Gesù, confido in Te! L'IMMAGINE DI GESU' MISERICORDIOSO

Le forme del Culto alla Divina misericordia

1)  l’immagine di Gesù Misericordioso

Il 22 febbraio 1931 Gesù appare a Santa Faustina, nel convento di Plok (Polonia), affidandole il messaggio sul Culto alla Divina Misericordia.

Dal Diario di Santa Faustina Kowalska - Libreria Editrice Vaticana -)

…… La sera stando nella mia cella vidi il Signore Gesù, vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Dopo un istante, Gesù mi disse:

v      “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te! Desidero che quest’immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima che venererà questa immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria”.

v      “I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime, il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime…

v      Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia.

v      Tali raggi riparano le anime dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio.   

                                                    Gesù, confido in Te!
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“Non nella bellezza dei colori né del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia Grazia”.  

·                      “Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest’immagine con la scritta: Gesù, confido in Te”.  

 

·                     “Chi mai ne è informato tra la gente? Nessuno. E perfino coloro che debbono proclamare e dare istruzioni alla gente su questa Misericordia, spesso essi stessi non lo sanno. Per questo desidero che questa immagine venga solennemente benedetta la prima domenica dopo Pasqua e che riceva culto pubblico, in modo che tutti possano esserne informati”. 

L’immagine di Gesù Misericordioso

Siamo in un’epoca dove contano molto le immagini, siamo bombardati dalle immagini per ogni cosa e situazione, nel bene e nel male.

Gesù ci viene incontro in questo nostro mondo fatto d’immagini con la sua d’immagine.

Ci può sembrare strano che sia data tanta centralità a forme esterne particolari di culto come l’immagine, questa forma di Culto per molti è  considerata superficiale, eppure è Gesù stesso nella sua Sapienza Infinita ed Evangelizzatrice  a volere questa forma di Culto, perché Egli vuole arrivare al cuore d’ogni persona e d’ogni cultura.

Gesù desidera, che quest’immagine sia solennemente benedetta e pubblicamente venerata.  Quindi quest’immagine la possiamo venerare.

Quest’immagine non si limita ad essere una riproduzione più o meno simile al suo aspetto, e non è solo una tela dipinta con più o meno maestria. Gesù, infatti, ci spiega: “Non nella bellezza dei colori né del pennello sta la grandezza di quest’immagine, ma nella Mia Grazia”. (Diario).

Da quest’immagine possiamo arrivare al cuore di Gesù e chiedere per noi la sua compassione, il suo aiuto, il suo perdono, il suo amore, la sua forza, la sua Misericordia.

Gesù vuole che quest’immagine sia ripresa, dipinta, e desidera che la veda il mondo intero.

È come quando noi mandiamo le nostre foto alle persone care, perché possano sentirci a loro vicini. Siamo figli di Dio e Gesù è la persona cara del quale al momento non godiamo della sua visibile presenza nella sua persona, ma con quest’immagine egli si mostra a noi e desidera che lo facciamo vedere a tutti perché tutti gli sono cari.

Egli  da quest’immagine ci guarda, guarda a tutti, a chi si sente vicino a lui comunque, e a chi invece lo ha dimenticato, a chi non lo conosce e a chi lo combatte. Da quest’immagine egli ci benedice, ci benedice perché noi possiamo benedirlo, dandogli lode e santificando la nostra vita.

Con quest’immagine Gesù, vuole farci riflettere e meditare sulla sua passione e morte di croce e riflette questo suo sacrificio di redenzione per noi nei due raggi che rappresentano il sangue: la vita il raggio rosso, e l’acqua la giustificazione il raggio bianco, usciti dal suo costato quando fu trafitto dalla lancia.

 

I raggi sono simboli di luce, di calore,  partono da una centralità:

il Cuore di Gesù e si diffondono  portandoci la stessa luce e calore.

Gesù, ci chiama quindi a meditare con quanto amore ci ha amato donando la sua vita per noi in una dolorosa passione, con quest’amore ci vuole riscaldare, illuminare e vuole che quest’amore sia fatto conoscere e diffuso, irradiato a tutti gli uomini.

Gesù fa di quest’immagine un recipiente: “Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest’immagine con la scritta:  Gesù confido in Te!”. (Diario).           

