La Geografia della Mente.



La Spugna di un Pensiero



L’azione di lettura della realtà è filtrata dallo stesso occhio-lente osservatore che registra l'eco storico e lo decifra collocandolo in una nicchia spazio-temporale, in un contesto semantico... per poi trasformarlo in un'unità informativa che si presta ad essere trattata, relazionata, intessuta in un narrato, incastonata in uno stato di presente.

La realtà, così elaborata, è una rappresentazione, frutto di un lavorio mentale, che svela oltre al racconto, la stessa dinamica mentale dell'osservatore.


Dalla tipologia dell'intreccio del tessuto narrativo-vitale si potrà risalire, con l'utilizzo di carte di lettura, alla geografia mentale del medesimo osservatore.












«Si ritiene che in qualche modo i frattali abbiano delle corrispondenze con la struttura della mente umana, è per questo che la gente li trova così familiari. Questa familiarità è ancora un mistero e più si approfondisce l'argomento più il mistero aumenta» Benoit Mandelbrot




 






(l'angolazione - A. Colamonico da Le filastrocche di Spazioliberina. © 1992)




Sviluppare un'indagine sulla geografia della mente diviene un ottimo strumento pedagogico per implementare le esplosioni di consapevolezze mentali e di qui storiche; esiste una relazione tra gli stati cognitivo-emozionali e quelli attuativi:
  • imparare a muoversi in uno spazio mentale più ampio e più complesso, accelera e moltiplica il processo di produzione di idee, quali immagini di possibilità di risposte storiche.
In relazione alla produzione di novità ideative si può misurare la velocità di un sistema storico-sociale. Guardando con occhio allargato a tutto il sistema "mondo", esistono differenti velocità che creano le differenti andature delle economie.

Lo stato di salute di un sistema politico-economico è in relazione alla capacità a produrre novità, la produzione di novità è proporzionata al modo come la leadership si rapporta con la tirannia e la democrazia, viste come le due fasi di chiusura e apertura logica.


Uno stato che tende alla chiusura ideativa è malato di vita, viceversa uno stato che tende ad essere messo in crisi da ogni nuova idea è uno stato con un buon livello di adattabilità alla vita:

  • Imparare a vivere è il compito storico del vivente!















A. Grassi

















Verso una scienza dello sguardo:
  • L'osservatore dell'osservatore... un gioco di posizioni di lettura a più occhi.





© 2010 - Il Filo s.r.l.
e-mail:

Il pensiero, nel processo di naturalizzazione della vita, si pone come un territorio bio-fisico-mentale che occupa uno spazio-tempo e perde uno spazio-tempo.










Nel gioco di acquisto/perdita di  realtà si edifica la sua storicità  che assume una forma frattale, a spugna, con vuoti e pieni, luci e ombre, gradi di consapevolezza e d'ignoranza.





















Non tutti gli uomini sviluppano la stessa ricchezza e complessità di forma di pensiero, per cui alla povertà di creste-gemmazioni corrisponderà una povertà di immaginati e conseguentemente di azioni, di emozioni, di disponibilità a creare trame future di vita.

In relazione alla capacità e alla complessità della struttura mentale si creano le letture storiche e le corrispettive coscienze private e sociali.












Il nastro di M. C. Escher.














"... l’in/finito è una grandezza dello stesso finito che complicandosi si intensifica, aprendosi a forme e modi infiniti..." A Colamonico (Le geometrie della vita nel salto Eco-biostorico. 
© Il Filo 2010).












Le stagioni della storia.



(Jacek Yerka)



"l'interiorizzare un particolare comportamento etico-sociale è strettamente connesso ai modi come il pensiero raffigura la realtà, al come indirizza lo sguardo e al come ruota l'occhio-lente di lettura." A. Colamonico



Un occhio eco-biostorico è una lente cognitiva ad angolo giro, in grado di ruotare a 360°, in tale mobilità di sguardo si fa custode della Vita, abitante della Storia, costruttore di Domani.


















La vita è un processo moltiplicativo che prende forma da un quasi nulla: il quanto storico.
Pagine secondarie (1): Il metodo "biostoria".
Comments