Trattato di demonologia

 Necronomicon ex mortis 
 
 
 
 
Trattato di demonologia

[Prefazione teologica ed antropologica sul demoniaco]


Le gerarchie dei demòni sono identificabili secondo la Sacra Scrittura, il Santo Vangelo di Gesù Signore, in due grandi schiere, serpenti e scorpioni, bestie che incarnano come significato la malvagità, al cui vertice si trova il demòne supremo, colui che diede atto alla caduta degli angeli ribelli, che porta nome satana, l'oppositore, colui che si oppone a Dio, lucifero, portatore della luce, menzognera e seduttrice che conduce al male e alla morte seconda, la morte dell'anima. Satana fu la prima creatura ad entrare nell'essere, differente da tutti gli angeli, l'arcano in quanto a natura, alla ontologia creata fuori dal tempo senza età, il suo nome era “figlio dell'aurora”: la sua caduta fu il compimento di una scelta libera e consapevole in relazione al Creatore, volle cioè per sé quello che per diritto e dignità, per natura, è proprio soltanto di Dio: non consistette soltanto in un atto di superbia, ma piuttosto nella volontà di costituire il proprio mondo, la propria “creazione” come verità, in antitesi alla Verità. Lui è l'inferno e gli angeli che lo hanno seguito, lo hanno fatto per l'insondabile mistero della libertà delle creature senzienti: hanno rifiutato di amare l'Amore, gli hanno detto di no per sempre. I diavoli si distinguono in incubi e succubi, relativamente alla loro posizione di supremazia o sottomissione; sono altamente gerarchizzati e conservano il ruolo e il potere che avevano da angeli, essi sono soggetti, persone non biologiche per intendersi, creature personali e immortali, intelligenze e volontà pervertite, che hanno come unico scopo della loro esistenza il pervertimento altrui, la rovina delle anime. Il maligno, il principe delle tenebre, l'angelo apostata, agli albori dell'umanità ha causato la caduta della stessa razza umana, assoggettandola alla propria volontà e al proprio dominio, egli è il serpente antico che ha sedotto la donna e l'uomo, gli ha ingannati facendoli dubitare delle parole di Dio e ha inoculato il germe dell'invidia e della disobbedienza, ciò che per primo ha corroso lui, gli ha posti sotto il giogo del suo regno di morte, in antitesi al progetto del loro Signore. Satana, nemico della carità e della compassione, attuatore di un odio inarrestabile contro Dio e le sue creature, omicida fin dal principio e padre della menzogna, così facendo è divenuto il padrone dell'umanità pervertita, discendente dai progenitori, l'umanità di ogni tempo della sua storia, l'umanità di Sodoma e Gomorra, depravata, lussuriosa, violenta, sadica e omicida, amante di tutto ciò che è menzogna, seguace dei sette vizi capitali e vittima delle sue passioni abominevoli. I demòni sono puri spiriti, ma questa è una espressione fittizia che non dice nulla sulla vera natura degli angeli caduti, comunque in quanto tali possono influenzare, suggestionare e condizionare la mente umana, la possono distogliere dal bene per volgere le azioni umane al male, possono usare la mente delle persone con una forma di potere intrusivo e manipolativo, che porta il soggetto ad estraniarsi dalla realtà, similmente alle più gravi forme di malattia mentale, psichica: la tentazione è la loro opera privilegiata per portare le creature umane al peccato e all'impenitenza, escludendole dalla Grazia e dall'amicizia con Dio, così facendo si impossessano delle anime, si appropriano dei loro cuori, e le portano all'inferno dopo la morte corporea. Non l'inferno del cervello, materia grezza destinata a marcire e dissolversi, ma l'inferno delle persone nella loro integralità di tutte le loro facoltà mentali e intellettive, la soggettività senziente ed immortale, quello che siamo e che dopo la morte ritorna dalla cenere, anzi non se ne va mai, quello che trapassa è soltanto l'apparenza e il dolore del trapasso, la reminiscenza che si ricostituisce come entità nuova, ecco cosa permane senza alterazioni: è come qui ma in un altro modo e non è un luogo o meglio lo è entro certi termini. I demòni sono ladri della fede, rubando la fede aprono la via all'ateismo e al paganesimo, alle superstizioni e alle eresie, e quando prendono la fede quasi sempre portano un'anima alla disperazione esistenziale e al non senso, la portano sul baratro della distruzione di quanto c'è di più bello nella vita e purtroppo anche al suicidio, atto intrinsecamente perverso, riuscendo nel loro intento di morte corporale e spirituale, di rovina eterna: chi si toglie la vita di proposito quasi sempre si consegna a satana. Possono inoltre manipolare direttamente la materia, usarla per i propri scopi maliziosi e distruttivi, ma questo entro i limiti voluti da Dio e dalla sua Provvidenza che tutto volge al bene di coloro che Lo amano, nonché manifestarsi agli esseri umani in una forma corporea sensibile, che scelgono in base alle loro preferenze e ai loro obiettivi: possono materializzarsi e materializzare. Posseggono facoltà naturali che sono immensamente superiori a quelle delle persone umane, un potenziale più alto e affermare che sono puri spiriti, come precedentemente detto, è soltanto una espressione vuota, che non lascia intendere nulla, sulla loro vera natura, è più esatto affermare che sono esenti dal legame con la materia, sovrammateriali, poiché se il Signore gli concede la facoltà possono essere fisici nel modo in cui intendiamo noi, nelle modalità in cui il nostro debole intelletto, o cognizione immaginativa, possiede la capacità di rappresentarli a sé, di coglierne la figura; si configurano secondo i canoni di determinate rappresentazioni, collimano e si adattano quindi alla nostra sfera psicologica soggettiva: non sono soltanto dei demiurghi, non si limitano a manipolare e usare la materia preesistente, loro per facoltà naturale la materia, e quanto per noi è incomprensibile, la formano, nel senso esatto che la "creano", cioè la determinano dal nulla sul piano della realtà e su piani disgiunti dalla nostra realtà, mondi o dimensioni a noi ignote, in cui loro possono tutto, senza le limitazioni oltre le quali non possono andare per decreto di Dio, nel contesto del nostro mondo "materiale", sempre che di questo termine se ne comprenda l'esatto significato, ma io direi probabilmente no. La mente dei demòni è molto più forte in modo costitutivo e compensativo di quella umana, debole e abbacinata, la nostra psiche è come uno stupido giocattolo usato e maneggiato da intelletti che di puerile non hanno proprio nulla, con l'aggravante di una perversità e malvagità fuori da qualsiasi possibilità di capacitazione. Essi sono una moltitudine, tanti che insieme potrebbero oscurare il sole; i loro nomi sono svariati, nomi biblici, nomi di peccati o vizi, nomi blasfemi contrari alla fede e alle virtù, nomi che si danno per qualificarsi nell'immediato, nomi che non esprimono perché tendono al nascondimento e all'inganno, con la malizia di chi vuole soltanto fare del male, fare il male per il male, tormentare le persone umane, sapendo che in cambio avranno un aumento delle loro pene e dei loro tormenti eterni. I demòni possono conferire dei poteri, spirituali o materiali, a coloro che decidono di servirli e di servire la loro causa per la rovina dell'umanità, attraverso una autentica consacrazione personale, che si può intendere come il marchio della bestia, descritto nel libro dell'Apocalisse; questi poteri possono consistere in svariate forme, dal potere del denaro al potere sulle coscienze, dal potere politico al potere intellettuale, dal potere di dare la morte, al potere di diffondere la menzogna e l'immoralità. Chi serve il maligno facendo del male non potrà che avere parte al suo regno eterno, nell'abisso dell'inferno, in un luogo privilegiato nelle tenebre della Geenna del fuoco.


