Lettera Aperta alla Politica

PARTITI

 

Liberi e Uguali con Pietro Grasso

(Sinistra Italiana; Art 1/Movimento democratico e Progressista; Possibile)

Movimento 5Stelle

Partito Democratico

Potere al Popolo

(Partito della Rifondazione Comunista)

Radicali Italiani

 

Lettera aperta

 

Siamo gli estensori e i primi firmatari dell’Appello per la Scuola Pubblica diffuso nell’ultimo scorcio di anno: il documento, pur estraneo a qualunque appartenenza partitica, per l’oggetto stesso di cui tratta, chiama in causa la Politica, intesa come luogo di formazione delle decisioni sui destini della cosa pubblica.

 

In pochi giorni il documento, circolato per semplice “passa parola” e senza il supporto di nessuna organizzazione, è stato firmato da oltre 7000 persone: cittadini, studenti, maestri e professori di scuola, personale amministrativo, docenti universitari, professionisti, magistrati, intellettuali, non solo italiani.

 

Ciascuno di loro si è riconosciuto in un testo che solleva il problema della modalità con cui formazione, istruzione ed educazione devono essere impartite dalla scuola pubblica per mandato costituzionale.

 

Il documento individua sette temi che, ad avviso dei firmatari, costituiscono (senza peraltro esaurirli) altrettanti nodi nevralgici dell’attuale crisi della scuola italiana, dalla Scuola dell’Infanzia all’Università, e conclude chiedendo una moratoria su alcuni dispositivi e la costituzione di una commissione ad ampio raggio: passaggi da ritenersi, a nostro parere, come premessa all’abrogazione della legge 13 luglio 2015 n. 107.

 

Tale legge ci appare infatti come l’ultimo tassello di un percorso che ha inteso non già rinnovare la scuola, quanto piuttosto disarticolarla, nel quadro ideologico di quel sistematico programma di smantellamento della cosa pubblica in atto in molti settori della società.

Una legge approvata tramite voto di fiducia, in assenza dunque di qualsiasi dibattito parlamentare, nella contrarietà della maggior parte del mondo della scuola che di quel provvedimento è stato primo destinatario; un articolato – un solo articolo e 212 commi! - i cui decreti attuativi sono stati analizzati in Commissione Cultura in tempi ristretti, senza alcuna possibilità di scarti critici rispetto al testo predisposto dal Governo. Simili modalità di discussione e approvazione stanno peraltro a testimoniare la totale indifferenza rispetto alle ragioni di dissenso dei lavoratori della scuola, evidentemente ritenuti interlocutori indegni di qualsiasi considerazione.

 

Nella presente e delicata fase per la vita politica italiana, a legislatura chiusa anzitempo e nell’incalzare della campagna elettorale, da cittadini, liberi da qualsivoglia appartenenza partitica, avvertiamo con forza l’impegno civile di dare seguito all’Appello e chiediamo alle forze politiche di:

  • dare, nei loro programmi, al tema della scuola la priorità che merita, non limitandosi ad una semplice menzione fra gli altri problemi;
  • misurarsi sui temi proposti e su altri eventualmente non portati in luce;
  • impegnarsi per l’abrogazione della L. 107/15 e per dotare il Paese di una legge che sia frutto di reale confronto sociale, politico e culturale e che dunque sappia per davvero rinnovare il decisivo settore dell’Istruzione, con il mondo della Scuola e non contro di esso.
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