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2004


novembre 2004
Subject: Hotel America e stage [fr] di lingua
From: andrea RICCI
To: REPUBBLICA D (RM)
Date: 08/11/2004 19.45
Hotel America del 6 novembre – Mi sono subito detto: adesso finalmente li sistema, è da Monica Lewinsky che aspetto questo momento, Zucconi è uno che conosce la lingua italiana come pochi, inoltre sa anche l’inglese come pochi italiani. Le parole scorrono, gli esempi fioccano, tra poco, ci siamo, citerà anche quello strafalcione, ma si avvicina la fine …. NOOOO!!! anche lui con l’odiata parola: "STAGISTA", anche lui ignorante al cubo, di italiano, di inglese e di francese: di italiano (esiste tirocinante), di francese (dal cui "stage" deriva l’unica parola universale: stagiaire), di inglese (NON esiste "stage" nel senso di tirocinio). Zucconi! come mi sei caduto!

novembre 2004
Subject: grazie Salvatore Settis …
From: andrea RICCI
To: REPUBBLICA (RM)
Date: 09/11/2004 9.44
grazie Salvatore Settis, per informarci almeno Tu su come sia aggredito il nostro patrimonio culturale, quella che dovrebbe essere la nostra primaria "industria". Una aggressione pianificata che dovrebbe destare unanime scandalo, non purtroppo nel nostro paese diviso tra ladri e accattoni, tra padroni e servi.

novembre 2004
Subject: per Michele Serra
From: andrea RICCI
To: REPUBBLICA (RM)
Date: 11/11/2004 11.11
caro Serra, è condivisibile, oltre che consono allo spirito della rubrica, il tuo articolo sulla proprietà del nostro tempo. Io – che ho uno stipendio che fino a un paio di anni fa mi consetiva di fare risparmi e ora invece mi costringe a "mangiare" quelli messi da parte – sono costretto a vederla in un altro modo, che ti illustro. Mezz’ora spesa a confrontare prezzi al supermercato mi consentono di risparmiare, diciamo, una decina di euro con i quali pagarmi un’ora di persona delle pulizie per la casa, ora che quindi mi rimane per leggere i tuoi articoli. Detto ancora più scientificamente, per chi, come me, non ha guadagni da professionisti, il tempo trascorso a confrontare prezzi e approfittare di offerte è "remunerato" da un risparmio superiore a quello che potrebbe guadagnare nello stesso tempo. Mi auguro quindi che troverai il tempo di dedicare un tuo intervento all’apparente assurdità di un mercato che consente differenze di prezzo così rilevanti tra prodotti quasi identici.

novembre 2004
Subject: Guido Rampoldi e il metodo mafioso
From: Andrea Ricci
To: REPUBBLICA (RM)
Date: 13/11/2004 0.17
Nel tuo articolo sul rapimento di 3 parenti di Allawi parli di metodo mafioso dei guerriglieri.
I vostri articoli sono sempre severissimi con le pagliuzze del nemico (sempre "terrorista"), e indulgenti di fronte alle travi delle forze della coalizione (più correttamente, eserciti di aggressione e occupazione di un paese straniero).
Mi piacerebbe sapere infatti come definisci il metodo di sequestrare e bombardare una città di 300mila abitanti per stanare il nemico (sempre "terrorista") Al Zarkawi?

novembre 2004
Subject: "stage" di lingua
From: Andrea Ricci
To: c.tore@libero.it
CC: c.augias@repubblica.it
Date: 21/11/2004 15.50
Cara Claudia,
ho letto la tua lettera ad Augias e quello che sto per scriverti ha un’importanza infima rispetto ai tuoi problemi di lavoro. Tuttavia, essendo tu dotata di un curriculum di tutto rispetto, perdipiù in un campo in cui l’ignoranza della lingua italiana e delle lingue straniere più diffuse dovrebbe essere evitata, mi permetto di segnalarti un errore che fai e che è diventato ormai pressoché generalizzato, per colpa di giornalisti faciloni e ignoranti.
I quali, quando successe il fattaccio tra Bill Clinton e Monica Lewinsky, "trainee" alla Casa Bianca, cioè "tirocinante" o "praticante", dovendola definire coniarono l’orribile parola "stagista" (che fa tanto rima con sciampista).
Per farla breve, ti invito a fare una semplice ricerca su due buoni dizionari di lingua inglese e francese, nonché di italiano, per scoprire che:
- la parola "stage" nel senso di tirocinio, è francese e colui che fa uno stage si chiama "stagiaire"
- la parola "stage" in inglese ha tutt’altro significato e mai si sarebbe potuta chiamare la Lewisky una "stagist"!
- la parola italiana ESISTE ed è – come detto sopra – "tirocinante" o "praticante".
Saluti