– Universalità della concezione del demoniaco –


« In tutte le culture e le religioni dei vari tempi e luoghi della storia umana, si è sviluppata in vari gradi l'intuizione dell'esistenza degli spiriti maligni e della nefasta influenza che avrebbero sulla nostra vita. Queste entità malefiche si possono intendere in due modi: nella chiave della fede, in senso fideistico, teologico e angelologico, cioè come creature personali sovrammateriali, libere e consapevoli, e in chiave allegorica o antropologica, epifenomenica in relazione alla mente, derivanti quindi dalla natura umana, cioè come espressione dei molteplici aspetti della malvagità umana, in rapporto alle discipline della psi (psicoanalisi, psicologia, psichiatria): l'inferno è il nostro inconscio e i demòni i suoi grotteschi contenuti. Queste due interpretazioni possono compenetrarsi anche se in apparenza sono antitetiche, in quanto una si fonda sulla convinzione che esista il soprannaturale, e che l'anima umana sia il veicolo e la porta per raggiungerlo, l'altra si fonda sulla convinzione che non vi sia nulla fuori dalle leggi di materia, e la mente umana e i fenomeni che la riguardano, siano esclusivamente secrezioni organiche. Questo ci porta a comprendere che l'ideologia materialista ha un limite, dare una spiegazione sulla natura del male, dire essenzialmente che cos'è il male e perché riguarda la soggettività senziente: il materialismo è vuoto, non spiega nulla, è capace soltanto di presentare congetture meccaniciste di causalità ed effetto. La compenetrazione del pensiero positivista con quello filosofico e religioso sulla questione del male, avviene intorno ad un comune denominatore, la ragione e la fede cooperanti insieme, la possibilità di integrare alle conoscenze scientifiche le acquisizioni metafisiche della mistica cristiana ».


Tratto da “ Tipi psicologici ”, di C. G. Jung

Il diavolo è naturalmente la voce dell’inconscio dell’anacoreta medesimo, che si rivolta contro la violenza esercitata per reprimere la natura individuale. Riproduco testualmente una serie di citazioni da questo libro assai raro. Esse mostrano chiaramente come l’inconscio venisse sistematicamente represso e svalutato.

Vi sono momenti nei quali non vediamo nessuno eppure udiamo lo strepito del lavoro che fanno i diavoli ed è come se qualcuno cantasse a voce alta una canzone, e vi sono momenti nei quali è come se udissimo le parole della Sacra scrittura, come se un uomo vivo ne ripetesse le parole ed esse sono del tutto uguali a quelle che potremmo udire se uno leggesse il Libro ( la Bibbia ) ad alta voce. Ed è accaduto anche che essi ( i diavoli ) ci svegliassero di soprassalto per le preghiere della notte e ci incitassero ad alzarci. Ed essi presero anche l’aspetto di monaci e l’apparenza di persone immerse nel dolore ( gli anacoreti ). Si accostano a noi come se venissero da lontano e prendono a dire parole che hanno il potere di fiaccare l’intelligenza dei pusillanimi: “ Vi è ora una legge su tutta la creazione ed è che noi amiamo la distruzione, ma per volontà di Dio non siamo stati capaci di entrare nelle nostre case, quando siamo giunti ad esse, e di fare ciò che è giusto ”. E quando essi non riescono a ottenere il loro intento in questo modo, rinunciano a quest’inganno e per un altro e dicono : “ Come ti è possibile vivere, giacché hai peccato e hai spesso commesso colpe? Pensi forse che lo Spirito non mi abbia rivelato ciò che hai fatto o che io non sappia che tu hai fatto questo e quest’altro? ”. Perciò quando un fratello di animo ingenuo ode queste cose e sente dentro di sé di aver realmente agito così come il maligno gli ha detto, se egli non conosce l’astuzia del maligno, il suo spirito si smarrirà, egli si perderà d’animo e subirà una ricaduta. Noi non dobbiamo spaventarci, oh miei diletti, per queste cose, ma dobbiamo temere, quando i diavoli prendono a parlare ancor più di cose che sono vere. Allora dobbiamo redarguirli senza indulgenza… Perciò dobbiamo stare in guardia e non prestare orecchio alle loro parole anche se le parole che essi dicono sono parole di verità. Sarebbe infatti un’onta per noi se coloro che si sono ribellati a Dio dovessero divenire nostri maestri. Armiamoci, oh fratelli, con la corazza della Giustizia, rivestiamoci dell’elmo della Redenzione e nel momento della lotta facciamo scoccare da un animo pieno di Fede, come da un arco teso, i dardi dello Spirito. Poiché essi ( i diavoli ) non sono nulla e anche se fossero qualche cosa, le loro forze non avrebbero in sé nulla che possa resistere alla potenza della Croce.

