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DISIPLINA INTERIORE

Stasera la considerazione riguarda la disciplina: disciplina personale e sociale, sia perché dobbiamo evitare il male, sia perché dobbiamo fare il bene, individualmente e socialmente.
Disciplina in noi stessi. Sappiamo che vi sono le tendenze spirituali e le tendenze carnali; vi è come una lotta nel nostro intimo. Allora è necessario che guidiamo noi medesimi,con una disciplina ferma e con l'aiuto della grazia, perché non siamo vinti nella lotta che è dentro di noi: deve vincere lo spirito e non la carne.
Disciplina interiore. Noi dominiamo i pensieri, la mente? Pensieri retti o pensieri non buoni? Pensieri retti che riguardano Dio, riguardano la carità, la virtù. I pensieri possono essere contro la fede, contro la carità, contro la castità e, possiamo dire, contro ogni virtù. Quanto tempo viene perduto con i pensieri vani ed inutili!
Dominare l'interno: i sentimenti che possono essere retti, in ordine a Dio e in ordine alla virtù, alla santità, in ordine al prossimo. Ecco però che vi sono i sentimenti di orgoglio, di invidia, di desideri pericolosi. Dominare il cuore! Disciplinare il cuore e disciplinare la volontà, la quale deve camminare secondo il volere di Dio. 
Se la forza delle passioni dominasse la volontà, allora saremmo nella via che conduce al male. Disciplinare l'interiore: la fantasia, per non ricordare e riprodurre in noi cose che si sono lette, che si sono sentite, che si sono vedute; così dominare la memoria: ricordare ciò che impariamo di bene, le prediche, i consigli, gli avvisi del confessore, eccetera.
Disciplinare la nostra volontà: alle volte si trovano persone che sono come in un'anarchia continua, vogliono e non vogliono, vogliono il bene e vogliono il male. Avere un carattere ed essere disciplinati interiormente! È più facile scoprire l'esterno se si è disciplinati, ma l'interno è più difficile da scoprire. 
Disciplinare i sensi esterni.
Gli occhi, che devono servire a quello che è necessario per la nostra vita e allora usare gli occhi sempre in ordine a quello che è utile, in ciò che serve per il prossimo, per il bene. Disciplinare gli occhi, perché vedendo ciò che è male creiamo a noi stessi le tentazioni.

Disciplinare l'udito: non ascoltare quello che è male;ascoltare e fare tutto quello che è utile per la vita sociale.

Disciplinare la lingua, che può portare beni immensi a noi stessi: come la preghiera, il confessarsi bene, e altre cose. Con la lingua possiamo portare il bene, illuminare,esercitare la parola che il Signore ci ha dato. Usare santamente la lingua.
Poi il gusto, che non deve essere quello che decide di prendere tanto o poco, eccetera. Prendere secondo il bisogno che serve per il bene fisico, perché, anche se una medicina è amara, non è secondo il nostro gusto, ma serve per la nostra salute. Mortificare il tatto, il corpo. Il riposo sia il necessario; dominiamo le attività che dobbiamo esercitare. Dominare noi stessi.
Non assecondiamo quello che è la passione, quello che porta al male. Invece utilizzare tutte le nostre forze intellettuali, interiori, dei sensi interni e di quelli esterni. Ecco, disciplinare noi stessi: questo significa essere retti ed essere di carattere, essere veramente cristiani in tutto, non solo cristiani in chiesa, ma in tutte le cose e in tutti i posti essere uomini retti, cristiani. Se consacrati a Dio, occorre una disciplina anche maggiore: disciplina che riguarda la povertà, che riguarda la castità, che riguarda l'obbedienza.
Disciplinarsi: la rettitudine in tutto.
Oltre a questa disciplina individuale, personale, occorre anche la disciplina sociale. Adamo ed Eva erano in società, società coniugale: Eva ha rovinato Adamo. Occorre che vi sia la disciplina nella vita sociale. In primo luogo questa disciplina riguarda la convivenza quotidiana. In qualunque ambiente si vive, in famiglia, in società o in vita comune, occorre una disciplina, perché la nostra vita esteriore impone la mortificazione. La vita comune ha i suoi vantaggi, ma occorre la disciplina sociale, o nella famiglia o dove quotidianamente si vive. Disciplinarci nella società. Essere di esempio nella vita cristiana, non di cattivo esempio; comportarci degnamente, in maniera che siamo di edificazione al prossimo.
Se poi si è già consacrati a Dio, allora è necessario che la vita religiosa sia ben seguita. Se è ben seguita ha una influenza salutare; e se la vita non è seguita rettamente, è di cattivo esempio. Vi sono nella società anche scandali, e guai a colui che dà scandalo ai piccoli. Dice Gesù nel Vangelo: «Sarebbe meglio per lui che gli si legasse al collo una macina da mulino e si gettasse nel mare, piuttosto di scandalizzare uno di questi piccoli» (
Lc 17,2)).

Beato Alberione alle Annunziatine. MCS






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