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1999

2 dicembre 1999
Subject: autoricaricabile
Intervistatore: - ... e non crede che con questa possibilità di autoricarica della scheda molti possano approfittare della propria linea telefonica in ufficio - penso agli uffici pubblici, per le difficoltà di controllo - e ricaricarsi allegramente il telefono proprio o quello della moglie?
Esperto: - nessuno rischierebbe il posto di lavoro per poche migliaia di lire!
Intervistatore: - "rischiare" il posto di lavoro? per delle telefonate? Ah Ah Ah !!!

16 novembre 1999
I benzinai stanno facendo passare giornate d'inferno a tutti i cittadini e non solo agli automobilisti. I cittadini comprendono così molto meglio la ragione del governo a voler liberalizzare il settore per non renderci tutti ostaggio di una categoria. E gli automobilisti se ne ricorderanno quando potranno scegliere tra benzinaio e self-service del supermercato. Questo sciopero deve far riflettere tutte quelle categorie che con arroganza reclamano di poter mantenere privilegi troppo a lungo goduti. Meglio farebbero a farsi venire qualche idea innovativa per restare sul mercato, invece di alienarsi per sempre la simpatia dei cittadini-clienti.

12 novembre 1999
Subject: intervista al prefetto
Chissà se il cittadino Enzo Mosino (Prefetto di Roma) ha letto l'intervista al Prefetto di Roma (Enzo Mosino) che dice: <> Liberissimi proprio no, piuttosto "costretti", dall'insufficienza del controllo della forza pubblica. <> Perché ora dice "non più"? perché prima tali bravate erano forse permesse? o non si è fatto il possibile per evitarle?

12 novembre 1999
Gentile Direttore, Se fossi il Re, farei ... si favoleggiava da bambini. Più modestamente, se fossi il Presidente dell'Authority per le Comunicazioni vieterei la pubblicità di tariffe telefoniche IVA esclusa e imporrei che ogni pubblicità di un numero di telefono ne riporti il costo per il chiamante. Tutto fatto senza scomodare la trasparenza verso il cittadino, la correttezza verso il cliente, etc. Semplicemente ... l'autorità del buon senso.

20 ottobre 1999
Subject: A chi serve la privacy? in polemica con Rodotà
E' permesso essere polemici con il grande Stefano Rodotà, che da almeno vent'anni ci avverte (ultimamente il 20 ottobre su questo giornale), anzi ci ammonisce che siamo tutti schedati e controllati, quasi stupendosi che non facciamo una rivoluzione popolare per riprenderci la privacy? Lui che appartiene alla categoria dei "benpensanti con la scorta", che come tutore della "nostra" privacy guadagna in un anno quanto io in venti, che non ha sicuramente i nostri problemi di piccoli e grandi furti, truffe, fastidi, che affliggono - loro sì! - noi onesti e comuni cittadini. Francamente me ne frego se tengono i tabulati delle mie telefonate per 5 o 10 anni e se possono teoricamente sapere dove ho fatto la spesa con la carta di credito. Ma che ci troveranno? che ho chiamato ogni sera mia madre per ricordarle di chiudere bene la porta di casa e di non aprire a nessuno, o che chiamo 2 volte al mese la polizia per avvertirli che stanno rubando una macchina proprio sotto le finestre di casa mia, o che ho cambiato supermercato per risparmiare sui fusilli, o... devo continuare? A chi serve la "privacy"?