Racconta Antonio:

Una volta mi apparve un diavolo dai modi quanto mai arroganti e insolenti, e venne dinanzi a me con lo strepito tumultuoso di una folla. Egli osò dirmi: “ Io, proprio io, sono la potenza di Dio; io, proprio io, sono il Signore dell’universo ”. E continuò dicendomi: “ Che cosa desideri avere da me? Chiedi e sarai esaudito ”. Allora io soffiai verso di lui e lo respinsi in nome di Cristo… Un’altra volta, mentre stavo digiunando, mi apparve l’astuto sotto le sembianze di un fratello che mi portava del pane e prese a darmi consigli dicendomi: “ Levati, placa il tumulto del tuo cuore con pane e acqua e riposati un poco dalle tue troppe fatiche, giacché tu sei uomo e per quanto in alto tu stai sei pur sempre rivestito di un corpo mortale e dovresti temere le malattie e le tribolazioni ”. Io stetti ad ascoltare, e conservai la mia calma astenendomi dal rispondere e mi umiliai in silenzio facendo penitenza nella preghiera, e dissi: “ Oh Signore, falla finita con lui come hai sempre fatto ”. E dopo che io ebbi pronunciato queste parole, egli smise, e disparve come polvere e uscì dalla mia porta come fumo. Una volta satana si avvicinò di notte alla mia casa e bussò alla porta. Io uscii per vedere chi bussava, levai gli occhi e vidi la figura d’un uomo straordinariamente alto e forte. E quando gli chiesi: “ Chi sei? ”. Rispose: “ Sono satana ”. Allora domandai: “ Che cosa cerchi? ”, ed egli rispose: “ Perché monaci, anacoreti e gli altri cristiani mi ingiuriano e in ogni tempo accumulano maledizioni su di me? ”. Io rimasi stupefatto per la sua stolta follia e gli dissi: “ Perché i tormenti? ”. Al ché quello rispose: “ Non sono io che li tormento, ma sono essi che si tormentano da sé, poiché una volta mi è accaduto, ed è la pura verità, che essi si sarebbero perduti per sempre se non avessi gridato loro che sono io il nemico. E così non ho posto dove stare, e non ho una spada scintillante ne uomini che siano veramente sottomessi, giacché quelli che mi servono mi hanno in gran dispregio e devo inoltre tenerli avvinti, poiché non mi sono devoti e ritengono cosa giusta far così, e son sempre pronti a cogliere ogni occasione per fuggire da me. I cristiani han riempito tutto il mondo, e lo stesso deserto, vedi, è pieno dei loro chiostri e delle loro abitazioni. Che stiano in guardia e non vadano troppo oltre con le loro ingiurie ”. Al ché io, ammirato per la Grazia di nostro Signore, dissi: “ Come mai tu che in ogni altra occasione hai mentito, dici ora il vero? E dondé viene che tu ora dici il vero se sei solito dire menzogne? Giacché è proprio vero che tu, allorché Cristo venne al mondo, fosti scagliato nell’abisso più profondo e le radici del tuo errore furono divelte dalla terra ”. E quando satana udì il nome di Cristo, la sua figura disparve e le sue parole ebbero fine.


« La questione verte su due fronti: possiamo noi supporre che sia l’inconscio il personaggio soprannaturale con cui il monaco dialoga? Possiamo forse dire che si tratta realmente del demonio? Sì, è così… questo scritto può essere interpretato soltanto in chiave letterale e non traslandolo di significati reconditi che non ci sono. L’inconscio non si manifesta corporalmente dinanzi alla persona e una allucinazione non dialoga con tanta consapevolezza e intelligenza, una indiscutibile razio che fa comprendere di trovarsi dinanzi a una persona vivente; lo scritto è multiversico, perché apre a varie vie di acquisizione del contenuto e mette il lettore alla presenza di tratti di personalità, propri del maligno e non dell’inconscio… il monaco è il bene, la persona positiva e nel nome di Cristo, con il segno della Croce, reprime satana e lo fa fuggire superando l’inganno e la tentazione dell’astuto serpente: i monaci del deserto si esiliavano dal mondo per combattere su più fronti in solitudine, la moltitudine di demòni e satana stesso, per rendere presente nel loro contesto storico la vittoria di Cristo, sull’antico nemico dell’eterna salvezza delle anime; i luoghi deserti sono privilegiati dai demòni per portarvi la propria dimora, nel deserto non c’è vita, è ridotta al minimo e dove la vita non c’è si insedia la morte. Il monaco sconfigge satana grazie alla sua Fede in Cristo ed alla preghiera incessante, praticando la virtù e reprimendo le passioni disordinate della carne, in un combattimento epico contro le forze del male, l’impero delle tenebre. La dialettica nello scritto è tra persone in stato di veglia, l’inconscio rimane sopito nel profondo della mente e non esercita alcuna facoltà rivolta al monaco od al suo sgradito interlocutore, l’inconscio non centra con la persona del maligno ed è l’anima del monaco a destargli tanta sofferenza e inquietudine: il bene disgusta satana e lui se ne tiene lontano, come da una pestilenza letale ed è il Bene della Croce di Cristo a respingerlo lontano e a far vacillare il suo impero dalle solide fondamenta, poiché il peccato di chi gli si asservisce incrementa il suo potere malefico nel mondo, anche se i più non se ne avvedono ».


