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La Grecia non si arrende

Solidarietà con il popolo greco


La lettera inviataci dal Comitato greco contro il debito
per proporre una giornata europea unitaria e di massa di solidarietà con il popolo greco

La troika europea, con l'appoggio del governo greco di unità nazionale, esige un nuovo e ancor più feroce piano di austerità per il popolo greco: riduzione brutale dei salari e delle pensioni (-22%, con il salario minimo che dovrebbe passare da 751 € a 600), soppressione di 15.000 posti di lavoro nel pubblico impiego, frantumazione del diritto del lavoro. E non basta. Privatizzazione dei servizi pubblici svenduti per ricavare 4 miliardi e mezzo (con l'impegno a altre e generalizzate privatizzazioni, per arrivare a incassare dalle svendite 50 miliardi entro il 2015), smantellamento del servizio sanitario con il taglio di 1,1 miliardi di farmaci rimborsati dallo stato, distruzione della scuola pubblicaI lavoratori greci sono chiamati ancora a pagare la crisi. L'immensa maggioranza paga le spese di una politica che non aveva scelto, imposta dai mercati finanziari, dalle banche, dal padronato, sotto l'ala protettrice di Merkel e Sarkozy.
La BCE esige questo piano nell'immediato non tanto per motivi contabili, ma perché, alla faccia della democrazia, teme che nelle ormai prossime elezioni politiche di aprile il popolo greco elegga un parlamento meno asservito ai diktat di Bruxelles e Francoforte.

Quello che accade in Grecia non richiede solo la nostra
indispensabile solidarietà per un popolo che non ha alcuna responsabilità per la crisi che si è creata. L'austerità serve a salvare le banche (in particolare quelle francesi e tedesche) che speculano da anni sul debito ellenico. Ma la 
brutalità 
dell'attacco serve soprattutto a mostrare al resto dei popoli europei quello che li attende, in termini di abbassamento drastico dei livelli di vita. E la protervia con cui non si ascoltano neanche minimamente le massicce, prolungate e dure proteste dei greci serve a scoraggiare in tutti gli altri paesi (prima fra tutti l'Italia) ogni speranza e ogni voglia di resistere alla violenza dell'attacco delle banche.
E il popolo greco non si arrende. Le giornate di sciopero generale si susseguono, con partecipazione crescente. Numerosi ministeri sono occupati dai lavoratori, altrettanto accade in molte aziende e nelle scuole e nelle università. Durante il passato weekend, il parlamento è stato assediato da centinaia di migliaia di manifestati nel tentativo determinato di far sentire la propria voce alle istituzioni ormai commissariate di fatto.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al popolo greco in lotta. E' con una lotta su scala europea che i popoli del continente devono ribellarsi contro i piani di austerità.
Comitato No Debito


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