15 ottobre 1999
Subject: turismo in Francia
Sono tornato da una breve vacanza in auto in Francia e ho scoperto quanto è comodo essere turisti in quel paese. Strade ben tenute; i famosi rond-point, intelligente alternativa ai nostri omnipresenti semafori; limiti di velocità non offensivi per il guidatore. Ma a parte il "viaggiare", è nell'alloggio che ci superano in modo incommensurabile. Per il turista che voglia fare una vacanza economica esistono una dozzina di catene alberghiere, ognuna con decine o centinaia di alberghi situati di solito appena all'esterno di ogni città francese, piccola o grande. Sono accessibili 24 ore su 24, con parcheggio privato, camere a 3 letti con bagno e ogni comfort, moderni, pulitissimi e al costo massimo di 50mila lire per camera! La colazione a buffet costa sulle 7-8mila lire. Sono prenotabili telefonicamente con carta di credito e, visto il numero e la diffusione sul territorio, è impossibile rimanere per strada o dover pagare una fortuna per dormire. Perché in Italia una notte in albergo deve essere sempre un'incognita nelle condizioni e nel prezzo? Cosa ha da proporre in fatto d'alloggio al turista la nostra Italia e per essa il nostro Ministero per il Turismo?

12 maggio 1999
Subject: discesa del tevere in canoa
Cara Barbara, Ti scrivo in ritardo perché solo ora tornato dall'estero. Si è conclusa il 1 maggio la discesa internazionale del Tevere in canoa, per la quale avevi pubblicato un mio appello di richiesta di un pulmann. Il pulmann, come sai, ci è stato offerto, la Discesa si è potuta fare ed ha avuto 80 partecipanti, di cui una dozzina di stranieri. Alcuni comuni rivieraschi ci hanno offerto un'ospitalità generosa e disinteressata, rendendo ancora più interessante una manifestazione già molto bella. La RAI (trasmissione Sereno Variabile) ha passato un giorno con noi e il servizio andrà in onda forse domani. Grazie ancora per il tuo aiuto e a risentirci per l'anno prossimmo, sempre dal 25 aprile al 1 maggio, da Città di Castello a Roma, XXI edizione!

8 aprile 1999
Subject: tariffe telefoniche virtuali
Da sempre i nostri operatori telefonici ci ingannano pubblicizzando tariffe telefoniche virtuali ben lontane dalle reali. Tanto per fare un esempio, un gestore di telefonia cellulare pubblicizza un profilo a 195 lire al minuto in tariffa agevolata (e 990 lire al minuto in tariffa piena). Ma leggendo attentamente le note a carattere microscopico si scopre che il primo minuto costa ben 720 lire (e 1680 lire in tariffa piena). Sono il solo matto che si mette a fare i conti o queste finte tariffe già sono note a Repubblica - che pure ospita tale pubblicità - e agli altri lettori? E l'Authority per le telecomunicazioni che ci sta a fare?
Nota per la redazione: La pubblicità è quella di Omnitel Personal Ricaricabile 195. La tassazione è a scatti di 200 lire più IVA cadenzati come segue:
Tariffa agevolata: uno scatto alla risposta e poi scatti ogni 51.3 secondi a partire dal terzo secondo: 0'', 3'', 54.3'' ; totale 3 scatti ; (200x3)+IVA = 720 lire
Tariffa piena: uno scatto alla risposta e poi scatti ogni 10.1 secondi a partire dal terzo secondo: 0'', 3'', 13.1'', 23.2'', 33.3'', 43.4'', 54.5'' ; totale 7 scatti ; (200x7)+IVA = 1680 lire
Dalla pubblicità nel risvolto di copertina del Venerdì del 2 aprile.

21 marzo 1999
Subject: Authority per le comunicazioni
Nella telefonia, cellulare e fissa, sono arrivati dei nuovi gestori che conducono un marketing impostato sulla chiarezza dei prezzi: pubblicizzano tariffe reali, comprensive di IVA e di scatti alla risposta. Grazie alla concorrenza abbiamo finalmente scoperto di essere stati ingannati per anni, quando dietro una tariffa pubblicizzata virtuale ce n'è una reale di gran lunga superiore. Allora perché abbiamo pagato e paghiamo un'Authority per le comunicazioni?

18 marzo 1999
Subject: Discesa del Tevere in canoa
Cara Barbara Palombelli, grazie per la pubblicazione dell'appello in cui richiedevamo un pullman per la manifestazione e per il simpatico commento. Non solo un'offerta si è concretizzata immediatamente, permettendo la Discesa, ma 2 lettori canoisti (2: su questi numeri lavoriamo) ci hanno scritto per chiederci dettagli del raduno.