– Nomi e funzioni di vari demòni –



Satana, Lucifero, Beelzebùl:


è il capo di tutti i demòni, in particolare della schiera dei serpenti, l'artefice della loro caduta, il più potente e il più malvagio, il sommamente impuro e superbo, l'anticristo per antonomasia, predilige manifestarsi come angelo di luce, per ingannare e per essere lodato e onorato al posto di Dio come operatore di bene, da orgoglioso e bugiardo quale è; la regia occulta della passione e della crocifissione e morte di Cristo, è opera della sua volontà deicida: infatti strumentalizza le persone per far compiere loro i suoi desideri; tutti gli obbediscono e si trova nel centro e nel profondo dell'inferno, dove tutti i diavoli e tutti i dannati possono contemplare il suo orrore sconvolgente, la luce nera che permea l'abisso.


Asmodeo:


è uno dei più forti e si suppone che prima della sua demonizzazione o demonogenesi, fosse uno splendido arcangelo, è blasfemo e orrido d'aspetto, proferisce come tutti i capi più potenti, orribili bestemmie contro Dio e la Madonna; è un costante artefice di malattie fisiche e psichiche, organiche o psicologiche, che colpiscono gli uomini, causando loro sofferenze e portandoli alla morte: provocare mali è per lui una attività gratificante, distruggendo si sente realizzato.


Zabulon:


porta un nome biblico e come per tutti i demòni vale la regola che portare un nome biblico significa forza e supremazia, anch'egli è tra i principali e i più forti nella gerarchia infernale, si suppone che appartenga alla schiera dei serpenti; ha una disposizione preferenziale per l'infestazione dei luoghi, dove si dedica al tormento delle persone che vi dimorano; quando possiede i corpi lo fa assieme ad altri spiriti impuri, prendendo il grado di capo; non è ciarliero ed è restio a pronunciare il suo nome, poiché dirlo equivale per lui ad una sconfitta.


Astaroth:


altro capo tra i demòni, forse colui che detiene il potere supremo nella schiera degli scorpioni, sotto la diretta autorità di satana, si manifesta sotto orribili sembianze di animali sconosciuti, cercando di insinuare la paura e il terrore nei cuori umani; vuole ed ottiene la guerra tra le creature umane, si inebria dell'odore di tutto ciò che è morto.


Legione:


demonio che assimila in sé la forza di più entità, di miriadi di diavoli, particolarmente violento ed efficace per quanto riguarda la possessione di corpi umani e di corpi animali, migra nei luoghi deserti per poi aggredire chi si dispone con il peccato ad assorbirne le influenze nefaste; fa uso della parola e dell'arte retorica per trarre in inganno, combatte con questa abilità chi lo vuole cacciare.


Liliath:


demòne dell'illusione, uno dei capi, che si insinua in sogni e visioni, che suggestiona la mente con immagini oniriche durante il sonno e che tenta in tal modo di portare le sue prede a commettere atti contrari alla morale e al rispetto per la vita e la dignità dell'uomo, atti intrisi di perverso sadismo; è il diavolo che da potere agli assassini di nuocere alle loro vittime, prediligendo coloro che sono innocenti, essendo un suscitatore di violenza insensata e fine a sé stessa.


Cabal:


questo diavolo è molto forte e violento, astuto nel nascondersi, e ha come sua caratteristica la funzione di portare il dubbio e l'incredulità nel cuore e nella mente di chi aderisce alla fede, per condurre all'ateismo; è artefice di apostasie e di eresie, tutte deviazioni, inganni e sbandamenti che subiscono coloro che prima aderivano alla Verità, ed erano forti delle loro convinzioni.


Gabaon:


altro demonio che possiede un nome biblico, quindi potente e astuto, anch'egli con la caratteristica di essere taciturno e di rivelare con difficoltà il suo nome, la sua identità; la lussuria e le fami incontrollate del corpo, sono le armi con cui circuisce le anime di cui vuole impossessarsi; semina nei cuori la cupidigia e come tutti i diavoli cerca di generare divisione e sospetto, portando le persone che colpisce alla solitudine e all'isolamento sociale: si prefigge in questo modo lo scopo di condurre all'autolesionismo psicologico e morale, quindi al suicidio.


Bodrom:


demòne della menzogna, che distorce la verità, confondendo la malizia con il bene, portando le menti umane a pensare e considerare il male come bene, togliendo dai cuori qualsiasi rimorso di coscienza; le sue molteplici corna richiamano ad una molteplicità intellettiva, una acuta capacità di conoscenza mistica e spirituale, che usa per scoprire le vulnerabilità delle anime che vuole rovinare.


Zacron:


demòne del tradimento, meschino e vile, che ha influenzato Giuda in tutto il corso della sua vicenda terrena con il Signore Gesù; la sua caratteristica privilegiata è di portare alla follia, di condurre le anime a forme di delirio mistico, con il tentativo di screditare autentiche manifestazioni mistiche; desidera mettersi in azione per tentare di demolire i progetti di Dio sopra anime elette, il suo obiettivo è quello di confondere le coscienze in modo tale da far dubitare di autentici interventi di Dio nella vita di singole persone o nel consorzio umano, nella nostra società; predilige apparire in visioni, sotto la forma di un ragno nero, aggressivo e spaventevole.


Malebolgia:


istigatore dell'invidia, sentimento che corrompe interiormente le anime portando in esse una invincibile intenzionalità omicida; è un demonio che istilla nel cuore delle sue vittime una varietà di sentimenti oscuri, angosciosi e opprimenti; il desiderio malvagio che porta a maledire il prossimo è una delle sue attitudini preferite, e nella maledizione si contorce soddisfatto per aver corrotto ulteriormente la sua natura diabolica. La sua manifestazione fisica preferita è quella di un grosso lupo nero, con occhi pieni di cattiveria e rabbia, pronto a mordere per comunicare la sua spregevolezza.


