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2005

dicembre 2005
Subject: autovelox
From: andrea RICCI
To: REPUBBLICA lettere (RM)
Date: 18/12/2005 20.53
Reduce da un giudizio sull’argomento di fronte al giudice di pace, riflettevo che mentre una minoranza petulante biasima la velocità come causa di ogni incidente stradale, la maggioranza silenziosa degli automobilisti, per lavoro o per diletto, soggiace alla nuova forma di brigantaggio dei nostri tempi: l’autovelox. Sorta di bancomat per casse comunali troppo vuote o troppo avide, l’autovelox sta trasformando la vita di chi vive con l’automobile in un incubo. Stretto tra limiti di velocità impossibili da rispettare, tra condizioni pietose delle strade e della segnaletica, l’automobilista paga l’iniqua gabella riscossa da agenti di polizia sempre più scaltri nel nascondersi (altro che funzione preventiva!).
Qualcuno si starà chiedendo – al di là di ogni considerazione di equità – se il bottino valga il malessere che sta provocando? se non sia ora di riconoscere che la velocità è il paravento dietro cui nascondere l’incapacità dell’amministrazione a rendere le strade oggettivamente più sicure? e anche, se la "spartizione del bottino" sia approvata dalla collettività?
Milioni di automobilisti attendono il loro eroe salvatore ….. io intanto ho vinto il mio ricorso.

ottobre 2005
Subject: lettera personale per Eugenio Scalfari
From: andrea RICCI
To: e.scalfari@repubblica.it
CC: "REPUBBLICA (RM)"
Date: 17/10/2005 14.22
caro Scalfari,
è stato emozionante per me incontrarLa di persona per la prima volta casualmente per strada (via Ancona vicino Porta Pia) oggi, dopo 30 anni che La leggo.
E’ del 29 dicembre 1995 la mia lettera che Le inviavo e a cui gentilmente Lei rispose.
Io in questi 30 anni sono passato dalla passione giovanile per cambiare il mondo alla disillusione adulta. Ormai faccio parte della minoranza silenziosa, economicamente e culturalmente impoverita dalla maggioranza furbetta che ha capito che il fallo fa parte del gioco e non è, come pensiamo noi poveri stupidi, un riprovevole tabù. Ma tant’è: continuo a insegnare questi valori perdenti a miei figli. Colpa (o merito) di educazione familiare e di imprinting ricevuto da persone come Lei in tanti anni.
Un cordiale saluto

ottobre 2005
Subject: sua del 18 ottobre
From: Scalfari Risponde
To: andricci@tiscali.it
Date: 20/10/2005 15.49
Gentile Signor Ricci,
grazie per le sue cortesi parole. Sono certo che i suoi figli le saranno grati per gli insegnamenti. Il mondo non è solo quello degli arroganti e dei disonesti. Se così fosse, allora sì che potremmo dichiararci sconfitti.
Cordiali saluti e auguri.
Eugenio Scalfari

agosto 2005
Subject: a Giorgio Bocca
From: andrea RICCI
To: REPUBBLICA (RM)
Date: 02/08/2005 13.33
caro Giorgio Bocca,
ci sei rimasto solo tu a ricordarci ogni tanto dei tanti misteri ormai declinanti verso l’oblio dalla coscienza collettiva. Mi riferisco al tuo articolo sull’attentato di Bologna. Solo che, come quasi in ogni tuo articolo, ti areni sull’impossibilità di arrivare alla verità per colpa del segreto di Stato e delle omertà di apparati dello Stato. E allora ti chiedo: chi lo dovrebbe togliere il segreto di Stato in una democrazia? chi ha il potere e la facoltà di combattere gli apparati dello Stato deviati? non dovrebbe essere un governo forte di consenso che decida finalmente di fare luce su tante stragi impunite? ci aspettiamo che lo faccia uno come Berlusconi? egli ha le sue battagli personali che sta portando a termine una ad una con successo.
Ci serve un candidato del centro-sinistra con le palle, uno che abbia il coraggio di prendere questo impegno con gli elettori, e che lo porti a termine come una corazzata se va al governo: "svelerò le stragi una ad una, sarà la mia battaglia da contrapporre alle leggi Salva-Quello e Salva-L’altro di Berlusconi".
Questo devi scrivere nei tuoi articoli, non piagnistei.
Con affetto da un tuo lettore da quando aveva i calzoni corti.

