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Il paradosso della responsabilità civile del magistrato.

pubblicato 14 mar 2011, 02:50 da Antonia Colamonico


La nuova proposta di legge sulla Riforma della Giustizia aprirà, nel dibattito parlamentare, alla responsabilità civile dei magistrati.

Da molto si parla di errori giudiziari che vanno a ledere la salute mentale e morale di imputati che vedono la loro figura infangata da inchieste e processi che speso sono delle forzature giudiziarie di magistrati troppo ligi alla legge e inclementi all'uomo.

  • Chi non ricorda il caso Enzo Tortora, che segnò fortemente la salute del giornalista, tuttavia dandogli una volta assolto una connotazione morale ancora più elevata, da essere ricordato come una delle figure più importanti del giornalismo italiano!

  • Chi non ricorda il bellissimo film di Alberto Sordi “Detenuto in attesa di giudizio”!

Da biostorica mi piace sottolineare che lo scopo di uno Stato di Diritto è quello di garantire una parità di trattamento dei cittadini, indipendentemente dagli stati di ricchezza/povertà e di potere sociale, di fronte alla legge. Inoltre con esso si vuole fare della legge la garanzia dei rapporti interpersonali che spesso sono soggetti a clientele e imposizioni, in cui vige la legge del più forte.

Antonia Colamonico (biostorica)







.. Se lo stesso magistrato che sta riscontrando degli apparenti illeciti, si deve assumere la responsabilità di un'eventuale dimostrazione d'innocenza, allora non ha più senso la sua azione che non può essere l'effetto di una causa, cioè un dopo di un prima. Storicamente e logicamente parlando si crea un pasticcio temporale che rende paradossale la pretesa di responsabilità civile del magistrato in caso di innocenza, su un qualcosa che non essendo ancora stato dibattuto, è per definizione soggetto a confutazione.

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