Ildegard:


diavolo guardiano dei cancelli infernali, il suo compito è quello di accogliere le anime dei dannati all'inferno e di destinarle, sotto il comando e l'autorità di satana, ad un luogo e ad un supplizio infernale, per tutta l'eternità, secondo la legge del contrappasso; in esso alberga la conoscenza delle profondità del male in ogni creatura senziente, la consapevolezza della gravità dei peccati senza pentimento, il loro obbrobrio e la loro azione che rende le persone immonde e meritevoli dell'eterna condanna. Questa sua immersione nel male morale e spirituale delle creature umane, lo rende un profondo indagatore delle modalità con cui si possono pervertire sempre più i peccatori, asservendoli alla causa della dannazione eterna e dell'impero delle tenebre, facendoli diventare in questo modo seguaci instancabili del maligno, edificatori del regno del male anche qui sulla terra, finché sono vivi. La sua forma è sconosciuta ai viventi, tranne per coloro che lo incontrano pervenendo giù, nel pozzo dell'abisso, nel baratro della disperazione.


Le « negatività » più deboli che si identificano con il nome dei vizi o di mali specifici, sono i fomentatori di quei vizi o quei mali, nelle persone umane e nella loro società terrena. Le specifiche e le caratteristiche dei demòni sopra descritti valgono per tutti, soprattutto per i capi e per i principali, anche se alcune funzioni sono proprie di ogni singolo diavolo o angelo apostata, secondo le loro preferenze e la soggezione ai superiori che li comandano.


Santa Veronica Giuliani – Visioni


« Veronica Giuliani è la santa delle visioni, senza dubbio. Per molti anni furono quotidiane, e a volte più di una al giorno. Ma non è una “ visionaria ”. Mai ha pensato a regolare la propria vita né quella degli altri sulla base delle sue visioni. In realtà, Veronica non ebbe tutte le visioni che pure descrive, alcune di quelle che ci sono giunte sono con molta probabilità, il frutto inavvertito della sua propensione a dare figurazione sensoriale – visuale, auditiva o tattile – alle proprie meditazioni, senza accorgersi che esse erano il prodotto della sua creatività e forza immaginativa. Ho fatto uso della definizione frutto inavvertito, poiché nessuno può mettere in dubbio la sua veracità, il candore e la schiettezza nel descrivere i momenti sia lucidi che oscuri del suo pellegrinaggio mistico. Le visioni, come si legge in molti trattati di mistica, sono di tre specie (corporee, immaginative e intellettuali) secondo la natura delle facoltà coinvolte. Le visioni corporee si hanno quando la facoltà percettiva è la vista corporale. Le visioni mistiche immaginarie o immaginative sono invece quelle prodotte nella immaginazione o fantasia, da Dio o dagli Angeli. Possono avvenire in uno stato di veglia o anche nel sonno. A volte sono accompagnate da visioni intellettuali, come nel caso di Santa Veronica. Le visioni finalmente intellettuali, sono quelle operate direttamente nella mente, senza immagini. Possono avvenire in due modi: o per coordinamento da parte di Dio di idee già acquisite nell'anima, o per infusione di nuove specie nell'anima da parte di Dio. La loro razionalità interpretativa, concettuale e di significati, di contenuti che richiamano ad un senso simbolico e trascendente, allontana la possibilità di considerare le visioni mistiche, come una forma allucinatoria, infatti nelle allucinazioni dovute ad una psicopatologia, non si riscontrano, attraverso un accurato discernimento, né ordine né significati, ma caos e disturbo nel rapporto con la realtà, che attentano all'equilibrio interiore della persona. Le autentiche visioni mistiche, sono manifestazioni del soprannaturale, che coinvolgono la nostra fisicità e il nostro psichismo, un libero intervento di Dio, sul nostro piano della realtà ».


La meditazione dell'Inferno [27 gennaio 1716]


