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1998

21 dicembre 1998
cara Barbara Palombelli, la Sua quotidiana "posta del cuore" è come sempre insopportabile; per nostra fortuna il più delle volte innocua, ma talvolta istigatrice di comportamenti riprovevoli come quando - leggo in ritardo la Sua del 3 dicembre - si fa complice di due depravati genitori accaniti nel tentare di rovinare il futuro della loro povera bambina. Ad ella hanno già assegnato un inutile doppio nome e avrebbero voluto affibbiarle anche entrambi i loro cognomi, creando il loro mostro Arancia Cecilia Coglitore Grimaldi. Che se, nelle vostre menti da salotto del tè, si dovesse sposare con Sancio Flavio Tessitore Parnasi, potrebbero insieme dar vita all'IperMostro Anna Maria Laura (o Pier Francesco Giorgio) Coglitore Grimaldi Tessitore Parnasi. E meno male che, nella Sua risposta, ci concede che tutto ciò non sia un obbligo, ma una possibilità concessa "a chi ne fa una richiesta motivata". MADDECHE'??

18 dicembre 1998
Caro Andrea Ricci, grazie per il suoi messaggio in e-mail. Fa sempre piacere scoprire ogni tanto che i giornali non sono solo fogli per incartare verdura. Buon natale.
Guido Rampoldi

29 novembre 1998
Vorrei un'Authority che mi spedisca la dichiarazione dei redditi già compilata a casa. Vorrei un'Authority che mi avverta se sto spendendo troppo questo mese. Vorrei un'Authority che sappia quanta poca spazzatura butto e che lo dica al Comune. Vorrei un'Authority che mi protegga dalle continue richieste di certificati per cose che già stanno su qualche computer. Vorrei delle Authority che si occupino di semplificarmi la vita. NON desidero un'Authority che si impicci di decidere della mia Privacy.

28 novembre 1998
Gentile Sig. Galbiati, innanzitutto grazie per avermi risposto. Tuttavia, non si offenda se le dico che la Sua mi sembra una risposta fotocopia. La mia argomentazione partiva dal presupposto di chiamate fatte da un cellulare. Quindi la privacy del chiamante è la MIA privacy. E la privacy del chiamato ... beh, ma di che privacy si tratta se ho chiamato qualcuno vuol dire che ho il suo numero. Come dicevo nella mia lettera, una lotta alle streghe di sapore medievale di cui tutti facciamo le spese. Questa mania di privacy ci riporta indietro e non avanti. Per l'intanto fa la felicità dei criminali, che hanno vita facile.

28 novembre 1998
Egregio Sig. Ricci, l'oscuramento delle ultime tre cifre dei numeri chiamati, riportati nella fattura telefonica, e' previsto dall'art. 5 del d.lgs. 171/1998, in tema di privacy nelle telecomunicazioni: l'esigenza e' dettata dalla necessita' di tutelare la privacy sia del chiamante sia del chiamato. Tuttavia il Garante ha chiarito, in risposta ad alcuni quesiti pervenutigli, che per esigenze di trasparenza e correttezza nei rapporti contrattuali, in caso di contestazioni sull'ammontare fatturato, sia possibile richiedere la fattura con i numeri in chiaro (si rinvia a tal proposito al nostro sito sezione Garante - Comunicati stampa 1998).
Distinti saluti.
Polytecna S.r.l.
L'Amministratore Unico
Roberto Galbiati

25 novembre 1998
Vedo come un insopportabile sopruso il fatto che per le chiamate fatte dal MIO telefono cellulare, per definizione un telefono personale, non possa avere il dettaglio delle chiamate con tutte le cifre in chiaro. Siamo all'assurdo. Mi aspetto solo che prossimamente sulle carte d'identità sia cancellato l'indirizzo. Questa mania di privacy ha un sapore di lotta medievale.