5 marzo 1999
Subject: PULLMAN per la XX Discesa del Tevere in canoa
Gentile Barbara Palombelli, questo appello le potrà sembrare futile: nella Sua rubrica si occupa di problemi molto più seri. Siamo dei canoisti, da tutta Italia e anche dall'estero, che da oltre 20 anni organizziamo ogni anno una manifestazione molto bella che ci porta in canoa da Città di Castello in Umbria, fino a Roma. Per 7 giorni, dal 25 aprile al 1 maggio, si pagaia sul fiume aiutandosi l'un l'altro; si mangiano panini sul bordo del fiume a pranzo e piatti caldi di cucina da campo la sera; si dorme in tende, palestre, scuole messe a disposizione da comuni non ricchi ma ben disposti verso uno sport "povero". Si fa insomma una sana vita insieme all'aria aperta. Percorso, tappe, soccorsi sono ormai collaudati e a prova di imprevisto e la buona organizzazione porta ad avere punte di oltre 200 partecipanti di cui molti stranieri. Purtroppo, e qui viene l'appello, ogni anno abbiamo una spada di Damocle. I canoisti hanno infatti bisogno di portare le proprie macchine all'arrivo prima di iniziare la discesa in canoa in modo da avere le proprie cose pronte appena arrivano tutti bagnati, infreddoliti, affamati. E quindi hanno bisogno di qualcuno che li riporti alla partenza. Il "recupero", come si chiama nel nostro gergo, di tutta questa gente per vari giorni è quasi impossibile senza l'aiuto di un pullman. In passato istituzioni ed enti pubblici ci hanno messo a disposizione i loro mezzi, salvando la manifestazione. Quest'anno, per le continue restrizioni di bilancio, non riusciamo ad ottenere un mezzo. La nostra manifestazione coinvolge per oltre una settimana decine e decine di famiglie, che seguono i canoisti lungo il percorso o che organizzano l'accoglienza nei comuni rivieraschi in cui si fa tappa e che ci fanno conoscere le loro bellezze e i loro prodotti genuini (Città di Castello, Umbertide, Ponte San Giovanni, Deruta, ...). I canoisti sono appesi ad ... un pullman! Se non lo troviamo in tempo, quest'anno non riusciremo a fare la Discesa. Ci aiuti pubblicando quest'appello. Grazie
Il Comitato promotore c/o Andrea Ricci

3 marzo 1999
Subject: "eutanasia non vuol dire omicidio"
Mi associo pienamente con il bellissimo e intelligente commento di Paolo Flores D'Arcais - 2 marzo - al gesto di eutanasia di Ezio Forzatti che, tutt'altro che omicida, ha dimostrato di essere un amante esemplare. Trovo disgustoso e insultante che si parli di imputazione di omicidio, che si aggravi la sofferenza di quest'uomo per rispettare leggi incivili. E' lo Stato a meritare un processo per aver permesso che le sue leggi perseguano un simile gesto d'amore.

3 marzo 1999
caro Paolo Flores D'arcais,
Grazie di aver scritto quel bellissimo commento sul gesto di Ezio Forzatti. Grazie veramente, perché ogni volta che leggevo di qualche imputazione proposta per quel poveraccio, che è invece un amante esemplare, mi sentivo male. Lei ha saputo dire tante cose giuste e mi ha dato una spiegazione su un argomento su cui ho la sua posizione ma non sapevo perché.

