. Il sottotitolo russo prosegue con: 

"города и пейзажи. Величaйшие памятники истоpии иприроды. Bсе многообразие красок, ovvero ‘Russia. I più bei luoghi del Paese, le città e i paesaggi. I maggiori monumenti della Storia e della Natura. Tutta la molteplice varietà delle sue bellezze’, mostrando così, non solo l'apprezzamento entusiastico dell'editore russo, ma anche come il libro abbia saputo, ma successivamente anche quello della critica e del lettore che hanno sottolineato più volte come il libro abbia saputo realmente penetrare nell’ essenza antropologica, culturale e artistica della grande Russia. Scopo primario del libro era quello infatti di guardare e capire, unitamente alla  complessa sua storia e etnogenesi del Paese, anche lo spirito dei Russi di ieri e di oggi. In un'accurata ed elegante veste faceva la sua comparsa, l'anno seguente, l'edizione tedesca del volume: Russland, Faszinierende Länder erleben, Wiesbaden 2006, che indica già nel sottotitolo "affascinanti terre" tutte le meraviglie della cultura russa che il libro di Arnaldo Alberti ha saputo rivelare anche ai Tedeschi.

Proprio  per meglio comprendere quali lontane influenze, a cominciare da quella iranica, continui a subire la civiltà slava, Alberti dedicava un volume alla vita e agli insegnamenti del profeta Zarathushtra (Piemme Editore, 1998). Tale lavoro veniva a costituire anche una necessaria premessa all'impegnativa interpretazione e traduzione dell'Avesta, la monumentale raccolta dei testi religiosi  iranici riferibili al Mazdaismo, impropriamente ancor oggi chiamato zoroastrismo. La religione mazdaica, infatti, sta alla base delle concezioni teologiche e antropologiche diffusesi nel primo Millennio tra le popolazioni nomadiche e stanziali che in qualche modo avevano occupato il vasto territorio compreso tra gli Urali meridionali, la Regione caspica e l'area a settentrione del Mar Nero. 

Già da decenni, Alberti si era occupato di comparare  i reciproci influssi tra le culture slave, ugro-finniche, turaniche e turche delle vasta area Euroasiatica occupata dalle culture tribù antico-slave. Un analisi minuta di quasta comparazione si trova nel volume Più sciamano che mullah (Marietti, 1993), che risulta anche propedeutico alla presentazione e alla prima traduzione moderna in lingua occidentale del Manas, lo sterminato poema in turco kirghiso di oltre 400.000 versi (Manas, Mondadori Oscar Classici, 1997), autentica epopea dei popoli delle steppe, inclusi anche quelli altaici.

Il saggio Ripartire da Seifert, posto come prefazione alla traduzione del libro di Josef Leo Seifert, Die Weltrevolutionäre von Bogomil über Hus zu Lenin, curato da Arnaldo Alberti, poneva le premesse al suo successivo lavoro sulla etnogenesi degli Slavi pubblicato nel 1996. Occorre qui ricordare che l'opera di Seifert era stata considerata un testo basilare per le ricerche slavistiche già da Evel Gasparini, così appare del tutto coerente collegare quest'opera edita da Marietti (Le sette idee slave 1992) con con il volume, pensato come manuale introduttivo agli studi di slavistica, in cui Alberti riprende e sintetizza, tra le altre, le ricerche di Gasparini, che erano confluite sostanzialmente tutte nella poderosa opera dedicata al Matriarcato Slavo. Nel suo manuale manuale introduttivo alla slavistica, Alberti non solo apporta le correzioni e i completamenti che le più recenti ricerche degli slavisti imponevano ma allarga altresì le basi etnoculturali degli antichi Slavi non solo alla sfera d'influenza ugrofinnica e baltica, ma anche a quella irano-turanica. Questa è la reale portata e l'intento del libro Gli Slavi, Mondadori Oscar Saggi, 1996. Una appendice completiva di questo manuale Gli Slavi può essere considerato il volume antologico, curato sempre da Arnaldo Alberti, dal titolo La Nascita degli Stati Slavi (Teti Editore, Collana Ecumene) ricavato dai migliori contributi della slavistica russa apparsi nella Storia Universale dell’Accademia delle Scienze dell’URSS. L'esposizione delle profonde radici che ha la componente, apparentemente eversiva, dell’animo slavo è stata posta in evidenza - anche come contributo alla teoria sull'etnogenesi degli Slavi - nel lavoro I Russi e le Rivoluzioni (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli 1999), atti del Convegno di Urbino sull'URSS il bilancio di un'esperienza.

Ancora l'origine della cultura slava e i suoi rapporti con le culture baltiche e turano-iraniche è stato l'argomento della lezione all’Università Ca’ Foscari di Venezia e la sintesi dell'opera cui attende da alcuni anni, con cui, unitamente a una sistematizzazione più razionale dell’ormai imponente materiale relativo all'etnogenesi dei popoli slavi, Alberti propone una innovativa concezione della Filologia slava, e forse della disciplina filologica in generale per rederla più aderente alle nuove vedute cronolinguistiche e genotopiche della cultura.

Abbiamo più sopra ricordato la fondamentale presentazione moderna in Italia dell'Avesta. Occorre qui ricordare quanto sia ancora ignorato il debito culturale che le cosiddette tre religioni monoteistiche e la stessa visione del mondo degli antichi Slavi abbiano nei confronti del mazdaismo, quale è ricavabile dagli antichi testi avestici. Basterà sommariamente accennare alla "invenzione" del paradiso, dell'inferno, dell'angelo custode, della fine del mondo e susseguente giudizio universale e principialmente della concezione di un Salvatore della Umanità, tutti concepiti e descritti nei testi dell'Avesta che precedono di gran lunga con simili testi ebraico-cristiani, ma anche sono almeno contemporanei ai testi ebraici più antichi (600-700 a.C.). Testi quelli di alcuni libri dell'Avesta, pensiamo alle Gāthā, che nulla hanno da invidiare l'alta liricità, la drammaticità e la profondità religiosa dei migliori inni biblici.

Scrittore e giornalista, egli è uno dei coordinatori della Société Européenne de Culture (SEC), di cui è membro del Consiglio esecutivo, nonché segretario di redazione della rivista Comprendre, pubblicazione ufficiale della SEC.

Egli è, inoltre, consulente editoriale d’importanti Case editrici e neoconsulente della G-K Cultural Services, che propone sul Web nuove e stimolanti iniziative culturali, volte a fare della Rete la nuova, potente ed inevitabile via nella moderna organizzazione degli eventi culturali, abbiano essi un carattere locale, nazionale o internazionale. Anche a questo scopo è stato fondato

l’ Archivio Dialogico della Cultura Canavesana (ADCC),
un'associazione culturale rivolta alla ricerca, alla valutazione e alla conservazione dei più autentici valori della cultura a cominciare da quella locale, prendendo come base di parametro e partenza le tradizioni e i valori culturali più genuini del Canavese, una sub-regione del Piemonte. Anche a tale scopo, oggi L'Archivio Dialogico si avvale, per le sue iniziative in Canavese e per un suo rilancio nel Web, del prezioso apporto del G-K Cultural Services.

Arnaldo Alberti


Société Européenne de Culture




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