15 novembre 1998
A proposito di TUT, da Ernesto Assante - che ha la possibilità di farsi leggere da decine di migliaia di utilizzatori di Internet - mi aspetterei qualcosa di più di saperlo "in ascolto e in attesa". Ad esempio promuovendo una VERA protesta No-Tut, non quell'impercettibile "assenza" di cui si è saputo solo dopo che era stata fatta (ma chi lo sapeva? ma dove l'avete pubblicizzata?). E aggiungerei anche una protesta verso quei provider che funzionano una volta su due e che fanno manutenzione quando gli pare senza preavviso (e ci metto tra i primi il mio). Per 2 collaboratori consiglio invece un breve ripasso di aritmetica: Andrea Di Nicola, che a proposito del supercomputer IBM confonde le migliaia con le migliaia di miliardi; Carmela Nicoletti, a cui sembra che dire "migliaia di migliaia" sia qualcosa di più o di diverso che dire "milioni". Con affetto

10 novembre 1998
Caro Walter Tocci, Non ti conoscevo, e penso anche che non hai fatto finora nulla di speciale per i risolvere i problemi del traffico di questa città. Se solo sapessi ascoltare i cittadini, ovvero, se i cittadini avessero l'opportunità di manifestare le loro idee sulla città, le cose potrebbero funzionare molto meglio. Ti lamenti (su la Repubblica di sabato) che i cittadini sembrano una maggioranza silenziosa che assiste allo scontro tra comune e tassisti. E' storia arcinota quella della maggioranza silenziosa non per sua volontà, ma per incapacità di altri di dargli voce. Ma se ti può essere di alcun conforto, ti voglio dire che questa battaglia ti fa molto onore: pochissimi politici rischierebbero la poltrona per una battaglia dura, niente affatto demagogica e con una posta in palio (per te) così bassa. Ma è una battaglia altamente meritoria, contro una categoria di sfruttatori matricolati (sulla portiera). Non prendo mai il tassì, per odio verso i tassinari e perché troppo cari (giro in bicicletta), ma mi auguro fortemente che tu ce la faccia, per il bene della città. E mi auguro poi che tu ci sappia dare voce. Cordialmente

3 novembre 1998
Nell'articolo di Marco Esposito di domenica sul nuovo sistema di telefonia cellulare planetario Iridium, il giornalista ha riportato la cifra di Lit 1500 al minuto per chiamare un tale cellulare da un telefono fisso, cifra evidentemente troppo bassa e smentita (ironia della sorte) 2 pagine prima con un annuncio dalla stessa TELECOM: il costo è di ben 15 mila lire al minuto. Visto comunque il perpetuarsi dell'inganno delle compagnie telefoniche di spiattellarci il costo delle chiamate senza IVA, quasi ci fosse un modo per non pagarla, che almeno voi giornalisti evitiate di fare errori di calcolo così grossolani.

3 novembre 1998
Gentile signor Ricci, grazie per la segnalazione. Le 1.500 lire al minuto sono un dato quanto mai errato, visto che chiamare Iridium è in pratica la telefonata più cara del mondo: 14.200 lire al minuto! Le spiego come sono andate le cose: a domanda precisa, fatta in occasione della prima presentazione di Iridium, i responsabili per l'Italia dissero: chiamare Iridium costerà come una telefonata internazionale. Sabato, quando ho scritto l'articolo, a uffici chiusi non ho potuto che prendere un prezzo medio per chiamate internazionali e riportarlo a titolo indicativo. Nulla sapevo, ovviamente, della pubblicità che sarebbe uscita in pagina il giorno successivo, né mi sarei aspettato un prezzo dieci volte più caro. La mia cifra è stata poi ripresa domenica dal Tg1. Quindi è quanto mai utile la sua segnalazione, che vedrò di inserire in un articolo appena possibile. Fa piacere scrivere per lettori come lei.
Marco Esposito 06 49822742

29 ottobre 1998
Gentile Guido Rampoldi,
In ritardo ho letto il suo articolo " pietà per Pinochet " di sabato 24 ottobre. Per quanto possano interessarLe, vorrei farLe i miei complimenti: raramente si leggono articoli così ben fatti, così sentiti, così chiari e così espliciti (finalmente!). Grazie

