LEGGI E DECRETI

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20 aprile 1828: fare il camino! il Municipio constata che in varie case non ci sono camini, "né alla pigna né al focolare". Ordina dunque di provvedere.

Sembra tuttavia che l'ordine non sia stato eseguito con troppa solerzia. Il 24 maggio 1829 segue infatti un decreto municipale per obbligare chi non ha fatto il camino a farlo. 

 

23 giugno 1853: il Municipio lancia la caccia ai pitocchi. "... come alla circolare N. 2778 del commissario (di governo ndr) fu risolto di dar la caccia ai così detti  pittochi tedeschi e dei distretti limitrofi ed anche del nostro,  e di condurli sulla strada cantonale. I cercatori sono Fedele D'Ambrogio  e Antonio Fransioli".  Una multa è comminata "a chi alloggierà accattoni e cosi detti pittochi". Non è tuttavia pura mancanza di carità da parte delle autorità, come si vedrà dal successivo documento.

 

27 agosto 1854:  ancora contro i pitocchi.  Il Municipio ribadisce: "Chiunque per l'avenire allogierà pitochi non appartenenti alla Comune sarà multato di due franchi per ogni persona". Ma stavolta invoca la circolare del 10 agosto 1854 del Consiglio di Stato che "ordina la sorvellianza dell morbo del  cholera". Un'epidemia comparsa all'inizio di agosto e scomparsa a fine settembre, con un bilancio in Ticino di 130 casi e 74 morti, leggo sul Rendiconto del governo cantonale.


 

15 gennaio 1854: via i "mattoni" dalla cappella. La Municipalità si decide a intervenire contro "vari individui che si permettono di mettere legna o letame, i così detti mattoni, in strada, in faccia alla cappella ed anche nella cappella chiamata Cima Froda, cosa molto indechorosa, che detto luogo la prudenza vorrebbe che fosse sgombro, anche senza decreto né penale, in un luogo così pericoloso, ed anche si dovrebbe avere qualche rispetto alla Cappella". Anche qui la multa è di due franchi. Sui cosiddetti "mattoni" e il loro trasporto invernale dalla Val Piumogna a Dalpe leggi "Il prezioso letame" in M. Fransioli, "Dalpe", pp. 74-75.


5 maggio 1857: via il letame e il lavandino. Qui sotto due decreti municipali "ad personam":

"Sentito il rapporto del delegato della polizia locale della terra di Cornone si risolve di dare un decretto. 1° a Pietro Ignazio Fransioli che ritiri il letame secondo lordine del delegato. 2° Vincenzo Gianella che levi via della pubblica strada il lavandino. 3° lo stesso suo figlio Luigi e questi oggetti devono essere eseguiti entro otto giorni sotto la multa di franchi due il primo e franchi cinque il secondo e al terzo di non farne uso altrimenti sarà passibile alla multa di cinque franchi".


20 giugno 1862: norme per il carico degli alpi. L'intero documento, una risoluzione municipale, è stato trascritto da M. Fransioli in "Dalpe", p. 63.


19 ottobre 1862: vietato ogni strappamento di radici. Decreto municipale: "si proibisce (...) ogni strappamento di radici di larice e peccia nella faura di Pianezzo*** sotto la multa di fr. 5 per ogni persona e volta essendo ciò dannoso sia al pascolo che alla vegetazione di altre piante" (*** nella zona dell'attuale Bosco Bello).


Incredibile quante multe si beccassero i Dalpesi dell'Ottocento. Bisogna però riconoscere ai municipali di essere stati severi anche con sé stessi, come indica il docuemnto che segue:

25 giugno 1843 - Automulte
 


http://sites.google.com/site/archiviodalpe/1843-25-5-multe.JPG

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"La Municipalità di Dalpe, vedendo che alcuni membri municipali non intervengono alle sessioni municipali quantunque si trovino a casa ha risolto e decretato che qualunque membro municipale, che trovasi a casa, avvisato dal cursore (? = usciere) municipale trascurasse di intervenire, sarà multato in soldi dodeci per ogni volta".