Sono segni, segni importanti, particolari, che risvegliano l’interesse, il culto trova la via per la sua espressione e sintetizza moralmente la verità del cristianesimo, l’uomo può invocare per la sua umana necessità e la Grazia di Dio opera: la mente si apre in chiarezza e l’amore sboccia nel cuore.

Gesù appare a Santa Faustina come apparve nel cenacolo presente Tommaso. In tutte due le rivelazioni Gesù si presenta da risorto, ma sono visibili i segni della crocifissione, Egli non nasconde le ferite riportate dai chiodi alle mani  ed ai piedi, ed il segno del suo cuore squarciato: perché Egli non vuole che dimentichiamo a quale prezzo siamo stati redenti, che dimentichiamo quanto è costato a Dio avere Misericordia di noi.

Gesù dice a Santa Faustina: “I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime… Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia. Tali raggi riparano l’anima dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio”(Diario).

Nel Vangelo, a Tommaso, Gesù si presenta nel cenacolo otto giorni dopo la sua prima apparizione ai discepoli, nella quale Tommaso non era presente, e alla quale non aveva creduto. Gesù dice a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!” (Gv20,27). Tommaso risponde “Mio Signore e mio Dio!”. (Gv20,28)

“Mio Signore e Mio Dio!” “Gesù confido in Te!”

Espressioni di fede, di lode, di glorificazione, d’abbandono, di fiducia,

di confidenza, di amore e di speranza.

Gesù, si è manifestato a Tommaso che non lo credeva risorto, e quindi non pensava più a Gesù come Dio, Gesù ha avuto Misericordia di lui e per il suo dubbio ha voluto confortare anche i dubbi dei posteri rivelandosi nella sua gloriosa veste di Cristo Risorto; si rivela a Santa Faustina alla stessa maniera a richiamarci al mistero della sua morte e risurrezione, e desidera che testimoniamo la sua infinita Misericordia manifestata dalla sua passione e morte di croce, per la quale siamo chiamati alla salvezza e perciò nella fede diciamo:

“Mio Signore e mio Dio!” “Gesù confido in Te!”

 Gesù, confido in Te!”
Il Signore pone a noi oggi la stessa domanda che fece agli Apostoli:
“Voi chi dite che io sia?” E rispondere come rispose Pietro: “Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente”. Ci mette nella condizione di abbandonarci ed affidarci alla Grazia di Dio che operi in noi, come ha operato in Pietro.

L’immagine di Gesù Misericordioso non è un’immagine di fantasia, è stata voluta da Gesù stesso e con la scritta “Gesù, confido in Te!” perché Gesù desidera che ci affidiamo a lui con assoluta fiducia; il Signore vuole che lo riconosciamo nel Gesù del Vangelo, il Figlio di Dio, il Gesù che soffre la Passione e la Morte di Croce, offrendoci nella sua umanità ferita a morte l’immensa eterna Misericordia di Dio.

È questo il Gesù a cui dobbiamo affidarci e testimoniare, perché Egli “Non gode della morte dell’empio ma che l’empio desista dalla sua condotta e viva”. (Ez.33,11) Solo il demonio, Satana può godere della morte dell’uomo, ed è “Per la sua invidia che la morte è entrata nel mondo”. (Sap.2,24);

Per questo Gesù viene in soccorso dell’umanità, in questi nostri tempi, con questa immagine; è venerandolo e deponendo in Lui tutta la nostra fiducia che Gesù ci ricolma di Grazia.

 “Gesù, confido in Te!”

 Gesù: desidera da noi la fiducia nei suoi confronti, Gesù è fedele, ci tiene per mano, ha compassione di noi, dei nostri malanni, delle nostre infermità, delle nostre miserie; ci vuole guarire, liberare, convertire, perdonare, salvare, vuole che ci sentiamo sicuri e tranquilli, confortati dalla sua Misericordia.   

Dal Diario di Santa Faustina Kowalska   Dice Gesù:

Ti nomino dispensatrice della Mia Misericordia. dì al confessore che quest’immagine deve venire esposta in chiesa e non nel convento dentro la clausura. Attraverso questa immagine concederò molte grazie alle anime, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa”. 