Alli 27, vi è stata la meditazione dell'inferno. Sopra di ciò vi è stata una grazia speciale, ed è che, la notte, stando in questa meditazione, ebbi il raccoglimento con la visione di Maria SS.ma. Mi portai al solito con fare le proteste e rinunzie; ed Ella mi fece fare quell'adorazione alla SS.ma Trinità, chiamò a Sé i miei Angeli, ordinò loro che mi portassero, in ispirito, nell'inferno, e rivolta a me, mi diede la sua benedizione, e mi disse: Figlia, non temere; io verrò con te, e sarò in tuo aiuto. In un tratto, mi trovai in un luogo oscuro, profondo e puzzolente; vi sentii urli di tori, ragli di asini, mugiti di leoni, fischi di serpi, confusioni di voci spaventevoli, e tuoni grandi che apportavano terrore e spaventi. Vi vidi anche lampi di fuoco e fumo densissimo. Adagio! Ancora non è niente. Parvemi di vedervi una grande montagna tutta coperta di vipere, di serpi e di basilischi intrecciati insieme; non si riconosceva l'uno dall'altro, ed in quantità senza numero. Sentendo, sotto di questi, maledizioni e voci spaventevoli, rivolta ai miei Angeli, domandai loro che cosa fossero quelle voci; ed essi mi dissero che ivi stavano tormentate molte anime e che il detto luogo era il più refrigerante. Infatti si aprì, in un subito, quel gran monte e parvemi vederlo tutto [pieno] di anime e di demònii in tanto numero! Stavano quelle anime attaccate insieme come se fossero una cosa sola; ed i demònii le tengono così legate, con catene di fuoco, a se stessi, che anime e demònii sono una cosa istessa, e ciascun'anima ha tanti demònii addosso, che appena si discerne. Il modo nel quale le ho vedute non posso descriverlo; solo ho detto così per farmi capire, ma non dico niente di quello che è. Fui trasportata ad un altro monte ove stavano tori e cavalli sfrenati i quali parevami che stessero mordendo come tanti cani arrabbiati. A questi animali veniva fuoco dagli occhi, dalla bocca e dal naso; i loro denti parevano acutissime lancie e spade taglienti che, in un tratto, riducevano in pezzi, in niente tutto ciò che veniva loro in bocca; e compresi che mordevano e divoravano anime. Che stridi e che terrore rendevano! Non si fermavano mai, e capii che durano sempre così. Vidi poi altri monti con tormenti più spietati; ma è impossibile descriverli, e mente umana non potrà mai, mai capirli. In mezzo a questo luogo, vi è un trono altissimo, larghissimo, bruttissimo e composto tutto dei demònii più spaventevoli dell'inferno; e nel mezzo di esso [vi è] una sedia formata di demònii, i capi ed i principali. Quivi sta a sedere Lucifero, spaventevole, orrendo. O Dio! Che brutta figura! Passa in bruttezza, tutti gli altri demònii; sembra che abbia un capo con cento capi, e che sia pieno di spuntoni ben lunghi, in cima di ciascuno dei quali vi è come un occhio, grande come un capo di bue, che manda saette infuocate che bruciano tutto l'inferno. E contuttoché questo sia un luogo così grande, e con tanti e tanti milioni di anime e di demònii, tutti vedono questa vista svelatamente, e tutti partecipano tormenti sopra tormenti dal medesimo Lucifero. Esso vede tutti e tutti vedono Lui. Qui i miei Angeli mi fecero capire che, siccome, in Paradiso, la vista di Dio, a faccia a faccia, rende beati e contenti tutti i comprensori, così, nell'inferno, la brutta faccia di Lucifero, di questo mostro infernale, è di tormento a tutte le anime. Veggono tutte, a faccia a faccia il Nemico di Dio; ed avendo perduto Iddio per sempre, ed il non averlo mai, mai a godere, forma la pena. Lucifero l'ha in sé, e da lui si spicca in modo, che la partecipano tutti i dannati. Esso bestemmia e tutti bestemmiano; esso maledice e tutti maledicono; esso crucia e tormenta, e tutti cruciano e tormentano. E per quanto sarà questo? domandai ai miei Angeli; ed essi mi risposero: Per sempre, per tutta l'eternità. O Dio! Non posso dire niente; di quello che ho appreso e compreso; con parole, non se ne dice niente. Qui, in un subito, mi fecero vedere il cuscino che stava nella sedia di Lucifero, ove esso sta assiso in quel trono. Era l'anima di Giuda. Anche sotto i piedi dell'istesso Lucifero vi era un cuscino ben grande, tutto lacero e tutto segni. Mi fu fatto capire che queste erano anime di religiosi; ed apertosi esso trono, parvemi vedere, fra quei demònii che stavano sotto la sedia una grande quantità di anime. Allora chiesi ai miei Angeli: E chi sono queste? ed essi mi dissero che erano di Prelati, di Capi della Chiesa, e di Superiori di Religione. O Dio! Chiaschedun'anima pate, in un tratto, tutto ciò che patiscono le anime degli altri dannati; e parevami comprendere che la mia andata colà fu di tormento a tutti i demònii ed a tutte la anime dell'inferno. Io credo però, che non solo mi accompagnassero i miei Angeli, ma ancora mi accompagnasse incognitamente la mia cara Mamma, Maria SS.ma, perché, senza di lei, sarei morta di puro spavento. Non dico altro; tanto non posso dir niente. Tutto quello che ho detto è un nulla, e tutto quello che ho sentito dire dai predicatori è un nulla. L'inferno non si capisce, né mai si può apprendere l'acerbità delle sue pene e dei suoi tormenti. Questa vista mi ha fatto molto buono, con farmi risolvere daddovero a staccarmi da tutto, ed a fare le mie operazioni con più perfezione [essendo io] così trascurata. Nell'inferno vi è il luogo per tutti, e vi è il mio ancora, se non muto vita. Sia tutto a gloria di Dio, secondo la volontà di Dio, per Dio, con Dio! [III, 1006-1008].


« I Libri del Vangelo presentano il Signore come liberatore dai demòni, come vincitore delle forze oscure del male: Egli comanda agli spiriti maligni ed essi non possono sottrarsi alla sua autorità universale, sono costretti ad obbedire a Gesù, al Figlio di Dio Altissimo; questo ci insegna che la forza creatrice del Bene, cioè Dio stesso, sottomette il male, la creaturalità votata per libera scelta alla perdizione eterna. La perfetta santità di Cristo, sconfigge satana e tutti i suoi epigoni, Egli è il Signore anche dei perduti ».


Dal Santo Vangelo secondo Luca


[...]


26Approdarono nella regione dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. 27Era appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma nei sepolcri. 28Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: “ Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi! ”. 29Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell'uomo. Molte volte infatti s'era impossessato di lui; allora lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. 30Gesù gli domandò: “ Qual è il tuo nome? ”. Rispose: “ Legione ”, perché molti demòni erano entrati in lui. 31E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso. 32Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise. 33I demòni uscirono dall'uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi a precipizio dalla rupe nel lago e annegò. 34Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nei villaggi. 35La gente uscì per vedere l'accaduto, arrivarono da Gesù e trovarono l'uomo dal quale erano usciti i demòni vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù; e furono presi da spavento. 36Quelli che erano stati spettatori riferirono come l'indemoniato era stato guarito. 37Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò indietro. 38L'uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: 39“ Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto ”. L'uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto.


[...]


Pensieri allegorici e poesia delle tenebre,

della cui essenza l'autore non condivide nulla,

in assimmetria di adesione


Demòni veloci –

Demòni veloci tracciano l’orizzonte, tuono nero, folgore bianca, un incendio nell’al di là della mente, ecco cosa mi attende; io la speranza non più la temo, ma la guardo con invidia, il mio cuore batte e ribatte, i rintocchi delle campane di una vita che passa rapida, come fulmine; è già oggi che non mi sembra più ieri… Destino sereno per chi è puro, destino d’orrore per chi è malvagio, per quelli a cui piace far del male e mentire; martiri dell’inferno, che afferravano la vita con le unghie e con i denti, ora afferrano le fiamme con tutto il loro essere.

Sotto il sole di satana –

Sotto il sole di satana, figure nitide si spostano rapide e l’alba appare lontana dal divenire; sotto il sole di satana, tutto appare confuso e nulla vive per nulla; sotto il sole di satana, veloce è il cammino sulla via della perdizione; sotto il sole di satana, aspettando la rinascita del paradiso perduto.