Paris, le 31 aout 1998
Gentil Policier,
une fois dans ma vie j'ai eu la chance d'etre invité à Paris, mais non pas la chance de pouvoir garer ma voiture sans problème et sans payer une fortune! Vous m'avez, selon la loi, rempli d'amendes. Moi, demain, je pars. Je suis prèt à les payer si vous me dites où j'aurais pu laisser ma voiture pendant ces jours, étant donné que je suis plein de bagages et que la maison des mes hotes est près d'ici. Merci de votre compréhension

14 agosto 1998
Da uno come Beniamino Placido, in un articolo sulle ""stagiste"" (doppie virgolette) mi sarei aspettato piuttosto un richiamo all'uso appropriato dei termini: "stage" (termine inglese) non non ha tra i propri significati quello dello "stage" (termine francese) di cui tanto si parla. E quindi ridicolo (e irritante per chi conosce le lingue) l'uso che tanto si fa del termine "stagista" (che infatti fa rima con sciampista ... quasi a dimostrazione del livello culturale di chi lo usa) al posto del corretto "stagiaire", francese. Se anche Lei, BP, non riesce a far giustizia di ciò, questo paese va proprio in malora!

12 agosto 1998
Gentile Fabrizio Caccia,
Ho letto il Suo articolo sul delitto di via Poma. Ogni volta che leggo di quel misterioso delitto spero di leggere conferma della mia opinione, opinione di semplice lettore di giornali e di ex iscritto all'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, iscrizione necessaria per la frequenza di ostelli per la gioventù in tutto il mondo. Quell'Associazione puzza: non ricordo di esserci andato quando era a via Poma, ma ci sono andato quando si è trasferita in un appartamento a via Cavour. Il palazzo era (non so ora, è da qualche anno che non ci metto più piede) presidiato da una camionetta della polizia, poliziotti in borghese all'entrata ti chiedevano dove volevi andare. Almeno una volta non sono potuto entrare nel palazzo perché stava arrivando "qualcuno". L'interno della sede avrebbe fatto sospettare chiunque è abituato a conoscere sedi di associazioni simili in Europa: nessuna atmosfera giovanile e "disordinata" ... sono solo mie sensazioni, ma non mi sono mai fidato. Chieda di vedere qualche numero della rivista prodotta dall'Associazione negli anni passati: pagine dedicate alle cariche onorarie affibbiate a dei vecchioni che ci si chiede che cosa c'entrassero con una associazione per la gioventù, statuti speciali riconosciutigli dal governo Andreotti, premi insulsi, notiziole ridicole sull'attività in Italia e all'estero. Ora, io ho collegato la morte misteriosa di un'addetta alla contabilità con una associazione per me "misteriosa" di cui qualche volta negli anni ho letto il sospetto di società di copertura con i servizi segreti, che sta in una sede ben protetta, etc. Se Lei ha voglia di fare qualche indagine, Le ho offerto qualche elemento.

10 agosto 1998
Mi dispiace deludere Bruno Giommbini che crede (sua lettera del 9 agosto) che basti pagare la TELECOM per avere il dettaglio delle chiamate. Questa volta la pur sempre arrogante TELECOM c'entra poco. C'entra invece di nuovo la nefasta e perversa legge sulla privacy che tanto ci sta complicando la vita, almeno quella di noi onesti cittadini che niente abbiamo da nascondere. La TELECOM ha infatti informato chi ha richiesto il servizio a pagamento (come me) di aver avuto disposizioni di oscurare le ultime 3 cifre. Così in nome del diritto alla privacy (del quale me ne frego altamente) io ho perso il diritto all'informazione (per il quale oltretutto pago).