“Quando quell’immagine venne esposta, vidi il vivo movimento della mano di Gesù, che tracciò un gran segno di croce. La sera dello stesso giorno, mentre stavo mettendomi a letto, vidi che quell’immagine stava passando sopra una città e quella città era coperta di reti e trappole. Gesù passando tagliò tutte le reti ed infine fece un gran segno di croce e scomparve”.   

Far conoscere e diffondere l’immagine di Gesù Misericordioso è quindi un’opera importante, è la Misericordia di Dio che si rivela ai giorni nostri, bisogna quindi far in modo di farla conoscere a tutti, perché tutti sperimentino il conforto di Gesù e siano incoraggiati ad avvicinarsi a Lui.

Dal diario di Santa Faustina Kowalska:

Dice Gesù: “Sappi, bambina Mia, che l’ostacolo più grande alla santità è lo scoraggiamento e l’inquietudine ingiustificata, che ti toglie la possibilità di esercitarti nelle virtù. Tutte le tentazioni messe assieme non dovrebbero turbarti la pace interiore nemmeno per un istante e l’irritabilità e lo scoraggiamento sono frutto del tuo amor proprio. Non devi scoraggiarti, ma cercare di far regnare il Mio amore al posto del tuo amor proprio. Perciò fiducia, bambina mia, dato che Io sono sempre disposto a perdonarti. Ogni volta che me lo chiedi, esalti la Mia Misericordia”.

“Bambina Mia, la vita su questa terra è una lotta ed una grande lotta per il Mio regno, ma non temere, non sei sola. Io ti sostengo sempre, quindi appoggiati al Mio braccio e combatti senza aver paura di nulla. Prendi il recipiente della fiducia ed attingi alla sorgente della vita, non solo per te, ma pensa anche alle altre anime, e specialmente a quelle che non hanno fiducia nella Mia bontà”.

Gesù confido in Te! Perché tu sei la via, la verità, la vita, voglio affidarmi ai tuoi insegnamenti voglio nutrirmi del pane della vita, voglio raggiungere la vita eterna. Voglio testimoniarti e diffondere il culto alla Divina Misericordia per la mia salvezza e la salvezza delle anime.

L’immagine di Gesù Misericordioso

Dal diario di Santa Faustina Kowalska:

+ La giornata odierna è per me eccezionale; nonostante abbia avuto tante sofferenze, la mia anima è inondata da una grande gioia.

Nella stanzetta vicina alla mia era degente un’ebrea gravemente malata. Tre giorni fa sono andata a farle visita ed ho provato nel mio intimo molta sofferenza, al pensiero che tra non molto sarebbe morta senza che l’acqua del battesimo avesse lavato la sua anima. Ne parlai con la suora che l’assisteva, invitandola ad amministrarle il santo battesimo, quando si fosse avvicinata l’ultima ora. Ma c’era una difficoltà: aveva sempre vicino degli ebrei.

Tuttavia ebbi nell’anima l’ispirazione di pregare davanti all’immagine che Gesù mi aveva ordinato di dipingere. Ho l’opuscoletto, sulla cui copertina c’è la riproduzione dell’immagine della Divina Misericordia. E dissi al Signore: “Gesù, Tu stesso mi hai detto che avresti concesso molte grazie tramite questa immagine, perciò ti chiedo la grazia del santo battesimo per questa ebrea. Non importa chi la battezzerà, purché venga battezzata”. Dopo tali parole mi sentii singolarmente tranquilla ed ebbi la certezza assoluta che, nonostante le difficoltà, l’acqua del santo battesimo sarebbe scesa sulla sua anima. E di notte quando era molto debole, per tre volte mi alzai per andare da lei, per trovare il momento più adatto per elargirle questa grazia. Al mattino parve si sentisse meglio. Nel pomeriggio cominciò ad avvicinarsi l’ultima ora. La Suora che l’assisteva disse che era difficile amministrarle quella grazia, poiché c’era gente presso di lei. Ed arrivò il momento in cui l’ammalata cominciò a perdere conoscenza e perciò cominciarono alcuni a correre per cercare un medico, gli altri in altre direzioni, al fine di salvare l’ammalata che perciò rimase sola ed allora la Suora che l’assisteva la battezzò. Prima che fossero tutti di ritorno, la sua anima era diventata bella, ornata della grazia di Dio e spirò subito. L’agonia durò brevemente; fu assolutamente come se si fosse addormentata. Improvvisamente vidi la sua anima di una bellezza stupenda che entrava in paradiso. Oh, com’è bella un’anima con la grazia santificante! La gioia inondò la mia anima per aver ottenuto, davanti a quell’immagine, una grazia così grande per quell’anima. Oh, quanto è grande la Misericordia di Dio! La esaltino tutte le creature! O mio Gesù, quest’anima Ti canterà l’inno della Misericordia per tutta l’eternità. Non dimenticherò l’impressione che ho provato nella mia anima quel giorno. È già la seconda grande grazia ottenuta qui per le anime davanti a questa immagine. Com’è buono il Signore e pieno di compassione! O Gesù, Ti ringrazio tanto per queste grazie.

