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Aridi i libri contabili? Lo pensavo anch'io, ma aprendo il Libro de' conti del Comune di Dalpe per gli anni 1825-1867 ho dovuto ricredermi. Scorrendo le varie voci di entrate e uscite ho avuto modo a più riprese di sorridere sotto i baffi. Non mancano infatti le curiosità.


1827 - Le taglie pagate per 270 "talpini" pesano particolarmente sulle spese comunali. Solo in parte sono compensate dagli introiti "per la grassa di Gera".

1836 - I "talpini" sono sempre voce principale nella "resa dei conti" del Comune. Ma qui - non capisco in che modo - figurano nell'"avere", insieme agli introiti "per condanne di vacche". Segue un elenco di multati "per non essere intervenuti al lavoro comune ordinato la terza domenica di ottobre".


1842 - Qui sotto, visto che è scritto in modo abbastanza comprensibile, si può leggere in esteso su quattro pagine il bilancio dell'anno 1842.


Fra le spese in questa pagina si nota quella "per la Petizione datta al tribunalle per conoscere il delinquente della creiatura statta esposta al oratorio di Cornone". Vedi in proposito alla pagina CRONACA.


In questa pagina figurano l'onorario del maestro (260.-) e le paghe versate ad operai e artigiani per alcuni lavori: a un muratore per quattro giornate  a "rietar la cantina del lambro di Cima" (13), a "Giuan Galeppi per tre giornate a comadar il stabio di Gerra e tecchio" (10.10), "al magnano per gistar la caldera di Gera (3.-).


"Per il coperto della caldera dell'ambro" (del Lambro), "per l'orologio del campanino per aggiustarlo", per i necessari "songia e olio" e altre piccole spese.  Modeste le "onoranze" di sindaco (14.-), segretario (15.-) e usciere (18.-). Non indifferente l'uscita (35.-) "per la cena della muncipalità", se si considerano tali onorari e le tariffe sopra indicate per una dura giornata di lavoro, suppongo ben superiore allo otto ore odierne.


Fra i ricavi spiccano gli introiti  (258.-) "per incaso del buono della scolla", ossia gli introiti delle tasse scolastiche a carico dei cittadini (> SCUOLA).


1852 - La pagina qui sotto del consuntivo 1852 indica le tasse a carico dei "forestieri", cioè dei non patrizi, come pure gli introiti delle condanne per mancanze minori: "per una vaccha in  Cios grande" dove non doveva essere, "per aver portato sassi e radici" oppure "sassi ed altre mondizie" nella "carale".


1857 - Ancora spese piccole e grandi qualche anno più tardi nelle due pagine che seguono, che pure riporto essendo scritte in bella grafia. La più interessante è la seconda dove sono iscritte anche le retribuzioni del cappellano Fransioli (100 franchi per un semestre), della maestra Giuseppa Fransioli (220) e del suo collega Felice D'Ambrogio (260).

 



Qui sotto uno scorcio del consuntivo 1861:

"Spese per esame della strada comunale all'ingegnere Fraschina, ed un boccale di vino". Nessuna spesa era tanto irrilevante da essere tralasciata.


Uno scorcio del consuntivo 1865:

Visita medica ai sospetti di colera: 8.-; Ancora per un paio zoccoli ed accessori a Pasqual: 1.70. Deve certamente trattarsi del "Pasquale, eroe dimenticato" (1824-1872), già emigrato a Parigi, uscito di senno dopo aver partecipato volontario a una battaglia in Italia, al quale Mario Fransoli immagina di scrivere una lettera in "Dalpe", pp. 186-188. 

Ancora il consuntivo 1865

... dal quale apprendiamo che la taglia sulle talpe è salita a 25 centesimi (erano 23 nel 1861) e abbiamo visione degli onorari di sindaco (50 franchi), segretario (50), usciere (20) ed esattore (39). "Per la solita cena municipale" sono stati spesi 42 franchi, 7 in più rispetto al 1842. 

 

1867 - Nella pagina qui sotto si possono leggere i dettagli delle spese per lavori all'orologio e alle campane.  Riguardo al "primo orologio sul campanile", offerto dalla Compagnia dei vitriari dalpesi a Parigi e istallato nel 1827, v. M. Fransioli, "Dalpe", p. 119.



1877 - La foto che segue riporta infine un riassunto del debito comunale, redatto il 9 febbraio 1877 nel libro dei Processi verbali dell'Assemblea comunale di Dalpe (1870-1888).

Si noterà come il Comune attingesse ai vari "Benefici", in particolare quello parrocchiale. Vedi le considerazioni di Mario Fransioli, che pubblica i debiti del 1892, di poco superiori (9'903,21 franchi).