3 marzo 1999
Subject: disoccupato volontario
La lettera di Mauro Belluno che a 40 anni è disoccupato volontario non mi stupisce. Anch'io, a 35 anni, ho abbandonato recentemente due lavori interessanti, in posizione manageriale, ben pagati, vicino casa. Anch'io so di dover sopportare una crescente povertà (a causa del depauperamento del risparmio accumulato). A differenza di Mauro non ho preparato un quadro filosofico dietro questa decisione. Ho semplicemente riflettuto che il lavoro può essere bello, ma passare la maggior parte della giornata in ufficio non mi andava più: voglio andare a fare la spesa al mercato con mia figlia, voglio andare a correre durante il giorno col sole, voglio prendermi una settimana di vacanza quando mi pare. Ho pensato allora che uno non vive al supermercato perché tutti i giorni deve mangiare, ma esce due volte a settimana a fare provviste. Così io non voglio vivere in ufficio perché tutti i giorni ho bisogno di soldi, ma voglio cercare ogni tanto un lavoro per fare provvista di soldi. Insomma, per un po' di tempo non voglio lavorare in modo continuativo. Purtroppo ho constatato invece lo stupore nei colloqui di selezione di società per il lavoro temporaneo in cui ha fatto domanda quando ho detto che cercavo posizioni di livello operativo e assolutamente temporanee. In Italia è ancora troppo anormale non cercare "il posto fisso" e non aspirare a "fare carriera".

2 marzo 1999
Subject: re: bollette Telecom
Il dubbio posto da Emilio Cigliano sulle bollette TELECOM, secondo cui ci sarebbero addebitati 2 scatti ogni volta che ricorriamo ad un operatore concorrente come Infostrada, è di quelli da risolvere immediatamente. Per quanto riguarda invece l'impossibilità di ricevere il dettaglio delle chiamate da TELECOM ed in generale il pessimo rapporto contrattuale con gli utenti, tipico del monopolista, c'è un enorme lavoro da fare in TELECOM per acquistare la nostra fiducia. A margine chiedo: la fiducia del pubblico viene contabilizzata in qualche modo nel prezzo di vendita della società, o rimane una chimera come il PIL verde?

2 marzo 1999
Chissà dove vive Giovanni Valentini per scrivere tali apologie dell'Authority per la privacy (commenti di sabato 20 marzo). A lui evidentemente non capita di avere la cassetta postale invasa di corrispondenza pubblicitaria per non aver notato in un modulo una postilla microscopica che avverte di barrare la casella se non si vogliono ricevere informative commerciali; e di dover cercare a a fatica - e spendendo soldi in telefonate - il "gestore della banca-dati", per sapere poi che bisogna inviargli una raccomandata; e che nonostante ciò la posta-spazzatura continua ad arrivare. Valentini ci dice candidamente che per fare ricorso all'Authority contro tali abusi ora bisogna pagare 50mila lire (e inviare una raccomandata?), "evidentemente allo scopo di filtrare e selezionare le domande all'origine". Selezionare in base a che? Al censo? al tempo a disposizione? alla disperazione? Cosa ha fatto di utile per me cittadino l'Authority per la gestione (sic) della privacy? Questo avrebbe dovuto chiedersi Valentini in una pagina di commenti.

23 febbraio 1999
Subject: la privacy negli USA
(da Affari & Finanza del 22 febbraio)
Il consigliere per il commercio di Clinton, David Aaron, incontra il nostro "garante" per la privacy Stefano Rodotà, per convincerlo che la privacy è tutelata anche negli USA. Ovvero, la modernità cerca di convincere il medioevo prossimo venturo! Dice Aaron: "Negli USA non vogliamo un'Autorità come la vostra: sembrerà un paradosso [sic!], ma l'idea di un garante ci sembra un'invasione della privacy." Parole sacrosante! Che altro dire quando nel nostro paese, grazie a Rodotà, non si riesce a collegare le banche dati di due computer per stanare qualche criminale perché il "Garante" (di chi?) mette il veto? o vista la montagna di inutile cartaccia che dobbiamo firmare "ex lege 675/96" ogni volta che ci muoviamo in qualche ufficio o diamo il nostro numero di scarpe ad un negoziante? o vista la quantità di pubblicità spazzatura che continua imperterrita ad arrivare nella mia cassetta postale e contro la quale il "Garante" mi offre tutta la sua comprensione? o se - davvero il paradosso! - non riesco ad avere il dettaglio delle chiamate fatte mio cellulare perché invado la MIA privacy?