Cuore di tenebra –

Cuore di tenebra, intrepido domatore del fuoco catartico, che arde avvolgendo di fiamme l’intimo sentire del tuo segno crocifisso, cosa hai trovato nel desiderio ancestrale del nostro inconsueto sonno? Lamine taglienti di frustrazioni, di esasperazione, di non senso del tempo e della mente violenta e delirante, fuoco catartico ardi e consuma di brama pascendesi e di guerra attesa nel buio della tua stanza senza porte, infinita come la morte, devastante come il delirio, anelante il sincretismo delle coscienze, anelante come la luce nera dell’oltre tomba e dell’oltre ignoto. Come puoi portare il delirio, l’allucinazione, l’estasi, verso la conoscenza del grande cerchio di luce astrale? Prova e riprova, ma la volontà è insufficiente, il cammino è in salita, il delirio è in caduta, la pace perduta. Porta che apri verso l’esterno del mondo conosciuto, porta che scruti il mondo fuori del mondo, porta apri il tuo cammino nello spazio che nei frutti di un malato egoismo vuoi per te essere il nostro crollo verso la fine, verso il nulla, verso il vuoto fluttuare del liscio guscio come la seta, liscio come le sensazioni del contraddittorio e sigillato antro dei perduti, perduti senza prospettive di redenzione, di salvezza.

Di lupo e uomo, nella fiamma nera –

Io non saprei... C'è qualcuno che mi vuol bene? C'è qualcuno che prova affetto per me e mi rispetta? Direi di no. Quanto amo il mio prossimo, che circondandomi di attenzioni vuole il mio bene. Sbranerei le sue carni a guisa di lupo, pranzerei con il suo cuore e antropofagicamente succhierei il suo sangue come un vampiro... Che stupido pensare di trovare qualcosa di buono almeno nelle sue carni, infatti non sanno altro che di maiale arrostito. Meglio la pena di un digiuno riparatore dei miei innumerevoli peccati, per primo il peccato di abbandono e solitudine, a cui le brave persone mi hanno condannato; il mondo non è altro che un macello, un perverso odore di sangue lo intride tutto e genera assuefazione, genera appiattimento dei sentimenti e della coscienza. E' un dissidio questa vita, una nera fiamma che alimenta le separazioni, è l'ombra di un animo bugiardo che imperversa le costellazioni del cielo, è l'ombra di un cane che abbaia alla luna, che dice parole salienti di una terra bruciata, all'avanguardia con i suoi orrori e le sue turpi visioni.

Fiammante strada nelle ceneri del destino –

Una porta chiusa davanti l’abisso, un silenzioso deserto fatto di lucenti lame d’acciaio, un vortice di sensazioni, una chimera dal profilo feroce, una tigre che strazia la carne, un drago che la divora nelle fiamme di un voluttuoso appetito. Luce che illumini con rabbia il pensiero della notte gioiosa in un amplesso di rosso e delirante fuoco, carne marcia che odora di una carne morta bruciata. Crematorio vorace, che ti sfami di corpi inerti e freddi, divoratore di cose che pesavano di vita, di cose che suscitavano sorpresa e sconcerto, di qualcuno che respirando l’aria pensava di rimanere per sempre nell’aria, in un’aria fredda e raggelante memorie che riaffiorano supreme. Suprema vita che ti spegni nel vuoto di una mancata rivincita con il destino, superiore presagio che afferri un brandello di carne per poter palpitare vendetta, con l’orco che spaventa, con il guerriero che combatte, con il mago che crea, con l’elfo di una fantasia che porta il marchio del fuoco, della terra, dell’aria e dell’acqua. Potere che svuota il mondo di un mistico senso, di un alchemico significato, come l’ombra che scuote la forma, come la sostanza che si dissolve nel caos, come il cerchio che diventa linea e precipita nella vorticosa spirale dell’antivita, una spirale dell’eterno e nella mancata illusione di un futuro che desidera il tempo.

Abisso inalterato e generato –

In questo profondo dove gemono i divelti vuoti di coscienze impure, dove l'amarezza del peccato consumato in un delirante egoismo, trovo l'apoteosi del mio ringhiare di rancore verso Colui che amandomi mi ha condannato al buio fedele, cosa trovi nell'acerbità delle pene? cosa cerchi nella schiavitù dell'odio impenitente? forse è l'ambiguità del tuo cuore ad aver trovato l'eternità? forse è l'impero generato di un abisso inalterato nei secoli dei secoli? non è altro che il divenire di un amaro calice, bevuto in opposizione al silente Cerchio della Luce Beata, la morte seconda è il nostro destino, la morte infinita di una morte dall'eterno ritorno del divenire del male.

 
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Le lacrime degli Angeli,

 

intercedono per il bene di coloro che non hanno ancora compreso il valore dell'Amore e non lo sentono nel proprio cuore; le loro lacrime sono la sorgente che ci porta al cambiamento sincero dei nostri sentimenti, a non odiare quelli che ci odiano, a non rispondere male per male, a decidersi per emendarci dal passato col pentimento dalle colpe contro l'Amore, le loro lacrime ci lavano l'anima dall'impurità della cattiveria, della malizia, della violenza e infondono in noi la Grazia della sincera conversione del cuore al bene e alla pace. Le lacrime degli Angeli sono il pianto di Dio per la misericordia che Egli sente per ciascuno di noi, sono il pianto di una Persona che ama molto ma sente di ricevere poco amore, di osservarne poco nelle lacrime umane verso il prossimo, anche se nemico, anche se odiatore. Le lacrime degli Angeli sono lo specchio del Cuore di Dio, dell'Eterno Amore che piange il disamore delle sue creature amate fino al Sacrificio, che piange l'innocenza tradita e il peccatore non perdonato. Oggi una lacrima ha toccato il mio cuore, il mio Angelo Custode che vede il mio peccato e piange di disperazione, perché non sono stato capace di amare sinceramente: lui me lo chiede sempre se lo amo, gli dico di sì, poi gli dico guardami dentro e lui versa lacrime di dolore. Le lacrime degli Angeli sono lo specchio che riflette la nostra coscienza e ci fa piangere insieme a loro la carità perduta, la carità lontana, quella persa perché non abbiamo compreso che cosa veramente ha valore: il nostro amore sentito e concretamente vissuto.

