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leopardo

Il leopardo, è considerato il felide più bello tra tutti per la sua eleganza, la leggerezza e l'agilità. Misura da 1,75 a 2,50 m di lunghezza, compresa la coda, che da sola può raggiungere il metro. Il peso varia fra i 60 e gli 80 kg. La testa appare rotonda, il muso breve, il collo corto e muscoloso, il corpo possente con petto ampio e fianchi piatti. Gli arti, robusti e abbastanza corti, terminano con piedi larghi e rotondi provvisti di artigli retrattili. I canini superiori raggiungono uno sviluppo notevole. Il mantello, di un colore più o meno chiaro a seconda delle varietà, diviene quasi bianco nelle parti inferiori del corpo, dove il pelo si presenta più lungo. La faccia possiede macchie o striature. Il corpo del leopardo è ricoperto da piccole e caratteristiche macchie scure, dette ocelli. L'occhio è giallo con un riflesso verde e la pupilla rotonda. Il mantello può variare colore a seconda delle razze, alcune sono quasi bianche mentre altre completamente nere.

Caccia 
Il leopardo è un predatore ed è carnivoro, in grado di catturare ungulati dal peso variabile tra 5 e 70 kg . 
Quando disponibili non esita a impossessarsi di carogne. 
E' un cacciatore opportunista e non disdegna prede più piccole quali babbuini (Papio) e cercopitechi (Cercopithecus aethiops). 
La dipendenza dall'acqua è limitata, poiché riesce a ottenere i liquidi di cui necessita direttamente dalle prede catturate. 
Durante la caccia il leopardo si avvicina, strisciando furtivamente, alla preda e sferra l'attacco quando si trova a una distanza compresa tra 5 e 20 metri, raramente insegue la preda in caso di esito negativo e, comunque, non oltre 50 metri, nonostante riesca a raggiungere una velocità di 60 Km/h. 
Il leopardo è un cacciatore che predilige le ore notturne, gli attacchi portati durante il giorno hanno una percentuale di successo molto bassa, che si attesta intorno al 10%. 
Sono state documentate situazioni in cui un leopardo ha allontanato dei ghepardi (Acinonyx jubatus) dopo che questi avevano ucciso una preda, per impossessarsene. 
Anche se il leopardo è il secondo più grande predatore africano, le prede uccise sono spesso vulnerabili e possono essere sottratte da leoni (Panthera leo), iene maculate (Crocuta crocuta), licaoni (Lycaon pittus) e persino sciacalli (Canis mesomelas) se in numero sufficiente. 
La strategia adottata è comunque molto evoluta. 
Il leopardo, sfruttando il miglior rapporto peso-potenza tra i felini, è in grado di trasportare la preda catturata su di un albero. L'animale ucciso può pesare quanto, se non di più, il suo predatore. 
Il leopardo si arrampica verticalmente sull'albero utilizzando gli artigli mentre trascina la preda afferrata con la bocca. 
In questo modo la preda uccisa rimane al sicuro e l'animale può ritornare nei tre-quattro giorni successivi per nutrirsene, ciò gli consente un numero di uccisioni minori rispetto ad altri predatori. 
Questo comportamento di occultamento della preda su di un albero non avviene se il leopardo è il predatore dominante in un determinato territorio. 

Raggruppamento sociale 
Il leopardo è un animale solitario. 
Maschi e femmine interagiscono tra loro solo durante il periodo degli accoppiamenti e poi si allontanano. 
Ambo i sessi mantengono specifici territori, ma mentre i maschi tendono a rispettarli, i territori delle femmine a volte si sovrappongono. 
Il territorio è marcato attraverso graffi sui tronchi degli alberi, così come con l'urina e le feci. 
In una rara disputa territoriale, due leopardi maschi adulti sono stati osservati camminare uno verso l'altro. 
Uno si fermò e l'altro continuò fino a raggiungerlo. 
Quando si incontrarono, mossero nella stessa direzione camminando paralleli per un chilometro come se una barriera invisibile si frapponesse fra loro e li tenesse separati, poi presero direzioni differenti. 