23 febbraio 1999
To: "Striscia la notizia"
Subject: e lo chiamano "Garante" della privacy ...
(da la Repubblica - Affari & Finanza del 22 febbraio p.13)
Il consigliere per il commercio di Clinton, David Aaron, incontra il nostro "garante" per la privacy Stefano Rodotà, per convincerlo che la privacy è tutelata anche negli USA. Ovvero, la modernità cerca di convincere il medioevo prossimo venturo! Dice Aaron: "Negli USA non vogliamo un'Autorità come la vostra: sembrerà un paradosso [sic!], ma l'idea di un garante ci sembra un'invasione della privacy." Parole sacrosante! Che altro dire quando nel nostro paese, grazie a Rodotà, non si riesce a collegare le banche dati di due computer per stanare qualche criminale perché il "Garante" (di chi?) mette il veto? o vista la montagna di inutile cartaccia che dobbiamo firmare "ex lege 675/96" ogni volta che ci muoviamo in qualche ufficio o diamo il nostro numero di scarpe ad un negoziante? o vista la quantità di pubblicità spazzatura che continua imperterrita ad arrivare nella mia cassetta postale e contro la quale il "Garante" mi offre tutta la sua comprensione? o se - davvero il paradosso! - non riesco ad avere il dettaglio delle chiamate fatte MIO cellulare perché invado la MIA privacy? La verità è che Rodotà aveva bisogno di una nicchia per la pensione e l'ha trovata eccome! Adesso poi si fa pagare anche il bollo per poter "interrogare" la sua Autority, così può star tranquillo che neanche gli disturberanno la privacy!

16 febbraio 1999
Subject: sull'articolo di Scalfari di domenica
"Accidenti se ha ragione a prendersela con le intrusioni e i privilegi della Chiesa cattolica nella vita della nostra repubblica! ..." Lodavo tra me e me l'analisi-sfogo di Scalfari nella Repubblica di domenica a pagina 10, quando, passato a pagina 11, il pensiero mi si blocca: a tutta pagina, una vera leccata di culo [n.d.r, trovatela voi un'altra espressione!] al Vaticano per aver benedetto i graffiti! D'accordo che Scalfari non è più il Direttore, ma è la coerenza laica che se ne è andata a puttane! [n.d.r., idem]

16 febbraio 1999
Subject: Monti e i duty free
Non fumo, non bevo ... e non compro gioielli e foulard firmati. Non vedo l'ora perciò che la si faccia finita con i "duty free", luoghi dove la classe ricca che viaggia in aereo evade il fisco legalmente per comprare oggetti che per loro natura dovrebbero essere tassati maggiormente. Le poche centinaia di posti di lavoro persi (schiavi al servizio di pochi privilegiati gestori) saranno più che compensati dalle tasse che quei beni frutteranno agli erari quando saranno acquistati regolarmente.

3 febbraio 1999
Subject: risposta alla "patriota" Furlotti
Cara Palombelli,
Maria Beatrice Furlotti (lettera del 30 gennaio), trapiantata in Francia, ci sprona a superare il nostro complesso di inferiorità di essere italiani facendoci notare come altri paesi europei abbiano problemi come e più gravi dei nostri. Può darsi. Anch'io ho un po' di esperienza di Europa. E però ricordo il senso di frustrazione che provai quando un'amica francese, cui era stato prestato un bell'appartamento a Parigi, ha trovato normale restituire le chiavi ai proprietari marsigliesi prima di partire per l'estero spedendole per posta ordinaria e arrivate a destinazione in 48 ore. Oppure come ho avuto un momento di smarrimento quando sono passato per una strada centrale di Oxford un pomeriggio, ci sono ripassato la sera ed era chiusa al traffico per straordinari lavori in corso di posa di tubature, ci sono ripassato la mattina ed era come se nulla fosse successo. E ricordo come rimasi a bocca aperta anni fa quando a Baden Baden andai a segnalare in un ufficio postale (da cui dipendono i telefoni pubblici) che avevo perso dei soldi in una cabina telefonica difettosa, mi misero in mano un modulo chiedendomi di indicare l'importo che avevo perso e me lo hanno rimborsato seduta stante. Hai voglia a dire che dobbiamo "migliorare", cara Furlotti!

