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2000


novembre 2000
Il TG3 Agricoltura (sic!) del 12 novembre presentava un servizio su come impiantare ulivi ultracentenari nel giardino di casa, decantando l’aumento di prestigio e di bellezza che ne consegue per il giardino. Gli ulivi devono essere ovviamente trapiantati dal loro ambiente naturale e perciò occorre un "drastico taglio delle radici e della chioma". Mi posso immaginare l’abominevole commercio che ne può scaturire, con stupendi ulivi sottratti al nostro paesaggio e trasportati menomati su qualche camion per arricchire la villa di qualche parvenu. Sono troppo sensibile se la cosa mi ricorda la tratta degli schiavi?

agosto 2000
Subject: acquascooter
"Signore, Lei pagherebbe 500 lire per non avere quella moto d’acqua che scorrazza davanti alla spiaggia?" "Certo!" "E Lei, Signora?" "Forse sì." E così via, con i mille bagnanti che devono sopportare il chiasso di questo stupido divertimento. Poi lo potremmo chiedere a quei pochi nuotatori che ancora osano avventurarsi in mare, con le orecchie che scoppiano per il ronzio; e lo potremmo chiedere agli spaventati pesci, che io da piccolo mi trovavo tra i piedi e i nostri bambini non vedono più. E poi ancora a tutti quelli con le case affacciate sul mare, cui è diventato vietato il riposino pomeridiano. E vogliamo dimenticare l’inquinamento e le onde provocate? Insomma, quanto dovrebbe costare un giro in acquascooter? Milioni! non poche migliaia di lire. Non vietiamoli, ma facciamogli pagare il disturbo.

luglio 2000
Subject: in memoria di Antonio Dimitri
Sono un amico del carabiniere Antonio Dimitri, recentemente ucciso da rapinatori di banca in Puglia. Dopo anni di lavoro a Roma, Antonio aveva chiesto il trasferimento a Brindisi. "Non sarà troppo pericoloso?" gli chiesi "Non sono fatto per stare in ufficio, e li c’è bisogno" mi rispose. E’ morto dopo 2 mesi. Di lui, come di tanti altri morti per difenderci, dobbiamo ricordarcene come cittadini ogni volta che sentiamo politici disquisire abilmente sui diritti degli imputati, della difesa, dei reclusi, sulla tolleranza e sull’apertura delle frontiere, prima di entrare nelle loro blindate con la scorta.

luglio 2000
Nei paesi europei con autostrade a 3 corsie e un legislatore razionale, la corsia di marcia normale è quella di destra e le altre 2 sono destinate al sorpasso. Tutto lo spazio stradale è quindi sfruttato appieno, come è logico, visto anche che costa non poco. Nel paese delle gride e delle suocere, invece, il legislatore ha ritenuto di dover soddisfare l’italiano: "Io sto al centro. Alla mia destra ci stanno i camion puzzolenti e le carrette revisionate, mica io. E a sinistra, che si intruppino pure quelli che mi vogliono sorpassare, tra lampeggi e inchiodate sull’asfalto, ’sti maleducati."

luglio 2000
andrea, hai fatto benissimo a ricordare Antonio DI MITRI che ha dato la sua vita per amore di verità e di giustizia. così lo ricorderò anch’io che sono un’anonima formichina di milano. condivido le tue conclusioni, metafora di un paese sfilacciato del quale siamo tutti protagonisti e coresponsabili. ti assicuro che non mi arrendo e cerco di dare ogni giorno il mio piccolo, modesto contributo: essere civile, responsabile e coerente. a presto
maria lucia caspani

luglio 2000
In merito alla Sua lettera apparsa martedì sulla ‘Repubblica’, mi chiedo se non sia Lei a vivere una vita blindata: dove vivo io, in provincia di Milano, gli appartenenti alla immigrazione li vedo che si svegliano presto per andare a lavorare, e non per delinquere: questo nella stragrande maggioranza dei casi, come è per ogni contesto. D’altronde, se come quasi sicuramente accadrà, gli assassini del carabiniere risultassero italiani, cosa si dovrà fare? Buttare tutti gli italiani in mare (come qualcuno vuol fare con gli immigrati)? Personalmente Le consiglio letture formative, analisi attente della società…, insomma, di pensare con le proprie risorse lasciando perdere le stronzate che si dicono sui giornali sull’immigrazione, che ritengo sia quasi esclusivamente una ricchezza per noi. Cordialmente,
Giuseppe Longoni

