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1997

15 dicembre 1997
Ho comprato le azioni TELECOM. Penso di aver fatto un buon affare, a giudicare dal loro senso per gli affari:
1) Ho chiesto una linea telefonica con il dettaglio delle chiamate a pagamento; hanno registrato la mia richiesta dopo 2 mesi e attivato il servizio dopo 7, però mi hanno fatto pagare anche il periodo prima dell'attivazione
2) A inizio novembre ho richiesto la carta telefonica Call It Omnia; me la hanno addebitata dal momento della richiesta, me la hanno spedita a fine novembre e a metà dicembre ancora non mi hanno inviato il codice segreto per l'utilizzo
Penso di aver fatto un buon affare, ma mi conviene rivenderle prima che qualcuno si decida a farli smettere di truffare la gente.

9 settembre 1997
Gentile Barbara Palombelli,
nel rendermi conto che i nostri amministratori sono quotidianamente alle prese
con problemi enormi, che coinvolgono il destino dell'intera nazione o addirittura dell'umanità tutta, vorrei sottoporre alla Sua attenzione un piccolo problema di quartiere: è un quartiere semicentrale di Roma con gravi problemi di parcheggio, dove un bel giorno sono apparsi bei nastri biancorossi con appesi dei sedicenti avvisi TELECOM che ci vietano il parcheggio per centinaia di metri, per ben 15 giorni, senza specificare perché, senza citare alcuna autorizzazione e soprattutto senza che si veda un operaio lavorare. La sensazione di impotenza che mi ha spinto a scriverLe è nata dopo le mie telefonate al Comune e all'"ufficio tecnico" e all'"ufficio interdisciplinare traffico" della Circoscrizione che mi hanno detto - un po' seccati - che dovrebbe essere tutto in regola e che l'autorizzazione, se la voglio vedere, la posso chiedere al capomastro che non è obbligato a tenerla in vista. Mi sembra tanto strano, pure in un paese come l'Italia!
Non mi aspetto che pubblichi questa lettera ma, se ha tempo, che mi consigli cosa possiamo fare per non subire inerti questo sopruso.9 giugno 1997
L'art.75 dela Costituzione subordina l'approvazione di una proposta referendaria a due condizioni: 1) che abia partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi dirittto e 2) che sia raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
Perciò i cittadini di opinione contraria hanno due possibilità di esprimerla: o andare a votare "no" o non andare a votare.
Quest'ultimo modo ha un significato pregnante, perché non solo esprimme contrarietà alla proposta, ma implica un giudizio di inopportunità in merito alla promozione del referendum in questione.
Quanti questi giorni vogliano sopsingere i cittadini al voo con l'argomento che è giusto e bello non perdere l'occasione di esprimere la propria opinione, dimenticano dunque che, a norma della Costituzione, non partecipare alla votazione referendaria costituisce una manifestazione di giudizio cui la Costituzione medesima ricollega un preciso effetto giuridico e riconosce pertnatno legittimazione e dignità pari all'espressione di voto.
Benedetto Monte

9 marzo 1997
Quanto raccontato dal cittadino svizzero Walter Burch nella lettera "Agenti zelanti" pubblicata domenica 9 marzo è incredibile e meriterebbe un'inchiesta. Se l'episodio stesse esattamente nei termini descritti dallo svizzero, quei due agenti andrebbero denunciati pubblicamente per aver screditato il loro Corpo, disonorato la nota ospitalità del Sud Italia, gravemente danneggiato l'immagine del turismo del nostro Paese e averci infine ricoperto tutti di immenso ridicolo.

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