25 gennaio 1999
Subject: a proposito del lotto truccato
Cara Striscia la notizia, Leggo (turandomi il naso) "la Repubblica", che raramente mi pubblica le lettere che gli mando. In particolare questa che riporto sotto non ha dato seguito neanche ad una risposta, il che mi dimostra ciò che penso da tempo: che la Repubblica ormai non pubblichi altro che VELINE! Se a voi invece può dare qualche spunto, sarò contento:
<< Direttore, Ci risiamo con il lotto truccato e ci risiamo con la giustizia inefficace. Qualche anno fa un pubblico ufficiale addetto alle estrazioni fu colto in flagrante mentre truffava gli italiani scommettitori; la cosa andava avanti da lungo tempo e il reo confessò. Lei prenderebbe due piccioni (Lotto e Giustizia) con una fava - e farebbe un gran servizio ai lettori e agli italiani in generale - se il Suo giornale, invece di riportare le solite interviste scaricabarile e le opinioni di benpensanti con la scorta, pubblicasse una tabella con: reato di cui sopra, pena prevista, pena applicata, pena effettivamente scontata, somma truffata, somma restituita. Immagina già il risultato? Grazie dell'attenzione.>>
E grazie anche a voi

18 gennaio 1999
Direttore, Ci risiamo con il lotto truccato e ci risiamo con la giustizia inefficace. Qualche anno fa un pubblico ufficiale addetto alle estrazioni fu colto in flagrante mentre truffava gli italiani scommettitori; la cosa andava avanti da lungo tempo e il reo confessò. Lei prenderebbe due piccioni (Lotto e Giustizia) con una fava - e farebbe un gran servizio ai lettori e agli italiani in generale - se il Suo giornale, invece di riportare le solite interviste scaricabarile e le opinioni di benpensanti con la scorta, pubblicasse una tabella con: reato di cui sopra, pena prevista, pena applicata, pena effettivamente scontata, somma truffata, somma restituita. Immagina già il risultato? Grazie dell'attenzione.

17 gennaio 1999
Da qualche tempo nel nostro quartiere (corso Trieste) sono scomparse le campane per la raccolta del vetro. Cosa è successo?

17 gennaio 1999
Ma davvero i premier di Italia e Giappone si sono incontrati in visita ufficiale e si sono messi a parlare di prosciutto?
- Ma prendine di più, guarda che è buono!
- Sì, ma ho paura che fa venire il mal di pancia
- Ti assicuro che i nostri prosciutti non lo fanno venire

15 gennaio 1999
Nell'articolo sulle "tracce elettroniche contro la nostra privacy" pubblicato il 4 gennaio, il giornalista ipotizza un viaggio estemporaneo del lettore, viaggio segreto ("avrete i vostri buoni motivi"). Ebbene - avverte il giornalista - oggi utilizziamo così tanta elettronica nella nostra vita quotidiana che questo viaggio sarà ricostruibile, violando il segreto. Domando: e allora? Intanto, ricostruibile da chi altri se non da un ordine del giudice? Ma se il giudice lo ordina allora sta indagando su qualche reato, e dunque ben venga questa possibilità. Questa privacy è una mania di cui il cittadino comune, ne sono sicuro, non sente alcun bisogno: ci è stata semplicemente imposta, creando mille nuove difficoltà burocratiche. La stampa, dopo un'iniziale protesta corporativa, la spalleggia. La conseguenza (non vorrei azzardare "l'obiettivo"), a parte l'inutile burocrazia e dispendio che la accompagna, è favorire tra l'altro i viaggi segreti di chi ha qualcosa da nascondere. E non alla moglie.
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