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E necessario far fruttificare i doni di Dio

La Parola di Dio: dal Vangelo secondo San Matteo 25,14-30

La parabola dei talenti  Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo le sue capacità, e partì. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presento altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentandosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sottoterra; ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; la sarà pianto e stridore di denti.

MEDITAZIONE

(Prendi parte alla gioia del tuo padrone), il Signore ci vuole salvi nella gioia del suo regno; Gesù, con questa parabola c’invita ad impiegare i beni ricevuti e a farli fruttificare.

I doni di Dio sono molteplici e servono a farlo conoscere ed amare ci vengono offerte le opportunità, le rivelazioni, le virtù, le qualità, il tempo, ecc… non sono gli stessi per tutti, ma ci vengono distribuiti secondo la capacità di ognuno, all’umile come all’ingenuo, al coraggioso ed al pauroso, all’intelligente e chi non lo è, al lavoratore ed al disoccupato, all’ingegnoso come a chi non si impegna nella creatività, però tutti hanno la possibilità di condividere e partecipare al prossimo le grazie del Signore per poter guadagnarne ancora.

Il Signore ci dona e ci mette a disposizione qualcosa di suo, ad ognuno dona in qualche modo la sua grazia,  che tuttavia non deve essere custodita gelosamente ma deve essere poi donata e messa a disposizione del prossimo deve essere partecipata ad altri, desidera che la parte che ci dona cresca, trai profitto, e sia fatta fruttificare.

La grande opportunità, che ci viene data da Gesù, in questo nostro tempo è il culto alla Divina Misericordia a cominciare dall’immagine di Gesù Misericordioso un’immagine da venerare distribuire far conoscere ed amare, un talento da investire senza riserve e con grande fiducia, con la sicura garanzia  fatta da Gesù stesso.

Il Culto alla Divina Misericordia diviene ai giorni nostri il più sicuro investimento dei nostri talenti, infatti ogni persona può impiegare la sua esistenza in atti di misericordia che debbono derivare dall’amore verso Gesù: con l’azione, con la parola, con la preghiera, secondo le sue capacità, le occasioni e le possibilità.

Dice Gesù: “Se un’anima non pratica la misericordia in qualunque modo, non otterrà la mia Misericordia nel giorno del giudizio. Oh, se le anime sapessero accumulare per sé tesori eterni, non verrebbero giudicate, prevenendo il mio giudizio con la Misericordia!”.

Praticare il Culto alla Divina Misericordia, significa investire sicuro, avere la certezza dell’aumento del capitale, di una quotazione in crescita continua, e significa che il Signore alla fine sarà contento di noi e ci dirà: “Bene, servo buono e fedele …. Prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

Se invece presi dalla pigrizia, dalla trascuratezza non ci adoperiamo per servire il Signore peccando d’omissione e la nostra esistenza la mettiamo a disposizione di tutt’altre cose, non porteremo frutti e saremo chiamati servi malvagi, perché avremo nascosto il nostro talento sottoterra, saremo gettati nelle tenebre, nel pianto e nello stridore di denti.

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La Divina Misericordia nei precetti

La Parola di Dio: dal Vangelo secondo San Matteo 7,1-28

Precetti vari  Non giudicate, per non essere giudicati, perché con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produce frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere. Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cade la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”.

Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.