novembre 2004
Subject: embargo Cuba
From: Andrea Ricci
To: a.zampaglione@repubblica.it
Date: 25/11/2004 9.38
Gentile Zampaglione,
ho letto il tuo recente Times Square sulle multe agli esportatori europei verso Cuba.
Per quanto mi sia evidente l’arroganza americana, rimango tuttavia perplesso dalla tua esposizione, forse incompleta: davvero qualunque azienda europea che esporta verso Cuba deve pagare una multa agli USA? Non sarà tale multa legata a corrispondenti benefici che l’azienda vuole mantenere in USA?
Grazie di illuminarmi sull’argomento.

ottobre 2004
Subject: eroi, kamikaze e "videogame"
Prendendo spunto dall’episodio di Pietro Micca, Corrado Augias ci ha spiegato la differenza tra il coraggio degli eroi e la viltà dei kamikaze.
Mi piacerebbe che continuasse il suo ragionamento svelandoci quale sia la dote di coloro – né eroi né kamikaze – che dalle loro irrangiungibili macchine da guerra spingono pulsanti e comandano la morte e distruzione di bersagli (civili e militari) individuati da computer.

agosto 2004
Subject: Baldoni
E’ stato ucciso un italiano scomodo alla causa di guerra. Ed è stato ucciso in modo da avere sull’opinione pubblica un impatto utile alla causa di guerra.

luglio 2004
Subject: mazzi di carte
Gentile Direttore, trovo irritante e civettuolo perpetuare l’ignobile metafora del mazzo di carte inventata dagli USA per la cattura degli uomini di Saddam.
Così avete fatto a pag.8 del 30.06 con riferimento ai prigionieri trasferiti per la custodia al nuovo governo.
La guerra in Iraq è stata una cosa maledettamente seria e – aggiungo io – maledettamente sbagliata per il mondo. Chi ci si è arricchito si è fatto anche beffe del "nemico" stampandolo sulle carte: almeno non seguiamolo!

luglio 2004
Subject: Saddam: è in cella e non è felice
Abbiamo appreso che al detenuto Saddam non è permesso fare nulla se non pensare, nella sua cella (degno risultato di una guerra scatenata in nome della democrazia e della libertà!).
Con quale scopo perciò Enrico Franceschini ci dice con sadismo che Saddam passa le giornate a guardare il muro e che è in stato di profonda depressione?
Quali principi animano negli ultimi anni la Repubblica quando ci informa – con distacco o compiacimento, ma sempre purtroppo con naturalezza, come se fosse cosa scontata – delle gesta dei regimi occidentali contro il cosiddetto terrorismo, tipo assassinii con missili di oppositori, bombardamento di villaggi dove si annida il nemico, condanne senza appello e caccia con tutti i mezzi di nemici, pardon, terroristi, "fino al cesso"?
Vi scrive uno che legge Repubblica e solo Repubblica da sempre e che nota la deriva post 11 settembre.

febbraio 2004
Subject: autostrade bloccate
Ero anch’io in fila, sulla Padova-Bologna, 6 ore per fare 10 km.
Un prevedibile scenario di emergenza ordinaria invernale: a causa del ghiaccio, numerosi camion si intraversano sulle rampe di accesso alle autostrade bloccando la circolazione; i disagi si ripercuotono su ampi tratti della rete.
Una seria rete autostradale dovrebbe avere sempre sotto controllo la situazione della propria rete e saperla comunicare efficacemente ai propri utenti in caso di difficoltà, proponendo soluzioni.
I mezzi principali, e già disponibili, sono Isoradio, i pannelli informativi e il personale ai caselli e negli autogrill. Non mi sembra tanto difficile alleviare le difficoltà di utenti che pagano lautamente i pedaggi.
Invece: proprio Isoradio, già da tempo in deriva verso l’inutile intrattenimento, ieri non funzionava proprio nelle zone colpite e siamo stati aiutati solo da una radio locale di Modena.
I pannelli, invece di indirizzarci, annunciavano neve!, come se non la vedessimo.
Il personale dei caselli e degli autogrill badava solo ai soliti affari.
Si aggiungano le scriteriate direttive impartite alla polizia di verificare capillarmente la presenza di catene a bordo, che ha aggravato prevedibilmente la situazione.
Insomma, come sempre in Italia "il parco buoi" è stato lasciato a se stesso.
Poca fantasia e capacità al potere, per la tranquillità tutta italiana di passarla comunque sempre liscia.

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