8 agosto 1998
from Andrea RICCI
to Fabrizio Caccia
message Ho letto il Suo articolo sul delitto di via Poma. Ogni volta che leggo di quel misterioso delitto spero di leggere conferma della mia opinione, opinione di semplice lettore di giornali e di ex iscritto all'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, iscrizione necessaria per la frequenza di ostelli per la gioventù in tutto il mondo.
Quell'Associazione puzza: non ricordo di esserci andato quando era a via Poma, ma ci sono andato quando si è trasferita in un appartamento a via Cavour. Il palazzo era (non so ora, è da qualche anno che non ci metto più piede) presidiato da una camionetta della polizia, poliziotti in borghese all'entrata ti chiedevano dove volevi andare. Almeno una volta non sono potuto entrare nel palazzo perché stava arrivando "qualcuno".
L'interno della sede avrebbe fatto sospettare chiunque è abituato a conoscere sedi di associazioni simili in Europa: nessuna atmosfera giovanile e "disordinata" ... sono solo mie sensazioni, ma non mi sono mai fidato.
Chieda di vedere qualche numero della rivista prodotta dall'Associazione negli anni passati: pagine dedicate alle cariche
onorarie affibbiate a dei vecchioni che ci si chiede che cosa c'entrassero con una associazione per la gioventù, statuti speciali riconosciutigli dal governo Andreotti, premi insulsi, notiziole ridicole sull'attività in Italia e all'estero.
Ora, io ho collegato la morte misteriosa di un'addetta alla contabilità con una associazione per me "misteriosa" di cui qualche volta negli anni ho letto il sospetto di società di copertura con i servizi segreti, che sta in una sede ben protetta, etc.
Se Lei ha voglia di fare qualche indagine, Le ho offerto qualche elemento.

13 aprile 1998
al garante del lettore
caro garante del lettore,
come si sarà accorto soprattutto in alcuni settori è uso riportare prezzi e tariffe al netto di IVA, con ciò ingannando il consumatore. Succede in modo eclatante per le tariffe telefoniche, nascondendo costi ben più alti. Perché non propone al Suo giornale di riportare e pubblicizzare solo cifre comprensive di IVA? dove sono quei milioni di consumatori che vogliono sapere i prezzi senza IVA perché non la pagano?

13 aprile 1998
caro Eugenio Scalfari,
a proposito del gioielliere "giustiziere" - come lo avete chiamato - che ha affrontato due rapinatori sparandogli, dopo avergli manifestato tutta la mia solidarietà, non mi stupisce che in casi come questo non si senta un politico aprire bocca: il popolo, quello vero, che vive e fatica ogni giorno, senza privilegi e santi protettori, è tutto dalla parte del gioielliere, ma come si fa a dirlo? I "garantisti" in Italia, si sa, difendono i delinquenti e il gioielliere, seppur assassino, non è un delinquente; anzi, in assenza di giustizia, si è fatto giustizia da sé: orrore! Mettersi dalla parte dei due criminali slavi invece ... è dura, ci vuole tempo: questi hanno rubato una moto, attraversato l'Italia, preso probabilmente accordi con la mala locale, girato impunemente senza casco in pieno giorno (parentesi: che paese da terzo mondo che siamo! in altri paesi europei li avrebbero fermati dopo tre-minuti-tre), devastato e rapinato un negozio. Staremo a vedere se il primo politico andrà a trovare per primo il gioielliere o il rapinatore.

7 marzo 1998
caro Eugenio Scalfari,
mi affido a Lei per chiarirmi un pensiero che ho, confuso, forse ingenuo, forse infondato.
In Italia la rete telefonica nazionale è stata costruita in decenni di lavoro e con un immane quantità di denaro dello Stato (cioè nostro). Ci si è resi conto finalmente che, in generale, gli utenti sono più tutelati e meglio serviti non in regime di monopolio, ma in regime di concorrenza. Ed ecco il punto: nessun concorrente può costruire da zero una rete telefonica alternativa, quindi chi detiene quella attuale non teme concorrenza diretta. Ora che la TELECOM è anche privata, noi che l'abbiamo pagata quella rete l'abbiamo persa per sempre.
Avrei inteso in un altro modo introdurre la concorrenza, e quindi i benefici per il mercato: la rete, di proprietà pubblica, viene affittata a più gestori in concorrenza tra loro, obbligandoli a non applicare tariffe più alte delle ultime applicate dal monopolista e ad assumere di preferenza il personale già in servizio per la TELECOM.
E' utopico? Ci sono errori di fondo? Il discorso può essere applicato a ogni servizio di pubblica utilità?