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MEDITAZIONE

Il Signore come un Buon Padre, per la sua Misericordia, non ci fa vivere allo sbaraglio, ma ci ammaestra perché possiamo condurre la nostra vita all’insegna del bene, e quindi sia lontana da noi ogni malizia, falsità, opportunismo, cattiveria.

Dobbiamo considerare la nostra miseria, non sentirci mai superiori agli altri guardando ai loro difetti e non tenendo conto dei nostri ma lottare per migliorare la nostra condizione affidandoci a Dio, ai suoi insegnamenti, così riusciremo a vedere chiaramente, ed il Signore considererà la nostra umiltà come un buon frutto. Siamo preziosi agli occhi di Dio, ci fa anime sante nei Sacramenti.

Però se la nostra santità la gettiamo via, la fede, le opportunità, i messaggi del Signore,  il tempo che abbiamo a disposizione lo impieghiamo in cose e situazioni che non portano a Dio, stiamo dando le cose sante ai cani e le nostre perle ai porci, certo poi si volteranno a deridere la nostra fede e calpestare i sacramenti e a promuovere la messa al bando dei nostri valori.

Rendersi conto di questo, e non preoccuparsi è da latitanti e da vigliacchi.

Dobbiamo scegliere Dio, il Vangelo, Gesù Cristo, a Lui possiamo chiedere ciò che ci fa bene, ciò di cui abbiamo bisogno; nel Signore possiamo trovare i tesori che ci fanno felici; a Lui possiamo bussare  nelle necessità.Dio ha Misericordia di noi e ci darà le cose buone di cui abbiamo bisogno se gliele domanderemo.

Mentre è pericoloso pensare e cercare di sapere tutto, di fare da se, di confidare nell’uomo, perché perdiamo di vista ciò che è più importante entrando nella trappola che il demonio ci tende con la sua porta larga e spaziosa che però ci conduce alla perdizione allontanandoci da Dio. Il Signore c’insegna di comportarci con gli altri come vorremmo che gli altri si comportassero con noi, il catechismo della Chiesa Cattolica fa di questa norma “la regola d’oro”.

Molti falsi profeti ci girano intorno e operano prodigi, ma il Signore ci dice di guardarci da loro, perché si comportano da operatori d’iniquità cercano la fama, il denaro, non sono in obbedienza alla Chiesa che è Madre e Maestra, oppure sono direttamente al servizio del demonio, con la potenza dell’occulto.

Il Signore nella Sua Autorità ci mette in guardia dalle cose che dobbiamo evitare e c’istruisce su ciò che dobbiamo invece fare; chiediamo al Signore la Grazia di fare la Sua volontà; di stare lontano dal peccato e di imparare l’amore, perché così saremo persone sagge che costruiscono la propria casa sulla roccia e non andrà in rovina.

 Testimonianza:

Mi trovavo in pellegrinaggio a Medygorje, ero assorta in pianto e preghiera davanti a Gesù in una cappella, quando mi si avvicina una donna e mi pone un sacchettino con al suo interno una garza bianca dicendomi che veniva da una veggente ed era stato benedetto dalla Madonna e da un santo frate  e che serviva per guarire le persone malate nel momento in cui lo si posava sul corpo e si pregava.

Mi parve un dono dall’alto, pensavo a due persone mie amiche che si trovavano al termine della loro vita terrena a causa di un male incurabile, ed accettai quel sacchettino e ne parlai al Sacerdote, il quale mi rispose con indifferenza “bisogna provare”. Al ritorno giunse il giorno in cui avrei portato quell’oggetto al capezzale della persona che avrei voluto guarisse, ero euforica, ma ad un certo punto però mi crollo impetuoso il dubbio di un grande imbroglio. Mi misi così prima in contatto con un esorcista, il quale mi disse di bruciare il sacchettino e che si trattava di qualcosa di satanico. E poi mi misi in contatto con Suor Josipa molto amica della veggente, la suora subito condannò la mia stupidità nel credere a ciò dicendomi che la Madonna non benediva straccetti e che le grazie si chiedono in ginocchio ed in preghiera. La mia ingenuità era stata grande e certa la Parola di Dio:

“Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi.

E  il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. A lui la potenza nei secoli. Amen”. (1Pt)

Gesù , confido in Te!

 

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