luglio 2000
cara Caspani,
ti ringrazio. ci tengo a precisare che la mia lettera è stata amputata in modo tale da distorcerne la portata. la frase originale E’: … disquisire abilmente sui diritti degli imputati, della difesa, dei reclusi, sulla tolleranza e sull’apertura delle frontiere … e NON … disquisire abilmente sulla tolleranza e sull’apertura delle frontiere … ciao

luglio 2000
è usuale che nelle redazioni trancino le lettere. il messaggio di rilievo è far vivere ANTONIO DIMITRI che tu hai avuto il privilegio di conoscere e di essergli amico. concordo che il testo in originale è certamente più marcato. a presto
maria lucia caspani

luglio 2000
caro Longoni,
mi fa piacere che mi abbia scritto. condivido in parte quanto Lei dice e in effetti la mia lettera è stata amputata in modo tale da distorcerne la portata. la frase originale E’: … disquisire abilmente sui diritti degli imputati, della difesa, dei reclusi, sulla tolleranza e sull’apertura delle frontiere … e NON … disquisire abilmente sulla tolleranza e sull’apertura delle frontiere … resto però dell’opinione che il tasso di criminalità tra gli immigrati, soprattutto provenienti da alcuni paesi, è superiore a quello tra gli italiani e non vedo un granché di risultati per rimediare o almeno tamponare la situazione della criminalità in generale, mentre vedo un gran daffare per tutelare i criminali (appunto, diritti della difesa, privacy, condoni e amnistie, visite di parlamentari nelle carceri, eccetera). con la mia lettera volevo dire che ciò non mi sta bene e che mi è venuto un nodo alla gola dopo che hanno ucciso un amico, che invece di vivere in un quartiere centrale di Roma – dove era – o di andare nella Sua tranquilla provincia di Milano aveva scelto di andare in frontiera. cordialmente

luglio 2000
caro Direttore, In un paese di provincia le guerre sono decise altrove. Solo così mi posso spiegare il fatto che i nostri politici si stiano scannando sugli alimenti geneticamente modificati – forse fanno male, forse no – e non scoppi invece una guerra atomica quando in sede europea ci impongono di fare la mozzarella con il latte in polvere e di rinunciare alla pizza cotta a legna. Su questi e su tanti altri prodotti artigianali italiani già vietati o a rischio estinzione non esiste già una storia secolare a suffragare la loro bontà per la nostra salute e, voglio aggiungere, il nostro buonumore?

giugno 2000
Subject: "parcheggi protetti"
In via ….. (Trieste) abita un personaggio protetto per il quale hanno messo da anni una zona rimozione. Tutto bene, se non fosse che nonostante passi da anni quotidianamente per detta strada:
1. non ho mai visto arrivare o partire il suddetto personaggio
2. non ho mai visto la suddetta zona sgombra di auto
3. non ho mai visto rimuovere le auto
Ciò non deve essere stato notato solo da me se nel circondario serpeggia il malumore che i condomini del personaggio si sianotrovati un bel parcheggio sempre libero in una zona intasata di auto. Succede anche in altre zone, a conoscenza dei lettori? Che ne pensano i vigili urbani?

giugno 2000
Leggere l’opinione di Saverio Borrelli sull’amnistia e sui suoi artefici ci aiuta molto a sopportare questo paese.

maggio 2000
Dal testo dell’art. 75, co. 4° Cost. risulta palesemente che il referendum abrogativo non è approvato se non ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto.
E’ questo il caso del referendum elettorale celebrato appena un anno fa, il cui risultato è stato quindi contrario alla abrogazione delle norme di legge sottoposte al giudizio popolare.
L’art. 38 della Legge n. 352 del 1970 dispone che in tal caso il referendum non può essere riproposto prima che siano trascorsi cinque anni dal fallito esperimento.
Ciò nonostante si è osato riproporre immediatamente il medesimo referendum, e la Cassazione ha ritenuto legittima la richiesta con lo specioso argomento che "la mancanza del quorum non costituisce una forma di dissenso".
Questa affermazione è assolutamente insostenibile, perché la Costituzione conferisce ai cittadini il potere di non approvare la proposta referendaria in due modi perfettamente equipollenti: o votando NO in maggioranza o facendo mancare il "quorum" con l’astensione dal voto. E in entrambi i casi la consultazione sortisce l’identico risultato di far constare che la volontà della maggioranza è contraria all’abrogazione delle norme sottoposte a referendum. Se, dunque, la mancanza del "quorum" determina la non approvazione della proposta messa in votazione, come si è potuto dire che essa non costituisce dissenso? Ci può essere una forma di dissenso più tipica della non approvazione?
Così stando le cose appare innegabile che, per effetto di un errore giudiziario, la reiterata celebrazione del referendum elettorale avviene in violazione del citato art. 38 della Legge n.352 del 1970. E di fronte a questa realtà, la foga e il chiasso con cui i "referendari" invocano il principio di legalità per reclamare uno sfoltimento "ad hoc" delle liste elettorali fanno amaramente sorridere.
Benedetto Monte