luglio 2005
Subject: lettera al direttore: A ciascuno la sua lista!
From: andrea RICCI
To: REPUBBLICA lettere (RM)
Date: 27/07/2005 16.29
Non ho letto i nomi di Bush e Blair, e dei loro consiglieri, tra i profeti dell’odio e della guerra citati da Bernardo Valli nel suo articolo del 25 luglio. Sono sicuro che in una altrettanto "oggettiva" classifica stilata in altri posti del mondo figurerebbero ai primi posti.
Chi ha ragione?
E’ oggettivamente più pericoloso per il mondo seminare terrore con le bombe guidate dai satelliti o con gli zaini esplosivi?
Paragonare il nostro "terrore" – statisticamente infondato – con quello provato quotidianamente sulla propria pelle e per i motivi più vari da interi popoli sul nostro pianeta è un ulteriore offesa e un aggravamento del solco che ci divide dal resto del mondo.
Ben altre liste andrebbero promosse: di profeti positivi, emuli di Gandhi e di Gesù.

aprile 2005

Un amico va a trovare un'amica che vive con due amiche. Simpatia immediata, atmosfera rilassata e franca, si mangia qualcosa per cena, si gira per casa, si beve un po' di vino, si comicia a dibattere un argomento. Presto ci si accomoda per terra su cuscini, sempre più vicini, si spengono le luci, si accendono candele, si avvicinano i corpi. Le braccia cominciano ad abbracciare, le mani cominciano a percorrere, mani che aiutano braccia, mani che spingono mani. Labbra si avvicinano a labbra, i vestiti si allentano. Una delle ragazze è più veloce delle altre e approfitta dell'uomo, in un attimo è sopra di lui, lo prende dentro di sé. Un'altra capisce e si impossessa presto dell'altro punto che può darle piacere, dà la schiena all'amica, appoggia una mano al muro e con l'altra guida la testa dello schiavo. La terza rimane spiazzata, ma dita veloci la cercano, la trovano, la penetrano. L'amplesso comune dura un tempo lungo e alla fine lascia tutti spossati e dolcemente appoggiati l'un l'altro. Dopo un tempo di carezze, lei che non aveva avuto il piacere di un membro di rango, sguscia con delicatezza il preservativo e comincia con la bocca a resucitare desiderio. Adesso è suo, lo prende, scaccia le altre e lo possiede con violenza.

[può continuare ...]


marzo 2005
Il suicidio non scaturisce da un piano ... ma da un guizzo

febbraio 2005
Subject: manifesti abusivi condonati
From: Andrea Ricci
To: REPUBBLICA (RM)
Date: 03/02/2005 20.16
Mi preoccupa dover venire a sapere dalla lettera di una lettrice (ma 1 febbraio), e non da un evidente articolo di Repubblica, che anche per i manifesti abusivi c’è un condono dagli importi risibili che vanifica qualunque sforzo di repressione.

gennaio 2005
Subject: il bue che dice cornuto all’asino
From: andrea RICCI
To: REPUBBLICA (RM)
Date: 24/01/2005 7.41
Il vostro titolo di prima pagina di venerdì "Bush: basta tiranni del mondo", non seguito dalla necessaria logica conseguenza ": me ne vado!", ha un involontario effetto esilarante.
Involontario … a meno che non sia il divertito baco creato da un vostro dipendente pericolosamente sovversivo, terrorista, comunista, magari islamico!

gennaio 2005
senza chiedere permesso, mi avvicino da dietro, mentre lavori assorta. la finestra aperta fa entrare un piacevole soffio di aria che ti solleva i capelli e ti scopre il collo così non ti accorgi, o forse sì, che una mia mano prende il posto del vento e ti accarezza piano e mi avvicino con le labbra alla tua nuca, e la bacio dolcemente, e sento un fremito quando con le labbra e con la lingua mi sposto sul tuo collo, fresco e umido. una mano scivola perdendosi nel tuo vestito bianco leggero, che si scosta dal tuo corpo mentre la schiena si inarca un poco e il sedere cerca un contatto, trattenuto appena dallo slip sottile ... 
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