SCUOLA

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Leggendo i documenti dalpesi dell'Ottocento, ma già quelli dei secoli precedenti come rileva Mario Fransioli ("Dalpe, p. 209), c'è da stupirsi di come le persone sapessero bene o male cavarsela con la penna, sebbene le scuole fossero soltanto ad uno stato embrionale. Nei libroni ottocenteschi si trova una scrittura a volte approssimativa e infarcita di parole dialettali, che strappa non di rado il sorriso, ma niente male per gente che doveva avere alle spalle solo qualche anno di scuola (e gli anni scolastici erano assai più brevi). Inoltre si trovano fior di calligrafie, seppure non sempre facili oggi da decifrare! Come indica il primo documento di questa pagina, l'insegnamento nei primi decenni del XIX secolo era ancora una mansione assegnata a parroci e cappellani. Solo in seguito vengono assunti maestri professionisti. Al riguardo si vedano le "Notizie sulla scuola" raccolte da Fransioli (p. 210). Le foto che seguono forniranno qualche indicazione supplementare.


1834 - Fra i "doveri del cappellano" figura in primo luogo quello di "fare la scuola indistintamente ai figliuoli della Comune insegnando a leggere scrivere far conti incominciando dal principio di ottobre a tutto maggio". "Celebrare la messa" figura soltanto al punto 2!


Novembre 1842 - Dalpe cerca un maestro. La legna per la stufa è inclusa nel salario. Supplemento a Gazzetta Ticinese del 25 novembre 1842. La scansione qui sotto mi è stata gentilmente inviata da Guido Riva.





13 luglio 1856: Concorso per l'assunzione di un maestro per la "scuola maschile" del comune (punto 2).

L'emolumento è fissato a 260 franchi. "La duratta della scuola sarà di sei mesi e mezzo consecutivi, comminciando dal primo novembre fino a mezzo maggio, l'orario sara di ore sei al giorno". Il concorso è aperto fino al 31 agosto 1856.

1 novembre 1856: è nominato maestro Felice D'Ambrogio fu Felice. La scuola comincerà il 4 corrente. Le assenze ingiustificate saranno multate centesimi cinque. Il 16 novembre 1863 la multa sarà portata a 10 centesimi.


4 settembre 1859: 274 vacche e 72 scolari a Dalpe. Ripartizione delle spese per i tori e i maestri: dal documento si deduce che a Dalpe a questa data si contavano 274 vacche e 72 scolari per 103 nuclei domestici. Sulla stessa risoluzione municipale v. anche Mario Fransioli, "Dalpe" p. 241.

Prima la spesa per i tori: "Essendo le bestie che sono soggette al pagamento di fr. 210 pei torri n. 274 tocca ciascuno fr 0.77". Poi per i maestri: "Il terzo dell'onorario ai maestri essendo di fr 60 ed i fuochi 103 tocca caduno cent. 60 - Altri due terzi fr 120 diviso fra 72 scolari tocca ciascuno fr 1,64". Non capisco tuttavia come mai il salario dei maestri sia calcolato a soli 180 franchi quando sopra si parlava di 260. Forse una parte è sussidiata dal Cantone?


19 ottobre 1862: è rinnovato il contratto con il maestro Felice D'Ambrogio, alle condizioni in vigore negli ultimi sei anni (v. sopra). Suo supplente è Federico Gianella. Nella seduta municipale del 5 settembre erano state ridefinite le tasse scolastiche: 75 centesimi per ogni fuoco e 2,22 franchi per ogni scolaro.


7 febbraio 1863 - Anche i maestri dell'Ottocento avevano a volte vita dura. Non solo con i genitori iperprotettivi, ma persino coi nonni...

"Avendo Giuseppe Maria Ignazio insultato nella scuola maschile il supplente-maestro Gianella Federico, prendendo futili pretesti, fu risolto di comunicare il fatto all'Ispettore scolastico, invocando una giusta e severa redarguizione all'Ignazio suddetto".

Nel libro delle risoluzioni municipali è inserita la copia della lettera scritta lo stesso giorno, che vale la fatica della lettura ...

"Or avvenne che il supplente Gianella rimasto solo nella scuola, jeri mezz'ora prima che terminasse, ebbe a castigare un discolo allievo che si rifiuttò replicatamente d'obbedire alla di lui ammonizione. Ciò fu motivo che la mattina seguente, quando la scolaresca era appena raccolta, si presentasse dinanzi sfacciatamente certo Giuseppe Maria Ignazio Fransioli, il quale colla maggiore spudoratezza regalò i più brutti epiteti al sudd.o supplente perché la sera prima aveva corretto il suo abiatico di cui sopra - ed alle molte scandalose apostrofi aggiunse financo le minaccie in caso di recidiva". Non ho potuto appurare il seguito della vicenda.

 

2 luglio 1900:  dalla lettera inviata a questa data dal Muncipio al Dipartimento della pubblica educazione apprendiamo che siamo ormai passati alla scuola mista, diretta da un anno dalla maestra Galeppi della quale "la maggior parte della popolazione sembra contenta". Non ho trovato il nome della maestra. Il 4 ottobre 1864 una Rosa Galeppi era stata nomianta maestra della scuola femminile di Dalpe.