febbraio 2000
Subject: I: cartelloni abusivi
Vi scrivevo qualche giorno fa una lettera, ma evidentemente non era interessante. Però continuo a leggere la vostra campagna contro i cartelloni abusivi e la dimostrazione della sua quasi-inutilità pratica (almeno per noi cittadini) è evidente con l’articolo di oggi della vostra Romana Liuzzo: il solo rimuovere non serve. Perché allora non prendete in esame con più attenzione le proposte dei vostri lettori? Ve la ripropongo con qualche modifica:
Quante volte il cittadino non capisce i contorsionismi dell’amministratore pubblico nel risolvere i problemi quotidiani … Problema per l’amministratore pubblico: avete la città deturpata da migliaia di cartelloni abusivi, non riuscite ad individuare gli autori degli abusi e perdete un sacco di soldi in mancato incasso di imposte di pubblicità. Soluzione facile facile: multate pesantemente le ditte pubblicizzate e riducete la multa alla metà in caso di pagamento immediato con rimozione del cartellone abusivo a loro spese. Per procedere basta una denuncia con fotografia. Conseguenze: nessuna ditta ricorrerà più alla pubblicità abusiva semplicemente perché antieconomica e i cartelloni abusivi scompariranno.

gennaio 2000
Dopo oltre venti anni che La leggo, stento a riconoscerLa, Scalfari, nella Sua risposta ad Alessandro Valente in cui mette sullo stesso piano la ferocia di una tigre e la ferocia dei cacciatori. Infatti saprà benissimo che la prima uccide per vivere, i secondi uccidono per divertimento. Anche la Sua sensibilità è così incredibilmente assente da non capire che la lettera del lettore è ispirata da una sentimento soffocato dalla cultura predominante, ma non raro: il disagio di fronte al contrasto tra la bellezza della natura e la rozzezza dell’uomo. Ed è interessante anche l’insolito interrogativo sul perché la Chiesa non senta la missione della difesa della Natura, soprattutto lì dove viene impunemente stuprata per inciviltà. Io "consento" quindi pienamente con Valente e accuso di snobismo proprio Lei. Il tema del rapporto uomo-natura viene raramente affrontato in termini etici: non sembra eticamente riprovevole deturpare una spiaggia con un albergo o con uno yacht ormeggiato e invece – putroppo siamo ancora pochi a pensarla così – è un affronto alla natura – e agli altri uomini! – che non dovrebbe essere permesso a nessuno.

gennaio 2000
ALE’ !!!
[vai a vedere cosa successe il 19 gennaio 2000 ...]

gennaio 2000
Subject: cartelloni abusivi
Quante volte il cittadino non capisce i contorsionismi dell’amministratore pubblico nel risolvere i problemi quotidiani … Problema per l’amministratore pubblico: avete la città deturpata da migliaia di cartelloni abusivi, non riuscite ad individuare gli autori degli abusi e perdete un sacco di soldi in mancato incasso di imposte di pubblicità. Soluzione facile facile: multate le ditte pubblicizzate per 1000 lire a cmq di pubblicità abusiva (10 milioni a mq), e riducete la multa alla metà in caso di pagamento immediato con rimozione del cartellone abusivo a loro spese. Per procedere basta una denuncia con fotografia e misure dell’abuso da parte di vigili, associazioni di cittadini, privati, ditte concorrenti, etc. Conseguenze: nessuna ditta ricorrerà più alla pubblicità abusiva semplicemente perché antieconomica e i cartelloni abusivi scompariranno.
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