Gesù buono, amico mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua Misericordia; Gesù buono, Gesù pio, Gesù, Padre mio, sii Tu il sostegno e il conforto del povero cuore mio. Oggi le mie lacrime sono state raccolte da un Angelo Santo nel calice della sofferenza e versate nell'Amore del mio Signore, perché Colui che mi ha dato la vita, mi dia il suo perdono e cancelli il mio peccato, per farmi un giorno partecipe del Suo Paradiso, dove il pianto si tramuta in beatitudine.

Il potere Benigno e la forza del Bene si amministrano con il controllo, la pace interiore; le acque chete sono vittoriose contro la violenza della tempesta di malvagità e odio; l'Amore è serenità imperturbabile. Non lasciarti vincere dal male ma vinci con il Bene il male! Nel Santissimo Nome di Gesù Benedetto e nel Santissimo Nome di Maria Benedetta. Gesù e Maria Vi amo, salvate anime! Amen.
 
 

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Ai Nove Cori Angelici, che governano l'arcano e i mondi, il Santo Paradiso.


Al Primo Coro, Serafini: Angeli Santi, custoditeci dall'orrore delle tenebre dell'odio e della follia egocentrica.

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.


Al Secondo Coro, Cherubini: Angeli Santi, impetrateci la Grazia Santificante, l'Amore di Dio nei nostri cuori, la presenza di Gesù.

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.


Al Terzo Coro, Troni: Angeli Santi, guariteci dalle ferite interiori ed in particolare dal rancore, dalla rabbia e dai traumi dell'anima, dalle lacrime per la sofferenza subita.

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.


Al Quarto Coro, Dominazioni: Angeli Santi, annientate tutta l'arroganza degli empi menzogneri, la loro violenza e la perfidia insensata.

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.


Al Quinto Coro, Virtù: Angeli Santi, distruggete il male che attenta alla vita degli innocenti, custodite pura la loro mente e il loro cuore.

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.


Al Sesto Coro, Potenze: Angeli Santi, infondete nei nostri cuori il dono della vera Pace, che scaturisce dalla Carità sincera e perfetta.

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.


Al Settimo Coro, Principati: Angeli Santi, portateci la Luce di Dio che ci guidi sul retto sentiero della Giustizia, che è perdono e salvezza.

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.


All'Ottavo Coro, Angeli: Angeli Santi, l'Amore sia per ognuno di noi il cardine della nostra esistenza, con la compassione e la misericordia.

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.


Al Nono Coro, Arcangeli: Angeli Santi, combattete il maligno, reprimetelo nell'inferno e liberateci per sempre dai demòni!

Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum.



Per ogni dichiarazione si enuncia un Padre, Ave, Gloria, la prece a San Michele Arcangelo di Leone XIII e l'invocazione all'Angelo Custode.

 
 
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia,
contro le malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto;
Ti preghiamo supplici, che il Signore lo comandi e Tu principe delle milizie celesti,
con la potenza che Ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.
Per Cristo, nostro Signore.
Amen.

 
 

A Te oh Maria, Regina degli Angeli, Vergine potente contro il male.


Oh Maria, per il Potere che l'Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e sugli Arcangeli, mandaci Legioni di Angeli con a capo San Michele Arcangelo a liberarci dal maligno e da ogni male. Per Cristo nostro Signore. Amen.


Salve Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza, speranza nostra, salve! A Te ricorriamo noi esuli figli di Eva, a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime; orsù dunque, Avvocata nostra, volgi a noi gli occhi Tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno, oh clemente, oh pia, oh dolce Vergine Maria. Amen.


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Sanctus Angelorum, ora pro nobis Deum!

 

Nel Tuo Nome, oh Gesù Signore Altissimo, in Virtù della Santissima Croce vittoriosa sul peccato, sul maligno e sulla morte, libera adesso tutto il territorio circostante, dalla infestazione dei demòni e dalla influenza malefica di satana: che la Croce Benedetta, Luce perpetua di Bene e di Amore, dissipi e reprima le tenebre del male da ogni luogo, cosa, animale e da ogni persona umana, da questa abitazione fino ai limiti estremi di questo territorio. Amen.

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Maria Santissima, Vergine Potente contro il male, Immacolata, Madre di Dio, con la Tua benedicente intercessione e immensa bontà, ottieni a noi, Tuoi figli benedetti, questa grazia da Dio Altissimo e Onnipotente. Amen.

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

San Michele Arcangelo, combatti a nostra difesa, sotto l'egida della Tua protezione le tenebre si disperdono e la loro forza annichilisce, schiaccia il capo superbo di satana, custodiscici e liberaci. Amen.

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.


Sia adorato, lodato e ringraziato ogni momento, Gesù nel Santissimo e divinissimo Sacramento; i cuori puri dicano con perseveranza: Gesù e Maria Vi amo, salvate anime!

Il Bene supremo vince sempre sul male che dilaga, il tempo è il testimone silente che lo decreta. Amen.

 

 

Distinzione simmetrica e comunicativa nel soprannaturale


Ƭ- KenÔsis :

legame sinergico soprannaturale e ontologico in forma ascendente per la persona umana, con le creature Angeliche sante; modalità comunicativa convergente, nell'Amore reciproco e condiviso, nella Comunione ai Beni eterni, la Vita Divina.


Ƭ- DemoniÔsis :

legame sinergico soprannaturale e ontologico in forma ascendente per la persona umana, con i demòni; modalità comunicativa convergente, nell'odio vicendevole e separatore, in opposizione al Bene, nelle forme sottoposte: succubi, servienti, simulacri.