Distribuzione ed abitudini del leopardo
Grazie alla capacità di adattamento, il leopardo si può trovare in quasi tutta l'Africa e in molte zone dell'Asia. Il leopardo possiede una vitalità un vigore e una resistenza eccezzionali. E' maestro nel cogliere di sorpresa la preda, anche la più veloce e la più cauta. Si arrampica con estrema facilità sugli alberi per sfuggire ai pericoli. E' un ottimo nuotatore e può attraversare larghi corsi d'acqua, compie anche notevoli balzi. I suoi movimenti appaiono elastici, leggeri, precisi, pressoché aerei. 
Il leopardo uccide ogni tipo di animale, dal più piccolo al più grande; gli spezza il collo, poi lo sgozza e lecca il angue. In seguito lo porta su un ramo di un albero per terminare il pasto. Si nutre principalmente di antilopi, sciacalli e bestiame vario compresi volatili e animali domestici. Assale senza problemi greggi rinchiusi in ovili; assale frequentemente animali domestici, entrando anche nelle case dei villaggi vicini alle zone dove esso vive. Non poche volte ha attaccato l'uomo anche se non minacciato da questo.

Riproduzione 
Il leopardo è in grado di procreare dai due anni di età. 
Il maschio, periodicamente, va in cerca di femmine che siano in calore. 
La femmina segnala questa sua condizione con un odore particolare o, quando a diretto contatto, acquattandosi nella maniera dell'accoppiamento. 
L'accoppiamento tra leopardi è difficile da osservare e si presenta generalmente breve e ripetuto. 
Dopo un periodo di gestazione di tre mesi, nascono da uno a tre cuccioli che vengono alla luce in tane ricavate tra il folto degli alberi, alberi cavi, termitai abbandonati o caverne. 
Non escono dalla loro tana per sei settimane, dopo le quali effettuano brevi escursioni accompagnati dalla madre e iniziano a mangiare carne. 
Sono completamente svezzati dopo tre mesi, ma non sono in grado di cacciare autonomamente fino all'età di un anno. 
Durante questo periodo la madre trascorre metà del tempo con i cuccioli e metà lontano da loro per cacciare. 
Dal momento in cui i cuccioli si avventurano fuori dalla tana, iniziano le lezioni circa i rudimenti della caccia. 
I piccoli leopardi imparano osservando il comportamento della madre e imitandolo. 
Nel giro di cinque settimane, sono capaci di piccole catture occasionali come rane e roditori. 
Dalla fine del primo anno, sono in grado di catturare piccole prede per se stessi ma continuano a cacciare con la madre fino a due anni di età. 
La taglia adulta è raggiunta a tre o quattro anni e a questo punto la madre diventa aggressiva nei loro confronti, approssimandosi un nuovo periodo in cui entrerà in calore. 
I cuccioli ormai adulti sono allontanati dalla madre che, così facendo, ne preserva l'incolumità evitandogli il pericoloso incontro con un maschio adulto attratto dalla sua condizione. 
Un leopardo maschio adulto non tollererebbe la presenza di altri esemplari della sua specie nelle vicinanze di una femmina in calore. 
L'abilità nella caccia e nella difesa della preda catturata, nonchè una ridotta dipendenza dall'acqua rendono il leopardo, come specie, particolarmente efficiente. 
La minaccia più grave è la progressiva riduzione dell'habitat in cui vive. 
Per questi motivi, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e le Risorse Naturali (IUCN) elenca questa specie come vulnerabile. 
Questo significa che è probabile un passaggio alla categoria “in via d'estinzione” nel prossimo futuro, se i fattori che ne interdicono l'incremento di numero continuassero a operare. 
È molto difficile valutare o calcolare il numero esatto di leopardi anche in un'area ben determinata, essendo un animale nomade che si muove regolarmente tra riserve e fattorie. 
 
Mito e leggenda 
Secondo le persone Shona, i leopardi che rimangono sulle colline conducono una esistenza solitaria, tuttavia accade che se uno di questi grandi felini entra e si siede all'interno del villaggio, rimarrà sordo a ogni tentativo di allontanarlo. 
Questi leopardi sono autentici spiriti e solo un medium potrà cercare di comunicare con loro. 
La loro visita può essere un ammonimento o solo l'osservazione che tutto proceda bene all'interno della tribù. 
Il leopardo proclamerà la sua identità al medium e lo scopo della sua visita, poi svanirà.

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