LE ROGAZIONI

     

    Anche le rogazioni sono state abbandonate ed era una tradizione che ci era pervenuta dalla notte dei tempi.

    Rogare vuol dire pregare con insistenza e intensità.

    Gli antichi romani le chiamavano: Ambarvalia e le processioni, attraverso ai campi, terminavano con il sacrificio di animali, agli Dei, per ottenere la protezione dei raccolti.

    Nel quinto secolo le prime testimonianze della trasformazione, del rito pagano, in rito cristiano.

    Partecipare alle rogazioni presupponeva tanta buona volontà e tanto spirito di sacrificio.

    La processione partiva dalla chiesa parrocchiale, subito dopo la Santa Messa, che si celebrava all’alba, perché dopo bisognava andare a lavorare.

    Quelli che abitavano ai margini del territorio della parrocchia, dovevano farsi una buona mezz’ora di cammino, per arrivare alla chiesa e poi, per andare, per esempio, a Tetto Lupo, dovevano camminare per quasi due Km all’andata e altrettanti al ritorno e poi, ritornare a casa.

     Non era certo una passeggiata.

     Gli uomini e le donne, che partecipavano alla processione, erano vestiti con i costumi tradizionali delle compagnie religiose e oltre alla croce, portavano gli stendardi.

     

     

     

    Lungo il percorso si cantavano le litanie dei santi e gli inni sacri e il sacerdote con l’acqua benedetta benediva, i campi e i raccolti.

    Il sacerdote cantava:

    A FULGURE E TEMPESTATE e il popolo rispondeva: LIBERA NOS DOMINE.

    Dal fulmine e dalla tempesta liberaci o signore.

    A PESTE, FAME ET BELLUM                                        LIBERA NOS DOMINE.

    Dalla peste dalla fame e dalla guerra liberaci signore.

    A FLAGELLO TERREMOTUS                                        LIBERA NOS DOMINE.

    Dal flagello del terremoto liberaci signore.

    UT FRUTCTUS TERRAE DARE ET CONSERVARE DIGNERIS:

    Affinché ti degni di darci e conservarci i frutti della terra:

    Il popolo rispondeva:

    TE ROGAMUS AUDI NOS.

    Ti preghiamo di ascoltarci.

     

    Affresco della Madonna Immacolata, sulla parete della Brissottina dove si fermava la processione.

    Per approfondire leggi: http://www.frpassatorecuneo.magix.net/#ARTE%20&%20DINTORNI

     

    Se lungo il percorso s’incontrava un crocefisso, un pilone o un’icona sacra, come a casa mia, la processione si fermava e si cantavano le litanie dei santi, raffigurati nel quadro o nell’affresco ed eventualmente, altre invocazioni appropriate e poi si riprendeva il cammino.

    Ricordo che il giorno prima della processione aiutavo le sorelle a pulire il giardinetto che c’era tra la strada e la casa, dove sulla parete c’è l’edicola con la Madonna e due santi.

    Al mattino si sentiva il canto delle compagnie quando erano ancora a un Km di distanza e allora, tutta la famiglia, si radunava ai piedi della Madonna, per ricevere la benedizione.

    Giovanni

     

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    areaculturale@frpassatorecuneo.net,
    03/mar/2013 13:03
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