7 febbraio 1998
Ma perché un cittadino deve essere costretto a prendere carta e penna per proporre ciò che dovrebbe essere ovvio o automatico? Ma perché elegge un sindaco, decine di assessori, centinaia di consiglieri? Ma perché ci sono migliaia di vigili urbani per le strade che fanno solo multe, invece di osservare, studiare, proporre soluzioni per migliorare la vita dei cittadini? Deve essere il cittadino a dover andare in circoscrizione a proporre di rimuovere antiquati cartelli di divieto di sosta, di istituire parcheggi in spazi inutilizzati della sede stradale? per proporre semplici eppure grandi miglioramenti alla vita quotidiana sapendo che il suo sforzo sarà poi sicuramente cestinato?
Mi hanno portato via la macchina. Non dava alcun fastidio: era al centro di una piazzetta a viabilità locale, in una zona con grave problema di parcheggio. Il vigile mi ha risposto che stava facendo il suo dovere: gli era stato ordinato la mattina di effettuare rimozioni prima in via XXX poi in piazza YYY. Questo è il Suo compito, Signor Vigile? Per questo Lei ha superato un concorso, ha studiato il codice stradale, si è fatto esperienza del territorio, del traffico? Il Suo lavoro non potrebbe essere molto più proficuamente per la società impiegato in positivo, per inventare soluzioni ai problemi urbani, invece che per la cieca repressione, per vessare i cittadini, per riempire con il denaro sporco e vigliacco delle rimozioni le tasche del Comune, dell'ATAC, di società private e dei loro misteriosi amministratori?

26 gennaio 1998
In quest'epoca di liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni, con i vari Fido, Timmy, City, Basic, Libero etc. non sarebbe male che almeno le tariffe siano chiare e vere: chi sa, ad esempio, che fare una chiamata di un minuto a un cellulare familiare da casa costa 2000 lire? E che chiamare per un minuto casa da un cellulare con scheda prepagata può arrivare a costare ben 3000 lire? Abbastanza per far apparire ingannevoli se non truffaldine le cifre strombazzate in pubblicità che escludono costi fissi di chiamata e ... IVA! C'è forse un modo per non pagare l'IVA?

15 gennaio 1998
Con riferimento alla denuncia di un cartellone pubblicitario clandestinamente installato in via Fucini, l'Assessore competente Enrico Gasbarra risponde: "voglio chiarimenti, poi la rimozione". Anche noi cittadini vogliamo chiarimenti, per sapere se qualcuno può aver dato l'autorizzazione ad uno scempio del genere e se verrà rimosso dall'incarico.

11 gennaio 1998
Direttore,
puntualmente alla fine di ogni lotteria il Suo giornale (il solo che leggo) pubblica con rilievo la notizia dei biglietti vincenti venduti negli Autogrill: nella Lotteria Italia di quest'anno, il 23% del montepremi totale.
La notizia manca puntualmente del dato, complementare e necessario, della percentuale dei biglietti venduti dagli Autogrill sul totale dei biglietti venduti (quindi anche dai tabaccai, giornalai, bar, chioschi, etc.). Dalla lettura combinata dei due dati percentuali - vincenti sul totale dei vincenti e venduti sul totale dei venduti - si potrebbe vedere che: a) o le due percentuali sono vicine (e di volta in volta superiori o inferiori alla media) e allora la notizia non è una notizia bensì una pubblicità occulta e ingannevole per gli Autogrill; b) o le due percentuali sono sistematicamente diverse e a favore degli Autogrill e allora la notizia diventa uno scandalo da prima pagina perché sarebbe dimostrato che i biglietti vincenti delle lotterie si trovano con più facilità negli Autogrill.
Come lettore attendo chiarimenti, da Lei e se del caso dal Ministro competente.

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