Il XIX secolo

La bufera napoleonica costrinse i Religiosi a lasciare il convento; e cio avvenne il 15 ottobre 1810.
I Francescani il 5 ottobre 1815 poterono tornare alla chiesa.

Nel corso dell’Ottocento si procedette ad un generale restauro della basilica a partire dal 1834 quando, dopo un ulteriore breve periodo di allontanamento, i frati ritornarono a celebrare nella chiesa dell’Annunziata. Gli studi preliminari per il rifacimento della facciata sono ad opera dell'architetto Carlo Barabino che aveva previsto un pronao neoclassico, secondo lo stile monumentale dell'epoca, e dei campanili simmetrici sormintati da tempietti circolari. In seguito alla morte di costui, nel 1841 Giovanni Battista Resasco ne riprende il progetto e lo ridimensiona per ragioni economiche: lasciando inalterato il pronao si è costruita l'attuale scalinata, mentre in facciata fu eliminata l'originale serliana per sostituirla con una finestra semicircolare.

Nel frattempo i religiosi dovettero lasciare il convento nuovamente il 2 marzo 186, prima che i lavori vedessero il loro termine nel 1868.

Il XIX secolo è anche quello che vede affermarsi il ruolo pastorale della Basilica: l'arcivescovo Tommaso Reggio erigeva l'Annunziata in parrocchia il 24 aprile 1898 e vi richiamava i Minori che rientrarono il 30 maggio 1901. L'arcivescovo Mons. E. Pulciano il primo luglio 1904 stabiliva la circoscrizione parrocchiale.  Negli anni 30 iniziarono i restauri che proseguirono fino alla seconda guerra mondiale.
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